Qualche tempo fa, forse un paio di mesi, assistevo distrattamente a un programma televisivo pomeridiano d’intrattenimento. La presentatrice rappresentava un caso di stalking, altrimenti e meglio detto di persecuzione, da parte di un marito che non voleva arrendersi all’evidenza che la moglie lo aveva lasciato.
La donna raccontò che l’ex consorte dopo un po’ si presentò all’uscio di casa e con una scusa si fece aprire. Incominciò a minacciare di nuovo la poveretta che fu costretta a chiamare le forze dell’ordine per costringerlo ad andare via.
La conduttrice disse alla perseguitata in studio: immagino anche il suo imbarazzo a dover chiamare i carabinieri che hanno tante cose più importanti da fare… Incredibile! … cose più importanti da fare. Perché lei stava scherzando?
Quante volte abbiamo sentito soprattutto in luoghi pubblici, dove dovrebbero erogare servizi ai cittadini, la famosa frase non ho tempo da perdere oppure ho cose molto più importanti da fare? Spesso. Troppo spesso. Di solito l’affermazione spiazza e ci irrita ma generalmente controbattiamo poco perché nella maggioranza dei casi non sappiamo gli interpellati cosa effettivamente fanno di tanto importante.
Il Ministro Renato Brunetta pare che abbia in corso d’opera le famose faccine per segnalare se un determinato ufficio ha erogato un servizio che rientra nella soddisfazione degli utenti. Per effettuare la votazione e’ sufficiente selezionare su un terminale, con una semplice pressione del dito, il servizio sul quale si vuole esprimere il proprio giudizio. Premi faccina verde se sei soddisfatto. Faccina rossa se non lo sei per niente. Gialla indica sufficienza.
Mi corre l’obbligo di segnalare ai competenti uffici, che devono introdurre un’altra faccina, magari di colore arancio. Questa dovrà significare non posso esprimere giudizi , perché l’ufficio ha cose più importanti da fare.
Di solito, ed è chiaro che generalizziamo, chi dice che ha cose più importanti da fare in genere non riesce a fare neanche quelle.
Secondo il mio personalissimo parere, questa delle faccine è un’ottima iniziativa per evitare che taluni impiegati si trincerino dietro a quel baluardo inespugnabile che si chiama burocrazia, senza sentire la necessità di dare conto ai poveracci in fila. E poi c’è un altro obiettivo da non sottovalutare che viene ugualmente raggiunto : il primo che dovrà preoccuparsi a contare le faccine, specialmente quelle rosse, sarà il dirigente dell’ufficio.










In carica...




















L’idea delle faccine non è male. Basta che non debba farsi la fila per lasciarne una!
Se la faccina è ROSSA, poi, che faccio? La lascio dopo aver litigato con questo o quel dipendente? No, ho un’idea: la faccio lasciare al direttore (SEMPRE SE C’E')