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	<title>Hyde Park &#187; Tecnologia</title>
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	<description>La prima rivista scritta dai lettori!!!</description>
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	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
	<itunes:author>Hyde Park</itunes:author>
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	<managingEditor>redazione@rivistahydepark.org (Hyde Park)</managingEditor>
	<itunes:subtitle>La prima rivista scritta dai lettori!!!</itunes:subtitle>
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		<title>Hyde Park &#187; Tecnologia</title>
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		<title>“The Wilderness Downtown” by Google</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 20:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Arcade Fire]]></category>
		<category><![CDATA[google chrome]]></category>
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		<category><![CDATA[h.264]]></category>
		<category><![CDATA[html5]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovo progetto in casa Google. Il team riesce sempre a stupire e questa volta ha realizzato The Wilderness Downtown, un sito internet dove ogni utente può ripercorrere una strada o un luogo che risvegli ricordi indelebili di un posto che ha lasciato in fondo al cuore magnifiche emozioni. Il video è stato diretto dal regista Chris Milk e basato sul ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nuovo progetto in casa Google. Il team riesce sempre a stupire e questa volta ha realizzato <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/" target="_blank">The Wilderness Downtown</a>, un sito internet dove ogni utente può ripercorrere una strada o un luogo che risvegli ricordi indelebili di un posto che ha lasciato in fondo al cuore magnifiche emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video è stato diretto dal regista Chris Milk e basato sul nuovo singolo <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SYdJAi-BBrs" target="_blank">We Used To Wait</a> </em>della band canadese Arcade Fire.</p>
<p style="text-align: justify;">Come avviene tutto questo? Il sito sfrutta il servizio di <a href="http://maps.google.it/" target="_blank">Google Maps</a> e la funzionalità <a href="http://maps.google.com/intl/it/help/maps/streetview/" target="_blank">Street View</a> oltre che al modernissimo linguaggio di programmazione per pagine web <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5" target="_blank">HTML5</a> e codec video <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/H.264" target="_blank">H.264</a>. Gli unici browser a supportare al momennto queste tecnologie sono <a href="http://www.google.it/chrome?hl=it" target="_blank">Google Chrome</a> e <a href="http://www.apple.com/it/safari/" target="_blank">Safari di Apple</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito, dopo aver inserito un indirizzo o un luogo, ricostruirà un video interattivo, basandosi appunto sul luogo indicato, con una serie di finestre che appariranno in modo del tutto automatico dando la possibilità all&#8217;utente di interagire con il mouse e la tastiera.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esperimento decisamente innovativo e divertente che potrà offrire molto di più in futuro poiché il codice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5" target="_blank">HTML5</a> promette prestazioni esaltanti.</p>
<p>LINK: <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/" target="_blank">The Wilderness Downtown</a></p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-6757" title="www.thewildernessdowntown.com" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/www.thewildernessdowntown.com_-494x260.jpg" alt="" width="494" height="260" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Monoface: generatore di facce umane” by mono</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 10:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[generatore di facce]]></category>
		<category><![CDATA[giochi online]]></category>
		<category><![CDATA[mono]]></category>
		<category><![CDATA[Monoface]]></category>
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		<description><![CDATA[Monoface è un sito web divertentissimo e di un&#8217;originalità unica, realizzato da una company americana con sede a Minneapolis. L&#8217;idea di base è quella di realizzare un generatore di facce online e lasciare all&#8217;utente l&#8217;inventiva e la fantasia di poter cambiare tutti i tratti somatici di un viso e quindi di stravolgere completamente il suo aspetto semplicemente cliccando sul naso, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-6718" title="monoface02" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/monoface02.jpg" alt="" width="280" height="392" />Monoface è un sito web divertentissimo e di un&#8217;originalità unica, realizzato da una company americana con sede a Minneapolis.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di base è quella di realizzare un generatore di facce online e lasciare all&#8217;utente l&#8217;inventiva e la fantasia di poter cambiare tutti i tratti somatici di un viso e quindi di stravolgere completamente il suo aspetto semplicemente cliccando sul naso, occhi (se ne possono scegliere anche due differenti), bocca, capelli e addirittura il look&#8230;<br />
Le combinazioni possibili sono praticamente infinite&#8230; si possono creare 759.375 volti differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal sito è possibile anche scaricare un simpatico screensaver sia in versione Mac che Pc.</p>
<p style="text-align: justify;">N.B. Il servizio è gratuito, funziona su tutti i browser e <strong>non richiede la registrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora non vi resta altro che cliccare sul link qui in basso e dar sfogo alla vostra fantasia creando le facce più strane e stravaganti&#8230; BUON DIVERTIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Sito Web: <a href="http://www.mono-1.com/monoface/main.html" target="_blank">http://www.mono-1.com/monoface/main.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“And Then There Was Salsa” di Frito Lay Dips</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 14:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Frito Lay Dips]]></category>
		<category><![CDATA[internet marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Hei ragazzi, avete visto il video qui sopra? A prima vista non sembrerebbe niente di speciale tranne che, per chi ha un udito sopraffino, una colonna sonora ritmata e caliente o, per chi ha spiccate doti artistiche, una grafica accattivante con colori caldi e vividi&#8230; Eppure questo spot pubblicitario è finito proprio nella sezione tecnologia di Hyde Park&#8230; Vi starete chiedendo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-6674" title="wassalsa-3" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/wassalsa-3-494x316.jpg" alt="" width="494" height="316" />Hei ragazzi, avete visto il video qui sopra? A prima vista non sembrerebbe niente di speciale tranne che, per chi ha un udito sopraffino, una colonna sonora ritmata e caliente o, per chi ha spiccate doti artistiche, una grafica accattivante con colori caldi e vividi&#8230;<br />
Eppure questo spot pubblicitario è finito proprio nella sezione tecnologia di Hyde Park&#8230;<br />
Vi starete chiedendo il motivo di questa scelta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Allora se volete scoprire il motivo cliccate su <a href="http://www.vimeo.com/9194146" target="_blank">questo link</a> per vederlo direttamente sul portale <a href="http://www.vimeo.com" target="_blank">Vimeo</a> e capitere il perché&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">N.B. Aspettate prima che il video sia stato caricato tutto e poi premete PLAY e guardatevi lo spettacolo&#8230; BUONA VISIONE</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Nulla si crea&#8230;. Nulla si distrugge&#8230;&#8221; di Persoperperso.com</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 17:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[baratto]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<category><![CDATA[Persoperperso]]></category>

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		<description><![CDATA[Risanare, Restituire, Ristabilire. Frutto di un&#8217;idea unica ed originale, persoperperso è il primo mercato al mondo ad aver creato un circuito sul web grazie al quale è possibile acquistare e vendere oggetti senza l&#8217;uso del denaro, lontani dalle canoniche logiche del baratto, attraverso l&#8217;utilizzo di una moneta virtuale denominata &#8220;VALORE&#8221;. Valore che si acquisisce mediante ciò di cui si è già in ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3948" title="persoperperso" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/persoperperso-188x127.jpg" alt="" width="188" height="127" />Risanare, Restituire, Ristabilire.</p>
<p style="text-align: justify;">Frutto di un&#8217;idea unica ed originale, persoperperso è il primo mercato al mondo ad aver creato un circuito sul web grazie al quale è possibile acquistare e vendere oggetti senza l&#8217;uso del denaro, lontani dalle canoniche logiche del baratto, attraverso l&#8217;utilizzo di una moneta virtuale denominata &#8220;VALORE&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Valore che si acquisisce mediante ciò di cui si è già in possesso, facendo uso di un meccanismo esclusivo le cui uniche eventuali spese effettive di cui occorre farsi carico saranno quelle relative ai costi di spedizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una splendida lodevole opportunità per chiunque voglia disfarsi nel modo più vantaggioso di oggetti ritenuti non più utili, acquisendone altri di proprio gradimento, spesso di difficile reperimento merceologico, pagandoli in Valori anziché in Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Persoperperso, frutto di un lungo e complesso lavoro di un prezioso staff di professionisti, arruolati in regime di volontariato, rappresenta un&#8217;ambiziosa sfida allo spreco ed all&#8217;indebita produzione dei rifiuti, profusa attraverso innovative e coinvolgenti logicità che stimolano gli utenti verso uno spontaneo e gratificante riuso dei materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Fomentato dal solo passaparola di migliaia di iscritti, dai media che numerosi si fanno spesso testimoni della realtà e dagli innumerevoli link al sito che gremiscono giornalmente il web, vanta oggi numeri che iniziano a destare preoccupazione negli ambienti consumistici verso cui si imperniano i classici circuiti dell&#8217;e-commerce.</p>
<p style="text-align: justify;">Persoperperso si è fatto carico di un pesante fardello: custodire, tutelare e diffondere una matrice conservativa, orientata allo sviluppo di un mercato esclusivo, incentrato sui Valori di un&#8217;economia etica.</p>
<p><a href="http://www.persoperperso.com" target="_blank">www.persoperperso.com</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3947" title="i 6 passaggi per comprare on line senza soldi" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/i-6-passaggi-per-comprare-on-line-senza-soldi.jpg" alt="i 6 passaggi per comprare on line senza soldi" width="575" height="551" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;MECHANICAL DRUM: Storia e ingegno al servizio dell’arte, della musica e della tecnologia&#8221; di Gaspare Serra</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Codice Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Luca Congedo]]></category>
		<category><![CDATA[Sala degli Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tamburo meccanico]]></category>

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		<description><![CDATA[DA UN PROGETTO DI LEONARDO DA VINCI ECCO IL PIU’ GRANDE TAMBURO AUTOMATICO MAI ESISTITO E PER LA PRIMA VOLTA PRESENTATO AL PUBBLICO Il “Tamburo meccanico” è un’invenzione progettata da Leonardo da Vinci (ma non realizzata), ideata dal grande Maestro nel primo decennio del Cinquecento così come documentato dal “Codice Atlantico” (foglio numero 836). Oggi, però, il “Mechanical drum” (o ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3767" title="leonardo" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/leonardo-188x118.jpg" alt="" width="188" height="118" />DA UN PROGETTO DI LEONARDO DA VINCI ECCO IL PIU’ GRANDE TAMBURO AUTOMATICO MAI ESISTITO E PER LA PRIMA VOLTA PRESENTATO AL PUBBLICO<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il “Tamburo meccanico” è un’invenzione progettata da Leonardo da Vinci (ma non realizzata), ideata dal grande Maestro nel primo decennio del Cinquecento così come documentato dal “Codice Atlantico” (foglio numero 836).</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, però, il “Mechanical drum” (o “Tamburo meccanico”) è qualcosa di più di un disegno: è una straordinaria realtà grazie al lavoro di ricerca e sperimentazione di un giovane musicista e compositore italiano, Pietro Luca Congedo, che, col supporto di quattro ingegneri collaboratori, è riuscito a realizzare una macchina per la musica fedelmente ispirata al progetto di Leonardo da Vinci.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3766" title="Foto Pietro Luca Congeto e Mechanical Drum" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/Foto-Pietro-Luca-Congeto-e-Mechanical-Drum-322x430.jpg" alt="Foto Pietro Luca Congeto e Mechanical Drum" width="322" height="430" />Il “Mechanical drum” è insieme un’opera artistica ed uno strumento musicale davvero unico:</p>
<p style="text-align: justify;">1- sia perché il più grande tamburo oggi esistente e mai presentato al pubblico (le sue dimensioni sono: 3.5 m d’altezza, 2.5 m di diametro e 95 cm di profondità);</p>
<p style="text-align: justify;">2- sia perché il primo automa al mondo in grado di interagire musicalmente con l’interprete.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Mechanical drum” è un tamburo automatico (in legno, alluminio, pelli e feltro) che poggia su un robot munito di dodici braccia battenti pilotate dal computer attraverso un software appositamente progettato (che gestisce la parte musicale) che manda impulsi tramite protocollo MIDI, così azionando le sue braccia e permettendo al tamburo di suonare più di cento dinamiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera musicale eseguita dal tamburo, in particolare, è una composizione originale dello stesso artista Pietro Luca Congedo, dal titolo “Experiment about the Temporal Wars”.</p>
<p style="text-align: justify;">La composizione (scritta e progettata al computer) utilizza esclusivamente il protocollo Midi con l’aggiunta di alcuni suoni elettronici: i suoni vengono interfacciati, quindi trasformati e tradotti in segnali input che mettono in funzione il tamburo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mechanical Drum, quindi, rappresenta l’esito di due distinti ma interconnessi interventi:</p>
<p style="text-align: justify;">1- una elaborata ricerca tecnico-scientifica</p>
<p style="text-align: justify;">2- e, al contempo, una innovativa ricerca musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera “Mechanical drum”, presentata per la prima volta al pubblico svizzero lo scorso 29 gennaio, rimarrà in esposizione al “Museo d’arte della città di Lugano” sino al prossimo 21 febbraio, nell’ambito della mostra “Corpo Automi Robot. Tra arte, scienza e tecnologia” allestita nella prestigiosa “Sala degli Specchi” di Villa Ciani.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’esposizione i visitatori potranno restare ammaliati dall’esibizione del tamburo, che suonerà autonomamente (ossia senza alcun intervento umano) un pezzo della composizione musicale “Experiment about Temporal Wars”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori dettagli sulla mostra: <a href="http://www.mdam.ch/agenda/agenda_det.cfm?evento=1376">http://www.mdam.ch/agenda/agenda_det.cfm?evento=1376</a></p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni sull’artista:</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Luca Congedo, nato a Legnano (MI) nel 1977, ha trascorso gran parte della sua adolescenza in Sicilia, dove ha iniziato gli studi musicali presso il “Conservatorio di Musica Antonio Scontrino” di Trapani.</p>
<p style="text-align: justify;">Trasferitosi appena maggiorenne in Svizzera per approfondire i suoi studi, si è diplomato presso la “Musikhoschule” della Svizzera italiana a Lugano e studia attualmente presso il “Conservatoire National de Strasburg”.</p>
<p style="text-align: justify;">A stimolare il suo interesse per lo studio della composizione e dell’elettronica applicata alle percussioni ha contribuito soprattutto la proficua collaborazione artistica con il compositore Karlheinz Stockhausen (uno dei più significativi compositori del XX secolo, scomparso nel dicembre del 2007), il quale scelse proprio lui quale interprete dei suoi lavori per percussione.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.lucacongedo.it">www.lucacongedo.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un mondo di blogger: come promuoversi sul web&#8221; di Salvatore Capolupo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[I progressi della tecnologia sembrano aver quasi preso il sopravvento sulle nostre vite, tanto che gli stessi rapporti umani appaiono spesso vincolati dalle regole indefinibili (e spesso indefinite) dei social-network, dei forum e della rete in generale.Quel che conta nel convulso mondo di internet 2.0 è sempre più l&#8217;apparire, il comunicare, il riuscire ad autogestire le proprie esistenze virtuali, ed a ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4389" title="disco" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/disco-188x139.jpg" alt="" width="188" height="139" />I progressi della tecnologia sembrano aver quasi preso il sopravvento sulle nostre vite, tanto che gli stessi rapporti umani appaiono spesso vincolati dalle regole indefinibili (e spesso indefinite) dei social-network, dei forum e della rete in generale.Quel che conta nel convulso mondo di internet 2.0 è sempre più l&#8217;apparire, il comunicare, il riuscire ad autogestire le proprie esistenze virtuali, ed a mandare migliaia di messaggi a più persone possibili. Il pensiero di un singolo essere umano, il suo bisogno di esprimersi, di sfogarsi, di liberarsi può essere postato molto rapidamente su Facebook o su Twitter, ed arrivare così in pochi secondi in ogni parte del mondo. Una cosa decisamente non paragonabile all&#8217;invio di una (ormai quasi obsoleta) email, che sembra invece aver perso efficacia, esattamente come le iscrizioni alle classiche <em>newsletter,</em> i portali tradizionali ed i blog canonici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un blogger che si rispetti deve stare al passo coi tempi, ed evolversi in direzioni che toccano svariati punti: promuoversi su Facebook, utilizzare Twitter per ogni minimo aggiornamento di rilievo, saldare, costruire, “coccolare”, curare la propria cerchia virtuale di collegamenti in alcuni casi anche mediante Skype e/o MSN. Farsi conoscere sulla rete non è dettato, ovviamente, da mero esibizionismo di facciata: molte volte la ricerca di un nuovo lavoro, come di attività utili, innovative e stimolanti, passa per una condivisione ragionevole dei propri contenuti. Del resto, se ci pensiamo, un&#8217;idea mutuata dal modo in cui si lavora sul codice open source, nel quale ognuno sviluppa liberamente le proprie risorse, le condivide e le rende sfruttabili: il tutto al fine di assemblare prodotti di qualità per il benessere di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Promuoversi su internet, al di là degli effettivi vantaggi strettamente sociali che può offrire, può essere un ottimo strumento per tenere aggiornati i vostri contatti su quello che combinate di (più o meno) significativo durante le vostre giornate. E questo avrà ripercussioni sulla soddisfazione che avrete nello scrivere ogni singolo post, o nel dare un senso alle vostre attività al di là del mero passatempo. Ma non mi riferisco soltanto a Facebook: si tratta di avere una certa dimestichezza anche con piattaforme blog con feed RSS (blogger.com), forum tematici, oppure tremendamente obsoleti come grafica &#8211; ma usatissimi &#8211; gruppi di discussione (<a href="http://groups.google.com/">http://groups.google.com</a>), ed ovviamente Twitter che molti, per la sua eccessiva semplicità, invece snobbano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mondo in continua evoluzione, quello dei blogger e delle attività web-based, che presenta delle curve di apprendimento quasi sempre piane, e che realizza un concetto molto interessante che è quello di un&#8217;informatica “light”: ovvero non serve più – ad esempio – installare un editor di documenti sul proprio PC, ma è molto meglio sfruttare la potenza della banda larga e fare (pressappoco) le stesse cose collegandosi al portale dei Google Documents mediante un semplice browser.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli utenti di internet sono talmente stanchi  per  non aver potuto interagire con i siti che visitavano che adesso, di contro, sono presi da smanie abbastanza irrazionali, come quella di <em>taggare</em> chiunque e qualsiasi cosa, utilizzando strumenti potentissimi senza riuscire a comprenderne appieno le potenzialità. Al tempo stesso, se opportunamente stimolati sui canali che preferiscono, possono essere realmente (ed umanamente) coinvolti dalle vostre attività, e le stesse ne saranno molto giovate, sia direttamente (scambio di link) che indirettamente (passaparola). Dunque, dopo un&#8217;attenta riflessione -  ma senza pensarci troppo!, provate a far sapere ai vostri contatti cosa sapete fare meglio, cosa vi piace fare (anche tramite un blog, i quale offre più visibilità ad ampio raggio di un social-network). Internet diventerà così un&#8217;estensione naturale del vostro essere, senza snaturare voi stessi ed offrendovi nuove e (sperabilmente) concrete possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Immagine concessa con Licenza </em><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it">Attribuzione 2.0 Generico</a><em> da </em><a href="http://www.flickr.com/photos/pixador/">Bryan McKay</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/pixador/"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Info sull’autore:</p>
<p style="text-align: justify;">Sono un ingegnere informatico e programmatore free-lance PHP/Java: mi occupo prevalentemente di consulenze sul web per blog &amp; CMS. Scrivo abitualmente sul mio <a href="http://programmazioneit.blogspot.com/">blog inerente open-source ed IT</a> oltre che su <a href="http://www.mondoinformatico.info/profilo/salvatore79">Mondo Informatico</a>. Potete contattarmi, anche per eventuali richieste e/o approfondimenti dell&#8217;articolo, all’indirizzo <a href="mailto:sayhem@gmail.com">sayhem@gmail.com</a></p>
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		<title>&#8220;Ascoltare le Web Radio&#8221; di Salvatore Capolupo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Conoscete le web radio? Si tratta di emittenti radiofoniche che trasmettono con l&#8217;ausilio della banda larga offerta da internet: un&#8217;idea semplice, efficace e a basso costo. Spesso si tratta di soluzioni amatoriali o semi-professionali, che danno spazio a quelli che, un tempo, avevano bisogno di licenze e costosissime attrezzature per farsi sentire nel raggio di pochi km. Nonostante il carattere ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3080" title="radio" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/radio-141x188.jpg" alt="" width="141" height="188" />Conoscete le web radio? Si tratta di <strong>emittenti radiofoniche che trasmettono con l&#8217;ausilio della banda larga offerta da internet</strong>: un&#8217;idea semplice, efficace e a basso costo. Spesso si tratta di soluzioni amatoriali o semi-professionali, che danno spazio a quelli che, un tempo, avevano bisogno di licenze e costosissime attrezzature per farsi sentire nel raggio di pochi km. Nonostante il carattere prettamente artigianale di molte soluzioni, la qualità dei programmi è spesso decisamente superiore a quella dei network tradizionali. Inoltre <strong>è possibile sfruttare i meccanismi di categorizzazione tipici del web</strong> (tag, sezioni) per realizzare e rendere rintracciabili dei veri e propri canali tematici, dedicati ad un genere musicale piuttosto che ad un artista specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto anche i network nazionali trasmettono sul web, affacciandosi così sul mondo virtuale. Ed è giusto e coerente con la nostra epoca che sia così, nonostante le penalizzazioni dovute alle infrastrutture inadeguate, in parte frutto di svariati residui di monopolio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Web radio, dunque, sono quelle radio che trasmettono sulla rete telematica, e risultano accessibili <strong>sia tramite interfaccia web che tramite lettori multimediali come Winamp o VLC</strong>. L&#8217;audio viene inviato in streaming in formato compresso, per poi essere decodificato tramite l&#8217; apposito software che risiede sul client. Nonostante attendibili statistiche indichino una crescita mastodontica del pubblico, sembra che in Italia non siano ancora molto diffuse, più che altro per la difficoltà che riscontrano alcune utenze nel reperire i software adeguati, e per la necessità quasi obbligata di accedervi tramite un PC connesso ad internet che non tutti hanno sempre a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste un ottimo esempio di web radio, che potete reperire sotto il nome di Ponteradio Unical (<a href="http://ponteradio.unical.it">http://ponteradio.unical.it</a>): rimessa di recente a nuovo, e gestita con professionalità e continuità, mette a disposizione i programmi realizzati da studenti, ricercatori e collaboratori dell&#8217;università della Calabria. Il tutto, ovviamente, in base alle passioni di ogni singola voce e con l&#8217;ausilio delle più moderne tecnologie. All&#8217;interno di essa, da lunedì a venerdì, viene offerto un vero e proprio palinsesto, che tratta i vari aspetti  del mondo accademico, politico, musicale e sociale: periodicamente, inoltre, viene trasmesso un vero e proprio GR (giornale radio), che intervalla la grande varietà di programmi che viene proposta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anni prima del social networking,</strong> che ha  messo a disposizione strumenti avanzati da webmaster per il grande pubblico, <strong>la trasmissione radiofonica via Internet</strong> è un modo per farsi sentire e conoscere potenzialmente da tutto il mondo. Nel nostro blog personale molti hanno realizzato un servizio di <em>podcast</em>, ovvero file audio (tipicamente mp3) pre-registrati da ascoltare offline. Più estensivamente, dunque, <strong>potremmo anche noi trasmettere in diretta dal nostro PC, armati di cuffia e microfono, ed ecco la nostra web radio, reperibile da un normale URL internet.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Potete  realizzare la vostra personalissima web radio, seguendo ad esempio questa guida:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gozzinet.net/wordpress/2009/06/01/come-creare-una-webradio-con-winamp-e-shoutcast/">http://www.gozzinet.net/wordpress/2009/06/01/come-creare-una-webradio-con-winamp-e-shoutcast/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Se invece volete farvi un&#8217;idea di quante ce ne siano in giro, vi invito a consultare come punto di partenza la web directory Dmoz.org (<a href="http://www.dmoz.org/World/Italiano/Arte/Radio/Internet/">http://www.dmoz.org/World/Italiano/Arte/Radio/Internet/</a>)</p>
<p>Info sull&#8217;autore:</p>
<p><em>Sono un ingegnere informatico e programmatore free-lance PHP/Java: mi occupo prevalentemente di consulenze sul web per blog &amp; CMS. Scrivo abitualmente sul mio <a href="http://programmazioneit.blogspot.com/">blog inerente open-source ed IT</a> oltre che su <a href="http://www.mondoinformatico.info/profilo/salvatore79">Mondo Informatico</a>. <strong>Potete contattarmi all&#8217;indirizzo </strong></em><strong><em><a href="mailto:sayhem@gmail.com">sayhem@gmail.com</a></em></strong></p>
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		<title>&#8220;Libertà di web, libertà di DNS&#8221; di Salvatore Capolupo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet  permette di accedere a informazioni di ogni tipo, comprese quelle inattendibili ed illegali: questa è una cosa che, del resto, i navigatori con una certa esperienza sanno. Tuttavia in Italia, come in altri stati, è stato ritenuto necessario imporre una sorta di &#8220;filtro&#8221; sui siti effettivamente visionabili. Una sorta di misura precauzionale, almeno apparentemente, che evita che navigatori italiani ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2921" title="dns" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/dns-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" />Internet  permette di accedere a informazioni di ogni tipo, comprese quelle inattendibili ed illegali: questa è una cosa che, del resto, i navigatori con una certa esperienza sanno. Tuttavia in Italia, come in altri stati, è stato ritenuto necessario imporre una sorta di &#8220;filtro&#8221; sui <strong>siti</strong> <strong>effettivamente visionabili.</strong> <strong>Una sorta di misura precauzionale</strong>, almeno apparentemente, che evita che navigatori italiani possano (anche incautamente) incorrere in sanzioni legali per aver visitato o utilizzato siti contrari alle vigenti normative di legge. Vediamo di approfondire questa questione.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza <strong>molti siti web risultano inaccessibili dall&#8217;Italia:</strong> il motivo è che essi sono inerenti attività illegali come scommesse <em>on-line</em> non monopolizzate dallo Stato.  Il blocco avviene mediante la <strong>manipolazione del DNS (<em>Domain Name System</em>)</strong> da parte delle autorità, ovvero il meccanismo secondo il quale si &#8220;risolvono&#8221; gli indirizzi che digitiamo nella barra dei nostri browser. Ovviamente se un giudice facesse rimuovere una &#8220;<em>entry</em>&#8221; di tale database &#8211; corrispondente all&#8217;indirizzo vietato <em>sitoesempio.it</em>, nel momento in cui digitiamo http://<em>sitoesempio.it</em> saremo, alternativamente, a) dirottati su una pagina predisposta (del tipo &#8220;sito sotto sequestro&#8221;, o simili) oppure b) su una semplice pagina di errore. Questa tecnica di &#8220;dirottamento&#8221; delle richieste è mutuata da una procedura simile, inizialmente utilizzata da alcuni <em>hacker</em>, allo scopo di <strong>sostituire temporaneamente un sito specifico con un altro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo alcuni paesi &#8211; tra cui la Cina &#8211; sfruttano queste tecniche per controllare, di fatto, i navigatori: il tutto è spesso portato alle <strong>più estreme conseguenze</strong>, dato che era stata imposta anche una versione di Google che <strong>nascondesse i risultati delle ricerche &#8220;scomodi&#8221;,</strong> o non voluti dal regime. Oltre all&#8217;ovvia considerazione che si tratta di <strong>misure ingiuste ed anti-democratiche </strong>(contro cui molti utenti, oltre ad alcuni dirigenti di BigG, si sono ribellati), esse <strong>non risolvono affatto i problemi che dicono di voler risolvere</strong>: la campagna di sensibilizzazione, semmai, deve riguardare incentivi a non commettere alcun reato. E questo non perché il &#8220;<em>grande fratello ci guarda</em>&#8220;, ma perché dovrebbe semplicemente far parte del bagaglio di onestà (dentro e fuori la rete internet) di ognuno di noi.  Del resto proibire una cosa ha spesso l&#8217;effetto di incentivare irrazionalmente i reati: tornando ai siti bloccati tramite DNS, essi si possono facilmente aggirare &#8211; sotto la personale responsabilità di ognuno &#8211; utilizzando servizi come Open DNS (<a href="http://www.opendns.com/start"><strong>http://www.opendns.com/start</strong></a>). Mediante esso, infatti, si può continuare a vedere ogni sito che si desidera, in <strong>sicurezza e trasparenza</strong>. OpenDNS (che è possibile utilizzare gratuitamente ovunque) permette di affidarci ad un <em>database</em> ben noto di indirizzi WEB, in modo tale che gli eventuali filtri sulle nostre richieste di URL vengano ignorati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma qui, vorrei ribadire, non si tratta di giocare a &#8220;guardie e ladri&#8221;: i reati non devono essere commessi, ed è giusto che esistano leggi <strong>non ambigue</strong> che dicano a chiare lettere che ci sono (e sono puniti) dei reati anche (o soltanto) sulla rete. Quello che <strong>non</strong> <strong>va bene </strong>è<strong> prendere tali misure &#8220;precauzionali&#8221; su utenti ignari</strong>. Se consideriamo, infatti, la circostanza (neanche troppo remota) in cui <strong>venisse manipolata maliziosamente la tabella delle entry del nostro provider di internet</strong>, senza OpenDNS rischieremmo di finire dal nostro portale preferito su siti ad es. di <em>phishing</em>, con virus, <em>worm</em>, o &#8220;siti trappola&#8221; in generale. E non solo: una cosa simile è stata predisposta proprio dall&#8217;Italia per il sito di <em>torrent</em> <strong>The Pirate Bay</strong>. Durante un certo periodo, infatti, al suo indirizzo rispondeva quello di una casa discografica. Le proteste dei navigatori, tramite il passaparola su blog e siti, hanno permesso di bloccare questa assurdità dettata, tanto per (non) cambiare, da meri interessi commerciali avallati dalle autorità. <strong>Uno dei rischi connessi all&#8217;uso di Open DNS</strong>, tuttavia, è che durante il tragitto la richiesta possa essere <strong>comunque</strong> manipolata. Per cui vi invito ad utilizzare in modo critico questo strumento, senza vederlo come un&#8217;isola felice o peggio un alibi per commettere crimini.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione: <strong>impedire <em>subdolamente</em> di visionare siti</strong> (anche illegali, o presunti tali), <strong>impedendo alle persone di avere libero accesso alla rete</strong>, è assurdo come voler combattere la prostituzione bloccando integralmente il traffico di una strada dove spesso si &#8220;batte&#8221;. Diffidiamo dai politici che difendono la censura adducendola come <em>desiderabile</em> in alcuni casi: ad esempio per questioni di moralità, o sicurezza nazionale. Credo che sia opportuno far sapere a chi utilizza internet che esistono strumenti legali, come quello sopra indicato, per poter usufruire in modo integrale dei servizi che offre il WEB. L&#8217;uso responsabile di internet, poi, dovrebbe stare al di sopra di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Info sull&#8217;autore:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono un ingegnere informatico e programmatore free-lance PHP/Java: mi occupo prevalentemente di consulenze sul web per blog &amp; CMS. Scrivo anche su <a href="http://www.mondoinformatico.info/profilo/salvatore79">Mondo Informatico</a>,<strong> e potete contattarmi all&#8217;indirizzo </strong></em><a href="mailto:sayhem@gmail.com"><strong><em>sayhem@gmail.com</em></strong></a><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Internet e la privacy&#8221; di Salvatore Capolupo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una recente statistica indicava, qualche tempo fa, che un italiano su due non utilizza mai internet: un dato sorprendente, nel belpaese dei cellulari all&#8217;ultimo grido, che ci pone tecnologicamente molto indietro. Senza voler approfondire nel dettaglio le motivazioni dietro questo fenomeno (in quel 50% si annidano senza dubbio coloro che vedono internet come un &#8220;giochino&#8221; inutile), bisogna riconoscere che gli ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2901" title="privacy" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/privacy-188x110.jpg" alt="" width="188" height="110" />Una recente statistica indicava, qualche tempo fa, che <strong>un italiano su due non utilizza mai internet</strong>: un dato sorprendente, nel belpaese dei cellulari all&#8217;ultimo grido, che ci pone tecnologicamente molto indietro. Senza voler approfondire nel dettaglio le motivazioni dietro questo fenomeno (in quel 50% si annidano senza dubbio coloro che vedono internet come un &#8220;giochino&#8221; inutile), bisogna riconoscere che gli italiani mancano, mediamente, di una seria alfabetizzazione informatica. Di fatto questa rilevazione si può facilmente legare ad un altro fenomeno molto diffuso, legato al fatto che l&#8217;utilizzatore medio (l&#8217;altra metà del campione) tende ad essere estremamente superficiale: lo provano le frequenti truffe basate sul <strong>phishing</strong>, le continue <strong>violazioni di privacy</strong>, i furti di identità (MSN, email, ecc.), che sono ormai all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se ciò non bastasse, in questo mare di ignoranza pochi sanno che ben tre fornitori di connettività (Telecom, Vodafone e H3g) hanno &#8211; a quanto pare &#8211; tracciato <strong>tutto il nostro traffico online</strong> degli ultimi anni, tenendolo a disposizione per un uso non meglio specificato (fino a 5 anni, dice la legge).  Al di là del probabile scenario degno del &#8220;Grande Fratello&#8221; di Orwell (certamente da non sottovalutare), viene da chiedersi l&#8217;utilità di questa schedatura, dato che <strong>non sarà banale risalire ai dati di eventuali malviventi</strong>: denaro investito che avrebbe potuto, a mio modesto parere, essere utilizzato molto meglio altrove. Queste azioni, del resto, rischiano di scoraggiare l&#8217;utente novizio, e dovrebbero essere del tutto proibite o comunque effettuate con modalità più controllate.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerebbe sensibilizzare le persone su questi argomenti, e questo passa necessariamente per una corretta percezione della nostra privacy, un bene prezioso che deve essere da noi preservato con la  massima cura.<strong> Un furto di identità potrebbe metterci nei guai</strong>, se diffondiamo (anche inconsciamente) informazioni personali su di noi con troppa non-chalance.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo in realtà molti strumenti gratuiti per poterlo fare, direttamente dal nostro PC. Molti utenti, ad esempio, non sono a conoscenza di quanto possa essere utile <strong>utilizzare un software anonimizzante come TOR</strong> (link di approfondimento: <a href="http://frasempa.netsons.org/blog1.php/2009/09/25/guida-alla-navigazione-anonima-con-firef"><strong>http://frasempa.netsons.org/blog1.php/2009/09/25/guida-alla-navigazione-anonima-con-firef</strong></a>). Si tratta di un programma che, <strong>opportunamente integrato nel nostro browser, consente di nascondere la nostra identità ai siti web che raccolgono indebitamente i nostri dati</strong>: basti pensare agli annunci di carattere porno-erotico, molto diffusi nei vari portali. Essi, se ci fate caso, fanno spesso esplicito riferimento al luogo dove effettivamente vi trovate: sono infatti basati sulla <strong>localizzazione del vostro indirizzo IP</strong>, ed è a mio avviso più che corretto che un navigatore pretenda di non essere schedato o tracciato in alcun modo senza esplicito consenso. Ebbene, <strong>TOR permette di farlo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno poi obiettasse che l&#8217;anonimato non è cosa buona, dato che consente <strong>anche</strong> un utilizzo illegale facilitato, sono certo di poter rispondere che il problema sta in chi commette crimini, non nel modo in cui lo fa. Molte persone acquistano macchine di grossa cilindrata, ma nessuno si sognerebbe di vietarne il commercio per evitare gli eccessi di velocità. Abbiamo un grande bisogno, invece, di sentirci responsabilmente liberi, di poter dire la nostra, di poter vedere ciò che riteniamo giusto e di non essere criminalizzati senza motivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>privacy</em>, uno dei diritti fondamentali della vita di ogni cittadino (&#8220;<em>the right to be let alone</em>&#8220;, direbbero gli americani), rischia di essere seriamente compromessa se non si prendono i dovuti provvedimenti. Questo significa, a mio avviso, trovare un equilibrio stabile tra due eccessi, ovvero l&#8217;eccessiva sciatteria con cui molti usano internet e la paranoia di chi ne sa fin troppo sull&#8217;argomento, e che si sente spiato sempre e comunque. <em>In medio stat virtus</em>, dicevano gli antichi latini: una via di mezzo, a mio avviso, fatta di maggiore consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Info sull&#8217;autore:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono un ingegnere informatico e programmatore free-lance PHP/Java: mi occupo prevalentemente di consulenze sul web per blog &amp; CMS. Il mio blog è <strong><a href="http://programmazioneit.blogspot.com">http://programmazioneit.blogspot.com</a> e potete contattarmi all&#8217;indirizzo <a href="mailto:sayhem@gmail.com">sayhem@gmail.com</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;I tuoi antenati? Cercali sul web!&#8221; di Alessandro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari lettori di Hyde Park, Siete alla ricerca della storia della vostra famiglia? Volete sapere che fine ha fatto quel vostro pro-pro-prozio che partì per l&#8217;America all&#8217;inizio del novecento in cerca di fortuna? Oggi vi segnalo un paio di siti che potrebbero interessarvi. Il primo è http://www.myheritage.it/ , un vero e proprio albero genealogico globale. Questo sito offre una serie ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2197" title="ellis" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/ellis-188x141.jpg" alt="" width="188" height="141" />Cari lettori di Hyde Park, Siete alla ricerca della storia della vostra famiglia?<br />
Volete sapere che fine ha fatto quel vostro pro-pro-prozio che partì per l&#8217;America all&#8217;inizio del novecento in cerca di fortuna?<br />
Oggi vi segnalo un paio di siti che potrebbero interessarvi.<br />
Il primo è <a href="http://www.myheritage.it/" target="_blank">http://www.myheritage.it/</a> , un vero e proprio albero genealogico globale.<br />
Questo sito offre una serie di features molto interessanti: oltre a cercare l&#8217;albero genealogico della vostra famiglia (e aggiornarlo con nomi e foto) potete caricare la vostra foto e scoprire a quale personaggio famoso somigliate (il sito ha un potente software di riconoscimento facciale), o scoprire finalmente se &#8220;assomigliate di più a mamma o a papà&#8221;. Myheritage dà inoltre la possibilità di aprire una pagina web &#8220;di famiglia&#8221;, in cui condividere informazioni e magari venire in contatto con parenti che non sapevate neanche di avere.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo al secondo sito, <a href="http://www.ellisisland.org/">http://www.ellisisland.org/</a> . Ellis Island, per chi non lo sapesse, è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Questa piccola isola è stata per molti l&#8217;inizio di un sogno, il sogno americano. Per tanti altri, purtroppo, è stato l&#8217;unico lembo di terra toccato prima di essere rimpatriati. A Ellis Island sorgeva infatti il centro di prima accoglienza per gli immigrati (di cui molti erano italiani in cerca di fortuna), dove venivano vagliate le numerosissime richieste di immigrazione, e effettuati i controlli anagrafici, penali e sanitari sui richiedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le informazioni venivano meticolosamente archiviate (anche se in maniera spesso incompleta e imprecisa, visto che molti dei richiedenti asilo erano analfabeti, e la comunicazione tra le guardie di frontiera e gli stranieri era tutt&#8217;altro che facile). Le foto dei registri e le informazioni in essi contenuti sono oggi interamente disponibili sul sito <a href="http://www.ellisisland.org/">http://www.ellisisland.org/</a> attraverso l&#8217;uso di un ottimo motore di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni ricerca diventa un affascinante tuffo nel passato, un passato di speranze e sogni infranti o realizzati, un passato che, nel vedere il vostro nome scritto con calligrafia incerta in mezzo a migliaia di altri sul registro di Ellis Island, vi sembrerà più vicino che mai.</p>
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