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	<title>Hyde Park &#187; Street Photography</title>
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	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
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		<title>Hyde Park &#187; Street Photography</title>
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		<title>&#8220;Occhi di bambino, l’occhio come mirino&#8221; di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 08:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tentare di vedere ciò che la maggior parte di chi vi circonda non vede è il fondamento su cui si basa la street photography. Abbiamo già detto che una foto classificabile con questo termine non può e non deve essere un semplice scatto realizzato in una città. Altrimenti anche fotografare una bicicletta parcheggiata potrebbe essere street, e invece non lo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8470" class="wp-caption alignleft" style="width: 688px"><img class="size-large wp-image-8470" title="coghe" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/coghe-678x453.jpg" alt="" width="678" height="453" /><p class="wp-caption-text">http://www.flickr.com/photos/alxcoghe/</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tentare di vedere ciò che la maggior parte di chi vi circonda non vede è il fondamento su cui si basa la street photography. Abbiamo già detto che una foto classificabile con questo termine non può e non deve essere un semplice scatto realizzato in una città. Altrimenti anche fotografare una bicicletta parcheggiata potrebbe essere street, e invece non lo è. E’ con occhi di bambino che un fotografo deve imparare a vedere il mondo che lo circonda e imparando a meravigliarsi per la bellezza della vita che risiede anche nei momenti consueti e di normale quotidianità riuscirà anche a cogliere il momento particolare e decisivo. L’importanza di cambiare il nostro modo di guardare il mondo intorno a noi e approcciarci ad esso con altra sensibilità è fondamentale per acuire il nostro occhio e renderlo un mirino sempre pronto a catturare momenti speciali. E’ un processo naturale nel quale all’inizio neanche crediamo possa accaderci, ma succede. E vi sorprenderete a scattare foto col solo occhio anche quando sprovvisti di fotocamera vi rammaricherete per la foto persa. Quella che il vostro occhio-mirino ha fulmineamente scattato. Riuscire a isolare l’insolito dal solito è quindi un processo che avviene gradualmente in ogni fotografo che diventa streepher. Sarà la strada, il più grande palcoscenico che possa esistere coi suoi consapevoli e inconsapevoli attori, con l’asfalto, i muri e le scritte sui muri, le serrande, i cartelloni pubblicitari, le auto, le sue luci dure e meno dure a insegnarci a diventare streepher. E non mancheranno fasi di autentica frustrazione. Preparatevi. Capiteranno momenti in cui vorrete lasciar perdere tutto, in cui vi chiederete: e adesso che fotografo? Ma se non mollerete verrete presto ricompensati dal prossimo scatto, il vostro migliore fino a quel momento e allora&#8230; E capiterà di imbattervi a volte anche nella serendipity. Di cosa si tratta? Oh a tutti è capitata almeno una volta nella vita: è la sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra. Capiterà anche con la fotografia. E sarà un buon segno. Significa che la strada è ormai parte di voi, che vi siete aperti completamente e siete diventati totalmente ricettivi ad ogni stimolo e ad ogni accadimento possa succedere di fronte a voi. Anche per oggi è tutto. Abbiamo affrontato un tema molto importante che è quello della trasformazione in fotografo di strada, nel completo assorbimento in essa, nell’immergersi totalmente nell’aria che dovrete respirare a pieni polmoni per essere voi stessi parte di essa. La strada.</p>
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		<title>“La Street Photography è in bianco e nero! Proviamo a sfatare un mito” di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premetto subito che sono un profondo amante del bianco e nero e che dovendo scegliere tra i due “mondi” ad occhi chiusi scelgo la fotografia black &#38; white. A maggior ragione se parliamo di street photography. Perché quando vediamo le foto inseribili in questo ramo della fotografia la maggior parte è in bianco e nero? Ma perché è così che ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7816" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/ROMA-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" />Premetto subito che sono un profondo amante del bianco e nero e che dovendo scegliere tra i due “mondi” ad occhi chiusi scelgo la fotografia black &amp; white. A maggior ragione se parliamo di street photography.<br />
Perché quando vediamo le foto inseribili in questo ramo della fotografia la maggior parte è in bianco e nero? Ma perché è così che è nata la fotografia di reportage ed è così che è nell’immaginario di tutti coloro che conoscono il reportage e la street. La fotografia è nata in bianco e nero, e anche quando arrivò il colore esigenze di risparmio imponevano comunque la stampa in bianco e nero. A questa esigenza pratica però si aggiunse presso i fotografi di reportage la convinzione che solo fotografando in bianco e nero si riesce a rappresentare la realtà per immagini esattamente come la propria interpretazione dello scatto: Capa, Bresson, Berengo Gardin, giusto per fare qualche nome. In più scevra dai colori l’immagine si riduce all’essenza di quello che rappresenta lo scatto senza invadenti distrazioni che può generare il colore.<br />
Una tesi questa che mi sento di sposare totalmente a cui però fà da contraltare la certezza che a volte uno scatto, un particolare scatto ha ragion d’essere a colori. Un esempio calzante di ciò che sostengo è ben rappresentato dal celebre ritratto della ragazza afghana di McCurry, una delle foto più famose degli ultimi decenni. Chi non la conosce? Per ovvi motivi di copyright qui non possiamo pubblicarla, ma basta una semplice ricerca per immagini su google e la troverete.<br />
Se non fosse stata lasciata, o meglio pensata, a colori non avrebbe avuto lo stesso impatto che tutti riconosciamo a questo scatto. Ci sono ovviamente le solite contrapposizioni da fondamentalisti sull’argomento, dai fedeli al totally black &amp; white a chi sostiene che il mondo è a colori e come tale và rappresentato, ma io ritengo che la verità come quasi sempre stà nel mezzo.<br />
E di fronte ad una bella street a colori applaudo senza tentennamenti, pur essendo come detto uno che preferisce di solito il bianco e nero. Il mio consiglio riguardo alla street è scegliete senza indugio tra colori e bianco e nero, oppure non scegliete affatto. Ogni scatto a mio avviso fà storia a sè, a meno che non si tratti di un reportage che necessita comunque di un’omogeneità di linguaggio per dare un continuum alla storia che volete raccontare.</p>
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		<title>“L’importanza dell’istinto” di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 19:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Joel Meyerowitz, da cui attingiamo molto per via degli insegnamenti che la sua fotografia continua ad elargirci, sostiene che un buon posizionamento per lo streepher è negli angoli dove le strade si incrociano. Joel Meyerowitz ha fotografato lungo le strade di New York per oltre quarant’anni, quindi è un consiglio che dobbiamo ricordare. Adesso però non piantatevi lì all&#8217;incrocio ogni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7334" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/HPMEXICO_CITY-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" />Joel Meyerowitz, da cui attingiamo molto per via degli insegnamenti che  la sua fotografia continua ad elargirci, sostiene che un buon  posizionamento per lo streepher è negli angoli dove le strade si  incrociano.<br />
Joel Meyerowitz ha fotografato lungo le strade di New  York per oltre quarant’anni, quindi è un consiglio che dobbiamo  ricordare. Adesso però non piantatevi lì all&#8217;incrocio ogni volta che  uscite a fare foto. Del resto torniamo sempre allo stesso punto: la fotografia di strada è essenzialmente istinto.<br />
Anche  quando sembra che non accade nulla, siate pronti ad alzare la vostra  fotocamera e a scattare. State quindi sempre all&#8217;erta.<br />
Un&#8217;altra  necessità cui abbiamo solo accennato è quella di diventare invisibili.  Come si fa? Beh, non scomodiamo improbabili film degli anni 30 e  concentriamoci sul linguaggio del nostro corpo.<br />
Innanzitutto è  importante che un fotografo non vesta in maniera sgargiante e che dia  nell&#8217;occhio. Dobbiamo essere invisibili quindi puntiamo ad un  abbigliamento informale che ci permetta di mischiarci alla folla. Non  sono d&#8217;accordo con chi sostiene che per non farsi vedere bisogna  &#8220;mascherarsi&#8221; come i turisti che affollano quel dato luogo.<br />
Essere  vestiti come un tedesco in vacanza ci farà soltanto sentire ridicoli  con l&#8217; effetto orrendo di sentirci a disagio in panni non nostri e  diventare goffi e impacciati.<br />
Vestiamoci casual e sorridiamo. Il  sorriso è un&#8217;altra carta vincente del linguaggio del nostro corpo. Una  persona che sorride agli occhi delle persone appare subito non ostile e  simpatica e cosa che non guasta più affascinante!<br />
Non  dimentichiamoci che anche se per certi versi lo è, non stiamo rubando  nulla e che l&#8217;interazione attraverso lo sguardo coi soggetti a volte ci  aiuta a fare foto migliori. Non dobbiamo mai essere voyeur dei soggetti perché la nostra foto ne risentirà.<br />
L&#8217;entrata in scena in una  piazza, in un centro commerciale (occhio qui, a volte non è permesso  fare foto), in una spiaggia, in un parco, insomma in qualsiasi luogo con  tanto pubblico armati di fotocamera, specie se reflex può mettere in  avviso i vostri possibili soggetti che diventeranno innaturali nei loro  atteggiamenti se non &#8211; speriamo per voi di no &#8211; ostili.<br />
Pazientate  un pò. Armeggiate con le impostazioni della fotocamera (leggi come fate  finta di armeggiare) e fate qualche scatto di prova. Di lì a poco quasi  nessuno farà più caso a voi e inizierete a lavorare sul serio.<br />
Anche oggi abbiamo affrontato argomenti importanti, credo, che fanno parte dei fondamentali per lo streepher.</p>
<p style="text-align: justify;">A presto!</p>
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		<title>“I 10 comandamenti della fotografia” di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 14:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Street Photography]]></category>
		<category><![CDATA[consigli fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[1 &#8211; PORTA SEMPRE CON TE LA FOTOCAMERA. Spesso le migliori opportunità di scatto si presentano nei momenti e nei luoghi più impensabili. Non correte il rischio di dover esclamare: &#8220;Ah, se avessi qui la macchina fotografica!! 2 &#8211; PENSA PRIMA DI SCATTARE. Domandatevi se volete davvero la foto che state per scattare. Chiedetevi: pubblicherei una foto simile? La vorrei ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-7051" title="GIUBBONARI STRET 01 08 2009 2" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/GIUBBONARI-STRET-01-08-2009-2-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" /><span style="color: #b3133a;">1 &#8211; PORTA SEMPRE CON TE LA FOTOCAMERA</span></strong><span style="color: #b3133a;">.</span> Spesso le migliori opportunità di scatto si presentano nei momenti e nei luoghi più impensabili. Non correte il rischio di dover esclamare: &#8220;Ah, se avessi qui la macchina fotografica!!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>2 &#8211; PENSA PRIMA DI SCATTARE</strong>.</span> Domandatevi se volete davvero la foto che state per scattare. Chiedetevi: pubblicherei una foto simile? La vorrei appesa alla parete? Dovete imparare ad essere severi giudici di voi stessi. Un pò di perfezionismo non fa male.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>3 &#8211; SCATTA SEMPLICE!</strong></span> Un ritratto è vincente se rende davvero protagonista il soggetto della foto. Uno sfondo sfocato e pochi elementi di contorno non distraggono e focalizzano l&#8217;attenzione sul nostro soggetto. Vale sempre la regola: meglio un solo colore che mille. Basico in fotografia è meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>4 – DECENTRA!</strong></span> La regola dei terzi è valida da secoli, prima in pittura e poi in fotografia. Dividendo l’inquadratura in terzi e ponendo il soggetto nell’intersezione di una delle linee otterremo una immagine più dinamica e al contempo armonica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b3133a;">5 – LUCE!!!</span> </strong>La parola fotografia ha origine da due parole greche: φως (phos) e γραφίς (graphis). Letteralmente quindi fotografia significa scrivere (grafia) con la luce (fotos). Quando scattiamo operiamo sempre scelte di luce. Impariamo, perciò, a scrivere con la luce.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>6 – ACQUISISCI L’OCCHIO FOTOGRAFICO</strong>.</span> La fotografia è uno splendido hobby, quando non una professione, e il bello è che non si finisce mai di imparare. Siate avidi di conoscenza, non vi soffermate a quelle quattro o cinque nozioni acquisite. Frequentate forum di fotografia, osservate le foto degli altri (Flickr è una miniera di conoscenza in questo senso), osservate le vostre foto e valutate con aspetto distaccato, come se la foto non l’avete fatta voi, i vostri scatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>7 – PIU’ SELETTIVO!</strong></span> Scartate tutte le foto mediocri, mosse o semplicemente banali. La differenza tra i grandi fotografi ed i fotografi non così grandi è che i primi non mostrano le loro immagini peggiori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>8 – NO MORE “AUTOMATIC FOR THE PEOPLE”</strong>.</span> L’impresa è ardua con la classica compattina che ormai ha anche la funzione “scatto soffio candeline della torta alla festa di compleanno di mio figlio”, ma svincolarsi dalle impostazioni automatiche è il primo passo per diventare veri fotografi. Il privilegio di costruire l’immagine dà tutta un’altra soddisfazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>9 – PORTA PAZIENZA</strong>.</span> Spesso la frustrazione è dietro l’angolo pronta ad afferrarci quando abbiamo perso l’attimo fuggente o quando quello scatto a cui tenevamo particolarmente visto al monitor del computer ci appare in tutto il suo splendore fuori fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b3133a;"><strong>10 – REVOLUTION IS EVOLUTION!</strong></span> Conoscere le regole per sapere quando si possono sovvertire. A volte capita che una foto risulti grandiosa proprio grazie all’infrazione delle regole, perfino quelle presenti in questi 10 comandamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blog di Alessio Coghe</strong>: <a href="http://alxcoghe.blogspot.com/" target="_blank">http://alxcoghe.blogspot.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Guida alla fotografia di strada – Terza puntata” a cura di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 20:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Street Photography]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia di strada]]></category>
		<category><![CDATA[guida fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Meyerowitz]]></category>
		<category><![CDATA[street photo]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo visto in precedenza come l&#8217;istinto sia una caratteristica importante nel fare street photography. Questo genere vive dell&#8217;immediatezza ed è importante sia non perdere troppo tempo coi settaggi della propria fotocamera (conoscendola bene e avendo una buona preparazione sull&#8217;esposizione corretta nelle situazioni generiche che possono presentarsi) che scattare quasi senza riflettere. In realtà non è scattare senza riflettere nel senso ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-4745" title="street_photo_hyde_park" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/street_photo_hyde_park-329x494.jpg" alt="" width="197" height="296" />Abbiamo visto in precedenza come l&#8217;istinto sia una caratteristica importante nel fare street photography. Questo genere vive dell&#8217;immediatezza ed è importante sia non perdere troppo tempo coi settaggi della propria fotocamera (conoscendola bene e avendo una buona preparazione sull&#8217;esposizione corretta nelle situazioni generiche che possono presentarsi) che scattare quasi senza riflettere.<br />
In realtà non è scattare senza riflettere nel senso letterale della parola, ma scattare d&#8217;istinto. Ciò accadrà grazie all&#8217;esperienza acquisita sul campo, scattando e scattando, e nessun corso o manuale può aiutarvi in questo, e questo tutorial ovviamente non fa eccezione, accadrà senza quasi che ve ne accorgiate. Un bel giorno vi ritroverete ad avere l&#8217;occhio fotografico, a previsualizzare la scena poco prima che essa si componga.<br />
La fotografia di strada è agire d&#8217;istinto, dicevamo.</p>
<p>[pullquote author="Joel Meyerowitz"]Sai, se esiti, lo dimentichi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che qualunque streephers si trovi d&#8217;accordo con questa frase.<br />
Se ho citato questo grande della fotografia è perché Meyerowitz comprese in un istante, proprio in un istante, che il destino dell’uomo è dentro lo sguardo che ognuno di noi getta sul mondo. Il mondo è fatto dall’uomo che lo abita. Non c’è mondo senza l’uomo. E l’uomo agisce seguendo lo sguardo, il desiderio che dal cuore scaturisce attraverso la visione. Potenza dello sguardo.<br />
La fotografia è comunicazione. E la comunicazione noi prima ancora che con la parola la facciamo coi gesti, con il movimento dei nostri corpi, con l&#8217;espressione dei nostri visi.<br />
Tutto questo il nostro occhio, periferica del nostro cervello e della nostra anima, lo legge in un infinitesimo di secondo, lo decodifica grazie al cervello che ha finalmente la chiave, o meglio il contenuto del messaggio.<br />
La foto ha quindi impatto se fatta con istinto, senza riflettere appunto quando in realtà lo abbiamo fatto senza accorgerne come abbiamo spiegato poc&#8217;anzi.<br />
E&#8217; questa capacità di saper afferrare l&#8217;attimo, la differenza tra un fotografo e chi scatta fotografie.<br />
Naturalmente questa mia tesi sull&#8217;istinto così come enunciata è da intendersi per la fotografia di strada. Ci sono altri generi di fotografia in cui tale concetto non è chiaramente valido.</p>
<p>Sito di Alessio Coghe: <a href="http://alxcoghe.blogspot.com/">http://alxcoghe.blogspot.com/</a></p>
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		<title>“Guida alla fotografia di strada – Seconda puntata” a cura di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 19:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci alla seconda parte di questa che andrà a costituire una vera e propria guida alla street: Il sito Popphoto ha pubblicato una guida per fotografi all’occhio umano che cerca di fare ordine e chiarezza su questo tema. Una cosa interessante che si scopre è che quando osserviamo una foto in cui ci sono delle persone i nostri occhi cercano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-3504" title="street_photo_2" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/street_photo_2-494x330.jpg" alt="" width="296" height="198" />Eccoci alla seconda parte di questa che andrà a costituire una vera e propria guida alla street:</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito Popphoto ha pubblicato una guida per fotografi all’occhio umano che cerca di fare ordine e chiarezza su questo tema. Una cosa interessante che si scopre è che quando osserviamo una foto in cui ci sono delle persone i nostri occhi cercano innanzitutto indicazioni sulle possibili intenzioni amichevoli o meno dei soggetti e se questi possono rappresentare dei possibili partner. E&#8217; questa la visione “bottom-up”.<br />
Successivamente il nostro occhio cerca oggetti luminosi o particolari e in una fase successiva si mette a cercare volti noti. Tutto ciò avviene perché il cervello analizza il mondo prima con la parte più primitiva del cervello e solo dopo con la parte più sviluppata della nostra mente. Questa viene chiamata visione “top-down”.<br />
L&#8217;ideale per noi fotografi sarebbe quella di riuscire a soddisfare entrambe le visioni, ma ciò è tutt&#8217;altro che semplice.<br />
Cosa prioritaria è soddisfare la parte più istintiva, pena realizzare una foto di difficile comprensione. L&#8217;immediatezza, o meglio l&#8217;impatto è il requisito che determina il successo della foto.<br />
Non è un caso che uno dei primi consigli che emerge dallo studio è che per fare delle foto attraenti bisogna guardare con il mirino e scattare senza pensare, facendosi guidare dalla parte più primitiva. Dopo si deciderà se lo scatto è da tenere oppure no.<br />
Lo studio passa quindi in rassegna una serie di fatti evidenziati sull&#8217;occhio umano in relazione alla fotografia:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sensibilità</strong><br />
Gli iso degli occhi durante la notte è circa 800 e con la visione diurna che è circa 600 volte più sensibile significa che i nostri occhi lavorano ad iso 1.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Linee</strong><br />
Usando tecniche di tracciamento del movimento delle pupille si è dimostrato che gli occhi tendono a seguire le linee ed è quindi un’ottima idea quella di mettere il soggetto vicino alle intersezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Occhi</strong><br />
Noi siamo influenzati senza saperlo dalle persone che sono accanto a noi e quando si guardano gli occhi di un’altra persona le nostre pupille si dilatano per avere lo stesso diametro di quelle dei volti ritratti. Si è dimostrato anche che le persone preferiscono le foto in cui il soggetto, umano o animale, ha le pupille dilatate, quindi evitate di sparare luci troppo forti negli occhi delle persone quando scattate un ritratto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gamma dinamica</strong><br />
Il rapporto di luminosità fra sole e stelle è di un miliardo ad uno e l’occhio umano riesce a coprire tutto l’insieme molto meglio di qualsiasi fotocamera. Quindi durante l’alba utilizzate un filtro a densità neutra graduata oppure utilizzate la tecnica HDR, soprattutto quando scattate di notte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bianco e nero</strong><br />
L’occhio non fa differenza fra colori, oppure bianco e nero. La cosa più importante è il contrasto e se l’oggetto diventa un punto di interesse per la visione. Quando scattate quindi cercate di avere forti contrasti dove volete più interesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Profondità di campo</strong><br />
Con una lunghezza focale di 22mm, una visione di 180° al massimo, i nostri occhi sono in grado di arrivare a f/3,5 completamente dilatati. Solo la parte centrale della retina, la fovea, è veramente a fuoco e nitido. Probabilmente è per questo che una profondità di campo ridotta è così affascinante, usatela a vostro vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risoluzione</strong><br />
La risoluzione degli occhi è di ben 576megapixel. Per i sensori c’è ancora molta strada da fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Illuminazione</strong><br />
Studiando 225 dipinti degli ultimi tre secoli si è visto che il 75% aveva un’illuminazione primaria che arrivava da sinistra e gli studi hanno confermato che in assenza di indizi i cervelli dei destrorsi inferiscono una luce proveniente da sinistra, mentre per i mancini è il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volti</strong><br />
I nostri occhi sono attratti dai volti e sono in grado di capire immediatamente se si tratta di un predatore, di una preda o di un possibile partner. Quindi scattate più ritratti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sorpresa</strong><br />
La sorpresa è uno dei fattori di interesse principale. Anche se non è facile da definire è la relazione tra oggetti che cambia le vostre credenze sul mondo circostante.</p>
<p><strong>Blog di Alessio Coghe</strong>: <a href="http://alxcoghe.blogspot.com/" target="_blank">http://alxcoghe.blogspot.com/</a></p>
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		<title>&#8220;Guida alla fotografia di strada &#8211; Prima puntata&#8221; a cura di Alessio Coghe</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Street Photography]]></category>
		<category><![CDATA[effetto voyeur]]></category>
		<category><![CDATA[foto da strada]]></category>
		<category><![CDATA[fotografare]]></category>
		<category><![CDATA[guida fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[Henri Cartier-Bresson]]></category>
		<category><![CDATA[prospettiva]]></category>
		<category><![CDATA[streepher]]></category>
		<category><![CDATA[street photo]]></category>

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		<description><![CDATA[La fotografia di strada si basa sull’osservazione della gente, sulle loro azioni e reazioni e sul loro collocamento contestuale. Il bravo fotografo street, che da ora in avanti chiameremo per comodità e anche perché è un appellativo corretto streepher deve immergersi nella scena. Per fare questo, anche se non è un dogma, suggerisco ottiche corte che vanno dal normale al ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-3213" title="THE MAN THE GIRL THE BAGS" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/THE-MAN-THE-GIRL-THE-BAGS-331x494.jpg" alt="" width="199" height="296" />La fotografia di strada si basa sull’osservazione della gente, sulle loro azioni e reazioni e sul loro collocamento contestuale. Il bravo fotografo street, che da ora in avanti chiameremo per comodità e anche perché è un appellativo corretto <em>streepher</em> deve immergersi nella scena. Per fare questo, anche se non è un dogma, suggerisco ottiche corte che vanno dal normale al grandangolo. I tele possono aiutare un fotografo alle prime armi rispetto a questo genere, ma a meno che non si debbano realizzare foto particolari che richiedono magari uno schiacciamento della prospettiva, comportano immagini in cui molto spesso l&#8217;effetto voyeur si vede nella foto. Inoltre i teleobiettivi intimoriscono i passanti, danno nell&#8217;occhio e non vi permettono di realizzare street efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona scelta operata dallo streepher è entrare in scena e lasciare che gli altri si abituino e non facciano più caso alle nostre mosse. Penso ad una piazza poco affollata dove spesso un fotografo diventa una calamita degli sguardi dei passanti, specie se armato di reflex ingombrante.</p>
<p style="text-align: justify;">La previsualizzazione della scena è un&#8217;altra capacità che noi streephers dobbiamo acquisire e questa abilità ce la può dare soltanto l&#8217;esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il momento decisivo tanto caro a Henri Cartier-Bresson altro non è che scegliere uno sfondo dove si pensa accadrà di lì a poco (o a tanto, alle volte) quello che vorremmo raccontare. Aspettare in poche parole che la foto prenda forma da sé. Detto così sembra tutt&#8217;altro che facile, ma vi assicuro che l&#8217;esperienza sulla strada e tanti tanti scatti ci faranno cambiare presto opinione.</p>
<p style="text-align: justify;">La conoscenza della propria attrezzatura è altro requisito fondamentale, innanzitutto perchè con la street non possiamo permetterci di perdere l&#8217;attimo perché impegnati coi settaggi della fotocamera. Semplicità è la parola d&#8217;ordine a cui dobbiamo attenerci.</p>
<p style="text-align: justify;">E semplicità è anche requisito della composizione. Con ottiche normali e grandangoli è più facile cadere nell&#8217;errore di inserire troppi elementi nello scatto, ma la bravura dello streepher consiste anche nel saper cogliere i soli elementi utili alla scena, senza quelle distrazioni che ci fanno perdere l&#8217;impatto e il senso dello scatto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Sito di Alessio Coghe</strong>: <a href="http://alxcoghe.blogspot.com/" target="_blank">http://alxcoghe.blogspot.com/ </a></p>
<p><a href="http://alxcoghe.jimdo.com/" target="_blank">http://alxcoghe.jimdo.com/</a></p>
<p><strong>Community sulla street</strong>: <a href="http://spc.forumfree.it/" target="_blank">http://spc.forumfree.it/</a></p>
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