“Maroni e Bossi: finchè dura…” di MalKo


Nella lega si ha la netta sensazione che non abbia prevalso il senso di giustizia bensì l’opportunismo politico e le sceneggiate napoletane in salsa verde. La fronda leghista di comando ha espulso Rosy Mauro e il tesoriere Belsito. Renzo Bossi invece, il famelico avannotto, è stato graziato dalla lama del probo Maroni. Hanno detto che il Trota resta nel partito perché ha fornito buona prova di se dimettendosi dal consiglio regionale della Lombardia… Il padre ha apprezzato il bel gesto del figlio prediletto: d’altra parte l’imberbe secessionista, così dice Umberto, era stufo del pirellone. Un palazzo in verità, che ogni giorno che passa sembra sempre di più il tempio delle sacre scritture, coi mercanti che un po’ alla volta vengono individuati e cacciati …

Maroni ha dimostrato spalle piccole! Forse con troppa fretta l’abbiamo indicato come l’uomo giusto per rilanciare il partito del tesoro di San Gennaro. Bobo si è  accontentato dello scontro :<< Rosy Mauro o io…>>. Il deciso aut aut l’avrebbe dovuto imporre a ben altre personalità del carroccio e non solo alla “badante” oramai isolata dal gruppo di comando. Forse,in questa storia ancora dibattuta di fondi distratti, saranno stanate altre sanguisughe dal groviglio del malaffare leghista, e qualcuna in sordina e in gonnella si rivelerà addirittura l’eminenza grigia del “sistema” .

Chi ha tradito nella lega si è rivelato innanzitutto disonesto ma poi irrispettoso di quei militanti e simpatizzanti onesti che ostentavano con ardore la giubba verde, reclamando in piazza un distinguo  dai ladroni oramai archiviato.

Maroni dicevamo non ha convinto! Bossi non lo teme e con arte sta usando e gabbando l’ex ministro che non ha la forza di sottrarsi dall’ipnosi dei tempi belli del pane e cipolla e dei manifesti  attaccati di notte.

A Borghezio hanno sciolto le briglie al punto da fargli proporre la vendita di alcune regioni meridionali all’America o a qualche riccone dell’est.  Senz’altro ampie zone del sud Italia hanno radicamenti malavitosi  sul territorio e sono al saldo per impopolarità e qualità di vita; ma altre regioni si stanno dimostrando alla stregua, delle vere primizie primaverili, cantate dal menestrello Saviano nei suoi eloqui televisivi che tanto stizzano i leghisti. Molti fatti di cronaca nera sono al vaglio degli inquirenti, e il nord potrebbe scoprirsi e ritrovarsi dalla sera alla mattina con una peste attaccata addosso ben diversa da quella storica di Milano e del Manzoni, fatta di bande che non temono secessione, e più che bubboni portano piombo caldo e acido.

Calderoli è sotto scacco. Gli Speroni e i Castelli hanno perso un po’ di supponenza e gli fa bene. Roberto Maroni ha pensato recentemente di infervorare la piazza rilanciando il progetto d’indipendenza della padania attraverso la rivoluzione o accordi politici.

Chi sarebbe l’uomo della rivoluzione lui o l’altro? La stupidità di certe teorie è racchiusa nella stessa pubblicità con cui tirano avanti costoro. Al popolo leghista lanciano l’illusione della separazione dal resto del mondo meridionale per allacciarsi alla sola locomotiva europea, quale ricetta di ricchezza e benessere. Insomma, un confine tra le banconote e gli spiccioli.  In altri casi l’impresa di erigere una frontiera nella stessa nazione non è riuscita a una dittatura come quella sovietica, figuriamoci poi al “celodurismo” padano alquanto annacquato dai fatti di copertina di questi giorni di vergogna.  Certe cose se le dice Borghezio passino pure. Se le dice Maroni però, riflettiamoci sopra, leghisti e non…

La lega secondo alcune logiche dovrebbe pagare uno scotto notevole in termini di consensi elettorali per le appropriazioni indebite che incominciano a essere documentate coi famosi cavalli di ritorno fatti di oro e diamanti. Di questo “passo” la lega nord andrà al dissipamento elettorale con voti che abbrancherà per intero il Grillo parlante e il suo movimento a cinque stelle. In politica non bisogna dare mai niente per scontato ed è vero. Gli elettori ingurgitano tutto e hanno memoria cortissima. La pancia vuota però, è una gran cassa di risonanza che rimbomba sorda lì nelle urne. Se la politica è anche burlesque, un gran voto di protesta è quello che dovrebbe seppellire un gran numero di pulcinella…

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