“Beppe Grillo M5S” di MalKo

Gli elettori particolarmente infastiditi da un sistema politico che consuma tantissimo producendo pochissimo, hanno dirottato recentemente e politicamente i loro voti nell’astensionismo e nelle liste del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo.

All’ex comico che vanta un eloquio che è vera musica per gli orecchi dei delusi che affollano i suoi infuocati comizi, bisognerebbe dare il nobel della persuasione. I suoi messaggi, infatti, hanno una capacità pervasiva altissima. L’agitatore politico ottiene consensi unanimi soprattutto quando afferma che chi ha rubato, e su questo bisogna dargli ragione, non può andarsene come se niente fosse successo, godendosi il maltolto in un Paese dove i suicidi da debito incominciano a contarsi numerosi.

Contro gli accaparramenti truffaldini messi a segno da politici corrotti o da chi in quel mondo ci orbita, come tesorieri, faccendieri e funzionari, si potrebbe usare l’arma delle cartelle esattoriali come risarcimento da esigere a cura di Equitalia

Grillo dicevamo, ha una buona capacità comunicativa. Ogni giorno che passa la sua investitura popolare acquista punti. Beppe però, ha un limite che era proprio dei tiranni di una volta: non ha sostituti. Intanto i consensi  il movimento a 5 stelle li accrescerà in modo direttamente proporzionale alle invettive che gli provengono dai seccatissimi avversari, molti dei quali ancora protesi a salvaguardare prebende, privilegi e ricchi vitalizi.

Il parlamento italiano ha bisogno di una spartana rivisitazione in termini quantitativi (meno parlamentari) e qualitativi (via gli inquisiti), che vada a braccetto con un deciso ridimensionamento di compensi e spese di rappresentanza. Lo stesso dicasi per le regioni e soprattutto per le province che ancora resistono in nome di stentati equilibri politici e fame di posti pubblici.

Berlusconi dice che la crisi dilagante non la vede perché i ristoranti sono pieni. Purtroppo per noi, l’ex premier non vede quelli che al ristorante non possono più andarci da un pezzo.  L’ottimismo innato del personaggio lo porta a vedere solo il mezzo pieno. Vede solo quello, soprattutto adesso per marcare le distanze in termini di responsabilità per la crisi, dal suo discutibile e sputtanato e recente ex governo. Tra non molto potremmo addirittura sentirci dire che non c’è crisi, ma solo una forzata dieta tutta mediterranea per rimettere in forma milioni d’italiani per la prova costume.

Bersani come sempre è tiepido e non trascina. Per quanto riguarda la polemica sul finanziamento dei partiti, fa il pesce in barile.  Il suo apparato è troppo mastodontico e strutturato per aderire al principio del no al finanziamento della politica: occorrerebbe una rivoluzione copernicana per far cambiare pensiero alla pletora di colonnelli che lo affolla.

Alfano offre questa possibilità, ma lì occorre dire che si è riconoscenti l’un l’altro. L’elettrico Angelino intanto potrebbe iniziare a non ripresentare i personaggi della serie:  mi hanno comprato casa e non lo sapevo…la carta Montezemolo o Santanchè poi, se vera  non ci sembra una trovata da asso pigliatutto.

Casini ci pare il più meditabondo di tutti. Ha capito il momento politico. Ha capito pure che con Fini e Rutelli non si va lontano. Proverà a distaccarsi, ma per approdare su quali rive? Destra o sinistra? Di Pietro, quando i temi sono forti e le acque agitatissime sparisce tra i flutti perdendo visibilità…

Fini è ancora in cavitazione per la faccenda di Montecarlo e Rutelli paga scotto per l’affaire Lusi, il disonesto e antipaticissimo tesoriere cui inevitabilmente si accostano i famosi e costosi manicaretti cui il maneggione si è abbandonato spesso a spese del partito.

Bossi sta provando a fagocitare l’imbelle Roberto Maroni, tentando poi di ricompattare un partito che invece resiste solo intorno a personaggi alla Tosi, un sindaco che dovrà essere seguito con attenzione soprattutto se avrà la forza di esiliare dalla politica il senatur, e la sua favoletta del non sapevo che fine facevano i soldi manovrati dal mago Belsito. Se riuscirà in quest’operazione, il sindaco di Verona potrebbe essere a pieno titolo il nuovo leader della Lega.

Intanto, i rappresentanti dei partiti potrebbero riunirsi in modo permanente, qualcosa di simile al giuramento della pallacorda, fino a quando non tirano fuori una legge elettorale equilibrata e condivisa che riporti il popolo alle sue aspettative di sovranità e di rappresentanza. La nuova legge elettorale, infatti, dovrà caratterizzare le prossime elezioni politiche.

Monti galleggia bene perché nessun partito ha un seguito elettorale cospicuo per fronteggiarlo in aula senza danno. Le velate minacce che ogni tanto gli arrivano da destra e dalla sinistra più radicale non sembrano sortire effetti. Per essere vicino alla popolazione, il premier ha messo su pure una sorta di commissione atta a valutare i suggerimenti degli italiani sugli sprechi. Le segnalazioni dicono che  stanno arrivando a valanga.

Oltre agli sprechi, il Presidente Mario Monti potrebbe, anzi dovrebbe prendere in considerazione pure le vessazioni, magari affidando a qualche tecnico del suo governo (ce ne sono…ce ne sono) di indagare sull’ignobile trattamento che subisce il popolo campano (non c’è solo quello padano), a proposito di assicurazioni RCA, con compagnie che stanno letteralmente taglieggiando i già provati automobilisti con aumenti sproporzionati di polizze, anticipate da risoluzioni improvvise dei contratti. Sono organizzatissime e affiatatissime queste compagnie, che contribuiscono allegramente a renderci più poveri. Si rifletta anche su questo… e si provveda!

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  1. Bisogna usire dall’Euro. L’UE deve essere pensata in modo differente da quella artatamente propinataci oggi. Bisogna decentrare il potere e non accentralo. L’UE vuole estorcere la sovranità popolare. L’Italia non è nella condizione economico/politica ideale per poter stare in questa bugiarda ed accentratrice Europa “sede del potere di pochi eletti”.
    La politica italiana abbisogna di persone semplici / comuni e di cose semplici. Dobbiamo dare vita ad una politica che tuteli la sovranità popolare. Dobbiamo evitare la schiavitù “euroschiavitù”. Bisogna investire su menti giovani desiderose di partecipare e di cambiare le cose. BASTA CON I MEGA-PROGETTI, le MEGA-IDEE, FINIAMOLA CON I PROFESSORONI. QUESTI DEBBONO INSEGNARE E NON FARE TUTTO (Politica, attività professionali, consulenze, etcc..). DOBBIAMO SEPARARE I RUOLI E LE ATTIVITA’.
    SCUSATEMI DEL NON COMMENTO!!!!!!

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