Il 2 ottobre si è celebrata la Festa dei nonni, ricorrenza che coincide con la celebrazione cattolica degli Angeli Custodi…
E’ stata introdotta in Italia con la legge numero 159, datata 31 luglio 2005, ma viene festeggiata ogni 2 ottobre, giorno in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli Custodi. Stiamo parlando della festa dei nonni, e non poteva esserci scelta migliore che far coincidere le due ricorrenze, visto che le figure dei nonni e degli Angeli Custodi molto spesso si intersecano. I nonni, infatti, sono per noi dei punti di riferimento sempre disponibili e pronti ad ascoltarci, nei momenti di bisogno e non, fornendoci preziosi consigli dall’alto della loro saggezza. Quando a parlare è il nonno, la nonna o entrambi, non si percepisce mai la superficialità, o peggio ancora la falsità, nelle loro parole, ma solo l’affetto, incondizionato e sconfinato, che provano per i propri nipoti. Sono queste la basi che devono portare a pensare che la festa dei nonni non è, non può, non deve essere solo una trovata commerciale, caratteristica da lasciare volentieri ad altre ricorrenze. Basti pensare al fiore scelto come simbolo della giornata, di un bellissimo colore blu che colpisce in positivo la vista, e che si chiama “Non ti scordar di me”, a lasciare intendere che non basta prendere un oggetto, fare un bel pacchettino e portarlo al vecchietto o vecchietta di turno nel dì della loro festa. E’ un monito per i giovani, ormai sempre troppo “rapiti” da internet, cellulari ed uscite con gli amici, a ricordarsi sempre dei propri nonni, e non limitarsi a “fare solo la presenza”, nelle feste comandate. Ricordo che qualche anno fa veniva trasmessa una pubblicità progresso, molto significativa, il cui slogan era “Chi ascolta cresce”: ascoltare dai nonni, ad esempio, un racconto risalente ai tempi di guerra, è un’opportunità incredibile di arricchimento. Una lezione speciale di storia, fatta da chi quel periodo l’ha vissuto per davvero, e non solo sui libri e nei documentari. Per non parlare di tutte le situazioni nelle quali, grazie ai nonni, abbiamo accresciuto il nostro livello di educazione. Ad esempio, scavando “nell’archivio ricordi” personale, ed in particolare della mia infanzia, periodo nel quale si è abituati a stare sempre tra le a persone di famiglia, mio nonno mi portò a fare una passeggiata, quando ad un certo punto rivolge un “buongiorno” ad una persona completamente estranea. Io lo guardai interdetto, quasi a dirgli con lo sguardo: “ma lo conosci?”. Il nonno percepì la domanda, e mi spiegò che il saluto è degli angeli, racchiude in sé l’educazione e va dato anche agli estranei. Tornando alla festa dei nonni, fa piacere che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, abbia sottolineato la bontà dell’iniziativa ricordando, nel suo messaggio per l’occasione, la grande valenza dai nonni, che : ”con la loro costante disponibilità ad aiutare, ascoltare e comprendere, costituiscono sicuri punti di riferimento per la vita delle famiglie chiamate ad affrontare, in un contesto sociale di crescenti difficoltà, anche le gravi conseguenze della attuale congiuntura economica”. Particolarmente significative le ultime parole del Presidente della Repubblica, perché i nonni non rappresentano solo un punto di riferimento affettivo. Ricordiamoci che i nonni sono anche genitori, e restano pur sempre ancora di salvezza dei propri figli, i quali desiderano mettere su famiglia, ma essendo costretti a lavorare al pari del proprio marito/moglie per arrivare decentemente a fine mese, visto che un solo stipendio non basta più, ritrovano dei validi baby sitter proprio nei nonni, ben felici di ricoprire questo ruolo e stare a contatto coi nipotini. Validi, fidati ed anche di aiuto alle tasche, in quanto alcune stime dell’AMI (Associazione avvocati matrimonialisti italiani) dimostrano che le giovani coppie, grazie all’aiuto dei nonni, riescono a risparmiare fino a 1000 euro al mese di baby sitter o asili nido. Peccato esistano anche figli che non capiscono cosa significhi la gratitudine, o più semplicemente cosa significhi l’affetto, e ricoverano i propri anziani genitori, magari ancora in buone condizioni di salute, nelle case di riposo. Tengo a precisare che non è mia intenzione attaccare, o accusare queste strutture di qualsivoglia maltrattamento o trascuratezza nei confronti delle persone ospitate, visto che nella stragrande maggioranza dei casi la gestione è affidata a personale qualificato ed iper professionale. Ritengo solamente che staccare una persona anziana, dal proprio contesto familiare ed affettivo, rappresenta solo l’inizio di un’agonia che trasforma la camera di quella clinica in una “sala d’attesa della morte”, visto l’isolamento al quale sono sottoposti, nonostante le visite settimanali dei parenti. Non nascondo di essere stato contento di leggere che molte case di riposo, in occasione della festa dei nonni, hanno apprezzabilmente collaborato ad organizzare iniziative volte a far sentire meno soli e dimenticati i propri ospiti, che ad esempio hanno ricevuto i festeggiamenti da parte di alcune scolaresche, autorizzate all’ingresso in clinica. Con l’auspicio che proprio le nuove generazioni capiscano che i nonni devono restare solo e soltanto una grande risorsa per la società. E che il fiore blu, simbolo della loro festa, prosperi sempre di più.
In carica...



















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