“Beppe Grillo, il movimento a cinque stelle e il risorgimento istituzionale” di MalKo

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Grillo e Renzi, come avevamo accennato in un precedente articolo, sono gli attuali leader di una sorta di rivoluzione politica, seppur con due facce totalmente diverse, che dovrebbe consentire di cambiare pagina e accedere a un sistema elettorale nel senso del cambiamento. Nel futuro infatti, sarà particolarmente gradita la formazione di un governo che non sia una diramazione presidenziale, con un unico parlamento, più decisionista e con una gestione economica della politica e dei dicasteri non scandalosa.

Intanto la nostra impressione è che l’attuale esecutivo di Enrico Letta, che è nu’ bravo guaglione, stia procedendo gioco forza nella direzione dettata da Matteo Renzi; un pò per sopravvivere (il domani si sa è incerto), ma anche per assecondare nel frattempo alcune necessità di alleati e potentati, amici e amici degli amici, infilando nelle pieghe di qualche provvedimento, magari pure popolare, atti che sono una vera canagliata contro il tartassato popolo italiano. Gli elettori, infatti, non sempre sono informati e sulla scorta di una povertà incalzante, si fanno facilmente ipnotizzare da alcuni scientifici onorevoli rappresentanti del popolo che usano il pendolino dell’IMU per sfilare il portafoglio al distratto astante a bocca aperta, che segue gli acronimi delle tasse nel disperato tentativo di decifrarli.

La bagarre che si è registrata in aula a Montecitorio il 29 gennaio 2014 con il Movimento a cinque stelle come protagonista di un vigoroso ostruzionismo, ha avuto innanzitutto il pregio di porre all’attenzione primamente della stampa e poi dei cittadini, questo oramai famoso decreto Bankitalia, che comunque e di là da qualsiasi disquisizione pro e contro, non era oggetto prima di alcuna attenzione popolare.

La ressa è scoppiata quando la presidente della camera, Laura Boldrini, ha seccamente chiuso ogni possibilità di replica ai deputati penta stellati e Fratelli d’Italia, passando direttamente alle votazioni. Se ne sono viste di molti colori e parolacce e sbatacchiamenti, come quello subito dalla deputata Loredana Lupo del M5s da parte del prode Stefano Dambruoso di scelta civica, che si è voluto distinguere e farsi notare, scaraventando malamente e di lato l’audace cittadina parlamentare.

Matteo Renzi ha tentato il contropiede dribblando tutti con la sua proposta di legge elettorale. Il problema grosso è che l’ha concordata con Silvio Berlusconi; un regalo inatteso per l’ex leader, che tra l’altro ha precisato che lui non rottama nessuno, compreso Pier Ferdinando Casini che ha preannunciato il ritorno alla “casa del padre”, ma forse dovrà pagare scotto passando col ruvido saio dalle parti di Arcore. Se le cose non cambiano, aspettiamoci un altro ventennio con le stesse facce di sempre, un pò patibolari e un po’ affariste e un po’ sanguisughe con codazzo al seguito.

Beppe Grillo si è fatto prendere un po’ alla sprovvista dallo scatto del sindaco fiorentino, ma nonostante tutto la sua resistenza nel mantenere un fossato con la prima e la seconda repubblica ha sicuramente delle fondamenta se non di saggezza almeno di strategia politica illuminata. Ritenevamo possibile, seppur tormentato, un asse Grillo – Renzi sulle riforme. Ma il sindaco fiorentino ha gettato la maschera concordando direttamente con il partito aziendale, le linee guida per emarginare e congelare Grillo e il M5s che è, e rimane, la vera spina nel fianco della mai sopita lobby della politica del fare e rifare soldi.

Mastrapasqua non sono alieni spuntati dal nulla che si ritrovano pletore di incarichi… Le pensioni d’oro non nascono sotto i cavoli… Ministri che telefonano a personaggi in odore di malaffare incarnando udite udite la giustizia non sono il nostro governo ideale… La legge purtroppo, oggi non è uguale per tutti… Da destra e da sinistra poi, passando per il colle, c’è allergia nel deporre in aula.

Quando si farà luce sulla trattativa Stato – mafia ? Perché il Presidente della Repubblica non va a testimoniare a Palermo? Perché uno scaltro personaggio come Riina abbocca a un amo di confidenze durante l’ora d’aria con un enigmatico collega della Sacra Corona Unita? Perché è stata diffusa la chiacchieratina all’aria aperta? Chi ci dice che il messaggio di morte al PM Nino Di Matteo non sia un escamotage per intimorirlo o cambiargli incarico in nome della sua incolumità? La verità è che le istituzioni sono a un tale livello di scempio, che si ha dubbi su tutto e tutti… In questo disastrato periodo solo Papa Francesco sembra custodire il lumicino della speranza in una giustizia almeno divina, con tutti gli uomini che valgono uno.

Stanare i Mastrapasqua dovunque essi siano restituendo istituzioni decorose e virtuose ai cittadini, secondo il pensiero di Mazzini e della teoria della felicità terrena, è una priorità assoluta. Purtroppo oggi sussiste ancora la necessità di trasformare genti in un popolo. Un popolo che guardi a se come a un tutt’uno, secondo valori universali come la libertà e la giustizia. Le rivoluzioni le fanno i popoli e non le genti. Da qui il monito antico e attuale acchè nessuno si sottragga…

Il lavoro dei parlamentari del Movimento a cinque stelle, che è un movimento politico popolare, va in questa direzione ed è veramente arduo l’impegno colmo degli ideali del risorgimento dove si reclamava l’azione dal basso per far uscire l’Italia da una situazione di divisione, avvilimento, illibertà e impotenza (Alfieri). L’oppressore oggi non è lo straniero, ma la mano delle grandi governance monetarie che esercitano la dittatura del profitto…

Occorre una rivoluzione senza ghigliottina e senza balcone. Le basi della speranza sono tutte nell’esercizio della democrazia con il controllo strategico di ogni atto parlamentare, esattamente come stanno facendo i grillini. Bisogna poi dare impulso alla supervisione delle nomine e alle attività di intelligence parlamentare per stanare i Mastrapasqua dovunque essi si trovino.

Questi sono i  capisaldi della vera rivoluzione italiana. Noi siamo governati dalla finanza, e la finanza come le mafie, soffre se gli si sottraggono risorse, impunità e coperture.

2 total comments on this postSubmit yours
  1. Non condivido il concetto di democrazia della Boldrini, poichè non l´applica sufficientemente all´interno del Parlamento. Come donna devo difendere la sua dignità e condannare assolutamente il comportamento dei parlamentari del Movimento 5 stelle, che sta danneggiando tutti quelli che avevano riposto le ultime speranze in loro e loro stessi.

    • Gli eccessi sono sempre condannabili. Pensiamo però, che le liturgie (eufemismo) della vecchia classe politica in un momento di disperazione per molte famiglie siano davvero esasperanti. Riguardi l’intervista della Boldrini da Fazio, che in realtà non ci sembra che abbia sfigurato in qualità di serio conduttore. A proposito dei pacchi truffa con un decreto che ne contiene un altro, la Boldrini ha affermato che ha scritto al presidente del consiglio lasciando intendere che il problema lo si conosceva e si stava già tentando di affrontarlo (14’ e il 16’ minuto di registrazione). Fazio allora è costretto a ricordare alla presidente della camera che in realtà Lei ha sì scritto ad Enrico Letta per segnalare le impossibili accoppiate da votare, ma il giorno dopo la ressa (non nei sessanta giorni precedenti la votazione)… La gentile alta carica dello Stato non ha commentato l’arguta osservazione (17’.50” minuto di registrazione). Tenga presente che attraverso queste “debolezze” parlamentari dell’M5S si sono accesi i riflettori sul decreto Bankitalia: non prima e a cura delle forze di garanzia e democrazia. Risenta con attenzione l’intervista e valuti se non è un po’ sbilanciata attraverso pretesti di eversione in danno del Movimento a Cinque Stelle che si tenta di emarginare (disarmare)… Alla fine diamo sì un peso alle stupide offese sessiste, ma senza dimenticare che si era all’interno di un emiciclo dove era in corso il gioco delle tre carte…

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