“Berlusconi atto ultimo?” di MalKo

L’epopea berlusconiana in disfacimento era un dato che oramai si leggeva in ogni dove. Ci saranno di sicuro dei colpi di coda perché il personaggio non accetterà a cuor leggero di passare da una grandeur istituzionale a ricco pensionato. Tant’è che in un videomessaggio inneggia ancora alla lotta parlamentare lasciando intendere che il capitolo che lo riguarda non è ancora finito. Intanto nel suo partito si è accesa la corsa alla sopravvivenza politica minacciata dal sipario che si sta abbassando: si serrano le file. Qualcuno si aggrappa alla giacca dell’ex premier contando su un galleggiamento ad oltranza sperando nel contempo in una rentrèe. Il panico si diffonde tra gli onorevoli anche con la buona probabilità che si cambi legge elettorale e sarà di nuovo il popolo ultimamente poco sovrano a doversi scegliere i candidati.
Bossi ha assunto un atteggiamento di tipo sicumera come se il suo partito fosse esente da qualsiasi contagio col criticato premier e la sua corte. Parla con disinvoltura il senatur, con distacco, come se non fosse successo niente, ponendosi rapidamente all’opposizione. Riteniamo, invece, che il futuro non sarà in discesa per la leadership leghista accusata dai militanti di aver accettato all’atto pratico quei metodi che a chiacchiere dicevano di combattere. Nelle file della lega però, l’affidabile Maroni potrebbe ricompattare il partito contando su molti dissidenti stufi del: per niente celato autoritarismo dei vertici. Fra questi alcuni sindaci che indubbiamente hanno una visione più democratica della politica. Maroni non è spaventato dal ruolo di opposizione del suo partito, e sfrutterà il tempo che ci separa dalle elezioni per riformare la lega assegnando forse un ruolo più di rappresentanza che di sostanza al leader storico.
Di Pietro insorge contro tutto e tutti compreso Mario Monti che al momento rappresenta l’extrema ratio per uscire, attraverso la formazione di un governo prevalentemente tecnico da quel cul de sac in cui ci ha ficcato questa crisi economica asfissiante che si allarga a macchia d’olio. Non compro a scatola chiusa chiosa di Pietro! Siamo sicuri però, che l’ex magistrato riacquisterà la calma necessaria per garantire a Monti l’appoggio del suo partito. Intanto pare che il professor Monti abbia affermato che innanzitutto occorre eliminare sprechi e privilegi: sarebbe ora! Niente lacrime di sangue afferma, ma sacrifici che saranno ridistribuiti equamente.
Monti ha anche precisato che non può partire con un governo a tempo o con un governo che non abbia un vigoroso apporto politico, sia in forma diretta attraverso la partecipazione, che indiretta col sostegno parlamentare. Avrà fiutato che gli scontri tra maggioranza e opposizione continueranno sotto il tavolo… ma difficilmente cesseranno. Il consiglio a Monti è di non dare segni di tentennamento e di far venire allo scoperto i guastatori che abbondano numerosi in parlamento, soprattutto in quell’area politica che non ha digerito la poca decorosa uscita di campo.
Il Presidente della Repubblica Napolitano sta esercitando un ruolo chiave senza deviare dai canoni istituzionali. La verve è quella del  pugno fermo indispensabile nei momenti di burrasca. Se dovessimo assegnare voti da pagella, il dieci sarebbe ben meritato per la prima carica dello Stato. Viste le premesse e i distinguo però, Incominci a prepararsi vigorose reprimende…
Per Fini si prospettano tempi cupi, perché i berlusconiani arrabbiatissimi non gli risparmieranno alcun colpo, compreso quello gobbo.  La casa di Montecarlo diventerà un tormentone così come il termine fascista e le dimissioni da presidente della camera che sono invocate a gran voce. Bocchino forse non avrà sorte migliore.
Casini con Rutelli hanno garantito tutti gli appoggi necessari. Bersani pure, anche perché non può che accodarsi alla soluzione del governo tecnico, giacché non ha un granché da mettere in campo. I numeri attuali misti alle tante incognite sulla leadership e senza alleanze di fatto, gli consentono giustappunto di guadagnare un po’ di tempo e un po’ di passerella parlamentare libera per poco.
Berlusconi ha diramato un videomessaggio in cui garantisce impegno e continuità nella lotta parlamentare.  Non si capisce bene se è una minaccia o una promessa. Soprattutto riteniamo che vigilerà acchè il governo che nascerà, se nascerà, abbia una componente prettamente tecnica senza alcun esponente politico se non con una preminenza Pdl. Sta a guardare insomma, pronto a far sentire la sua voce se il governo dovesse tramutarsi in qualcosa di diverso dalle premesse o se il ministero della giustizia dovesse essere assegnato a un personaggio non gradito al Pdl.
Silvio è rammaricato dai fischi e dagli improperi che hanno e stanno caratterizzando la sua uscita di scena. Il rammarico è anche a carico di qualche ministro che è uscito sabato dal retro di Palazzo Chigi pare addirittura accovacciato in auto. Analizzando bene la situazione giudiziaria e morale degli ultimi anni, qualche risentimento tutto sommato gli astanti avevano ragione ad averlo.
La situazione nazionale in questi frangenti è un grosso scacchiere con possibilità di scacco e scacco matto su tutti i fronti. Si naviga a vista e a ore. A livello internazionale Sarkozy pare che si sia autoinvitato in Italia. La sensazione è che voglia dedicare una visita al Bel Paese nella possibilità che debba essere in qualche misura ricambiata molto presto, specialmente se si vara il governo Monti. Chissà…



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