“Napolitano e Grillo: politica di fine estate” di MalKo


Prodromi di fine estate. Intercettazioni che riguardano Giorgio Napolitano inserite di riflesso nella bruttissima storia degli accordi tra Stato e mafia e Beppe Grillo che è apostrofato da alcuni leaders di partito e accesi opinionisti che gli danno del fascista. Sono le due notizie che colpiscono di più: la prima è raccapricciante e la seconda è quasi comica.
Come primo impatto pensiamo che se lo Stato è sceso veramente a patti con la mafia, attraverso personaggi sinistri già nella sagoma, il simpatico  Totò Cuffaro dovrebbero riabilitarlo immediatamente.  Chi manda in galera Cuffaro, infatti, è lo stesso (Stato) che con l’organizzazione mafiosa ha tentato non sappiamo con quali risultati una sorta di accordo. Un po’ come dire che il toro chiama cornuto l’asino…
Di tutta la storia delle presunte intese Stato-mafia, trapela l’immagine devastante di qualche istituzione che annovera tra le proprie file non paladini della giustizia ma un certo e non infinitesimale numero di pecore nere… nere come il carbone del Sulcis.
Allora vuol dire che dobbiamo mettere mano alle istituzioni e soprattutto a chi le dirige a livello intermedio, perché così non va. Se le istituzioni sono tarlate è tarlato lo Stato nelle sue fondamenta. Le istituzioni fungono da arbitro della democrazia.
Forse siamo dei sempliciotti, ma il concetto di ragioni di Stato che vieta la diffusione di notizie attinenti affari interni ci sembra assolutamente antidemocratico. Vogliamo sapere chi ha tradito e perché ha tradito. Se la nostra politica ha connotazioni massoniche, bisogna accertarlo subito e correre ai ripari.
Giovanni Falcone fu il primo caduto della guerra con strategia inizialmente aperta contro le cosche. Un eroe che diede fastidio su entrambi i lati delle barricate tanto che fu lasciato solo e senza emblemi al centro della battaglia con l’esplosivo sotto i piedi.  Il povero Paolo Borsellino è rimasto anche lui incastrato nella morsa del dovere, intuendo di essere al termine del suo tempo quando capì di essere circondato da lupi famelici sotto mentite spoglie. Grazie anche al fratello, Salvatore Borsellino e a una procura che con coraggio ha posto in luce l’abominevole intesa Stato-Mafia (la lettera maiuscola in questo caso è d’obbligo), qualche verità incomincia a galleggiare.
Il procuratore Antonio Ingroia un velo l’ha squarciato con grande disappunto di qualche ex carica istituzionale che merita disistima. Purtroppo il meritevole magistrato, stranamente in termini di tempistica, lascerà la procura di Palermo per assumere un incarico internazionale di lotta al narcotraffico. Non vorremmo però che si narcotizzasse nel frattempo l’indagine attuale, perché ci sono notevoli tentativi di sedazione da molte direzioni apicali politiche e non politiche. La procura di Palermo è sotto attacco dai professionisti dello sdegno che vogliono affondare definitivamente le intercettazioni telefoniche e non solo quelle.
Vorremmo la verità su queste trame segrete. Quella che sia, anche se infamante e ributtante. Senza verità non siamo in grado di produrre eventualmente e se ne siamo capaci, anticorpi adeguati. Ed è un problema. Se le intercettazioni di Napolitano contengono frasi pourparler che inficiano solo l’aplomb del presidente, si buttino via e tiremm  innanz!
Il dissacrante Beppe Grillo è diventato anche lui un problema per le istituzioni politiche. La parola d’ordine in transatlantico è che bisogna distruggere il leader del M5s perché rappresenta il legante di quell’associazione di non allineati che bisogna recuperare.
Vogliono strappare Beppe dall’apparato del movimento, ma chirurgicamente, senza intaccare la suscettibilità degli iscritti, il cui voto fa gola a tutti i partiti. Si parlerà bene di costoro e del loro entusiasmo solo appena un po’ manipolato dall’affabulatore delirante, e si sprecheranno le promesse verso una politica tutta nuova fatta di idee sostenibili e non solo di calunnie con al centro i giovani, la famiglia e il lavoro. Bene!Bravo! Bis!
L’accerchiamento in atto era abbastanza prevedibile perché il tempo corre (fugat) e le elezioni si avvicinano a prescindere dal modello elettorale. Un Beppe Grillo nei banchi dell’opposizione nessuno lo vuole. Immaginarlo al governo è da brivido…
La contemporaneità degli attacchi sembra indicare una scontata cabina di regia. La regola è colpire Grillo… adesso. Possibilmente tramite qualche infiltrato o dall’interno che rende sempre. Non cacci nessuno Grillo, neanche i bocca larga. La democrazia è democrazia: sempre.
Di là da Beppe che continua a rappresentare il nuovo con tutti i limiti del noviziato in senso politico, il panorama non cambia ed è sempre la stessa solfa. Gli stessi visi. La stessa fastidiosissima sicumera dei tanti personaggi della politica nostrana, che in tanti anni non hanno cavato dal famoso buco un ragno di onestà, di equità, o di benessere (lavoro) per i cittadini. La delinquenza è la stessa di sempre se non peggio. In molte città italiane bisognerebbe addirittura accendere il bat segnale. Ma non ci sono supe eroi in giro, ma solo professionisti della sporca politica con le istituzioni rattoppate e senza ideali.
Le tasche sono vuote. Si sono grattati negli ultimi tre anni tutti risparmi dal fondo dei depositi… Marchionne si lamenta che la Fiat non vende auto. Non dice però che il costo delle assicurazioni in alcune regioni è proibitivo, che l’auto fa tassa, che la benzina è oro e i parcheggi oramai sono tutti a pagamento.
La scuola è ancora teatro di vicissitudini. I monumenti crollano. Le imprese chiudono. Il lavoro manca. La casta è sempre la casta e i benefici sempre gli stessi. Insomma: nulla di nuovo sotto il cielo d’Italia e il soffitto di Montecitorio.
Come società siamo malati. Beppe Grillo è la medicina che bisogna ancora provare. Le altre non hanno effetto e continuano a mietere tristezza, scandali, rassegnazione e povertà e ingiustizia e tanta casta.
I grandi leader di partito stanno rimescolando le carte per essere pronti a entrare in scena dopo Monti. Un gioco che gli riesce sempre. Ricominceranno tutto da capo e non cambierà niente… preparatevi al mi consenta.

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