Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha ricevuto poco tempo fa da alcuni amici parlamentari del Pdl, il timone d’oro con la scritta: quando è nelle tue mani, la rotta è sempre sicura! Ovviamente si parlava della “nave Italia”.
Il problema grosso è che questa nave somiglia sempre di più al Bounty, dove il comandante e il suo luogotenente, la terza carica di bordo, non condividono gli stessi obiettivi. Come lo storico veliero, anche qui si è arrivati a uno storico ammutinamento.
La nave del governo ha la ciurma schierata in gran parte col comandante B (Blight) e in piccola parte con F (Fletcher), secondo ufficiale. Il comandante ha dalla sua ancora la maggioranza dell’equipaggio e promette rum per tutti in questo mese di agosto, quando procederà a verifiche e riassetti per affrontare poi, la navigazione autunnale in mari, già si sa, spazzati da uragani politici, giudiziari ed economici.
Il comandante B (Blight) si è accorto che il suo legno, quello della compagnia delle libertà, quello che, con severo cipiglio difende a piè fermo da ogni insinuazione, giorno dopo giorno gli sta riservando sorprese sempre più sgradevoli provenienti dall’equipaggio di manovra. Alcuni di questi, infatti, si sono rivelati dei veri predoni senza scrupoli, che alla vista di tesori fatti di appalti e case, sembra che abbiano abbassato la bandiera istituzionale per alzare prontamente quella della pirateria, arraffando bottini a più non posso…
Il luogotenente F (Fletcher) pur contrario ai sistemi di B (Blight), non sbarca. Con alcuni marinai fedelissimi tenta di condizionare le strategie del comandante soprattutto per quanto riguarda l’approvazione di leggi dal sapore opportunistico. Blight teme solo la nave e la bandiera della magistratura, che incrocia avanti e indietro in quelle acque agitate e calde, pronta a sparare bordate a mitraglia che, in qualche scaramuccia, hanno già sortito l’effetto di spazzare il ponte maestro del “Bounty Italia”, buttando un po’ di pirati in mare. Indigesti in verità, pure agli squali…
B (Blight) sa bene che dovrà affrontare il suo luogotenente F (Fletcher) che gli sta logorando il comando con un manipolo di fedelissimi votati al sacrificio estremo. Uomini questi che si agitano in acque mosse a suon di scandali, e che si appellano anche alla differenziazione del meno peggio per operare un distinguo con cui tenersi a galla. Anche F (Fletcher), preso di mira dal giornale di bordo, si è lasciato cogliere con le mani nel sacco dal poco politicamente corretto affaire made in Montecarlo. Alla fine sarà una partitaccia tra i due…
Ricordiamo le parole della moglie del comandante quando si congedò da questi sulla banchina del divorzio: mio marito non è un cattivo marinaio; non è lui quello da temere. La ciurma, quella che gli sta intorno invece sì!
Intanto Il comandante rassicura l’equipaggio e i passeggeri riuniti in plancia. Parla alla grande! Lui sa cosa dire a questi uomini duri che gli hanno dato per varie motivazioni un grande consenso. E’ un eccellente comunicatore. I passeggeri bisbigliano però, e a voce bassa, che sarà il suo ultimo comando, anche in assenza della tartana dell’opposizione, che intanto per quanto sferzata dal nostromo di Montenero di Bisaccia, neanche s’intravede all’orizzonte.
Parte di questo equipaggio siamo sicuri che avrebbe aderito al progetto dell’ufficiale F (Fletcher): sì, proprio quello della nave avversa; ma quelle stranezze nella vendita dell’immobile nel principato monegasco, costeranno a Flichter un supercomando che era proprio lì, a portata di mano. Nell’immaginario collettivo, infatti, aveva occupato, a destra e a sinistra, il ruolo di tutore della legalità e dell’unità d’Italia…
Un consiglio di fine agosto a Fini-Fletcher: c’è uno scotto da pagare! Dimostri coraggio. Ammetta qualche leggerezza e faccia ammenda presentando senza tentennamenti le dimissioni da presidente della camera. Occorrono atti concreti per redimersi, non chiacchiere e distintivi. Poi, si adoperi per non far passare certe leggi che lasciano tutti perplessi, e si ripresenti alle prossime elezioni con rinnovato piglio (e qualche rischio), nel nome e nell’interesse della nostra amata Patria. Una nazione che non ha bisogno di disunità territoriali di qualsivoglia ordine; disunità tanto evocate e mascherate da federalismo, ma di una nuova legge elettorale e una maggiore funzionalità del potere giudiziario sì: tanto per iniziare. L’autunno probabilmente porterà questi due temi all’ordine del giorno. Anche se in politica nulla è dato per scontato e l’analisi logica di tesi e comportamenti lascia sempre il tempo che trova…
“Berlusconi e il timone d’oro” di MalKo
Posted by Hyde Park on 29 ago ’10 in Attualità · 0 Comments




