“Anticipando la Terra Futura” di Filippo Cardano

Firenze e Napoli mettono in mostra le buone pratiche, proposte concrete per un futuro diverso

La crisi economica degli ultimi mesi ha portato alla luce i limiti più profondi del modello capitalistico, non solo come schema economico ma anche come modello socio-culturale.
Il calo dell’occupazione e l’aumento dei prezzi colpiscono in maggior modo le fasce più deboli della popolazione. Il paradigmatico ciclo produzione-consumo-rifiuto sul quale si regge l’attuale economia produttiva è messo in crisi da un lato dalla limitatezza delle risorse, dall’altro dall’evidente disastro ambientale causato dai rifiuti e dalla produzione energetica ed industriale.
I consistenti flussi migratori dalla aree più povere e insanguinate della Terra sono la denuncia di una disuguaglianza di diritti, di condizioni di vita inaccettabili, del crescente divario tra i ricchi e i poveri del pianeta.
La crisi, nei suoi aspetti sociali, ambientali, economici, mette in risalto la necessità urgente di un cambiamento, impostato a livello globale e fatto di interventi concreti.
Mentre i governi del mondo cominciano ad affacciarsi a tali prospettive (in tal senso è significativa l’elezione di Obama negli USA), sono molte le associazioni, gli esponenti della società civile e del mondo del volontariato, gli enti locali che anticipano i tempi preparando dal basso una strada possibile per il cambiamento.
È in questo scenario che si colloca Terra Futura, uno spazio per creare reti di pensiero e di relazioni tra le associazioni e le imprese presenti nell’area espositiva, tra la cittadinanza, molto partecipe all’evento, e le buone pratiche, “merce” principale della VI edizione di questa mostra-convegno tenutasi a Firenze dal 29 al 31 Maggio.
I partners di Terra Futura propongono tre parole da cui partire verso il cambiamento: RESPONSABILITÀ, EQUITÀ, SOLIDARIETÀ.
Tra gli oltre seicento espositori ed i numerosi convegni proposti nell’area culturale si riflette su come queste tre idee astratte possano tradursi in scelte politiche ed economiche concrete, partendo dalle esperienze che provano che questa è una strada percorribile.
Complice la bellezza di Fortezza da Basso, struttura che ospita l’evento, Terra Futura attira moltissimi cittadini di tutte le età; proprio questa grande partecipazione civile è uno dei suoi più grandi successi.
Molto simile negli intenti ma non nei numeri è stata la prima edizione della Fiera dei Beni Comuni, organizzata a Napoli dall’associazione Manitese.
La Campania e Napoli in particolare dimostrano ancora una volta di essere un terreno difficile, forse ancora poco coinvolto da queste tematiche.
Ai temi su cui si è riflettuto a Firenze si aggiunge inevitabilmente quello della legalità; proprio in questi giorni i numerosi agguati che avvengono in città, di cui spesso sono vittime cittadini innocenti, ricordano il ruolo da protagonista che gioca ancora la Camorra in questi territori.
La Fiera dei Beni Comuni, tenutasi dal 26 al 28 Maggio, ragiona sull’ambiente, l’acqua, l’informazione, la legalità, le risorse, sulla vita come “beni comuni”, dei quali ciascun cittadino è responsabile.
È un occasione di incontro delle diverse realtà del volontariato, un invito alla collaborazione e ad una comunione di intenti ancor più necessaria nel complesso territorio partenopeo.
È un invito ai giovani dell’università e della scuola ad essere protagonisti del cambiamento proposto come risposta alla crisi.

Napoli e Firenze provano a rispondere ad una crisi che coinvolge l’uomo in tutti i suoi ambiti. Propongono strategie concrete, in cui la persona riscopre il suo ruolo di cittadino attivo, inserito in una comunità in cui vengono messi al centro i beni comuni, gestiti secondo Responsabilità, Equità e Solidarietà.
Un nuovo modello di sviluppo globale, responsabile, equo, solidale, è la risposta alla sfida che viene posta all’uomo all’inizio del nuovo millennio. Riponiamo qui le nostre speranze, alimentate da tutte le buone pratiche che sono anticipazioni di un futuro migliore.

Link di Terra Futura

Link della fiera dei beni comuni

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