Ambiente — 22 apr ’10 15:16

“Parco Vesuvio a rischio discarica” di MalKo

La nobile plaga vesuviana certamente non meritava di finire in disgrazia attraverso la realizzazione di quella che si prospetta come la più grande discarica dell’Italia meridionale, ubicata all’interno del Parco Vesuvio, in un’area che aveva già dato per il passato in termini di stoccaggio rifiuti .
E’ forte il dubbio che gli abitanti di Terzigno non si siano resi conto dello scempio ecologico che si stava perpetrando in danno al loro territorio. Non fissando paletti iniziali per il primo invaso di Pozzelle (è giusto dare), dovranno probabilmente subire la seconda discarica ben più grande come da programma.
Guardando il Decreto legge 23 maggio 2008, n. 90 – Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile si legge testualmente all’art. 9 comma 1 e,quindi, si desume che:  … Pozzelle e Cava Vitiello sostanzialmente erano località discarica già sancite; quindi Cava Vitiello era in programma da qualche tempo…non si capisce perché oggi qualcuno si meraviglia di questo secondo invaso come se fosse piovuto improvvisamente dal cielo.
Che cosa dice il decreto n° 90 a proposito delle cose che si possono scaricare nel parco Vesuvio ? Pardon, nelle discariche di Terzigno?  Leggiamo l’articolo 9, ma questa volta comma 2:
Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti, è inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*;19.02.05*, e 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all’articolo 18.
Sul web è possibile accedere al catalogo europeo dei rifiuti (CER), elenco utile a chi vuole approfondire il significato di queste sigle numeriche. D’altra parte si può avere un’idea di massima di cosa si costipi partendo dal principio che i numeri CER senza asterisco rientrano nella categoria dei rifiuti non pericolosi, mentre quelli corredati da asterisco sono classificati pericolosi. Ad esempio il numero CER 19 01 11* classifica le ceneri pesanti e scorie, contenenti appunto sostanze pericolose oppure il 19 02 05* fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti anche in questo caso sostanze pericolose.
Molti non conoscono il comune di Terzigno. La cittadina era, nel senso che adesso lo è di meno, nota per il vino, le nocciole e le cave di basalto che hanno prodotto materia prima per tantissime e romantiche scogliere. Terzigno però, annovera anche un vero guinness da primato nel campo dell’abusivismo edilizio. Abusi tali da rendere necessario negli anni novanta la destituzione del sindaco con successivo commissariamento. Alla base del provvedimento un j’accuse contro il primo cittadino  particolarmente forte, reo di non aver fatto alcunché  per arginare  lo scempio cementizio.   Un caso rarissimo di destituzione (con quella motivazione), dicono gli esperti…
Ultimamente permane in campo nazionale e in termini politici e filosofici la rigida idea del fare. Il libro del fare…le cose fatte o da fare. Ecc… Ci sorge quindi un dubbio: vuoi vedere che questo colpo di genio di utilizzare i terreni dentro e limitrofi al parco Vesuvio sia in realtà una magnifica trovata per spezzare l’abusivismo edilizio in terra di rischio vulcanico? A ben pensarci ma quale legge dello Stato può essere più efficace di un mega immondezzaio per bloccare le costruzioni selvagge? Neanche i delinquenti osano erigere sui terreni contigui al percolato da discarica. D’altro canto il nesso tra immondizia e protezione civile che nessuno aveva capito in prima battuta ora si spiega … Ecco perché Bertolaso ha dovuto assumere la condotta delle operazioni in Campania… altre due o tre discariche ben assestate e assisteremo al più veloce decremento  demografico di tutti i tempi. Altro che progetto Vesuvia… I giapponesi verranno a copiarci! Tutti contenti? Beh no! Intanto perché per un po’ di abitanti il rischio ambientale si sommerà a quello vulcanico; un’elevazione a potenza di cui francamente non se ne sentiva il bisogno…
Anche sul fronte dell’uva, il famoso vino Lacryma Christi, almeno quello prodotto in zona, si presume non lo berranno più in tanti,  fino a quando la cordata del fare non troverà una soluzione che convinca gli amanti di Bacco che i rigogliosi vigneti prossimi e limitrofi alla mega discarica (qualcuno già con il cartello vendesi),  non possono subire inquinamento dall’aria, dall’acqua e dai suoli che s’interfacciano con il putridume pure asteriscato.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia una Risposta

— required *

— required *