Attualità — 1 dic ’09 13:30

“Il rifiuto del valore” di Orazio Fergnani

L’obbligatorietà logica e  di diritto della morte del denaro, del valore, dell’accumulazione della ricchezza

Di Veientefurente alias Orazio  Fergnani

Una delle cose che più mi fa imbufalire è la spudorata mistificazione e travisazione da parte di chi avrebbe l’onere e l’onore di chiarire, verificare, aggiustare, sanare e rimediare alle distorsioni concettuali, formative, informative, procedurali, comportamentali, istituzionali, e non di meno da parte di chi avrebbe l’obbligo di stabilire, produrre e realizzare norme e regolamentazioni atte a non creare distorsioni logiche, metodi esecutivi abnormi ed illogici, modalità di azione assolutamente incoerenti ed inammissibili, nonché derivazioni corrotte matematicamente insostenibili e tragiche, usurpatrici e violente sperequazioni sociali , e soprattutto da parte di chi avrebbe l’obbligo istituzionale di condannare comportamenti illeciti, mi riferisco in particolar modo ai giudici, e non solo.
Insomma quando mi trovo di fronte a paradigmi assolutamente fuori del tempo e della logica io mi incazzo e prendo la via della tangente centrifuga.
In alcuni casi la follia è fatta prassi, si continua demenzialmente da parte del Sistema a sostenere tesi, tipo la rappresentazione tolemaica del sistema solare ormai obsoleta da quattrocento anni. E tutti quelli che avrebbero il compito di confutarlo e deriderlo, per primi i cittadini, continuano impassibilmente ed idiotamente ad adeguarcisi e ad utilizzarlo senza fermarsi a riflettere sulla sua intrinseca imbecillità e paradossalità, obsolescenza (nell’ordine che preferite).
Questo cancro multiforme, antisociale, incostituzionale, illogico, irrazionale, illegittimo ed illegale lo abbiamo sotto gli occhi tutti e nessuno lo rileva e meno che mai lo addita, denuncia, denigra o condanna.
Forse probabilmente perché questa distorsione arreca enormi vantaggi all’apice di tutti i regimi statali ed imprenditoriali.
Ma dopo tutta questa anticipazione…  vi starete chiedendo ……  ma che cavolo vuole dire costui?
Presto detto, mi riferisco al denaro/moneta, al denaro/moneta che in una qualunque società evoluta è il mezzo e strumento attraverso cui tutto, dalla salute, alla cultura, al divertimento, alla posizione sociale, si può o non si può ottenere a seconda se ne possieda tanto, poco o nulla.
Per capire i concetti, la loro nascita, evoluzione, sviluppo, apice e declino è necessario verificare i contesti, gli sfondi, gli scenari e quindi ingozzarsi, volenti o nolenti, un po’ di storia prima di passare ad analizzare i fatti in oggetto.
E perciò …………  In origine tutti gli scambi avvenivano per baratto.
Tutti scambiavano i proventi della terra o i primi rozzi manufatti con qualcosa di valore molto approssimativo e probabilmente con più prestazioni o più forniture di stessa o differente merce nel corso di un determinato tempo da parte di uno, o entrambi i contraenti.
In epoche più recenti agli albori della nascita della moneta/denaro si usavano prodotti/manufatti tipo gli spiedi, tripodi, ed altri oggetti di uso comune ed generale, quindi primariamente merci/beni/prodotti oltre che monete (sotto qualunque accezione).
Successivamente la moneta ha incominciato ad assumere la sua forma definitiva, e gradualmente è passata dai pezzi informi di metallo più o meno prezioso alla sua essenziale punzonatura/coniatura che formalizza la sua pubblica attribuzione di convenzione tacitamente, implicitamente ed universalmente riconosciuta.
In epoche storiche più  recenti abbiamo via via assistito agli sviluppi delle sue varie forme di moneta coniata, fino all’introduzione della “Nota di cambio” e più o meno contemporaneamente, della “Nota di banco” e poi alla banconota cartacea e poi al denaro/moneta puramente contabile (virtuale) e quindi al denaro/moneta elettronica (ancora più virtuale, etereo, subliminale).
Il sistema ed il cartello bancario nel corso dei secoli ha continuamente e tenacemente sempre più accentrato il controllo del denaro/moneta, dalla sua emissione alla circolazione al suo ritiro e sostituzione, dimmodochè esso è diventato appannaggio esclusivo della casta (o meglio della cosca),   ……..  e ogni sua concezione, definizione, descrizione, manifestazione, divulgazione è ovviamente sempre scaturita da menti facenti parte del “sistema” del “cartello” bancario.
Infatti, e perciò, è stato continuamente messo in atto il vecchio e sempre valido adagio : < al contadino non far sapere …….. quanto è buono il formaggio con le pere>.
In cui, nella fattispecie, il “formaggio” equivale a “denaro/moneta” e il “contadino” equivale a “cittadino”.
Per qualunque lobby/mafia/cosca/casta che si rispetti, e proprio come elemento essenziale per la sua esistenza, la precondizione è la conoscenza (e la gestione) esclusiva di un qualche settore della Società/Stato/economia/politica, e altro elemento essenziale, la massima disconoscenza del “conquibus” da parte della restante parte della popolazione. Altrimenti come si potrebbe condurre come gioco monopolistico, quello che ufficialmente ed ufficiosamente monopolistico apparentemente non è, e sostanzialmente non dovrebbe essere?
Ma la prosopopea, la presunzione, la prevaricazione sistematica di questa lobby di infami delinquenti negli ultimi anni, come sempre accade in questi casi, ha debordato oltre ogni immaginazione (volgarmente definito : <ha pisciato fuori dal vaso>.), e per perseguire i suoi più stolidi ed infami affaracci il 15 agosto del 1971 ha sentenziata e stabilita una norma epocale che pensava fosse utile esclusivamente ai suoi sporchi interessi, ma che in realtà si sta rivelando un autogol, un boomerang, un harakiri, inatteso ed inaspettato, imprevedibile.
In realtà questo principio sentenziato da Nixon nel 1971 ha fatto piazza pulita di tutti i concetti/principi che si erano accumulati nel tempo sul denaro/moneta ed ha riportato nella sua giusta e pura luce il concetto originario del denaro/moneta.
Il concetto primordiale che è stato rinnovato nella sua essenza originaria è : il/denaro/moneta è la rappresentazione del valore del lavoro prodotto da chi lo emette. Come anche lucidamente identificato da Ezra Pound e dal prof. Giacinto Auriti.
E contrariamente a quello che le banche e collaterali delinquenzialmente nel corso dei secoli ci hanno fatto credere, il principio fondante è stato sempre questo, fin dal principio del suo utilizzo.
Infatti contrariamente a quello che ci è stato indotto di credere, il “baratto” non ha mai cessato di esistere, ed il concetto e le procedure del baratto sono state semplicemente lievemente modificate per sopperire ad alcune sue limitazioni, in particolare quella temporale.
In pratica la moneta in tutte le sue varie forme assunte in tutte le epoche storiche, pur cambiando forme e modalità di scambio, sostanzialmente è rimasta quello che era originariamente, e cioè un “pegno”, o meglio un “impegno” futuro ad adempiere, e cioè per descrivere visivamente quello che è successo nel momento del trapasso dal baratto alla moneta, perché solo così può essere successo, sia per motivi psicologici che logici ed utilitaristici/funzionali.
Poniamo ad esempio che fosse successo in Etruria, sarebbe andata più o meno così :

a)    Lars il pastore da sempre scambia i suoi prodotti della campagna con i manufatti artigianali in legno di Turm il falegname;

b)    Un bel giorno Turm deve comprare due caciotte da Lars e Lars stesso ha bisogno di una sedia. Siccome dalla Lidia è sopraggiunta una incredibile e modernissima novità e tutti stanno accettandola, anche Turm e lars ci si adeguano per la prima volta, per cui Turm scambia la sua sedia con le due caciotte di Lars. Fino ad allora era successo che Turm scambiava una sedia con Lars e Lars lo riforniva di una ventina di caciotte nel corso di alcuni mesi, e a volte magari discutevano essendosi scordati il residuo credito/debito.

c)    A seguito dell’innovazione giunta dalla Lidia questa volta però avviene che Turm “vende” (non scambia più, ma vende, perché interviene un terzo fattore, la moneta) la sua sedia a Lars, e Lars restituisce a Turms, oltre che le due caciotte, anche cinque “pezzi” (monete) di bronzo grezzi.

PRIMO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

d)    Questi cinque pezzi di bronzo grezzi dati di “resto” in questo primo momento rappresentano per Lars e Turm e tutti gli altri Etruschi, il “PEGNO“, o meglio l’“IMPEGNO” ad accettare in epoca successiva, differita, come differenza del valore non ancora contraccambiato le altre caciotte che sarebbero state necessarie per uno scambio paritario.

SECONDO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

e)    Quindi questi pezzi di bronzo grezzo erano intesi ed utilizzati come un terzo tipo di merce intercorso nell’azione di baratto posta in essere da Lars e da Turm (una specie di catalizzatore dello scambio, per fare il parallelo con le reazioni chimiche) non deperibile ed inalterabile utilizzata come impegno futuro per completare la transazione iniziale.

TERZO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

f)     Via via, sia Lars che Turm, oltre che gli altri concittadini etruschi si furono resi conto che non era necessario ed univoco, né vincolante ed esclusivo della trattativa intercorsa fra Lars e Turm utilizzare i pezzi di bronzo grezzo solo per proseguire in tempi successivi la sopra citata transazione tra Lars e Turm, ma, era utilizzabile per altre trattative di baratto se ne faceva esplodere le capacità di utilizzazione in maniera esponenziale;

QUARTO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

g)    Qualcuno si rese conto che tenere quei pezzi di bronzo grezzo in tasca era certo meglio di prima ma non era l’unico ed ultimo possibile utilizzo, e che questi potevano più vantaggiosamente essere fatti girare (un po’ quello che è successo per le cambiali) ad altri che erano disposti ad accettare qui pezzi di bronzo grezzi;

QUINTO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

h)    e soprattutto si potevano accumulare, accentrare, accaparrare alla faccia della sua intrinseca funzione popolare ed individuale;

SESTO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

i)      Ed ancora di più anche questa stessa merce si poteva commerciare con enorme guadagno creandone artificiosamente penuria;

SETTIMO CONCETTO, FUNZIONE ED ELEMENTO

j)      Ma per fare questo bisognava ottenere il monopolio di quello che naturalmente è decentrato, individuale, democratico per definizione, in quanto diritto connaturato di ogni cittadino, e quindi occorreva la compartecipazione mafiosa dei politici (di ogni epoca, luogo, ideologia) per chiudere il cerchio e rendere circolare appunto questo intrico di interessi mafiosi.

RITORNO ALLA PUREZZA DELLE ORIGINI

Per scardinare il sistema e le varie piccole, medie e grandi organizzazioni tentacolari e ramificate dovunque sia nel sistema imprenditoriale privato, che nei gangli stessi delle istituzioni ed enti dello Stato, occorre quindi scardinare questo castello di sovrastrutture che sono state surrettiziamente poste in essere da queste generazioni di disgraziati infami affamatori di tutti quanti i loro concittadini.
Quindi occorre tornare all’origine dell’introduzione del sistema della moneta, nel momento in cui dallo scambio/baratto si passa allo scambio/vendita.

PRIMO ELEMENTO DELLA RIFORMA MONETARIA

Il baratto non è mai cessato, anche quello che impropriamente è stato definito compravendita è sempre e comunque una forma di secondo livello del baratto (secondo le definizioni di transazione, anche filosofica che conosciamo) e deve essere messo bene in chiaro che il denaro (pur nelle sue mille accezioni) è primariamente, sempre e comunque anch’esso una merce oggetto di scambio/baratto
Naturalmente tutti gli oggetti concreti sottoposti alle leggi fisiche che governano il nostro universo giocoforza sono destinate al cambiamento, alla degradazione, modificazione, corrosione, putrefazione, etc., etc., etc..
Quindi quando avviene un atto di compravendita i due contraenti, Lars e Turm nel nostro caso, sanno benissimo che la sedia durerà qualche anno e probabilmente la caciotta forse qualche giorno, lo sanno, lo accettano, e lo condividono come dato di fatto naturale ed ineluttabile.
Come del resto sapevano, accettavano, condividevano anche che i pezzi grezzi di bronzo (la loro funzione primaria era proprio questa) potevano essere fusi e riutilizzati come bracieri, alari per il camino, lama per l’aratro. E questo era altrettanto risaputo, accettato e condiviso universalmente.
Quindi sia la merce/prodotto/manufatto (la sedia) realizzata da Turm prima o poi era destinata a rompersi, la caciotta di Lars entro breve tempo ad essere mangiata o a guastarsi, ed anche, fatto estremamente rilevante, i pezzi di bronzo grezzo destinati alla trasformazione, all’utilizzo alla consumazione, all’usurazione.
E perciò anche i pezzi di bronzo grezzo erano destinati all’annichilimento.
Poi gradualmente i concetti, le azioni conseguenti, gli atteggiamenti sociali rispetto alla “moneta” sono cambiati. In peggio per tutti i cittadini, in meglio per una ristretta cerchia di eletti.
Ora nel corso dei secoli e dei millenni i beni/mezzi/strumenti/manufatti/prodotti hanno seguitato a usurarsi a consumarsi, a degradarsi fuorché la moneta.
Questo ha creato per la moneta possibilità enormi di accumulo, accaparramento, accentrazione; in particolare da quando il “denaro/moneta” è diventato cartaceo, con tutti le varie fasi parossistiche che si sono vieppiù accavallate le une sulle altre nel corso degli ultimi secoli. Addirittura quando naturalmente il denaro cartaceo naturalmente si deteriora nello stropiccio dell’uso esso viene periodicamente riciclato (ritirato dalla circolazione e sostituito) e questo è altamente illogico, ingiusto, innaturale, e altamente immorale.
La frenesia accumulatrice ha assunto nuove ed impensabili dimensioni poi con il “denaro/moneta” elettronico. Con vette assolute, inimmaginabili di concentrazione della ricchezza, e di potere sempre più assoluto verso il resto dei cittadini, i quali sempre meno, anzi quasi più, hanno contatto col “denaro/moneta” e sono diventati essi stessi una parte di quel “denaro/moneta” in possesso del potente che può spenderli (gli individui) quando vuole e come vuole, senza più nessun controllo, alternativa, antagonista, avversario, nemico.
Questa raffigurazione rappresenterebbe la fine della nostra civiltà/società/cultura, non deve succedere, non possiamo permetterci di assistere alla fine dell’individuo, del cittadino, dell’uomo senza opporci con ogni mezzo di cui ancora disponiamo, e per fortuna ancora ne disponiamo.

SECONDO ELEMENTO DELLA RIFORMA MONETARIA

Ecco perché ora qui e dovunque io dico e dirò che il denaro deve durare solo e soltanto quattro anni dalla sua emissione e dopo questa data deve essere completamente sparito principalmente come valore ed anche sotto qualunque altra sua forma e manifestazione.

TERZO ELEMENTO DELLA RIFORMA MONETARIA

Questo anche in ragione del fatto rilevantissimo e da cui ne scaturisce che il denaro rappresenta ed è unità di misura del valore della transazione, se l’oggetto della transazione nel corso degli anni deperisce, degrada, dissolve il suo valore perché mai la rappresentazione del valore iniziale deve rimanere inalterate e persistere ne corso dei secoli dei secoli??
Propongo e propendo di rendere definitivo il tasso di svalutazione del 2% perché rappresenta bene il tasso medio di durata, decadimento, ammortamento, deterioramento, obsolescenza della media dei beni/servizi/prodotti/prestazioni del mondo attuale.
Al tasso del 2% mensile in quattro anni il valore del Titolo si azzera completamente, questo perché mediamente il bene/servizio/prodotto/prestazione /merce/manufatto nel corso di quattro anni anch’esso è deperito, svalutato, degenerato, corrotto, morto, e se la fonte del valore del Titolo muore, anch’esso deve morire per una questione di logica e di calcolo matematico, oltre ad altre questioni di carattere filosofico.
Infatti il denaro, oltre ad essere unità di misura è sempre e comunque un oggetto, una merce………
Tant’è che gli Stati Uniti hanno assoldato anche le stamperie clandestine della mafia cinese per stampare carte verdi chè le loro non ce la facevano a stare dietro alla richiesta. E che nonostante questo non si riesce a stamparne abbastanza per riuscire a ritirare i fondi tossici in scadenza a fine mese.
Tutto scorre e tutto se ne va, questa è la legge generale… Se qualcosa o qualcuno non la segue si pone al di fuori della legge e contro la legge e crea le distorsioni, le criticità, le mostruosità che sappiamo : le “compagnie delle opere o meno”; gli “illuminati”; i “grandi maestri”, etc., etc..
Insomma la morte in tutte le sue manifestazioni è una necessità assoluta, inevitabile, obbligatoria per una sviluppo equilibrato del sistema globale nella sua interezza.
Anche il denaro, il valore, la ricchezza deve periodicamente morire, come alcuni che lo gestiscono ben sanno e programmano.

È ORA CHE LO CAPISCANO ANCHE I CITTADINI!!

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