“C’e’ crisi e crisi” di MalKo

Qualche tempo fa un mio amico di sinistra mi disse: questo governo di centrodestra toglie ai poveri per dare ai ricchi. Arrivare alla fine del mese è sempre più difficile! Poi arrivarono le elezioni e vinse il centrosinistra di strettissima misura. Gli dissi: scommettiamo pizza e birra per tutti che le cose non cambieranno? Non onorò la scommessa perché non aveva i fondi necessari per farlo. Comunque lo perdonammo causa ingenuità. Col governo di centrosinistra in sostanza la situazione non era cambiata, anche se a sentir parlare i noti personaggi nelle varie tribune politiche, sembrava chissà quanti e quali modifiche e innovazioni geniali avevano introdotto… Accidenti a noi che non ce ne siamo mai accorti!
Poi si svolsero le elezioni e subentrò di nuovo il centrodestra che adesso è forte maggioranza. Le cose ancora non sono cambiate. Certo, la crisi mondiale di banche, mutui e titoli drogati non risparmia nessuno. La crisi che ci riguarda più da vicino, però, è quella legata ai posti di lavoro, che si dissolvono come ghiaccio al sole. La nostra crisi è tutta incentrata sul lavoro che si è ridotto e che viene esportato sempre di più verso lidi dove la manovalanza è a basso costo.
Se non ci sono soldi, non si spende; e se non si spende si riduce la produzione e con essa i posti di lavoro. La soluzione di tenere aperte fabbriche che sfornano prodotti che nessun compra più ci sembra addirittura peggiore del male. Qualcuno invita all’ottimismo. Ma è veramente difficile averne. D’altro canto recentemente mi arrovellavo in una riflessione stimolata dalla notizia apparsa su tutti i giornali che gli stipendi italiani sono i più bassi d’Europa. Secondo il mio parere, il problema principale, come tutti del resto avvertono, è legato ai salari che sono stati tramutati in euro rispetto a un costo della vita che è stato rivalutato con un’equiparazione lira-euro. Cioè, in effetti, chi guadagnava un milione oggi guadagna cinquecento euro.  Chi spendeva un milione per vivere oggi ne deve spendere mille di euro.
Come si è andati o si va avanti? Penso attraverso il lento consumare dei piccoli risparmi. Ipotizzo che la maggior parte delle famiglie del ceto piccolo medio, o non mette più niente da parte, o ogni mese deve prelevare una piccola somma per integrare lo scarno stipendio. Sarebbe molto interessante un’analisi da questo punto di vista. Potrebbe saltar fuori che non è vero che la nostra situazione economica è più rosea che altrove.
Per quanto riguarda i vari benefici fiscali e bonus di destra e di sinistra, questi alla fine dei conti sono sempre indirizzati a una platea di poveri. Cioè di persone che guadagnano veramente poco. Persone su cui in un modo o nell’altro la nostra società deve intervenire per forza. Questi provvedimenti, però, li fanno passare come una boccata d’ossigeno per una fascia di lavoratori più ampia, comprendenti anche quelli che hanno uno stipendio non proprio da fame. Penso agli operai qualificati, agli impiegati statali, ecc… Ebbene questi ultimi alla fine riescono a stare sempre fuori dai limiti massimi di reddito, seppur di poco. Cioè, non gli tocca mai un granché di agevolazioni perché, udite udite, guadagnano troppo.
Ma che ce l’abbiamo con i poveracci ? Tutt’altro. Ce l’abbiamo con i finti poveracci e con tutti quelli che si sforzano di farci credere che stiamo bene…

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