“Eluana” di Malko

eluanaPADRE E FIGLIA

Il “caso” Eluana ritengo sia stato uno dei più toccanti, dei più significativi degli  ultimi anni, per il suo altissimo carico di dolore,di impotenza,di sofferenza e di incomprensioni.
Il padre della ragazza mi è sembrato quello più lucido. Quello che parlava con cognizione di causa. Quello che ha tirato fuori una pazienza non usuale; una pazienza che generalmente si usa nei momenti difficili, quando ti rendi conto che non è possibile mandare tutto e tutti al diavolo, anche se lo vorresti fortemente.
La Chiesa in questa triste storia ha fatto la sua parte com’era ovvio. Lo Stato la sua con un fare decisionista forse più annunciato che concreto. La titubanza si avvertiva. In tutto questo poi, schieramenti pro e contro l’alimentazione e l’idratazione forzata si sono fronteggiati a volte con qualche parola di troppo.

Si andrà forse a una legge che richiamerà e rimanderà a decisioni di terzi e quarti, di medici e notai, di tutori e supervisori; saranno loro (estranei) a decidere se il soggetto può morire o dormire sine die senza sogni fino ad incanutirsi tra le coperte.  Si sta andando verso la burocrazia del dolore. Così come il dolore e la sofferenza sempre più spesso affiorano nelle cronache quotidiane ricordandoci che la vita non è sempre facile o felice per tutti.
Non giudichiamo male il pensiero della Chiesa che impone il rispetto della vita a prescindere da qualsiasi altra considerazione. La vita, per chi ha fede, è opera del Creatore. Per quanto l’esistenza possa essere effimera, miserevole o dolorosa, va comunque rispettata così com’è.  E’ questo il dogma cristiano, per cui ogni cosa ha un senso, anche se criptico, che a noi sfugge.
D’altro canto pure lo Stato per un insieme di principi e di diritti che garantiscono la vita e la tutela della persona, voleva metter naso nella “faccenda” Eluana. Fortunatamente, sì, proprio fortunatamente, il Signore o l’oblio si sono richiamati la giovane Eluana. Il capitolo é stato archiviato. Peppino Englaro aveva tutti gli elementi per decidere: da quelli genetici a quelli affettivi. Ma quale carta o atto notarile può sostituire un vissuto insieme. Chi più del padre poteva decidere la sorte della figlia da lungo tempo non più reattiva? Solo un amore profondo e incondizionato poteva far maturare la decisione estrema. Far calare, cioè,il sipario su di una vita biologica ridotta a un lumicino  baluginante.
Immagino il pensiero del padre all’idea degli anni che passano, della vecchiaia che incalza sempre di più, con una figlia totalmente inerme alla mercé del prossimo…

Non bisognerebbe entrare nei dettagli di storie come queste.   Si rischia di parlare di cose che non si conoscono. Quale essenza abbiamo noi di questa donna e del suo trascorso, e del suo essere figlia e della sua concezione di senso della vita?   Bisogna avere rispetto di tutti e di tutte le opinioni. Certo. Nessuno ha la ricetta risolutiva e inconfutabile. Sono sicuro però, che se i media avessero mandato in onda la foto della giovane nel suo stato ultimo, l’opinione pubblica probabilmente avrebbe reagito in modo diverso, non escludo girandosi dall’altra parte.
Stato e Chiesa sono parole che amo scrivere con lettera maiuscola. La considero una forma di rispetto per quello che rappresentano nel nostro quotidiano.  E in quest’occasione a pieno titolo e merito, fatemi aggiungere la parola Padre .

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