Con riferimento all’articolo “segnaletica stradale e… iatture”, pubblicato su Hyde Park nel mese di luglio 2009, si ritiene utile precisare, per dovere di cronaca ed anche per rispondere al commento del Signor Giuseppe, che il caso fu segnalato al competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i Trasporti Terrestri – Direzione Generale per La Sicurezza Stradale – Roma.
Nell’interrogativo presentato agli uffici ministeriali competenti, fu chiesto se era lecito apporre al di sotto del segnale composito di divieto di sosta, il pannello integrativo arancione “Vuoi il mio posto? PRENDI il mio handicap!” A parere dell’interrogante infatti, adottare arbitrariamente un pannello integrativo non previsto dal codice della strada è inammissibile. Ovvero fuorilegge, e al di là dei contenuti dello stesso che possono essere condivisi o meno. Che possono risultare simpatici o antipatici.
Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti col protocollo n° 0090661 del 20/10/2009 ha risposto all’interrogativo nei modi che di seguito riportiamo in forma integrale:
Con riferimento alla lettera inviata a questo Ministero, relativamente alla problematica in oggetto, si trasmette copia della lettera inviata al Comune di Pompei, con la quale si evidenzia quanto da Lei lamentato, con la richiesta di provvedere, dopo gli opportuni accertamenti, alla rimozione dei pannelli aggiuntivi ai segnali di “sosta consentita ai veicoli al servizio di persone invalide munite dell’apposito contrassegno”, in quanto non sono consentiti dalla normativa vigente.
Il Comune di Pompei ha quindi badato a rimuovere siffatta segnaletica dalle strade, perché visibilmente in contrasto appunto con l’art. 38 comma 6 del codice della strada.
In moltissimi comuni sono stati installati questi cartelli: sarebbe interessante contabilizzare il danno all’erario pubblico…Come si sa, infatti, comprare segnali inutili e poi installarli hanno comunque un costo.










In carica...




















MI CHIAMO PAOLA VINCI, SU FACEBOOK è STATO FONDATO UN GRUPPO DALLA MIA AMICA DANIELA MIGNOGNA DEL COMUNE DI PIANORO (BO) CHE CONTA PIù DI 14.000 ISCRITTI,E SI CHIAMA “SE VUOI IL MIO POSTO PRENDI ANCHE IL MIO HANDICAP”, IO LO CURO ASSIEME A LEI DA OLTRE UN ANNO E TI ASSICURO CHE NESSUN ISCRITTO HA MAI PENSATO CHE, BATTERSI PER FAR METTERE QUESTI CARTELLI NEL PROPRIO COMUNE POSSA ESSERE UNA “IATTURA” COME TU LA CHIAMI, SI TRATTA SOLO DI POTER SENSIBILIZZARE IL LETTORE DEL MESSAGGIO E FARLO DESISTERE A PARCHEGGIARE ABUSIVAMENTE, PERLOMENO è PIù VISIBILE, VISTO CHE IN TANTI VEDENDO IL CARTELLO COMUNE, PARCHEGGIANO LO STESSO FREGANDOSENE SE CIò COMPORTA O MENO IL DISAGIO ALLA PERSONE CHE NE HA DIRITTO. MOLTI COMUNI D’ITALIA SI STANNO MUOVENDO AFFINCCHè IL CARTELLO VENGA INSTALLATO PER GRIDARE TRA VIRGOLETTE QUESTO DIRITTO E TU COSA HAI FATTO? TI SEI PRESO LA BRIGA DI FARLI TOGLIERE, SI VEDE CHE RAGIONI CON LA TESTA DI UN NORMODOTATO CHE SE NE FREGA DEI DIRITTI DEI DISABILI, A QUESTO PUNTO DOVREI AUGURARTI UN GIORNO DI TROVARTI NELLE STESSE CONDIZIONI…DI AVER BISOGNO DEL PARCHEGGIO…E DI TROVARLO OCCUPATO, COME SUCCEDE A NOI. LA NOSTRA è UNA BATTAGLIA QUOTIDIANA, IO FACCIO PERLOMENO 8 LITIGATE AL GIORNO CON PERSONE CHE OCCUPANO IL POSTO ASSEGNATOMI TRA L’ALTRO PERSONALIZZATO CON TANTO DI NUMERO DEL TESSERINO…HO DETTO TUTTO!!!
MI SCUSO CON I LETTORI, MA QUESTA COSA MI HA INDIGNATO.
PAOLA
Se i vigili urbani facessero il loro dovere, multando chi trasgredisce la Legge sostando dove non è possibile, in questo caso sui parcheggi destinati ai disabili, non ci sarebbe bisogno di cartelli aggiuntivi. I cartelli aggiuntivi servono a far riflettere chi li usa a sproposito, ma questi evidentemente non sono così intelligenti da capirlo.
Propongo dei parcheggi riservati alle persone poco intelligenti e soprattutto furbe. Quale disegno si potrebbe inserire nel posto a loro riservato?
Scusate non avevo messo il mio nome nel commento sopra delle 14,56, Mi chiamo Paola e abito in provincia di Pavia
Egregia Signora Paola, non ritengo opportuno rispondere nei toni da Lei usati perchè non mi sembra il caso visto che questa è una rivista che offre un minimo di discussione senza necessità di alzate i toni. Tornando all’argomento, diciamo che il mio pensiero preminente che si evince anche se di stretta misura da altri articoli, è che la legge va rispettata ovunque e comunque. Piaccia o non piaccia.
Il problema qual’è e rispondo anche all’anonimo. Si chiamano pannelli integrativi quelli a corredo dei segnali stradali, perchè integrano e completano il significato del segnale stesso. Tali pannelli integrativi sono previsti ed illustrati dal codice della strada. Si faccia quindi una petizione al Signor Ministro delle Infrastrutture e Trasporti acchè inserisca appunto nel codice della strada questo cartello di cui stiamo discutendo. In modo tale,se efficacia ci sia nella deterrenza “verbale”, da non lasciare arbitri di sensibilità, ma diritti provenienti da una Legge dello Stato e per tale motivo di applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale.
D’altra parte ritenevo nell’articolo pubblicato nel mese di luglio 2009, addirittura necessario inasprire la pena pecunaria per chi sosta su questi stalli riservati senza averne diritto,ancorchè con decurtazione di punti sulla patente.Quindi, il mio discorso era forse indirizzato nella Sua stessa direzione.
Potrebbe essere invece una proposta, anche per ovviare ai furbi che si assicurano una sorta di tesserino ovviamente falso per aggirare i controlli, di installare un sensore microchip personalizzato all’auto avente diritto di sosta,che evita sullo stallo contrassegnato di far scattare una sorta di allarme sonoro che disturba i trasgressori.
A seguito della decisione di apporre cartelli con la scritta “Vuoi il mio posto?Prendi il mio Handicap” nei principali parcheggi pubblici di Bologna , voglio esprimere un ringraziamento sincero all’ assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, e l’apprezzamento per la sensibilità che dimostra in tal modo su questo problema. Peraltro la ringrazio anche perché ha voluto suffragare una iniziativa che già molti comuni stanno mettendo in pratica, iniziativa che è sostenuta dalle principali associazioni per la disabilità e che negli ultimi mesi ha visto anche nascere sul famoso socia network Facebook gruppi come il mio che riportano come slogan la stessa frase dei cartelli e che sollecitano proprio un impegno in questo senso da parte delle amministrazioni comunali e la speranza di un cambiamento culturale.
Non temo che questi cartelli abbiano la forza di scatenare le ire dei “normodotati” contro la popolazione dei disabili, incrinando un processo di integrazione e crescita culturale sul problema dell’handicap.
Io, madre di una ragazza disabile, da sempre in lotta per conquistare questi benedetti parcheggi riservati, e discretamente impegnata nel sociale, mi dissocio da questa presa di posizione e spiego il perché.
L’azione di mettere in campo cartelli interlocutori può generare solamente una rapida ma concreta riflessione da parte di chi lo legge: non dimentichiamo che i cartelli sono posizionati nei grandi parcheggi solitamente affollati ed il messaggio di dissuasione deve essere ben visibile, rapido nella comprensione ed incisivo. Non avrei saputo trovare uno slogan che arrivasse così dritto alla coscienza civica di quelle persone che ne sono prive e che sono i veri destinatari del messaggio.
Non va dimenticato che il tradizionale cartello di parcheggio riservato porta nel logo una carrozzina. Ci dobbiamo sentire stigmatizzati anche da questo allora? Vogliamo a tutti i costi annullare la nostra identità di disabili in virtù di una irreale “pari opportunità” ? Vogliamo continuare a sentirci definire “diversamente abili” dai “normodotati” in virtù di non meno nebulose abilità differenti? Per che cosa? Ma cosa c’entra?Io non la vedo così. La persona disabile ha diritto a percorsi del tutto personalizzati, facilitati o semplificati ove occorra, in altri termini di una cultura nella quale il rispetto delle necessità faccia un binomio con dignità ma anche con “giusta e imprescindibile distinzione”.
Ogni parcheggio riservato è come se sotto avesse scritto il “nome e cognome” della persona che ne esercita il diritto, dunque possessore di handicap. I cartelli tradizionali non riescono a garantire la fruibilità dei posti riservati ed il cartello VUOI IL MIO POSTO, PRENDI IL MIO HANDICAP è uno schiaffo morale NON ai disabili, ma a tutti i distratti, gli incivili, i superficiali che finalmente trovando un messaggio così terra terra possono avere un momento di rapida e costruttiva riflessione.
Non dimentichiamo che in alcune città questo messaggio è stato adottato come baluardo da intere classi di alunni che vengono educate al senso civico anche attraverso percorsi educativi di questo tipo. Percorso che prevede anche “multe morali” che i ragazzi emettono ai trasgressori.
Poi è evidente che esiste tutto il lavoro legato propriamente al territorio e alla viabilità tradizionale che viene fatto nelle sedi opportune e con altri mezzi.
Certamente chi fa l’ accusa deve riflettere che una campagna simile non può e non deve essere isolata, ma anzi deve essere sviluppata e sostenuta in tutti gli ambiti sociali, culturali, didattici per giungere verso quel senso civico del rispetto sia umano, sia delle leggi che delle regole. L’altra soluzione parziale è sempre stata quelle delle multe che di poco migliora lo stato delle cose.
Nessuna ipocrisia quindi da parte di una Amministrazione che si dimostra intelligente e pronta a cogliere messaggi provocatorii, proprio con la consapevolezza che il muro da sfondare richiede anche sistemi che facciano discutere.
Ancora grazie!
DANIELA MIGNOGNA
Egregio Sig. MAIKo (mi piacerebbe leggere il suo nome e cognome e non uno pseudonimo che la fa sembrare leggermente dietro ad un paravento virtuale…) ancora due parole proprio per Lei. Ho riletto quanto Lei ha scritto in luglio e, se devo essere sincera non capisco se è Lei stesso che si è dato tanto da fare presso il ministero o se questa illuminata decisione di far togliere i cartelli aggiuntivi è stata portata aventi da altri. Ad ogni modo credo che essenzialmente a Lei non importi minimamente delle difficoltà che incontrano durante una intera giornata i disabili (intellettivi o fisici). Quello che l’ha spinta a fare l’articolo è stato solo un attimo di narcisismo intellettuale che le ha fatto credere che nella frase del cartello vi fosse un implicito anatema verso i trasgrassori e questo le ha stimolato la creatività. Non ha minimamente pensato che questo processo è stato avviato da alcune comunità francesi, olandesi, tutte nazioni che di “iatture” forse sono meno sensibili di noi… E che la maggioranza delle associazioni dei disabili (la vera parte offesa)sostengono questo slogan provocatorio: di frasi provocatorie ne troviamo tante quotidianamente anche per altre ragioni e suffragate spesso da Autorità Istituzionali. Dunque mi sento di dirle che il “bovinamente messo in pratica” anche da noi non è esattamente quello che è successo e che continuerà a succedere in tutta Italia. Si tratta altresì di una “battaglia”, perchè di questo stiamo parlando, per ottenere diritti che gli incivili, i distratti o semplicemente gli idioti non riescono ancora a capire, nonostante leggi, multe rimozioni di auto.
Questo è quello che desideravo farLe sapere.
daniela
Egregia Signora Daniela,spero che Lei condivida il principio che esistono ancora ambiti di democrazia dove qualcuno può esprimere un giudizio senza per questo essere tacciato con aggettivi vari.
Ribadisco ancora una volta il principio.Quella famosa frase vuoi il mio posto prendi il mio handicap, va scritta su pannelli con forme e colorazioni che non possono confondersi con quelli regolamentari, e posti nelle immediate vicniannze dello stallo di sosta e non al di sotto del segnale a mò di integrazione del divieto di sosta.
Tutto qui. Significa quindi, portare una leggera modifica alla segnaletica di messaggistica sociale fin qui utilizzata.Niente di più.
Scusa, adesso ti stai arrampicando sugli specchi…mettere la scritta su pannelli con forme e colorazioni diverse, per non confonderli con quelli regolamentari? perchè nel modo in cui erano quelli di pompei si confondevano? ma che cambia metterlo su un altro cartello oppure lasciarlo lì, sotto al segnale tradizionale?…come dici tu comporterebbe solo spese aggiuntive per il comune che deve far posizionare altri cartelli, che tra l’altro non lo vedrebbero proprio (gli incivili non lo considerano posizionato sotto a quello tradizionale, figurati da un’altra parte), quando poi si è risparmiato aggiungendo solo una tabella sotto a quella già esistente. Il messaggio è l’immediatezza di ciò che si vuole dire cioè: sei destinato tu a questo parcheggio? nooo? allora vai da un’altra parte.Far mettere un poco di vergogna alla persona che parcheggia abusivamente perchè cavolo, ti guardano, c’è tanto di frase scritta e tu vai a parcheggiare lo stesso? allora sei proprio una persona incivile veramente. Quel messaggio scritto in quel modo è visibilissimo, non come quello tradizionale. Se ci mettiamo l’ammenda e i punti decurtabili, non è efficace come quella frase, le persone incivili, se ne fregano.
Poi vorrei sapere…ma che fastidio davano quei cartelli, che invece ai disabili erano molto utili, hai detto che il comune ha speso dei soldi per una cosa inutile…ma secondo te, farli togliere il comune non ha dovuto supportare un costo aggiuntivo?…alla fine era proprio necessario? a far diventare il costo di quei cartelli un “costo inutile” è stata proprio la persona che si è data tanto da fare per farli togliere, prima non erano assolutamente considerati “costo inutile”…o “segnali inutili”…
Io penso che il Signor Malko non voglia capire il problema.Lo dico con parole molto semplici e senza giri di parole. Quindi possiamo stare a discutere all’infinito e ognuno resterà con la sua idea. Per fortuna al mondo siamo in tanti e ho tanti amici “normodotati” che capiscono senza neanche dover spiegare. Io resto con l’idea che ognuno deve rispettare la Legge e questo significa prima di tutto non occupare abusivamente un posto riservato ai disabili.
Perchè Sig.Malko non scrive anche di quella cosa fuori Legge che sono i pannelli pubblicitari messi nelle rotonde stradali? La Legge li vieta e i Comuni danno l’autorizzazione a metterli. A Milano e Pavia ci sono su tutte le rotonde. La Legge lo vieta perchè distraggono chi guida e possono causare incidenti e possibili nuovi disabili…
Firmato Paola Rogantini
Leggo di sensori microchip… assurdo, e poi?
Collare e guinzaglio?
Ma non diamo i numeri!!
Giancarlo Del Maschio
Egregio signor Malko, siamo in repubblica e quindi fino a quando sarà possibile esiste spazio per il dibattito. Non so chi sia il mio interlocutore, non so con chi mi stò misurando. Lo pseudonimo ci da la possibilità di scrivere quello che vogliamo, quello che realmente pensiamo e che probabilmente non diremmo mai firmando con il nostro nome. Comunque non è questo il problema, il libero arbitrio permette anche questo e ben venga. Il problema è un altro. E’ la completa assenza di analisi del fatto. Lei (ma ho seri dubbi) ha impegnato sue risorse mentali e fisiche per smuovere Comune e Ministero al fine di far rimuovere i cartelli e non si è minimamente posto il quesito di cosa aveva spinto l’utente a porre in essere quel cartello. Si è fermato al primo facile e scontato step. La superficialità è una brutta bestia per la società moderna, siamo pieni di gente che non ragiona, di gente che ancora crede alla Iattura e di gente che cede alle analisi scontate. Mi creda, se avesse (lei o l’autore della “battaglia”) ragionato di più forse avrebbe visto che dietro a quel cartello c’era disperazione e stanchezza per un diritto negato. Allora forse avrebbe potuto usare le sue energie per aiutare l’utente a farsi restituire il diritto calpestatogli da gente che per certi versi fa come lei … non ragiona (“cosa ho fatto? sono stato cinque minuti!!” oppure “ma lei che se ne fa del posto? cammina e corre meglio di me ..” non guardando che in macchina c’è mia figlia che ormai si è pisciata sotto). Infine la prego di non lanciare impossibili soluzioni basate su microchip ed allarmi sonori … il cartello che disturba la vista dell’avvocatello in erba deve essere tolto per decreto, però il segnalare a 120 dBA disturbando tutto il circondario è ammisibile? Totò direbbe “ma mi faccia il piacere .. mi faccia”.
La ringrazio, e chiudo, di avermi fatto capire che forse la strada da seguire è proprio questa … da domani cartelli su tutti i posti per disabili .. alla faccia di tutti i benpensanti perditempo che non hanno il coraggio di affermare che il disabile è solo un peso per la società. Brave Paola e Daniela e bravi tutti noi che alla sera dopo una giornata che sembra non finire mai ci guardiamo allo specchio e vediamo ancora una persona.
Signora Paola,Paola e Signor Marco.
A volte mi capita di vedere delle persone con visibili difficoltà motorie percorrere le strade di Pompei per recarsi al santuario mariano per chiedere una grazia alla Madonna del Rosario. C’è chi crede e chi non crede. I cartelli in questione, ubicati nelle vicinanze della chiesa, a mio parere contenevano una sorta di anatema o maledizione; francamente come messaggio lo ritenevo… eccessivo. Certo il messaggio deve colpire ma non essere odiato!
Mi rendo perfettamente conto dei problemi, a volte dei veri e propri drammi che sono dietro e dentro le famiglie che devono combattere giorno dopo giorno per assicurare un minimo di indipendenza a un proprio caro che ha bisogno di aiuto. Me ne rendo perfettamente conto. Al punto tale, da non augurare a nessuno, ma proprio a nessuno, neanche al più acerrimo nemico e,quindi, al più disgraziato degli automobilisti una esperienza analoga. E’ questo il mio parere e consentitemi di averlo. Così come dovete consentirmi di osservare che nessuno ha il monopolio della sensibilità.
D’altro canto mi rendo conto che una qualche soluzione bisogna pur trovarla per garantire i diritti agli aventi diritti. Passatemi il gioco di parole che introduce la vergogna dei contrassegni facili. Motivo questo, che fa scadere un po’ la sensibilità verso il problema: ma, vi garantisco non è il mio caso. Ve lo assicuro. Così come molti automobilisti si trincerano dietro al concetto di fermata per giustificare invece una sosta sugli stalli contrassegnati e riservati.
Potremmo forse sostituire il divieto di sosta con quello di fermata applicando il pannello integrativo di rimozione forzata. Il concetto preminente però, è che qualsiasi segnale se non supportato dai controlli alla fine è inutile. Bisogna quindi spingere in quella direzione.
Rimango molto dell’idea dell’inasprimento dell’ammenda a carico dei trasgressori e la decurtazione di molti punti dalla patente. Siamo a livello di opinione… ovviamente.
La pubblicità che rende disattenti alle rotatorie deve essere segnalata da chi è in loco. Così come l’idea dei microchip lo ammetto è azzardosa soprattutto per i costi. L’inserimento di cane e guinzaglio invece, lo vedo come una forzatura verbale non necessaria. Come il concetto di misurarsi che avanza il Sig. Marco…in luogo di confrontarsi… Non lasciamo che la disperazione e la rabbia abbiano il sopravvento sul buon senso e l’educazione.
Cito Malko laddove dice “Al punto tale, da non augurare a nessuno, ma proprio a nessuno, neanche al più acerrimo nemico e,quindi, al più disgraziato degli automobilisti una esperienza analoga.” … Le concedo di avere questo parere, mentre io rimango del mio … sono convinto che passare una sola mezz’ora davanti alla propria figlia di 9 anni consapevole che mentalmente non avrà mai più di 2 anni possa servire a capire che le persone vanno rispettate … Io cammino fiero con mia figlia al fianco e sarò l’unico innamorato che le regalerà i fiori a San Valentino … e voglio, pretendo e spero che chi occupa il posto a lei assegnato viva anche se solo per poco la MIA ansia … non la SUA disabilità. Sono conscio infine del fatto che non riuscirò a convincerla, perché solo guardando il proprio figlio addormentarsi stremato dopo un attacco epilettico si può capire, solo dopo questo e non solo, si potrà desiderare che altri siano li con te a vivere quel tragico momento … Le garantisco che non c’è ne disperazione ne rabbia nel mio desiderio di condivisione ma uno strenuo tentativo di rimanere collegato con questa società che mi rappresenta sempre meno. Cordialità.
Signor Marco
ho apprezzato moltissimo il concetto di vivere l’ansia e non la disabilità. Le Sue parole testimoniano un affetto senza uguali per una figlia adoratissima. Il suo dolore vale cento,mille,diecimila di quei cartelli.Non devo aggiungere altro…Con sincera ammirazione.
Resta il fatto che i cartelli sono stati tolti, che gli stessi, non davano fastidio, se non ai normodotati che vogliono continuare ad occupare il posto indisturbati, alla faccia dei disabili da loro considerati privilegiati, solo perchè posso parcheggiare o transitare ovunque. Ma da oggi in poi,state pur sicuri…ogni qualvolta troverò occupato il posto destinato a mia figlia…per il solo fatto di rischiare ad ogni passo di essere trascinata o travolta a terra da un peso di 85 Kg (quelli di mia figlia contro i miei 46 Kg), si, perchè mia figlia a causa dei continui tremori generati dalla sua forma di epilessia, ogni passo è un’impresa (farne molti di passi significa più probabilità che il rischio si avveri)…oltre alle imprecazioni citerò anche la “frase” del cartello aggiuntivo considerata “iattura”.
salve a tutti ,vi chiedo di aiutarmi. mia sorella “invalida” ha sostato cn l’auto in un pargheggio per diversamente abili ,esponendo tanto di certificato ma solo nn si è accorta di aver occupato un posto assegnato ad un’altra persona e le è stata fatta una multa di 78euro! ora io vi chiedo è giusto , bisogna pagarla , nn c’è niente che agevoli mia sorella essendo una diversamente abile?! rispondete … grazie.
ah! scusate il mio nome è tania …
Per Tania. Pare che la multa si debba pagare ma secondo i criteri che intuirai meglio cliccando questo sito.
http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?p=522067
Ciao