La giornata del 21 ottobre 2010 sarà ricordata come quella che ha visto in campo per le proteste contro l’apertura della discarica a Terzigno, gruppetti di persone non proprio temperanti. Un numero minimo in verità ma gente probabilmente avvezza ai modi spiccioli, che si è fatta forte di scapestrati sodalizi, per non lasciarsi scappare l’occasione di dare contro le istituzioni e l’organizzazione sociale del comprensorio. Gente che, col pretesto della battaglia a tutela dell’ambiente e della salute, ha dato libero sfogo a istinti prima repressi. Hanno sciamato per le vie cittadine di Boscoreale e, con le minacce, hanno fatto chiudere tutti i negozi, e qualche ritardatario ne ha subite le conseguenze con le vetrine in frantumi. Blocchi stradali dappertutto, camion bruciati e chiusura forzata delle scuole con la minaccia di sassaiole distruttive, sono stati i momenti peggiori … Eppure in tutto questo bailamme bisognerà alla fine registrare l’accensione dei riflettori e l’interesse dei media e della politica al caso Terzigno, che prima non c’era con le sole proteste moderate e pacifiche. Mah…
La parte mite dei comitati invece, è sempre lì al solito posto (la strada panoramica), sotto l’albero d’olivo che domina la rotatoria, per protestare e tentare di bloccare il transito ai camion maleodoranti, in fila e pronti a scaricare i loro rifiuti nella terra ai piedi del vulcano più famoso del mondo. La protesta degli accreditati comitati, come quello delle mamme vulcaniche, è esercitata a base di rosari, preghiere e suppliche, magari accompagnate da una disobbedienza passiva, ma tutte pressioni pacifiche che hanno alla base i figli e la necessità di risparmiare loro quegli olezzi malsani provenienti da quel buco osceno. La loro è una battaglia giusta e onesta, come il loro modo di vivere semplice ma esemplare.
L’incontro tra governo e i presidenti di regione e province campane, non ha portato a un granché di risultato sul fronte della contrapposizione frontale circa l’apertura della seconda discarica (cava Vitiello) nel parco nazionale del Vesuvio. Il presidente della Regione Caldoro, aveva ipotizzato di utilizzare momentaneamente i siti di altre province campane per guadagnare tempo, ma ha trovato la ferma opposizione dei comuni interessati che hanno innalzato barriere preventive a siffatta proposta.
La realtà è quindi di non soluzione! Non c’è scelta diversa alla costipazione dei rifiuti, lì al Vesuvio, perché le caratteristiche territoriali e la profonda conurbazione, non lasciano un granché di possibilità valide al governo, in termini di siti provinciali, ove ubicare una discarica. La soluzione per quanto grave, infatti, non ha strategiche vie d’uscita.
Anche l’odierna riunione del premier con i ministri interessati e l’onnipresente Bertolaso, ha avuto come risultato finale il concetto più volte ripetuto che non si cambia strada: Cava Vitiello si aprirà, costi quel che costi… compreso misure per abbattere la puzza. Alla protezione civile il compito di gestire quella cava, in cambio, un po’ di soldi saranno distribuiti agli enti locali (Terzigno e Boscoreale?) per compensare poi cosa? La salute dei cittadini esposti? O il decadimento delle campagne e interi palazzi che hanno perso improvvisamente valore immobiliare? Dispiace molto per Boscoreale, anche alla luce dei recenti e timidi tentativi di agganciare il turismo internazionale, grazie alla contiguità territoriale con gli scavi di Pompei e alla stupenda Villa Regina, vecchia fattoria pompeiana, dove prima del 79 d.C. si lavoravano quelle uve oggi esposte a un fetore nauseabondo. Una velleità turistica finita in discarica…
I comitati probabilmente potrebbero essere presi dallo sconforto perché contro un sistema statale non si può ingaggiare una lotta senza quartiere. In realtà proprio adesso e a maggior ragione, le associazioni dei cittadini hanno motivo di esistere, perché bisognerà arrivare a un compromesso, soprattutto a una data limite, oltre la quale nessun camion dovrà più presentarsi sulla strada panoramica di Terzigno. Una data. Bisogna strappare una data! Sarebbe anche il caso che la cava di Terzigno sia affidata a un ente diverso dalla protezione civile. Un commissario straordinario che non appartenga al chiacchierato dipartimento, perché tale struttura deve ancora rispondere, sembra, di una gestione molto superficiale e poco istituzionale e, per molti aspetti fallimentare, proprio qui in Campania e per i rifiuti. Poi, sorge un altro dubbio: ma la protezione civile non si è affermato, a fronte dei molteplici scandali, che dovrebbe interessarsi solo di : << tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi? Il presidente del parco Vesuvio potrebbe essere l’autorità giusta per salvaguardare “capre e cavoli” e soprattutto dimostrare alle autorità comunitarie di Bruxelles, che intendono bloccare fondi, che si cambia rotta per garantire che in discarica si versano solo sostanze che non incidono pesantemente sull’inquinamento ambientale di quello che una volta era un parco. Ovviamente se la ministra Prestigiacomo garantisce una tregua…
(nella foto il comune di Boscoreale: s’ammaina la bandiera italiana a mezz’asta e si espone un drappo a lutto dopo la notizia che la seconda discarica si aprirà. Per chi non lo sapesse, le discariche sono ubicate nel territorio di Terzigno, ma in realtà all’estrema periferia, risultando quindi più vicine al centro abitato boschese )




