“Beppe Grillo, il M5S e il Risiko della politica” di MalKo

grillo

Beppe Grillo e il Movimento a cinque stelle rappresentano quasi e per similitudine la presa della Bastiglia in chiave moderna, dove la vecchia prigione fortezza è sostituita da palazzo Montecitorio, sede del parlamento italiano.

Gli insorti matita alla mano nella penombra delle urne hanno inferto un duro colpo alla vecchia nomenclatura dei partiti: è la rivoluzione di chi vuol sottrarsi al giogo della casta.

Il popolo, quello amorfo e irriconoscibile, è stufo dello spreco.  E’ saturo di ingiustizie e di razzìa delle risorse pubbliche, di casta, cricche, cerchi magici e diamanti, e case regalate, e viaggi, vacanze e barche, tanto per dirne qualcuna.  Tutte cose che vedono al centro non pochi amministratori e professionisti della pseudo politica che, ahinoi, pur vestendo panni nobili hanno sempre avuto modi spiccioli per interessi piuttosto fruscianti…

I cittadini hanno preso coraggio barrando una casella mai prima votata. Si punta sul nuovo, nella speranza che non si riveli il peggio: così sussurravano i novelli sanculotti all’uscita dai seggi…

Certe testate giornalistiche e alcune trasmissioni televisive rette da presentatori alquanto opinion leader, hanno dato il via a un fuoco di sbarramento contro il movimento a cinque stelle, reo di non volere accordi con il Pd di Bersani. Costoro stanno letteralmente e scientificamente massacrando l’ex comico genovese che continua a non scendere a patti. Beppe si vede additato come palazzinaro d’oltreoceano, e poi come uomo senza idee, e poi come uomo dello sfascio senza coraggio e poi come clown che tratta la politica alla stregua di una farsa.

I due partiti che vanno per la maggiore e che sono fustigati dal leader a cinque stelle quali responsabili dello sfacelo del nostro Paese, attaccano.  In quest’assalto alla baionetta, partecipa con qualche scaramuccia anche l’Europa delle banche e dei baroni affaristici d’oltreoceano, che minacciano per l’Italia radiazioni sul campo in tema di affidabilità dei mercati. Mercanti degni del tempio oseremmo dire, che intravedono nell’ex comico un virus molto pericoloso per l’establishment europeo, che ha come unico credo la carta filigrana e gli affari, non gli uomini…gli affari!

Spread, titoli, btp, bond, borsa, Tag, mutui. Sono parole che hanno sostituito merito, bisogno, umanità, famiglia, solidarietà e sogni. Un oscurantismo euresco e dollaresco. Altro che Medio Evo…

Per domare i cittadini sanculotti si sta applicando la pratica psicologica della paura: attraverso i media e le tribune politiche con temi artati ad arte, vengono prospettati scenari Kosovari  dovuti all’improvvido successo del M5S e alla  caparbietà del suo leader nel rifuggere da qualsiasi “salvifico” compromesso con gli avversari. Con Grillo andremo a fondo!Più della Grecia! Così blaterano… Il M5S è portatore di insicurezza che si tradurrà molto presto in una povertà ancora più acuta… ci mancherà il pane, altro che fine mese! Gli eletti del movimento sono tutti della sinistra estrema, dobbiamo essere prudenti o sarà guerra civile…

Questa sortita contro Beppe Grillo, e quanti lo supportano come Gianroberto Casaleggio, è una strategia di sopravvivenza per i privilegiati e i tiepidi che hanno sempre trovato con la vecchia politica un punto d’incontro e un reciproco interesse. L’equità sociale che sorge da un partito non comunista e laico senza connotazione di destra o di sinistra come il M5S, spaventa quelli che galleggiano economicamente e discretamente ancora bene. Il comico non è gradito alle file di chi negli anni si è trovato protettori e protettorati politici e istituzionali. Non è gradito neanche alle multinazionali e alle cordate bancarie e ai politici maneggioni di professione con relativo nugolo di portaborse e tirapiedi e grandi manager e professionisti dalla scarsa indole fiscale.

Chi ha votato Grillo e crede in un rinnovamento e risanamento dell’Italia unita e ripulita dalla vecchia politica marcia e ladrona, deve resistere e credere in un mondo migliore che dovrà e potrà nascere solo dall’impegno comune.

Uno vale uno… un gran bel motto per resistere; verbo dominante che dovrà farsi scudo per ogni singola cartella depositata nell’urna del riscatto. L’obiettivo non è sopravvivere, ma vivere sereni con l’uomo al centro delle istituzioni, quelle sane e scevre dal malaffare e dalla mediocrazia.

Se non vogliamo assicurare alle generazioni future prospettive di sudditanza e proliferazione delle cricche, dobbiamo esercitarci anche a leggere tra le righe della propaganda politica e capire che i mezzi d’informazione possono appunto informare, ma in alcuni casi sono capaci anche di confondere e instaurare il sottile terrore prospettando il baratro economico quale esca per i più timorosi…

Nell’urna di Grillo si sono riversati i voti stornati a tutti i partiti. Il M5S non ha quindi colorazione politica ma solo idee su quello che dovrà essere il nostro modello di Stato tutto da rifondare e ripulire dalle chiazze del malcostume.

Matteo Renzi, volto fresco della politica, non ha vinto le primarie ma le tendenziali nazionali sì. Non vuole pugnalare Pier Luigi Bersani, ma si rende conto che il leader pidiellino è anacronistico e si porta dietro un po’ di sgraditi oligarchi e apparati mastodontici.

Renzi tenterà, nella liceità e nella strategia infrapartitica, mosse importanti per assumere il controllo del partito (Pd). Non è da escludere che potrebbe vincere le elezioni se queste dovessero rendersi ineluttabili, presentandosi con un programma simile a quello di Grillo.

Non è neanche da escludere che l’ostinata opposizione del leader del movimento a cinque stelle sulle ipotesi di governabilità, serva in realtà a stroncare Bersani e a spianare la strada a Matteo Renzi. Forse è proprio con il sindaco di Firenze, politico non legato “intimamente” alla prima e alla seconda repubblica, che Beppe Grillo potrebbe accettare un accordo di necessità con al centro la riforma elettorale e la riduzione dei politici e l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.

L’attuale situazione processuale di Silvio Berlusconi mette l’ex premier in una condizione di non protagonismo nella politica. Almeno così sembra ma potrebbero essere le ultime parole famose… A essere sinceri, risulta oramai stancante sia il personaggio Berlusconi che le yes woman, gli yes men e tutte le sue tegole giudiziarie dai numeri inflazionistici.

In politica mai dire mai: tutto è possibile. Nel nostro caso però, siamo al limite del Risiko in una partita che è appena iniziata…

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