Questo resoconto storico della «Campagna di Pasqua 2002 di Action for Peace» è prima di tutto un racconto collettivo e poi un accurato lavoro redazionale di confronto incrociato delle fonti disponibili, condotto nell’arco di circa due anni, nel tentativo di accoppiare al rigore scientifico nella verifica dei “dati” la corretta prospettiva nel restituire il pathos della partecipazione.
L’episodio di cui si tratta è assai rilevante, per dimensione e qualità, secondo la valutazione di alcuni esperti di intervento nonviolento nelle situazioni di conflitto, ed è importante che ne venga preservata la memoria. Nell’ambito dell’azione volontaria laica, assieme alle campagne effettuate già alla fine degli anni ’80 in Palestina, alle missioni nell’Iraq martoriato dopo la Guerra del Golfo del ’91 (“Un Ponte per Baghdad”), e nella Jugoslavia smembrata nel corso degli anni ’90, assieme alle campagne iniziate immediatamente dopo l’inizio della Seconda Intifada in Palestina, a fine 2000, dalle Donne in Nero (“Io, donna, vado in Palestina”) e poi dalla piattaforma Action for Peace nell’anno successivo, questa della Pasqua 2002 costituisce a mio avviso un capostipite di una pratica d’intervento che è stata denominata a livello di movimento “diplomazia dal basso”, oppure, in una fase di definizione anche normativa, “corpi civili di pace” (con riferimento ad analoghe esperienze già effettuate all’estero). Successivamente, sia pure ad una scala inferiore, numerose e più durature sono state le missioni di pace, che costituiscono e costituiranno la base per un riconoscimento pieno del ruolo assai costruttivo di tutte quelle volontarie e volontari che con generosità operano ovunque nel mondo per una esistenza degna e pacifica. Il racconto collettivo ha dunque vari autori – da qui la scelta di un generico noi narrante, a volte illogicamente ubiquo. Alcuni degli autori hanno contribuito volontariamente con un proprio scritto, altri sono stati rintracciati in rete o nelle pagine stampate dei libri (a mia conoscenza 4), pubblicati a caldo entro l’agosto del 2002. I nomi dei raccontatori sono dunque i seguenti:
Roberto Brancolini (nonché fotografo1), Susanna Cattini, Alberto Clarizia, Lisa Clark, Romano Demicheli, Barbara Di Tommaso, Stefano Giuliani, Marie Christine e Jean-Paul Mignon2, Francesco Minisini3, Adriana Redaelli, Marco Rigamo4, Alberto Zoratti5.
Le fotografie inserite nella presentazione di PowerPoint, che è parte integrante del resoconto, sono per la maggior parte di Walter Zaffaroni.
Il lavoro di redazione e di editing non è da considerarsi necessariamente concluso, dal momento che aggiunte e correzioni saranno probabili e possibili; per questo nei file è indicata esplicitamente la versione con la data.
Link al PDF del racconto.
Link alle fotografie in una Presentazione di PowerPoint (35.7MB).
N.B. Alcune foto sono molto cruente.










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Complimenti per il reportage e per le foto!