Archivio per categoria: Racconti
/ 23 giu ’10 15:02
Marco fece scorrere la cosa senza alcun peso, individuò il file che Daria cercava. Stava per allegarlo alla posta quando squillò il telefono. Sul display lampeggiava il nome di Igor, uno dei responsabili dell’IT. Una delle poche persone lì dentro che metteva allegria a Marco. “Brutto porco!” Rispose Marco. “Cazzone, tutto ok?” “Abbastanza, tu?” “Senti quando hai finito di vederti
/ 19 giu ’10 16:46
Settembre ti strappò via e ti portò lontano. Qualcuno decise di spostare l’ufficio legale nella sede NORD. Ricevesti l’ordine di trasferimento quella stessa mattina. Neanche il tempo di realizzare…. In piedi, appoggiato alla porta del tuo ufficio, io ti osservavo mentre raccoglievi le tue cose dentro una scatola di cartone. Il mio cuore era nel cesso… Ero oppresso da un
/ 15 giu ’10 08:45
Alzarsi alle quattro e un quarto del mattino non era una novità per Marco. Un viaggio o una partenza la mattina presto o quando gli venivano gli attacchi di colite e non riusciva più a riaddormentarsi. Ma alzarsi quando il sole è ancora là dietro per andare a fare la fila fuori al carcere per un colloquio no, quello mai.
/ 12 giu ’10 09:07
Al funerale di Matisse c’erano molte persone, amici di Mario, il signor Gennaro visibilmente commosso e Ewan che era stato da poco scarcerato. Quando la bara fu ricoperta di terreno e Serena e Omero misero sul mucchio di terra un girasole, il signor Gennaro si avvicinò ai due ragazzi “IO VOLEVO BENE ALLA SIGNORINA MATISSE, ERO UN PO’ BURBERO CON
/ 10 giu ’10 22:47
Il giorno dopo, ti venni a cercare. Volli rivederti presto. Eri stata un pensiero ricorrente ma diverso da quelli percorsi da altre donne. C’era qualcosa di te che sfuggiva al mio intuito ma, averti in mente, mi faceva stare in pace col mondo. Intimamente, mi pareva di sentire una specie di allarme ma, non riuscivo a decifrarlo e comunque, qualunque
/ 9 giu ’10 15:41
In quell’era di dardi e draghi, villani e maghi, ancelle e fate rapite da viandanti Che siate in casa, al falò o tra le braccia degli amanti, placate l’ira e un bagliore vi si fissi In questa sera maliardi e vaghi, gitani ed aghi, favelle nate e svanite per cantanti Stiate in casa, Ivanoe e la caccia ai Sicofanti, ascoltate
/ 8 giu ’10 12:10
Accade che durante lo spazio assegnato al diurno venga assalita da reiterazioni a catena da accreditare alle scorribande mentali del notturno, e senza tregua la mente sussurra ipotesi astrali contro la ruvidezza della materia quotidiana. Accade che di notte, pause satinate, pensate appena perché disobbedienti, fili colorati tesi e molli nell’etere, trama e ordito a circuito chiuso a confronto, diventino
/ 4 giu ’10 19:20
Tornarono a casa dopo qualche mese, Maty aveva preso una brutta polmonite, quando tossiva sembrava cacciare via dal suo corpicino un po’ di vita. Odiava stare a letto e in compagnia dei due suoi amici, andava comunque in giro per la sua Napoli, infagottata da sciarpe e cappellini di lana, l’inverno le entrava nelle ossa gracili. Continuava a lavorare al
/ 29 mag ’10 19:14
Il tempo a Napoli migliorava, dopo giorni di pioggia incessante, si sentivano gli odori freschi, i colori intorno sembravano divenire vivi. Dietro al bancone della libreria, Maty leggeva un libro di cucina, voleva imparare a farlo per i suoi amici, mordicchiando come al solito una mela “SIGNORINA MATY IO ESCO PER IL PRANZO” “OK SIGNOR GENNARO” l’uomo uscì mentre la
/ 27 mag ’10 15:13
Da questa terrazza, se voglio, riesco a vedere il mare… è l’erba di questa campagna che ho davanti, che ondeggia docile e fluida, alle carezze del vento, come fosse mare… Oggi, ho guardato a lungo questo movimento, inseguito da un ricordo che avevo nascosto in me per dimenticarlo… Ho ritrovato, tra vecchie carte che riordinavo, qualcosa che volevo credere perduta
/ 26 mag ’10 20:45
Zaira !? Che significa? Un nome? E a che serve un nome? Si mangia? No. Si beve? No. Ci si dorme? No. Allora ci si gioca? No. E che ci si fa con un nome? Certo che questi gatti grandi a due zampe sono proprio strani! Sarà che io sono piccina, come dicono loro. Forse anch’io, da grande, avrò il
/ 21 mag ’10 13:35
Passò qualche mese, ma la tesi c’era, Maty stringeva il librone rilegato con le sue parole sudate, rimaneva attaccata alla parete e di fianco a lei la porta dello studio della professoressa di psicologia sociale, poteva farcela era ad un passo da quello che aveva sempre sognato, aiutare Serena al consultorio. Bussò alla porta respirando a malapena “AVANTI” Entrò quasi
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