Ambiente — 9 apr ’10 09:14

“Parco Vesuvio e discariche” di MalKo

Il Vesuvio lo abbiamo ampiamente detto in tanti articoli, è un vulcano che sovrasta il territorio provinciale di Napoli, purtroppo soggetto a una profonda e dilagante urbanizzazione.
Il vulcano oramai rappresenta nella sua parte pedemontana e fino a quota mille l’unico polmone di verde in una piana cementata sempre di più. Una sorta di atollo che emerge da un mare di costruzioni che si rincorrono senza soluzioni di continuità da nord a sud, “accerchiando” letteralmente l’intemuto monte ardente.
Il territorio propriamente vulcanico è oggi parco nazionale del Vesuvio, ma per i motivi prima detti potremmo tranquillamente classificarlo come  parco cittadino della grande ed estesa metropoli partenopea.
All’interno del parco quale parte integrante di esso, annoveriamo la riserva naturale forestale denominata Tirone Alto Vesuvio che, con i suoi 1000 ettari circa, rappresenta una zona di grande interesse vegetazionale per la conservazione di ecosistemi particolarmente importanti per la diversità biologica. I comuni che comprendono i suoli protetti sono: Boscotrecase, Ottaviano, Terzigno, Trecase e Torre del Greco.
Pini e lecci sono le specie arboree più fitte ed estese che s’incontrano lungo i pendii vulcanici, ma si contano anche betulle, ontani e castagni.  La macchia spontanea mediterranea si fonde con le profumatissime ginestre e altri fiori come la valeriana rossa, l’elicriso, il verbasco e diverse varietà di orchidee. A corollario di paesaggi idilliaci, una gran quantità di variopinte farfalle rallegra gli angoli fioriti e assolati.
Volpi, faine, lepri, conigli selvatici, il simpaticissimo assiolo, civette, gufi, ma anche poiane, merli e usignoli caratterizzano parte della fauna locale.
Nella zona  pedemontana coltivabile furoreggiano vari vitigni che danno origine a un vino famosissimo: il lacryma christi. Un vino prediletto dai romani come testimoniano alcune fattorie venute alla luce finanche in una cava basaltica di Terzigno. …Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit –“ Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa” (Marziale).
I vigneti ospitano uve localmente denominate caprettone, palommina e olivella, per alcune forme caratteristiche degli acini .
Secondo la leggenda, Dio riconoscendo nel meraviglioso golfo di Napoli un lembo di cielo strappato via dal paradiso da Lucifero, pianse… Dove le lacrime toccarono terra, spuntarono tralci di vite le cui uve generarono il formidabile e profumatissimo nettare color rubino.
I pomodorini vesuviani sono un altro prodotto tipico della plaga per una sorta di “pizzo” finale che li rende inconfondibili, e che si ammirano appesi a grappoli nelle dispense.
Pinoli dal sapore unico, ciliegie del Monte Somma e soprattutto le albicocche vesuviane, non sono altro che genuini prodotti offerti da piante che traggono nutrimento dai suoli vulcanici entro cui affondano le proprie radici in profondità.
Una terra, quella vesuviana, baciata dalla natura. Clima mite e suoli fertili hanno favorito insediamenti stabili e la costruzione sul litorale d’imponenti ville a servizio dei nobili che fin dal settecento amavano riposarsi all’ombra del monte vulcanico, sfruttando le terapeutiche sabbie nere e il mare allora cristallino e denso di profumi…
Saranno proprio questi tesori naturalistici a spingere gli abitanti del vesuviano a permanere e a vivere nell’omonima plaga nonostante sussista il timore tutt’altro secondario di un’eruzione vulcanica.  Un rischio insomma, mitigato da molti benefici.
Purtroppo però, in questi territori amati da Bacco e visitati da Nostro Signore, l’uomo ha deciso di costruirci delle mega discariche di rifiuti. Una con capacità di 600.000 mila tonnellate è in funzione già da un po’ a Terzigno con grave ammorbamento dell’aria soprattutto per i comuni confinanti. Un’aria  prima corroborata dagli olezzi di ginestra ed ora da quelli  maleodoranti rilasciati dai rifiuti putrefatti. Al peggio non c’è fine diceva qualcuno. Vicino a questa discarica, sempre in Terzigno, non è da escludere come sancito dalla politica, che sia realizzato un secondo e ben più importante invaso da 3.800.000 tonnellate allocato come l’altro all’interno del perimetro del parco nazionale Vesuvio.
La quantità di rifiuti in giogo è tale da sopraffare qualsiasi aspetto naturalistico di un’area sopravvissuta nel tempo alle eruzioni, ma che non sopravvivrà di certo a questo scempio ecologico che si sta perpetrando sotto lo sguardo distratto della   popolazione locale.
Quest’estate la calura renderà più evanescente l’aria arroventata dal sole che cuocerà l’immondizia stipata fra le lave e i lapilli vulcanici. La storia dei tralci d’uva sorti dalle lacrime di Cristo non sarà più una leggenda da amare ma una decadente reminescenza popolare. Colpa dell’uomo. D’altro canto Plauto diceva: Homo Homini Lupus…. L’uomo è lupo per l’uomo.

http://www.vesuviopark.it/pnv/promozione/accadeNews.asp?idnews=281

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2 Commenti

  • Il sito ufficiale del parco del Vesuvio è listato giustamente a lutto per la concretissima possibilità che ulteriori discariche di rifiuti vengano realizzate ai piedi delle colline care a Bacco.(cliccate sul link in basso).
    Probabilmente per gli annunci definitivi della dipartita territoriale si aspetterà la tornata elettorale di spareggio nel comune inondato dai rifiuti dove c’è chi vanta importanti amicizie.
    Desidero esprimere le mie condoglianze alla natura per un’area che in nome dell’ordine pubblico e dell’allarme sociale è stata destinata attraverso la militarizzazione al disastro ecologico.
    Sarebbe il caso che tutti i cittadini dell’area vesuviana e non si apprestino a firmare il registro delle condoglianze se tale dabbenaggine (apertura delle discariche in un’area protetta ancorchè a rischio) dovesse rendersi concreta sul serio come purtroppo e amaramente si prospetta.
    http://www.vesuviopark.it/pnv/index.asp

  • Sentite condoglianze alla natura per la barbara e tutta umana decisione di sopprimere le bellezze di un’area territoriale ubicata all’interno del Parco Vesuvio in Terzigno, prospiciente le mitiche colline care a Bacco.

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