Chick Lit: termine derivato dallo slang statunitense entrato nel linguaggio comune a partire dagli anni 2000. Velatamente snobbata dalla critica intellettuale, talvolta occultata dai più svariati e insospettabili fruitori, la letteratura per “pollastrelle” (questo il termine utilizzato dalla sarcastica classificazione americana) sta letteralmente invadendo gli scaffali delle librerie dei nostri sentimentalisti lettori italiani. Definiti da alcuni come “libri spazzatura” divorati da casalinghe disperate che si identificano nelle vicende di quelle donne in carriera partorite da penne rigorosamente femminili, i frutti della chicken literature risultano occupare al contrario un posto significativo nei cuori di donne di varia estrazione sociale. Testimoniato dall’alto numero di vendite, il successo americano di quella letteratura un tempo definita “rosa” ha così spinto le nostre talentuose scrittrici italiane ad accantonare le eroine austeniane per dar vita a donne dinamiche, indipendenti, eleganti ma allo stesso tempo autoironiche e inevitabilmente di successo. Presto fatto: eccovi un folto gruppo di scrittrici nostrane che si impongono prepotentemente come degne rivali di Sophie Kinsella & company, proponendo alle chicken women italiane un variegato assaggio di vita frizzante e altamente dispendiosa restando al contempo ancorate all’inevitabile realtà che, colorata dal rosa delle pagine di queste donne all’avanguardia, si trasforma – seppur per la sola durata del romanzo – in un’avvincente storia da Sex & the City. Ma può la nostra vita da comuni mortali soltanto avvicinarsi alle esistenze “da copertina” delle nuove eroine della chick lit? Probabilmente no, perché una delle maggiori caratteristiche del genere, non ancora segnalato nei libri di storia della letteratura, sembra essere proprio l’inverosimiglianza. Può una giovane donna indebitarsi per la sola gioia dello shopping? O ancora, cambiare partner con la stessa frequenza con cui annaffia i fiori del terrazzo? E’ opportuno a questo punto porsi un’ulteriore domanda: questo nuovo e irriverente genere letterario ha conquistato il cuore di tante donne (e non solo!!) per la capacità di offrir loro un piacevole momento di evasione, una sorta di lago cristallino in cui tuffarsi per scacciare dalla pelle il sudore della vita, o finisce con l’offrire un’amara denuncia di superficialità addolcita da un’irresistibile dose di zucchero?
Per tenersi aggiornati sul mondo della chick lit: www.chicklitbooks.com (in inglese)
Tra le esponenti italiane del genere: Stefania Bertola, Alessandra Casella, Chiara Santoianni, Elena Depaoli
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