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	<title>Hyde Park &#187; Benessere</title>
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	<description>La prima rivista scritta dai lettori!!!</description>
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	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
	<itunes:author>Hyde Park</itunes:author>
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	<managingEditor>redazione@rivistahydepark.org (Hyde Park)</managingEditor>
	<itunes:subtitle>La prima rivista scritta dai lettori!!!</itunes:subtitle>
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		<title>Hyde Park &#187; Benessere</title>
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		<title>“Fleboterapia rigenerativa tridimensionale” di Michele dr. Di Stefano</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 22:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arti inferiori]]></category>
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		<category><![CDATA[insufficienza venosa]]></category>
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		<category><![CDATA[TRAP]]></category>
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		<description><![CDATA[La fleboterapia rigenerativa tridimensionale è una nuova cura funzionale ed estetica dell&#8217;insufficienza venosa, che rivoluziona gli attuali trattamenti flebologici. Rappresenta il passaggio dalle terapie tradizionali che trattano  quasi esclusivamente l&#8217;effetto dell&#8217;insufficienza venosa, (scleroterapia, interventi ablativi ed obliterativi con il Laser o RF), ad una terapia che tratta la causa e l&#8217;effetto della patologia, &#8220;curando&#8221; la parete dei vasi che non ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-9388" title="vene" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/vene-678x510.jpg" alt="" width="678" height="510" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La fleboterapia rigenerativa tridimensionale è una nuova cura funzionale ed estetica dell&#8217;insufficienza venosa, che rivoluziona gli attuali trattamenti flebologici. Rappresenta il passaggio dalle terapie tradizionali che trattano  quasi esclusivamente l&#8217;effetto dell&#8217;insufficienza venosa, (scleroterapia, interventi ablativi ed obliterativi con il Laser o RF), ad una terapia che tratta la causa e l&#8217;effetto della patologia, &#8220;curando&#8221; la parete dei vasi che non si vedono e quindi l&#8217;ipertensione emodinamica del circolo venoso degli arti inferiori. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa nuova cura razionale consente di ottenere un risultato funzionale ed estetico permanente nel tempo, risolvendo in maniera semplice e senza complicanze qualsiasi caso di vene varicose e teleangectasie degli arti inferiori. La flebo terapia rigenerativa tridimensionale ambulatoriale, TRAP, è una metodica iniettiva che non occlude le vene ma che agisce sulle pareti dei vasi del circolo perforante e superficiale. E’ una “cura” della malattia varicosa, che rinforza la parete delle vene, restringe il lume, ripristina la funzione valvolare e fa scomparire alla vista tutti i vasi visibili: vene varicose, venule e teleangectasie capillari.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per descrivere questi effetti usiamo il termine“rigenerazione” che significa ripristino della struttura vascolare alterata e della funzione. La TRAP si basa sull’ipotesi che la causa più frequente delle vene varicose e teleangectasie negli arti inferiori derivi dall’indebolimento della parete delle vene perforanti e dalla conseguente incontinenza valvolare. Per rinforzare la parete, ridurre il calibro delle vene e ripristinare la continenza </em>va<em>sale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">LE VENE NON SONO OBLITERATE, NON SONO ASPORTATE, NON SONO LEGATE, MA CURATE</p>
<p style="text-align: justify;">L’efficacia del trattamento è valutabile con la scomparsa dei vasi del circolo superficiale e con la persistenza nel tempo del risultato. I vasi superficiali scompaiono alla vista, anche se la soluzione non occlude i vasi, perché non sono più sottoposti alla pressione anomala che deriva dall’incontinenza delle vene sottostanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assenza di rilevabili effetti collaterali e la natura curativa della TRAP suggeriscono il suo utilizzo non solo nei pazienti con evidenti vene varicose o teleangectasie, ma anche nei soggetti giovani con predisposizione famigliare alle vene varicose, per prevenire lo sviluppo delle ectasie venose visibili. In questi soggetti giovani la soluzione è iniettata attraverso le porte costituite dalle ectasie venose visibili solo con la trans illuminazione.Un innovativo trattamento delle vene varicose e teleangectasie, la Fleboterapia, si aggiunge ai trattamenti tradizionali e trova applicazione anche nella cura preventiva dell’insufficienza venosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tecnica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le sedute di flebo terapia vengono effettuate nomalmente con una cadenza settimanale Si iniettano normalmente da 15 ml a 30ml di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato al 6% per seduta, in relazione alla gravità della patologia. La soluzione rigenerativa viene introdotta in tutti i vasi visibili ad occhio nudo ed anche in quelli non visibili mediante la trans illuminazione Si tratta prima un arto e poi il contro laterale. Mediamente sono necessarie 10 sedute per arto. Dopo ogni terapia  viene effettuato un bendaggio della gamba con garza coesiva da tenere per 3‐4 giorni, che va poi sostituita con calza elastica compressiva fino alla seduta successiva. Effetti collaterali sono praticamente assenti, anche se la comparsa di ecchimosi legate soprattutto al trauma dell’ago sono spesso presenti ma ad autorisoluzione in pochi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:info@distefanomichele.it">info@distefanomichele.it</a></p>
<div id="attachment_9386" class="wp-caption alignleft" style="width: 147px"><img class="size-medium wp-image-9386" title="1" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/13-137x250.jpg" alt="" width="137" height="250" /><p class="wp-caption-text">PRIMA</p></div>
<div id="attachment_9387" class="wp-caption alignleft" style="width: 162px"><img class="size-medium wp-image-9387" title="2" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/22-152x250.jpg" alt="" width="152" height="250" /><p class="wp-caption-text">DOPO</p></div>
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		<title>“I segnali elettromagnetici antistress” a cura del Prof. Dr. Ricciardi Pasquale Maurizio</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 17:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cromoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[La luce, i colori, i suoni possono avere effetti terapeutici come avevano studiato gli antichi Greci, Egiziani, Romani, Indiani e Cinesi. La cromoterapia moderna è legata ai nomi di Finsen e Rollier oltre a Mandel con la sua cromoterapia oppure a Ricciardi con la fototerapia e fonoterapia (utilizzando i punti agopunturistici tradizionali). Dalle esperienze di Newton, nel XVII secolo, con ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7254" title="prisma" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/prisma-188x124.jpg" alt="" width="188" height="124" />La luce, i colori, i suoni possono avere effetti terapeutici come avevano studiato gli antichi Greci, Egiziani, Romani, Indiani e Cinesi.<br />
La cromoterapia moderna è legata ai nomi di Finsen e Rollier oltre a Mandel con la sua cromoterapia oppure a Ricciardi con la fototerapia e fonoterapia (utilizzando i punti agopunturistici tradizionali).<br />
Dalle esperienze di Newton, nel XVII secolo, con il prisma si resero visibili i colori ovvero lo spettro elettromagnetico e si riconobbe che ogni colore spettrale possiede un diverso valore di oscillazione, misurato in Hz, ovvero rapporto tra la lunghezza d&#8217;onda e la frequenza dove ogni corpo acquista un determinato colore perché la sua struttura molecolare lascia passare determinate onde elettromagnetiche e ne riflette altre ossia percepiamo come colore la parte riflessa della luce bianca.<br />
Goethe definì&#8217; gli aspetti fisiologici del colore come percezione dell&#8217;occhio indacandone la legge armonica ed i collegamenti con il sistema neurovegetativo,scoperti da Becher nel 1954.<br />
Le scoperte di Einstein E=mC2 hanno evidenziato le trasformazioni tra energia e materia ed il fisico Popp dimostro&#8217; recentemente come tutte le cellule emettono dei suoni (fononi) e delle luci (fotoni) in base al grado di equilibrio delle membrane cellulari (intese come amplificatori e trasmettitori dei segnali elettromagnetici che viaggiano alla velocità della luce).<br />
Recentemente sono stati posti in relazione le frequenze elettromagnetiche dei colori con i suoni ed alcuni farmaci omotossicologici che possiamo riassumere come segue:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Rosso</span> = acidum muriaticum&#8211;belladonna&#8211;ignatia &#8211;silicea&#8211;helonias dioica&#8211;magnesia carbonica.<br />
E&#8217; il colore della vita e del fuoco, l&#8217;amore, la rabbia, la collera, è il colore del cuore e dei polmoni (aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la frequenza del respiro, è un colore caldo quindi non si deve usare nei processi infiammatori. La nota corrispondente è il Do.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Arancione</span> = ferrum metallicum&#8211;ammonium muriaticum&#8211;carbo vegetabilis&#8211;ambra grisea&#8211;ipecacuanha&#8211;camphora.<br />
E&#8217; il colore della serenità e gioia, da buoni risultati nelle malattie del sistema nervoso e contro la stanchezza continua. La nota è il Do diesis.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffff00;">Giallo</span> = secale cornutum&#8211;kalium bichromicum&#8211;cocculus&#8211;kalium bromatum&#8211;phytolacca&#8211;ammonium bromatum.<br />
E&#8217; il colore simbolo del sole allo zenit, è allegria con distacco ed è il colore del sistema digerente, linfatico ed endocrino oltre al cervello sinistro ossia la razionalità. La nota è il Re.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">Verde</span> = Baptisia&#8211;baryum carbonicum&#8211;phosphorus.<br />
E&#8217; il colore neutro con effetti armonizzanti, aiuta la concentrazione e la memoria oltre al metabolismo. La nota è il Fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Blu</span> = Bryonia&#8211;Rhus Tox&#8211;Symphytum&#8211;aconitum.<br />
E&#8217; il colore della tranquillità e rilassamento oltre che antiinfiammatorio e decongestionante. La nota è il Sol.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #4b0082;">Indaco</span> = pulsatilla&#8211;antimonium crudum&#8211;ignatia.<br />
E&#8217; il colore del rilassamento e come nota corrisponde al La.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #7d00e6;">Viola</span> = arsenicum album&#8211;acidum nitricum&#8211;ammonium muriaticum&#8211;camphora.<br />
E&#8217; il colore del rilassamento profondo e della meditazione quindi dell&#8217;emisfero destro (intuizione e creatività). La nota è il Si.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche di Head, alla fine dell&#8217;800, e poi di Mackenzie approdarono alla suddivisione segmentale dell&#8217;organismo ossia riconobbero e dimostrarono le affinità degli organi interni con le zone superficiali della parte posteriore del tronco (dermatomi, miotomi).<br />
I dolori così irradiati vengono definiti &#8220;trasposti&#8221; (transferred pain).<br />
Le vie di riflesso sono valide in entrambe le direzioni quindi è possibile stimolare con un massaggio Shatzu o con l&#8217;agopuntura tali zone cutanee e portare benefici sugli organi ad esse collegate (riflesso cutaneo &#8211; viscerale).<br />
Il tracciato di tutti questi riflessi passa nel segmento spinale che diventa un punto determinante di distribuzione.<br />
Le esperienze di altri ricercatori come Puttkamer, Vogler, Cornelius hanno confermato queste ipotesi.<br />
Inoltre è stato osservato che questi riflessi coinvolgono anche il sistema neurovegetativo (brividi lungo la schiena quando si percepiscono certi suoni o colori o massaggi).<br />
Le ricerche sulle endorfine condotte da Pomeranz, Chiu, Terenius, Goldstein hanno dimostrato che uno stimolo periferico come un massaggio Shatzu su queste zone libera le endorfine (encefaline, dinorfina) molto più&#8217; potenti degli oppiati esogeni (morfina, cocaina ecc).<br />
A livello cellulare il sistema simpatico si può considerare come un attivatore di energia, mentre il parasimpatico agisce in maniera strutturante come un fissatore di energia ed accumulatore. Così ogni campo di disturbo provoca il dominio del parasimpatico (Yin per i cinesi) cosi&#8217; stimolando con l&#8217;agopuntura o con il massaggio Shatsu, attraverso il midollo spinale che funziona come preamplificatore e la formazione reticolare del tronco cerebrale che regola il gammatono responsabile del controllo posturale,si possono riequilibrare queste disfunzioni del neurovegetativo (via centripeta).Lo stimolo periferico con un ago o con l&#8217;agopressione (massaggio Schatsu) o con le tecniche osteopatiche diventa una informazione elettromagnetica che raggiunge il talamo e la corteccia cerebrale ottenendo una regolazione cibernetica del sistema Uomo.<br />
Così i punti delle zone riflesse si possono interpretare come punti di distribuzione di una rete di comunicazione cibernetica elettromagnetica.<br />
Voltolini e Fliess svilupparono la riflessoterapia nasale stimolando il setto o la volta piuttosto che il corpo  ed i muscoli nasali inferiori e mediani anche con sostanze aromatiche.<br />
Nelle nostre esperienze abbiamo notato come il sinergismo terapeutico potenzi in maniera non lineare gli effetti dei singoli rimedi.<br />
Così utilizzando la poltrona Shatsu,che noi preferiamo alla terapia manuale in quanto l&#8217;operatore,per quanto esperto ed allenato, dopo alcuni minuti di terapia non riesce a tenere costante la pressione da esercitare sui punti riflessi agopunturali, se la associamo alla musica e ai colori opportunamente scelti e magari anche all&#8217;aromaterapia otteniamo dei risultati considerevoli ed in tempi brevi sia per quanto riguarda lo stress che per alcune patologie funzionali.</p>
<p>Dello stesso Autore<br />
Ricciardi P.M.  Testo atlante di Medicina Biologica ed Marrapese  2000<br />
Ricciardi P.M.   Ortopedia e Traumatologia dello Sport ed Soc Stampa Sportiva  2001<br />
Ricciardi P.M. Arcieri G.  Auricolomedina e Posturologia Quantiche libro+DVD<br />
Ed Soc Stampa Sportiva  Roma 2008.<br />
Ricciardi P.M.  Sport  Stress e Training Autogeno ed libreria Cortina<br />
Torino 1998.</p>
<p>Indirizzo dell’Autore<br />
Email <a href="mailto:pmricciardi@hotmail.com"><span style="text-decoration: underline;">pmricciardi@hotmail.com</span></a><br />
<a href="mailto:med.sport@libero.it"><span style="text-decoration: underline;">med.sport@libero.it</span></a><br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:Ricciardi.pasquale@aslrmc">Ricciardi.pasquale@aslrmc</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Consigli per stare in forma: Intervista a Salvatore Compagnone&#8221; di Antonio Borghese</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 22:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E..STATE IN FORMA! I consigli dell’esperto: Salvatore Compagnone, Dottore in Scienze Motorie, Personal Trainer e Preparatore Atletico. Arriva l’estate, ed è tempo di vacanze. Come giusto che sia, ognuno decide di trascorrere il proprio tempo libero in maniera diversa ed in base al proprio gusto personale: c’è chi preferisce il mare piuttosto che la montagna, o chi desidera dedicarsi al ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5470" title="benessere" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/benessere-188x122.jpg" alt="" width="188" height="122" />E..STATE IN FORMA!<br />
<em>I consigli dell’esperto: </em><br />
<em>Salvatore Compagnone, Dottore in Scienze Motorie, Personal Trainer e Preparatore Atletico. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Arriva l’estate, ed è tempo di vacanze. Come giusto che sia, ognuno decide di trascorrere il proprio tempo libero in maniera diversa ed in base al proprio gusto personale: c’è chi preferisce il mare piuttosto che la montagna, o chi desidera dedicarsi al “dolce far niente”, snobbando vacanzieri invece iperattivi anche nelle varie località turistiche. Sta di fatto, però, che possono tornare utili a tutti dei consigli per tenersi in esercizio (possibilmente divertendosi), ed avere una corretta alimentazione in un periodo molto delicato come quello estivo, in modo tale da tenersi in forma e rispettare la propria salute anche in ferie. Ad aiutarci in questo vademecum è Salvatore Compagnone, Dottore in Scienze Motorie, Personal Trainer e Preparatore Atletico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Salvatore, durante le vacanze cresce sempre più la varietà di attività sportive da poter praticare. Quali sono quelle che permettono contemporaneamente di divertirsi e fare movimento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Oltre all’ormai classico acquagym a riva di mare, per il quale molte spiagge si sono attrezzate, cresce la possibilità di giocare a waterpolo, ovvero la pallanuoto ma  con campo da gioco fissato in mare, che va ad affiancarsi a sport “sulla sabbia” e sempre molto praticati come beach soccer e beach volley.”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Vedremo qualche novità sugli stabilimenti balneari?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“In vari lidi si sta rapidamente diffondendo il beach tennis, l’evoluzione dei vecchi racchettoni da spiaggia, con regole un po’ modificate per via della differenza di superficie rispetto al tennis classico, ma comunque molto spettacolare e divertente. Si gioca al volo, non c’è rimbalzo, e tra tuffi, slanci ed acrobazie richiede molta intensità sotto l’aspetto fisico, nonché reattività e capacità esplosiva”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Nonostante queste possibilità di scelta, il nuoto, corsa e ciclismo restano intoccabili….</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“I classici mantengono sempre la loro valenza:  nuoto, footing e ciclismo in genere fanno sempre benissimo. Così come fanno bene, ad ogni età, 30-40 minuti di camminata sul bagnasciuga, che consente di bruciare grassi, abbassare la glicemia e migliorare la capacità cardiocircolatoria nonché quella propriocettiva. La <strong>propriocezione</strong> rappresenta la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista, ed assume un&#8217;importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del <a title="Movimento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento" target="_blank">movimento</a>”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Quali sono gli orari nei quali è ideale svolgere attività fisica, e in quali invece è il caso di evitare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Le fasce orarie ideali sono quelle della prima mattina e tardo pomeriggio intorno alle 18, mentre  si consiglia di evitare di  fare sport dalle 11.30 mattutine alle 17.30 pomeridiane, circa”. </em><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Un aspetto importante in estate è quello dell’alimentazione, molto sentito da chi ci tiene a non perdere la forma fisica, ma più in generale da chi non rinuncia a mangiare in maniera equilibrata anche in estate. Cosa è meglio e cosa evitare dal punto di vista nutrizionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Partiamo col dire che in estate idratarsi è di fondamentale importanza: bere tanta tanta acqua,almeno un sorso  ogni mezz’ora  e, senza farne un uso smodato, integratori salini classici. Per ciò che concerne i cibi, non appesantirsi e mangiare senza abusare, soprattutto perché col caldo si può essere più lenti nelle varie attività e si bruciano meno calorie. Bisogna evitare gli insaccati e mangiare frutta in quantità, e a pranzo sono molto indicate insalata di pasta o di riso, piatti che nella giusta misura possono fornire un corretto apporto di carboidrati, proteine (contenute ad esempio in carni, uova e pesce), fibre (nelle verdure), e aggiungendo un filo d’olio anche di grassi della buona cucina mediterranea. In alternativa, carne bianca o pesce,quest’ultimo più facilmente reperibile e più compatibile con i desideri del “palato estivo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D: Riepilogando, come potrebbe essere la giornata tipo, tenendo conto anche delle fasce orarie, di una persona che desidera svolgere un po’ di attività fisica, mantenendo una giusta alimentazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“C’è un detto a me caro  che recita “colazione da re, pranzo da principe e cena da poveri”. Per cui trascorsi almeno 45 minuti da un’adeguata colazione, per esempio con latte e fette biscottate, si possono spendere le prime ore della mattina in attività di footing, jogging o ciclismo in genere, apportando la corretta integrazione idrica, e magari dopo l’attività mangiare un po’ di frutta di stagione (meglio se biologica) o uno yogurt. A pranzo, come detto prima, un’insalata di pasta o di riso, dopodichè dedicarsi ad attività riposanti e rilassanti. Nel pomeriggio mangiare ancora frutta, prima di ritornare a fare attività sportiva (ad esempio beach tennis, beach volley). Di sera non bisogna “gonfiarsi” con cibi tropo composti, troppo conditi, senza eccedere con le quantità. E  possibilmente evitare bevande alcoliche, con il caldo non è la cosa migliore”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito <a href="http://www.professionesport.it/">www.professionesport.it<br />
</a></p>
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		<title>&#8220;Cos&#8217;è l&#8217;omeopatia?&#8221; di Mariangela Princi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 21:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di omeopatia e il numero delle persone che si avvicinano a questa medicina alternativa è decisamente  in aumento. Ma cos&#8217;è l&#8217;omeopatia? La medicina omeopatica fu scoperta da S. Hahnemann agli inizi del XIX secolo. Essa è una vera medicina olistica che esamina il paziente nella sua totalità prendendo in considerazione sia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5472" title="omeopatia" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/omeopatia1-188x148.jpg" alt="" width="188" height="148" />Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di omeopatia e il numero delle persone che si avvicinano a questa medicina alternativa è decisamente  in aumento.<br />
Ma cos&#8217;è l&#8217;omeopatia?<br />
La medicina omeopatica fu scoperta da S. Hahnemann agli inizi del XIX secolo. Essa è una vera medicina olistica che esamina il paziente nella sua totalità prendendo in considerazione sia gli aspetti fisiologici, anatomici, costituzionali, ereditari sia quelli emotivi e mentali. La malattia è una conseguenza dello squilibrio del soggetto. L&#8217;omeopatia, diversamente dalla medicina tradizionale che si limita a sopprimere i sintomi  di una malattia senza comprendere cosa l&#8217;ha generata, li cura da dentro ripristinando l&#8217;essenziale equilibrio tra mente e corpo .<br />
Cura innanzitutto il malato e poi la malattia.<br />
I medicinali omeopatici si ottengono da principi attivi naturali del regno vegetale, minerale e animale. Non contengono nessun elemento tossico ed è per questo che possono essere assunti  in gravidanza e durante l&#8217;allattamento, particolarmente adatti per curare i bambini sono anche utilizzati in medicina veterinaria. Non ci sono controindicazioni.<br />
L&#8217;omeopatia aiuta a capire le tendenze patologiche del soggetto e serve  a prevenire le malattie, è una terapia costituzionale che migliora le difese, aumenta la resistenza  ai malanni, porta un benefico miglioramento dello stato generale e psichico.<br />
L&#8217;omeopatia riesce a eliminare per sempre certi disturbi ma ovviamente non fa miracoli non vorrei che passasse questo messaggio, non sono né medico né omeopata ma ho sperimentato i danni della medicina allopatica e scoperto da poco i benefici dell&#8217;omeopatia.<br />
Sarebbe interessante conoscere la vostra opinione ed  esperienza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Cristalloterapia&#8221; di Mariangela Princi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impossibile non notare come negli ultimi tempi sia aumentata l&#8217;attenzione verso nuove tecniche per mantenere o ritrovare il proprio benessere psicofisico. Siamo sempre più stressati e consapevoli che mente e corpo sono in connessione, che siamo fatti di energia e che anche un “piccolo cortocircuito” può compromettere la qualità della nostra vita. La cristalloterapia è una tecnica usata sempre più ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5474" title="cristalli" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/cristalli-188x138.jpg" alt="" width="188" height="138" />Impossibile non notare come negli ultimi tempi sia aumentata l&#8217;attenzione verso nuove tecniche per mantenere o ritrovare il proprio benessere psicofisico.<br />
Siamo sempre più stressati e consapevoli che mente e corpo sono in connessione, che siamo fatti di energia e che anche un “piccolo cortocircuito” può compromettere la qualità della nostra vita.<br />
La cristalloterapia è una tecnica usata sempre più spesso negli ultimi anni ma in realtà è molto antica. Si basa sul presupposto che ogni corpo possiede un campo energetico<br />
e che ogni fenomeno naturale ha come conseguenza l&#8217;emissione o l&#8217;assorbimento di energia.<br />
La cristalloterapia usa i cristalli, le pietre e i minerali per raggiungere e mantenere uno stato di benessere psicofisico stimolando le risorse naturali dell&#8217;individuo.<br />
Dal punto di vista olistico (olos in greco significa totale, intero) l&#8217;essere umano è inteso come un tutt&#8217;uno composto da corpo, mente, cuore e spirito.<br />
I cristalli agiscono su quattro livelli:</p>
<p style="text-align: justify;">Fisico: rilasciano acqua e sostanze minerali in forma ionica<br />
Emotivo: emettono vibrazioni armoniose<br />
Mentale: aumentano la consapevolezza<br />
Spirituale: diventano una protezione</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni esempi puramente indicativi dell&#8217;utilizzo di alcune pietre e cristalli:</p>
<p style="text-align: justify;">Ametista: efficace nel placare i dolori come il mal di testa o i gonfiori. Protegge dall&#8217;insonnia, accresce le intuizioni, ha un effetto rasserenante.</p>
<p style="text-align: justify;">Cristallo di rocca: attenua gli stati febbrili, fortifica i polmoni, cuore, sistema linfatico&#8230;<br />
è una pietra da usare durante la meditazione, riequilibra la mente e stimola lucidità.</p>
<p style="text-align: justify;">Quarzo rosa: migliora la circolazione del sangue, regola il ritmo cardiaco, contrasta l&#8217;ansia e rende più sereni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutto questo è solo un breve accenno a ciò che è la cristalloterapia, c&#8217;è molto di più.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Pesi e flessibilità&#8221; di Marco Martone</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se vi allenate seriamente con i pesi farete quasi esclusivamente esercizi multiarticolari con i pesi liberi (squat, stacchi, ecc..); questi ultimi, utilizzando dei range di movimento completo intorno alle principali articolazioni, necessitano di un buon grado di flessibilità affinché le stesse articolazioni siano al sicuro da infortuni. Altro dato importante che emerge dagli studi sulla flessibilità articolare è che se ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><img class="alignleft size-medium wp-image-2523" title="pesi1" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/pesi1-188x137.jpg" alt="" width="188" height="137" />Se vi allenate seriamente con i pesi farete quasi esclusivamente esercizi multiarticolari con i pesi liberi (squat, stacchi, ecc..); questi ultimi, utilizzando dei range di movimento completo intorno alle principali articolazioni, necessitano di un buon grado di flessibilità affinché le stesse articolazioni siano al sicuro da infortuni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Altro dato importante che emerge dagli studi sulla flessibilità articolare è che se si possiede un buon allungamento muscolare molto probabilmente le prestazioni saranno migliori. I ricercatori associano questo miglioramento al fatto che una minore rigidità muscolare aumenta il potenziale di utilizzazione delle componenti elastiche dei gruppi muscolari.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Gli studi sulla mobilità articolare confermano anche che eseguire degli esercizi di stretching alla fine del workout accelera i processi di recupero; infatti, dopo l&#8217;allenamento, un muscolo è leggermente più corto rispetto alla sua lunghezza anatomica e, considerando che per rigenerarsi e quindi compensare il muscolo deve tornare necessariamente alla sua lunghezza naturale, lo stretching effettuato dopo il workout riporta la lunghezza muscolare al suo optimum, accelerando in questo modo i processi di recupero tanto importanti. Sicuramente avrete capito l&#8217;importanza di inserire nel vostro programma di allenamento delle routine di stretching per i principali gruppi muscolari.<span id="more-1252"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Esistono diversi tipi di stretching: quello statico, dinamico, balistico, passivo, attivo e PNF. Tra questi, la scelta migliore è quella di effettuare esercizi di stretching statico che, per intenderci, è quello che viene eseguito mettendosi lentamente in posizione di allungamento e mantenerla per un determinato lasso di tempo (mediamente si trattiene la posizione per 15-30 secondi e si ripete la stessa per 3-4 volte).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Tale scelta è dettata dalla relativa facilità e praticità di questo metodo che, a differenza degli altri, non necessita di un training partner preparato per poter svolgere gli esercizi in sicurezza. Ecco infine qualche direttiva affinché traiate il massimo giovamento da questa pratica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Le regole principali sono quelle di eseguire lo stretching solamente quando ci si è scaldati a sufficienza, di eseguirlo in modo lento e controllato, senza molleggiare e in modo che non causi dolore. Potete inserire la routine di stretching sia al termine dell&#8217;allenamento con i pesi (in modo tale da aiutare a velocizzare il recupero) sia durante i giorni di riposo: in questo caso, fate sempre del riscaldamento prima di effettuare i vari allungamenti</span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB">Marco Martone</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB">Personal Trainer – Wellness Manager</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;importanza degli esercizi fondamentali&#8221; di Marco Martone</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 11:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel bodybuilding vi sono due tipologie di esercizi: quelli compositi (multiarticolari) e quelli di isolamento. I primi interessano più di un&#8217;articolazione, mentre gli altri ne coinvolgono solo una. Se siete dei principianti o degli intermedi, dovreste concentrarvi prettamente sugli esercizi multiarticolari. Infatti questi coinvolgono molta più muscolatura a parità di numero di esercizi rispetto a quelli di isolamento. Gli esercizi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2525" title="esercizi" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/esercizi-141x188.jpg" alt="" width="141" height="188" />Nel bodybuilding vi sono due tipologie di esercizi: quelli compositi (multiarticolari) e quelli di isolamento. I primi interessano più di un&#8217;articolazione, mentre gli altri ne coinvolgono solo una.</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete dei principianti o degli intermedi, dovreste concentrarvi prettamente sugli esercizi multiarticolari. Infatti questi coinvolgono molta più muscolatura a parità di numero di esercizi rispetto a quelli di isolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esercizi fondamentali tipo squat, stacchi da terra (sia nella versione a gambe tese che flesse), leg press, distensioni su panca, flessioni alle parallele, varianti delle scrollate delle spalle, trazioni alla sbarra e le distensioni sopra la testa, sono quelli che costruiscono la sostanza del fisico. Gli esercizi di isolamento invece lavorano sui dettagli e non dovrebbero essere usati prima di un buon sviluppo muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Usare troppi esercizi di isolamento significa prima di tutto allenarsi troppo tempo, infatti una scheda, che debba allenare una grossa quantità di muscoli, fatta di esercizi di isolamento, è composta come minimo da 12 esercizi e questo è troppo se si vuole crescere. In secondo luogo, visto che molti esercizi per il dettaglio sono molto dannosi per le articolazioni e i muscoli, possono provocare infortuni che conducono a una regressione nell&#8217;allenamento. A suffragare la teoria, che gli esercizi fondamentali sono migliori per la crescita muscolare, c&#8217;è uno studio* che ha comparato gli effetti sulla prestazione di due esercizi: lo squat (multiarticolare) e il leg extension (isolamento).<span id="more-1247"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In questo studio 24 soggetti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi. Un gruppo si è allenato usando lo squat con bilanciere, mentre l&#8217;altro ha usato il leg extension. Entrambi i gruppi hanno eseguito due volte alla settimana per sei settimane l&#8217;allenamento con i pesi progressivo massimale. I soggetti sono stati testati prima e dopo il periodo di allenamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per controllare gli effetti dell&#8217;allenamento sono stati usati uno squat massimale con bilanciere per tre ripetizioni, una ripetizione singola massimale di leg extension isocinetico e una prova di salto verticale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prova di squat massimale con bilanciere per tre ripetizioni sono stati osservati dei miglioramenti significativi in entrambi i gruppi. Il gruppo dello squat con bilanciere è migliorato di 23 kg (31%), valore significativamente superiore dei 12 kg (13%) registrato nel gruppo del leg extension. Nel salto verticale, il gruppo dello squat è migliorato sensibilmente, 5 cm (10%), mentre non si sono visti cambiamenti rilevanti nel gruppo del leg extension.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione voglio darvi una linea di massima da seguire per ottenere i migliori risultati:</p>
<p style="text-align: justify;">1 &#8211; Scegliete una manciata di esercizi multiarticolari che coprono, in due o al massimo tre allenamenti settimanali, i principali muscoli.</p>
<p style="text-align: justify;">2 &#8211; Concentratevi su di essi settimana dopo settimana per un periodo non inferiore ai due anni.</p>
<p style="text-align: justify;">3 &#8211; Riposatevi, dormite e mangiate a sufficienza in questo periodo e vedrete i risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordatevi che il barometro del successo nell&#8217;allenamento è l&#8217;uso di carichi maggiori progressivi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">* J. Augustsson, et al., &#8220;Weight Training of the Thigh Muscles Using Closed vs Open Kinetic Chain Exesercises: A Comparison of Performance Enhancement&#8221; J. Orthop. Sports Phys. Ther. 27.1 (1998): 3-8</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Marco Martone</p>
<p style="text-align: justify;">Personal Trainer &#8211; Wellness Manager</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Allenamento con i pesi e donne&#8221; di Marco Martone</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Troppo spesso nelle palestre, all&#8217;atto di compilare la scheda di allenamento, gli istruttori si trovano davanti donne, sia giovani che adulte, che sono reticenti ad allenarsi con i pesi per la paura di incorrere in uno sviluppo muscolare spropositato che faccia perdere loro femminilità. Sfatiamo alcuni miti! Primo: &#8220;l&#8217;allenamento con i pesi fa diventare enormi le donne rendendole mascoline&#8221;. Falso: ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2527" title="donne" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/donne-125x188.jpg" alt="" width="125" height="188" />Troppo spesso nelle palestre, all&#8217;atto di compilare la scheda di allenamento, gli istruttori si trovano davanti donne, sia giovani che adulte, che sono reticenti ad allenarsi con i pesi per la paura di incorrere in uno sviluppo muscolare spropositato che faccia perdere loro femminilità. Sfatiamo alcuni miti! Primo: &#8220;l&#8217;allenamento con i pesi fa diventare enormi le donne rendendole mascoline&#8221;. Falso: lo sviluppo incredibile che vedete in certe donne che gareggiano è da attribuirsi oltre che ad una genetica fuori della norma anche ad una manipolazione ormonale fatta attraverso l&#8217;uso di farmaci dopanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna &#8220;natural&#8221;, infatti, ha una costellazione ormonale differente sia dall&#8217;uomo che dalle donne che ricorrono al doping, soprattutto per quanto riguarda gli ormoni deputati all&#8217;anabolismo (crescita), come ad esempio il testosterone. Secondo: &#8220;l&#8217;allenamento con i pesi fa ingrossare parti del corpo per voi già grosse, tipo gambe e braccia&#8221;. Falso: il fatto di avere gambe e braccia abbastanza voluminosi, nel 90% dei casi è dovuto al grasso superfluo in loco; allenandovi anche con i pesi, oltre che svolgendo lavoro aerobico, sostituirete il grasso superfluo con nuova massa muscolare, che, a parità di peso, è cinque volte meno voluminosa del grasso!.</p>
<p>Quindi, anche nel caso limite in cui riusciste a sostituire, nelle zone con adipe accentuato del corpo, tutta la quantità di grasso superfluo in muscoli (fatto assai improbabile perché necessita di tecniche di allenamento mirate, che di norma non vengono proposte al gentil sesso), la vostra figura sarà sicuramente più snella e tonica anche se la bilancia ci dice che non abbiamo perso nulla! Parlando di tecniche di allenamento, vi consiglio di ricorrere agli esercizi complessi che hanno il beneficio di dare uno scossone al metabolismo, permettendovi di bruciare molte calorie anche quando state a riposo: via libera quindi a squat, stacchi per glutei e gambe e distensioni su panca per la parte superiore del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico consiglio che si può dare a quella piccolissima percentuale di donne che mettono su massa muscolare facilmente, è di non scendere sotto le 10-12 ripetizioni per serie, in modo da non usare un carico troppo elevato che favorisce un tono muscolare non desiderato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ancora non vi ho convinto, vi darò ulteriori notizie sui benefici che l&#8217;allenamento con i pesi può dare:</p>
<p style="text-align: justify;">1. L&#8217;allenamento con i pesi rafforza il tessuto osseo, rendendolo molto più compatto e denso. Per le donne è un importante strumento come prevenzione primaria e secondaria, all&#8217;osteoporosi, che con la menopausa inizia a manifestarsi naturalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">2. L&#8217;aumento della massa muscolare a scapito di quella grassa alza il metabolismo, permettendovi di bruciare più calorie anche quando siete a riposo. Ricordate, infatti, che è il tessuto muscolare a bruciare calorie, mentre il grasso è metabolicamente inattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Ci sono degli studi che mettono in relazione la postura (e l&#8217;immagine corporea) con il modo in cui affrontiamo la vita: l&#8217;allenamento con i pesi influisce positivamente su entrambe!</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima volta che andrete in palestra, quindi, non preoccupatevi di esagerare a mettere su massa muscolare… ma semmai di averne troppo poca!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Marco Martone</p>
<p style="text-align: justify;">Personal Trainer &#8211; Wellness Manager</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Allenare correttamente gli addominali&#8221; di Marco Martone</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facciamo un po&#8217; di chiarezza sul corretto allenamento di questo importate gruppo muscolare. Iniziamo col sfatare il mito dell&#8217;esistenza degli addominali &#8220;alti&#8221; e quelli &#8220;bassi&#8221;, infatti anatomicamente parlando non esiste questa distinzione. Spesso ci si fa fuorviare dal fatto che le fibre più alte di questo muscolo, la zona immediatamente sotto lo sterno, sono più visibili delle fibre basse, zona ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2529" title="addominali" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/addominali-135x188.jpg" alt="" width="135" height="188" />Facciamo un po&#8217; di chiarezza sul corretto allenamento di questo importate gruppo muscolare. Iniziamo col sfatare il mito dell&#8217;esistenza degli addominali &#8220;alti&#8221; e quelli &#8220;bassi&#8221;, infatti anatomicamente parlando non esiste questa distinzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso ci si fa fuorviare dal fatto che le fibre più alte di questo muscolo, la zona immediatamente sotto lo sterno, sono più visibili delle fibre basse, zona pelvica. Questo porta erroneamente a pensare che si stanno trascurando gli addominali &#8220;bassi&#8221; e che quindi bisogna correre ai ripari eseguendo centinaia e centinaia di esercizi che si pensi possano agire solo su questa zona carente.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente di più sbagliato, in quanto dividere gli addominali in più sezioni e per giunta credendo di poterli allenare separatamente è un mito duro a morire che purtroppo circola ancora in migliaia di palestre. Il retto dell&#8217;addome è invece un unico muscolo che parte dallo sterno e termina nella zona pelvica. Il fatto di non vedere le classiche intersezioni tendinee nella zona bassa è legato alla percentuale di grasso corporeo che si possiede e non a un sottosviluppo muscolare.</p>
<p>Purtroppo Madre Natura ha voluto castigarci scegliendo questa zona come prediletta per l&#8217;accumulo del grasso in eccesso ostacolando e/o rendendo più faticosa una bella visione muscolare al pari delle fibre più alte. Si evince, quindi, che per allenare gli addominali non bisogna fare le cose più strane di questo mondo, ma la scelta cade su due esercizi collaudati e sicuri per la schiena, il crunch ed il crunch inverso. Noterete che questi due esercizi, se correttamente eseguiti, fanno lavorare gli addominali con una breve escursione intorno ai 30° che è proprio quello che dovete ricercare, in quanto escursioni maggiori fanno lavorare altri muscoli che non interessano lo sviluppo addominale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico il crunch deve fare punto fisso sul bacino permettendo di alzare leggermente il busto e le spalle, mentre il crunch inverso fa punto fisso sul busto facendo alzare le anche. Se non siete ancora convinti che il retto addominale è un unico muscolo provate a sentire la tensione muscolare che si avverte quando eseguite gli esercizi su descritti. Mettete una mano sulla zona bassa e l&#8217;altra su quella alta dell&#8217;addome ed eseguite sia il crunch classico che quello inverso noterete una contrazione simultanea delle due zone in barba a chi vi dice che sono due gruppi separati.</p>
<p style="text-align: justify;">Mostrare degli addominali scolpiti è prerogativa di una bassa percentuale di grasso corporeo, quindi allenateli come vi ho detto per uno sviluppo corretto, curate l&#8217;alimentazione per evitare di accumulare grasso in eccesso e bruciate tante calorie con la pratica di diverse attività sia aerobiche che anaerobiche. Vedrete che risultati.</p>
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<p style="text-align: justify;">Marco Martone</p>
<p style="text-align: justify;">Personal Trainer &#8211; Wellness Manager</p>
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