<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Hyde Park</title>
	<atom:link href="http://www.rivistahydepark.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rivistahydepark.org</link>
	<description>La prima rivista scritta dai lettori!!!</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 May 2012 20:19:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/2.0.1" -->
	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
	<itunes:author>Hyde Park</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.rivistahydepark.org/immagini/Hyde_Park_Podcast.png" />
	<itunes:owner>
		<itunes:name>Hyde Park</itunes:name>
		<itunes:email>redazione@rivistahydepark.org</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<managingEditor>redazione@rivistahydepark.org (Hyde Park)</managingEditor>
	<itunes:subtitle>La prima rivista scritta dai lettori!!!</itunes:subtitle>
	<itunes:keywords>fabio volo, hyde park, free press, magazine onine, rivista free press, poesia, reading, lettura, prosa, recitare, arte, cinema</itunes:keywords>
	<image>
		<title>Hyde Park</title>
		<url>http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/powerpress/Hyde_Park_Podcast144.png</url>
		<link>http://www.rivistahydepark.org</link>
	</image>
	<itunes:category text="Society &amp; Culture" />
	<itunes:category text="Arts" />
	<itunes:category text="News &amp; Politics" />
		<item>
		<title>“Beppe Grillo M5S” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9cbeppe-grillo-m5s%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9cbeppe-grillo-m5s%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni rca]]></category>
		<category><![CDATA[belsito]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[fini]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[lusi]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[montezemolo]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[presidente mario monti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[santanchè]]></category>
		<category><![CDATA[tosi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9628</guid>
		<description><![CDATA[Gli elettori particolarmente infastiditi da un sistema politico che consuma tantissimo producendo pochissimo, hanno dirottato recentemente e politicamente i loro voti nell’astensionismo e nelle liste del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo. All’ex comico che vanta un eloquio che è vera musica per gli orecchi dei delusi che affollano i suoi infuocati comizi, bisognerebbe dare il nobel della persuasione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/grillo-678x473.jpg" alt="" title="grillo" width="678" height="473" class="alignleft size-large wp-image-9629" /></p>
<p>Gli elettori particolarmente infastiditi da un sistema politico che consuma tantissimo producendo pochissimo, hanno dirottato recentemente e politicamente i loro voti nell’astensionismo e nelle liste del <strong>Movimento a 5 stelle</strong> di <strong>Beppe Grillo</strong>.</p>
<p>All’ex comico che vanta un eloquio che è vera musica per gli orecchi dei delusi che affollano i suoi infuocati comizi, bisognerebbe dare il nobel della persuasione. I suoi messaggi, infatti, hanno una capacità pervasiva altissima. L’agitatore politico ottiene consensi unanimi soprattutto quando afferma che chi ha rubato, e su questo bisogna dargli ragione, non può andarsene come se niente fosse successo, godendosi il maltolto in un Paese dove i suicidi da debito incominciano a contarsi numerosi.</p>
<p>Contro gli accaparramenti truffaldini messi a segno da politici corrotti o da chi in quel mondo ci orbita, come tesorieri, faccendieri e funzionari, si potrebbe usare l’arma delle cartelle esattoriali come risarcimento da esigere a cura di <strong>Equitalia</strong>…</p>
<p><strong>Grillo</strong> dicevamo, ha una buona capacità comunicativa. Ogni giorno che passa la sua investitura popolare acquista punti. <strong>Beppe</strong> però, ha un limite che era proprio dei tiranni di una volta: non ha sostituti. Intanto i consensi  il movimento a 5 stelle li accrescerà in modo direttamente proporzionale alle invettive che gli provengono dai seccatissimi avversari, molti dei quali ancora protesi a salvaguardare prebende, privilegi e ricchi vitalizi.</p>
<p>Il parlamento italiano ha bisogno di una spartana rivisitazione in termini quantitativi (meno parlamentari) e qualitativi (via gli inquisiti), che vada a braccetto con un deciso ridimensionamento di compensi e spese di rappresentanza. Lo stesso dicasi per le regioni e soprattutto per le province che ancora resistono in nome di stentati equilibri politici e fame di posti pubblici.</p>
<p><strong>Berlusconi</strong> dice che la crisi dilagante non la vede perché i ristoranti sono pieni. Purtroppo per noi, l’ex premier non vede quelli che al ristorante non possono più andarci da un pezzo.  L’ottimismo innato del personaggio lo porta a vedere solo il mezzo pieno. Vede solo quello, soprattutto adesso per marcare le distanze in termini di responsabilità per la crisi, dal suo discutibile e sputtanato e recente ex governo. Tra non molto potremmo addirittura sentirci dire che non c’è crisi, ma solo una forzata dieta tutta mediterranea per rimettere in forma milioni d’italiani per la prova costume.</p>
<p><strong>Bersani</strong> come sempre è tiepido e non trascina. Per quanto riguarda la polemica sul finanziamento dei partiti, fa il pesce in barile.  Il suo apparato è troppo mastodontico e strutturato per aderire al principio del no al finanziamento della politica: occorrerebbe una rivoluzione copernicana per far cambiare pensiero alla pletora di colonnelli che lo affolla.</p>
<p><strong>Alfano</strong> offre questa possibilità, ma lì occorre dire che si è riconoscenti l’un l’altro. L’elettrico Angelino intanto potrebbe iniziare a non ripresentare i personaggi della serie:  mi hanno comprato casa e non lo sapevo…la carta <strong>Montezemolo</strong> o <strong>Santanchè</strong> poi, se vera  non ci sembra una trovata da asso pigliatutto.</p>
<p><strong>Casini</strong> ci pare il più meditabondo di tutti. Ha capito il momento politico. Ha capito pure che con <strong>Fini</strong> e <strong>Rutelli</strong> non si va lontano. Proverà a distaccarsi, ma per approdare su quali rive? Destra o sinistra? <strong>Di Pietro</strong>, quando i temi sono forti e le acque agitatissime sparisce tra i flutti perdendo visibilità…</p>
<p><strong>Fini</strong> è ancora in cavitazione per la faccenda di Montecarlo e <strong>Rutelli</strong> paga scotto per l’<em>affaire</em> <strong>Lusi,</strong> il disonesto e antipaticissimo tesoriere cui inevitabilmente si accostano i famosi e costosi manicaretti cui il maneggione si è abbandonato spesso a spese del partito.</p>
<p><strong>Bossi</strong> sta provando a fagocitare l’imbelle <strong>Roberto Maroni</strong>, tentando poi di ricompattare un partito che invece resiste solo intorno a personaggi alla <strong>Tosi</strong>, un sindaco che dovrà essere seguito con attenzione soprattutto se avrà la forza di esiliare dalla politica il senatur, e la sua favoletta del non sapevo che fine facevano i soldi manovrati dal mago <strong>Belsito. </strong>Se riuscirà in quest’operazione, il sindaco di Verona potrebbe essere a pieno titolo il nuovo leader della <strong>Lega</strong>.</p>
<p>Intanto, i rappresentanti dei partiti potrebbero riunirsi in modo permanente, qualcosa di simile al <strong>giuramento della pallacorda</strong>, fino a quando non tirano fuori una legge elettorale equilibrata e condivisa che riporti il popolo alle sue aspettative di sovranità e di rappresentanza. La nuova legge elettorale, infatti, dovrà caratterizzare le prossime elezioni politiche.</p>
<p><strong>Monti</strong> galleggia bene perché nessun partito ha un seguito elettorale cospicuo per fronteggiarlo in aula senza danno. Le velate minacce che ogni tanto gli arrivano da destra e dalla sinistra più radicale non sembrano sortire effetti. Per essere vicino alla popolazione, il premier ha messo su pure una sorta di commissione atta a valutare i suggerimenti degli italiani sugli sprechi. Le segnalazioni dicono che  stanno arrivando a valanga.</p>
<p>Oltre agli sprechi, il <strong>Presidente Mario Monti</strong> potrebbe, anzi dovrebbe prendere in considerazione pure le vessazioni, magari affidando a qualche tecnico del suo governo (ce ne sono…ce ne sono) di indagare sull’ignobile trattamento che subisce il popolo campano (non c’è solo quello padano), a proposito di <strong>assicurazioni RCA</strong>, con compagnie che stanno letteralmente taglieggiando i già provati automobilisti con aumenti sproporzionati di polizze, anticipate da risoluzioni improvvise dei contratti. Sono organizzatissime e affiatatissime queste compagnie, che contribuiscono allegramente a renderci più poveri. Si rifletta anche su questo… e si provveda!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9cbeppe-grillo-m5s%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Maroni e Bossi: finchè dura&#8230;&#8221; di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/attualita/maroni-e-bossi-finche-dura-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/attualita/maroni-e-bossi-finche-dura-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 22:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[belsito]]></category>
		<category><![CDATA[bobo maroni]]></category>
		<category><![CDATA[borghezio]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[calderoli]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[maroni]]></category>
		<category><![CDATA[padania]]></category>
		<category><![CDATA[renzo bossi]]></category>
		<category><![CDATA[rosy mauro]]></category>
		<category><![CDATA[saviano]]></category>
		<category><![CDATA[speroni]]></category>
		<category><![CDATA[trota]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9625</guid>
		<description><![CDATA[Nella lega si ha la netta sensazione che non abbia prevalso il senso di giustizia bensì l’opportunismo politico e le sceneggiate napoletane in salsa verde. La fronda leghista di comando ha espulso Rosy Mauro e il tesoriere Belsito. Renzo Bossi invece, il famelico avannotto, è stato graziato dalla lama del probo Maroni. Hanno detto che il Trota resta nel partito ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ilfattoquotidiano/6595399389/"><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/bossi-678x450.jpg" alt="" title="bossi" width="678" height="450" class="alignleft size-large wp-image-9626" /></a><br />
Nella lega si ha la netta sensazione che non abbia prevalso il senso di giustizia bensì l’opportunismo politico e le sceneggiate napoletane in salsa verde. La fronda leghista di comando ha espulso <strong>Rosy Mauro</strong> e il tesoriere <strong>Belsito</strong>. <strong>Renzo Bossi</strong> invece, il famelico avannotto, è stato graziato dalla lama del probo <strong>Maroni</strong>. Hanno detto che il <strong>Trota</strong> resta nel partito perché ha fornito buona prova di se dimettendosi dal consiglio regionale della Lombardia… Il padre ha apprezzato il bel gesto del figlio prediletto: d’altra parte l’imberbe secessionista, così dice Umberto, era stufo del <em>pirellone</em>. Un palazzo in verità, che ogni giorno che passa sembra sempre di più il tempio delle sacre scritture, coi <em>mercanti</em> che un po’ alla volta vengono individuati e cacciati …</p>
<p>Maroni ha dimostrato spalle piccole! Forse con troppa fretta l’abbiamo indicato come l’uomo giusto per rilanciare il partito del tesoro di San Gennaro. Bobo si è  accontentato dello scontro <strong>:&lt;&lt;</strong> <strong>Rosy Mauro</strong> o io…&gt;&gt;. Il deciso aut aut l’avrebbe dovuto imporre a ben altre personalità del carroccio e non solo alla “badante” oramai isolata dal gruppo di comando. Forse,in questa storia ancora dibattuta di fondi distratti, saranno stanate altre sanguisughe dal groviglio del malaffare leghista, e qualcuna in sordina e in gonnella si rivelerà addirittura l’eminenza grigia del “sistema” .</p>
<p>Chi ha tradito nella lega si è rivelato innanzitutto disonesto ma poi irrispettoso di quei militanti e simpatizzanti onesti che ostentavano con ardore la <em>giubba verde</em>, reclamando in piazza un distinguo  dai ladroni oramai archiviato.</p>
<p>Maroni dicevamo non ha convinto! <strong>Bossi</strong> non lo teme e con arte sta usando e gabbando l’ex ministro che non ha la forza di sottrarsi dall’ipnosi dei tempi belli del pane e cipolla e dei manifesti  attaccati di notte.</p>
<p><strong>A Borghezio</strong> hanno sciolto le briglie al punto da fargli proporre la vendita di alcune regioni meridionali all’America o a qualche riccone dell’est.  Senz’altro ampie zone del sud Italia hanno radicamenti malavitosi  sul territorio e sono al saldo per impopolarità e qualità di vita; ma altre regioni si stanno dimostrando alla stregua, delle vere primizie primaverili, cantate dal menestrello <strong>Saviano</strong> nei suoi eloqui televisivi che tanto stizzano i leghisti. Molti fatti di cronaca nera sono al vaglio degli inquirenti, e il nord potrebbe scoprirsi e ritrovarsi dalla sera alla mattina con una peste attaccata addosso ben diversa da quella storica di Milano e del Manzoni, fatta di bande che non temono secessione, e più che bubboni portano piombo caldo e acido.</p>
<p><strong>Calderoli</strong> è sotto scacco. Gli <strong>Speroni</strong> e i <strong>Castelli</strong> hanno perso un po’ di supponenza e gli fa bene. <strong>Roberto Maroni</strong> ha pensato recentemente di infervorare la piazza rilanciando il progetto d’indipendenza della padania attraverso la rivoluzione o accordi politici.</p>
<p>Chi sarebbe l’uomo della rivoluzione lui o l’altro? La stupidità di certe teorie è racchiusa nella stessa pubblicità con cui tirano avanti costoro. Al popolo leghista lanciano l’illusione della separazione dal resto del mondo <em>meridionale</em> per allacciarsi alla sola <em>locomotiva</em> europea, quale ricetta di ricchezza e benessere. Insomma, un confine tra le banconote e gli spiccioli.  In altri casi l’impresa di erigere una frontiera nella stessa nazione non è riuscita a una dittatura come quella sovietica, figuriamoci poi al “celodurismo” padano alquanto annacquato dai fatti di copertina di questi giorni di vergogna.  Certe cose se le dice Borghezio passino pure. Se le dice Maroni però, riflettiamoci sopra, leghisti e non&#8230;</p>
<p>La lega secondo alcune logiche dovrebbe pagare uno scotto notevole in termini di consensi elettorali per le appropriazioni indebite che incominciano a essere documentate coi famosi cavalli di ritorno fatti di oro e diamanti. Di questo “passo” la lega nord andrà al dissipamento elettorale con voti che abbrancherà per intero il <strong>Grillo</strong> parlante e il suo movimento a cinque stelle. In politica non bisogna dare mai niente per scontato ed è vero. Gli elettori ingurgitano tutto e hanno memoria cortissima. La pancia vuota però, è una gran cassa di risonanza che rimbomba sorda lì nelle urne. Se la politica è anche <strong><em>burlesque</em></strong>, un gran voto di protesta è quello che dovrebbe seppellire un gran numero di pulcinella…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/attualita/maroni-e-bossi-finche-dura-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;I Boss della lega&#8221; di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/attualita/i-boss-della-lega-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/attualita/i-boss-della-lega-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 12:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[belsito]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[calderoli]]></category>
		<category><![CDATA[carroccio]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[lusi]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[margherita]]></category>
		<category><![CDATA[maroni]]></category>
		<category><![CDATA[mauro]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[rosy mauro]]></category>
		<category><![CDATA[rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[trota]]></category>
		<category><![CDATA[udc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9621</guid>
		<description><![CDATA[A leggere di politica in questi giorni vengono in mente la mucca Ercolina e il marchio della Lega impresso sul deretano. Quanto letame sta venendo fuori dalle indagini della magistratura che ha messo sotto accusa i Bossi e i vertici del carroccio. Gli elementi fin qui raccolti dimostrano che il potere corrompe e le metamorfosi sono sempre in agguato quando ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/bossi_lega-678x507.jpg" alt="" title="bossi_lega" width="678" height="507" class="alignleft size-large wp-image-9622" /><br />
A leggere di politica in questi giorni vengono in mente la<strong> mucca Ercolina</strong> e il marchio della <strong>Lega</strong> impresso sul deretano. Quanto letame sta venendo fuori  dalle indagini della magistratura che ha messo sotto accusa i <strong>Bossi</strong> e i vertici del <strong>carroccio</strong>. Gli elementi fin qui raccolti dimostrano che il potere corrompe e le metamorfosi sono sempre in agguato quando si maneggiano mazzette di banconote.</p>
<p><strong>Bossi</strong>, <strong>Calderoli</strong>, <strong>Rosy</strong> <strong>Mauro</strong>, il <strong>Trota</strong>… se le indagini confermeranno le notevoli distrazioni di soldi per scopi personali, come purtoppo si teme, verrà fuori un quadro da vera banda bassotti in foularino verde. Eppure il partito leghista nasce proprio come antisistema a <em>Roma ladrona</em>, alias un parlamento accusato di ruberie e furberie perpretate sotto l’egida della politica. Da qui le perplessità degli iscritti che saranno sicuramente allibiti dall’uso indiscriminato che è stato fatto del denaro pubblico assegnato alla <strong>lega nord.</strong></p>
<p>Non saranno in pochi a riflettere sarcasticamente sui sacrifici fatti nell’ambito della militanza attiva padana. E saranno in molti a dichiarare di aver sottovalutato in termini di spregiudicatezza Renzo Bossi, che sembra qualcosa di più famelico di un avannotto. Tra le tristezze: la <strong>guardia padana</strong>. Se le accuse verranno confermate, sarà facile gioco ironizzare che all’interno di quel partito si giocava moltissimo a guardie… e ladri.</p>
<p>Intanto abbiamo scoperto che una laurea in <strong>Svizzera</strong> costa sessantamila euro e quasi il doppio quelle conseguite in <strong>Inghilterra</strong>. Presupponiamo poi, che chi si laurea oltre Manica parli addirittura e fluentemente l’inglese…</p>
<p>La senatrice <strong>Mauro</strong> minaccia di non muoversi dallo scranno di vice presidente del senato perché lei <em>non c’entra con tutte queste porcherie</em> che stanno venendo fuori. Il personaggio in questione è assolutamente ingombrante in termini d’immagine politica ma anche fisica insieme al tesoriere <strong>Belsito</strong>, per connotati un po’ inquietanti che ricordano i briganti meridionali.  Se la Rosy Mauro non si dimetterà, bisognerà gioco forza chiedere diritto di cittadinanza altrove se gli altri parlamentari non lasceranno l’aula.</p>
<p>Dalle prime indiscrezioni giudiziarie e non, sembra saltare fuori il dato che dopo la malattia intorno a <strong>Umberto</strong> <strong>Bossi</strong> si sia creato un “cerchio magico” alquanto truffaldino, che ha assunto l’onere di amministrare il partito in sua vece, per scrollargli di dosso un po’ di lavoro fisico e psichico…quanta commovente generosità.</p>
<p><strong>Renzo Bossi</strong>, giovane consigliere regionale della Lombardia, in un certo qual senso con la sua discesa in campo ha segnato in anteprima e in negativo la credibilità del <em>senatùr</em>: prima ancora degli ingiusti e ingiustificati appannaggi infatti, l’inesistente spessore del personaggio <em><strong>Trota </strong></em>mette in risalto in modo ridicolo una politica tutta made in  <em>family</em>, senza nessun riguardo per chi, a partire dagli elettori, dalla politica si aspettava innanzitutto competenza e degna successione.</p>
<p><strong>Calderoli</strong> abbiamo l’impressione che in questo momento storico eviti una sovresposizione…forse una maggiore riflessione avrebbe portato al sano consiglio di non indicarlo tra i probi che devono traghettare il partito verso il nuovo. La magistratura come si sa, sforna novità diuturne…</p>
<p><strong>Roberto Maroni</strong> ci sembra l’uomo giusto che dovrà assumersi l’onere di ridare fiducia e slancio alle attività politiche della lega e della sua base che se lo merita. Non da oggi abbiamo apprezzato un certo equilibrio a trattare argomenti anche spinosi da parte dell’ex ministro dell’Interno. <strong>Bobo</strong> dovrà misurarsi con un Bossi che intanto studia le tattiche da applicare proprio nei suoi confronti. Bossi non si fida di Maroni che ha lanciato lo slogan:  <em><strong>pulizia, pulizia e pulizia</strong></em>. Il termine ripetuto tuona bene contro gli avversari, ma quando tuona innanzitutto contro la famiglia del capo è una cosa diversa. Stia pur certo l’ex delfino, che il senatùr farà buon viso ma cattivissimo gioco agli slogan appena citati.</p>
<p>Il tanto declamato passo indietro di Bossi poi, non è ancora un passo indietro: il leader dimissionario aspetta di verificare il comportamento della base; vuole vedere i numeri prima di decidere in quale direzione muovere i piedi.</p>
<p>Al capo del carroccio forse saranno pervenuti i consigli del vecchio e potente ex alleato, a proposito di dare contro la magistratura, e di gridare al complotto politico che artatamente  cerca di soppiantarlo tirando in ballo diplomi e fuoriserie comprati coi soldi dei contributi elettorali.</p>
<p>C’è anche chi nella lega ha dichiarato che i soldi spesi sono comunque del partito. Non è vero! I soldi sperperati sono sempre degli italiani, ivi compresi quelli che le auto devono vendersele piuttosto che comprarsele e quelli che i figli non possono mandarli a scuola per manifesta povertà.</p>
<p><strong>Maroni </strong>sarà un degno segretario di partito. Non arretri. Non scenda a compromessi con i volponi del <em>cerchio</em> truffaldino, e soprattutto non guardi in faccia a nessuno. Bossi, passata la sbornia dei primi momenti allucinanti, incalzato tenterà di difendere l’indifendibile iniziando a scegliere gli epuratori che più gli aggradano.</p>
<p>In questa bagarre c’è un <strong>Rutelli </strong>che deve farsi un po’ piccolo e ringraziare il cielo per le provvide disgrazie leghiste che allentano la morsa dell’attenzione su <strong>Lusi</strong> e <strong>Margherita</strong>.  <strong>Casini</strong> intanto rilancia un appello per una riforma dei partiti nella direzione della trasparenza. A tal proposito invita i presidenti di camera e senato a istituire procedure atte a certificare i bilanci dei partiti da subito. Successivamente, si vada nella direzione di una legge anticorruzione. Il leader dell’<strong>UDC</strong> ha rotto gli indugi, come <strong>Bersani</strong>, ma si resta in attesa delle decisioni dell’altissimo…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/attualita/i-boss-della-lega-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Le eroine dell&#8217;antichità&#8221; di Elena Romanello</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/le-eroine-dellantichita-di-elena-romanello/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/le-eroine-dellantichita-di-elena-romanello/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 22:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alpsuinda]]></category>
		<category><![CDATA[Auriana]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eroine]]></category>
		<category><![CDATA[La gladiatrice]]></category>
		<category><![CDATA[Lysandra]]></category>
		<category><![CDATA[Rodelinda]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Massimo Manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[Xena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9616</guid>
		<description><![CDATA[Per secoli assenti dalla Storia ufficiale, le donne si sono ritagliate uno spazio sempre maggiore grazie agli studi di genere dagli anni Sessanta in poi, scoprendo che anche nel mondo antico c&#8217;erano donne che lavoravano, studiavano, a volte combattevano, spesso creavano come artiste. Tutto un immaginario si sta rimpossessando di queste donne, oltre agli studi storici, e se i due ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/38914834@N00/414002641/"><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/woman1-678x508.jpg" alt="" title="woman" width="678" height="508" class="alignleft size-large wp-image-9617" /></a><br />
Per secoli assenti dalla Storia ufficiale, le donne si sono ritagliate uno spazio sempre maggiore grazie agli studi di genere dagli anni Sessanta in poi, scoprendo che anche nel mondo antico c&#8217;erano donne che lavoravano, studiavano, a volte combattevano, spesso creavano come artiste. Tutto un immaginario si sta rimpossessando di queste donne, oltre agli studi storici, e se i due nomi che vengono subito in mente sono Valerio Massimo Manfredi con i suoi romanzi <em>L&#8217;ultima legione </em>e <em>L&#8217;armata perduta</em> e il serial televisivo <em>Xena</em>, in questi ultimi due anni alcune proposte editoriali uscite nel nostro Paese danno molto spazio al girls&#8217; power di sapore antico.<br />
Voci discordanti danno dubbia o meno la presenza di donne nell&#8217;arena, non certo con i numeri di quella maschile: <em>La gladiatrice </em>di Russel Whitfield, edito da Aliberti, visibilmente grande appassionato di Xena e delle supereroine, racconta l&#8217;epopea di una collega di Massimo Decimo Meridio, Lysandra, sacerdotessa greca che finisce dopo un naufragio nel giro di schiave destinate al combattimento, in mezzo alle quali nasceranno amori e odi mortali, prima e dopo i duelli in arena. Nelle pagine di un romanzo che forse carica leggermente la Storia, visto che la presenza delle gladiatrici non era comunque costante a Roma mentre era più diffusa nelle aree di confine, tra colpi di scena e passioni che sembrano arrivare dai peplum ottocenteschi oltre che dai film romani anni Sessanta e da Xena, si scopre un ritratto di eroina spietata ma con una sua etica, che lotta per sopravvivere, ritrovando poi se stessa, con sullo sfondo un Impero romano composito di genti diverse e di tradizioni spesso in contrasto. Un buon modo se non altro di riappassionarsi alla Storia di un&#8217;epoca di cui spesso si hanno ricordi scolastici confusi e ostici, più ancora che verso altre epoche.<br />
Ancora l&#8217;impero romano e ancora la protagonista di una saga, con Auriane, protagonista della saga de <em>La Luce del Nord</em>, proposta da Aliberti in tre volumi. Auriane, principessa germanica sulla cui nascita incombrono oscuri presagi, crescerà, diventerà schiava e combattente, sarà amata da un romano, sullo sfondo delle dinastie di imperatori tra Nerone e i suoi successori. Ricostruzione storica molto accurata, con il fascino di un&#8217;epoca crudele ed ammaliante, e la rappresentazione delle ragioni e dei torti di Roma e dei suoi rivali, a cominciare dalle popolazioni germaniche e celtiche. Una saga che comunque non sfrutta la facile moda per i Celti contemporanea, e che mescola magia e Storia, passioni ed intrighi, per un pubblico vasto, da chi ama il romanzo storico a chi cerca avventura, magia e amore, con un largo respiro, visto che sono tre romanzi voluminosi.<br />
Venendo più in qua come epoca storica, si trova <em>I Longobardi La grande marcia </em>di Sabrina Colloredo, edito da Fanucci, anche qui primo libro di una saga che racconta l&#8217;avanzamento del popolo longobardo verso l&#8217;Italia. Romanzo corale, tra Storia e leggenda, con richiami ad antiche tradizioni, presenta una galleria di donne molto interessanti, come la famosa Rosmunda, moglie infelice di Alboino, la principessa ribelle Alpsuinda, la sacerdotessa Rodelinda, e dalla parte avversa le giovani Isabella e Ignatia. Da questo libro, più ancora che dagli altri due, pur godibilissimi, emerge l&#8217;importanza che avevano le donne nelle società di allora, non solo come sottomesse agli uomini, ma come donne di potere, religioso e politico, combattenti, lavoratrici.<br />
Queste storie di oggi possono servire a ricordare le tante Lysandra, Auriana, Rodelinda e Alpsuinda sperse nei meandri della Storia, dove erano comunque tante, anche se per secoli dimenticate dalla storia ufficiale e ricordate a mala pena dalle leggende.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/le-eroine-dellantichita-di-elena-romanello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Rischio Vesuvio, eruzione e countdown…” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-eruzione-e-countdown%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-eruzione-e-countdown%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 23:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rischio Vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Countdown]]></category>
		<category><![CDATA[dipartimento protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico giardini]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo nazionale per la vulcanologia]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[piano emergenza Vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Piano particolareggiato intervento vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[rischio Vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Scenario eruttivo vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Università la sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[Wireless]]></category>
		<category><![CDATA[zona blu]]></category>
		<category><![CDATA[zona rossa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9449</guid>
		<description><![CDATA[Dal web apprendiamo di un progetto di “piano particolareggiato d’intervento in caso di eruzione del Vesuvio”, che prevede di portare soccorso alla popolazione direttamente in zona rossa con eruzione in corso. La garanzia di sopravvivenza per i soccorritori sarebbe affidata in questo caso a un operatore remoto che farebbe scattare un countdown, quando la colonna eruttiva incomincerebbe a dare segni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-9450" title="IM000265.JPG" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/vesuvio10-678x508.jpg" alt="" width="678" height="508" /> Dal web apprendiamo di un progetto di “<strong>piano particolareggiato d’intervento in caso di eruzione del Vesuvio”</strong>, che prevede di portare soccorso alla popolazione direttamente in zona rossa con eruzione in corso. La garanzia di sopravvivenza per i soccorritori sarebbe affidata in questo caso a un operatore remoto che farebbe scattare un countdown, quando la colonna eruttiva incomincerebbe a dare segni d’instabilità dinamica e la minaccia di colate piroclastiche diventerebbe una cosa piuttosto concreta: da quel momento in poi, gambe in spalla…</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interventi dell’azzardata strategia, sarebbero mirati a portare soccorso a eventuali ritardatari sottoposti, fin dall’inizio dell’eruzione, alla pioggia di bombe vulcaniche, proietti e ricaduta di <a href="../rischio-vesuvio-campania/rischio-vesuvio-%e2%80%93-terzigno-%e2%80%9944-i-bombardieri-bombardati-di-malko/">prodotti piroclastici</a> anche fini, in un contesto forse di terremoti e visibilità ridotta; tutte fenomenologie queste, che aumenterebbero progressivamente d’intensità, rendendo difficile il funzionamento dei motori, il transito e anche la respirazione umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli eventuali sprovveduti abitanti colti dall’eruzione e, quindi, da soccorrere, tenterebbero convulsamente di lasciare <a href="../rischio-vesuvio-campania/rischio-vesuvio-di-malko-parte-seconda">la zona rossa per quella gialla</a> limitrofa in uno scenario praticamente apocalittico. Se l’eruzione dovesse manifestarsi di notte poi…</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha ipotizzato questa singolare procedura operativa, forse ha tracciato mentalmente una certa similitudine tra l’occhio del ciclone e una stasi iniziale immediatamente post eruttiva, contraddistinta da una cristallizzazione della colonna eruttiva che “galleggerebbe” in aria per ore proiettando al suolo solo una grande ombra. Purtroppo, ahinoi, il pino vulcanico non è un albero…</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strateghi interventisti non è da escludere che  siano stati  influenzati nel senso dell’ottimismo dalle relazioni scientifiche che tracciano i possibili scenari  eruttivi di quella che potrebbe essere una futura eruzione del Vesuvio nel breve medio termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse lo spunto per una siffatta strategia potrebbe averlo fornito la monografia prodotta dal <strong>gruppo nazionale per la vulcanologia</strong> a proposito dello scenario eruttivo del Vesuvio: pubblicazione datata ottobre 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel testo gli autori si pongono il dubbio così riassumibile: la prossima eruzione sarà del tipo 1906 o 1631? Nel primo caso, si legge:&lt;&lt; <strong><em>le fenomenologie attese consisterebbero in fontane di lava, lancio balistico di bombe e proietti, piccoli surges e colate di fango. Vi sarebbero almeno in parte, spazio e tempo per interventi atti alla salvaguardia della vita umana anche in corso d’eruzione ed il rischio sarebbe relativamente modesto anche se tutt’altro trascurabile. Assai più pericolosa sarebbe un’eruzione di tipo subpliniano: è questo l’evento massimo che si può attendere al Vesuvio a medio – breve termine, ed è rispetto ad esso che devono essere dimensionati per prudenza i piani d’emergenza tenendo presente che la rapidità e la violenza dei fenomeni attesi non lascerebbero probabilmente molte possibilità di interventi significativi in corso d’eruzione&gt;&gt;.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1998, l’aggiornamento dello “<strong>scenario eruttivo dell’eruzione massima attesa al Vesuvio</strong>”, relazione a cura dell’Università di Pisa, introduce di fatto la zona blu nella carta di pericolosità vulcanica. Nell’introduzione e per la parte che ci riguarda, si legge…&lt;&lt; <strong><em>un’eruzione inattesa o sottovalutata avrebbe oggi conseguenze pesantissime in termini di vite umane e di danni materiali, conseguenze certamente non mitigabili in  corso di emergenza</em></strong>&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa prima conclusione che non lascia dubbi sui margini di manovra in caso di eruzione, ci sembra in linea con una realtà zeppa comunque d’incognite. Occorrerebbero chiarimenti urgentissimi però, sul concetto di “inattesa”. E perché un gruppo dipartimentale come quello di Pisa ha messo come cartografia tematica una cartina dell’area vesuviana suddivisa in zone a differente pericolosità anche all’interno della zona rossa?</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio Vesuvio è diventato un argomento quasi filosofico tra i vari ricercatori, tecnici e opinionisti, attraverso argomentazioni che passano sopra le teste dei vesuviani che, in assenza di segnali di pericolo, non degnano di molta attenzione l’argomento, affidandosi scaramanticamente a un fatalismo di comodo che li sollevi dalla responsabilità di affrontare il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte neanche tra gli esperti c’è un granché di dibattito, poiché sono quasi tutti allineati su posizioni <em>salottiere</em> di allarme, mitigate dalla lusinga di un <a href="../rischio-vesuvio-campania/%E2%80%9Cil-piano-di-emergenza-nazionale-rischio-vesuvio-lezioni-di-piano-2%E2%80%9D-di-malko/">piano d’emergenza Vesuvio</a> che salverebbe, lo <em>spot</em> così dice, i seicentomila all’occorrenza. Ovviamente anche il piano d’emergenza Vesuvio rientrava tra le attività mediatiche di certi personaggi illustri quanto inquisiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, gira e rigira non c’è <em>amuleto</em> che possa riparare la popolazione da una possibile eruzione portatrice di nubi ardenti, che si riverserebbero dai versanti scoscesi del vulcano investendo gli abitati sottostanti che, e già dalle prime battute, dovrebbero immediatamente porsi il problema di ripararsi dalla ricaduta imponente di materiale piroclastico, non sempre modesto nelle dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La scienza, e qui sono tutti concordi, non è in grado di dare indicazioni su <strong><em>quando</em></strong><em> </em>ci sarà la prossima eruzione e <strong><em>quale</em></strong> potrà essere l’intensità eruttiva. Gli esperti però, hanno detto e sottoscritto che l’eruzione, semmai verrà (nel medio termine), non potrà eccedere in termini energetici quella del <strong>1631 </strong>(sub pliniana). Se così fosse il problema potrebbe riguardare solo un milione di persone… Il dubbio permane quindi forte e su aspetti diversi, tra cui il <strong><em>tempo</em></strong> a disposizione per allontanarsi dal pericolo quando questi si manifesterà in modo inequivocabile. Ecco perché bisogna dare un significato al termine <strong>eruzione inattesa</strong>…</p>
<p style="text-align: justify;">Chi senza indugio ha pianificato un possibile intervento in zona rossa con eruzione in corso affidando la sicurezza di centinaia di uomini a un sistema <strong>wireless</strong> in un inferno di polvere e bombe col rischio della carbonizzazione sul collo, ha indubbiamente dalla sua un imperturbabile e imperdonabile ottimismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, in attesa che <a href="../rischio-vesuvio-campania/%E2%80%9Crischio-vesuvio-i-piani-nel-cassetto%E2%80%9D-di-malko/">dai cassetti</a> del <strong>Dipartimento della Protezione Civile</strong> salti  fuori il famoso piano d’emergenza Vesuvio, sarebbe opportuno che alcune puntualizzazioni a proposito degli scenari siano fatte dal competente <strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong>.   Un impegno ovviamente a seguire quello più importante che ruota intorno allo stipendio del nuovo e dimissionario direttore <strong>INGV</strong> Giardini. Forse arrotonderà la cifra <strong>Domenico Giardini</strong>, gravando un po’ anche sull’<strong>Università della Sapienza</strong>, chiamata in ballo con scarso entusiasmo dalla politica: esattamente quella in abito scuro che parla di sacrifici economici duri e per tutti…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-eruzione-e-countdown%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Circolo dei lettori, un esperimento culturale&#8221; di Elena Romanello</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/il-circolo-dei-lettori-un-esperimento-culturale-di-elena-romanello/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/il-circolo-dei-lettori-un-esperimento-culturale-di-elena-romanello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[ebook reader]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento culturale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9445</guid>
		<description><![CDATA[A cinque anni dalla sua apertura, con 30mila frequentatori circa, il Circolo dei lettori di Torino ha deciso di reinventarsi, cercando nuovi sponsor e rinnovando un po&#8217; le sontuose sale di Palazzo Graneri della Loggia di via Bogino 8, senza voler rinunciare alla sua vocazione di luogo di cultura e di incontro, tra bar, salette, angoli di conversazione, sale conferenza ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/jody_art/2280159412/"><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/circolo_dei_lettori-678x452.jpg" alt="" title="circolo_dei_lettori" width="678" height="452" class="alignleft size-large wp-image-9446" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A cinque anni dalla sua apertura, con 30mila frequentatori circa, il Circolo dei lettori di Torino ha deciso di reinventarsi, cercando nuovi sponsor e rinnovando un po&#8217; le sontuose sale di Palazzo Graneri della Loggia di via Bogino 8, senza voler rinunciare alla sua vocazione di luogo di cultura e di incontro, tra bar, salette, angoli di conversazione, sale conferenza auliche ma nello stesso tempo calde.<br />
Il Circolo dei lettori non è una biblioteca, anche se nelle sue sale si trovano numerosi libri da book crossing, da leggere, prendere, riportare o scambiare, oltre che diverse riviste, e anche ebook reader per rimanere al passo con le nuove tecnologie. Il Circolo dei lettori è un luogo di presentazioni di libri e intellettuali, di gruppi di lettura e di discussione, ma è anche un posto dove mangiare un aperitivo, un mono piatto, dove raccogliere un po&#8217; di volantini sugli eventi a Torino e dintorni, non necessariamente connessi al Circolo, dove acquistare gadget e oggeti per la casa ispirati al Circolo stesso, dai grembiuli ai profumi passando per le borse da shopping e le penne.<br />
Tra gli eventi organizzati dal Circolo dei lettori ci sono Torino Spiritualità, sempre affollatissima, ma anche un ciclo sulla graphic novel (altrimenti detto fumetto d&#8217;autore), concerti, viaggi e gite, in passato si è partecipato a Collisioni a Novello e al Festival della Storia a Genova, e non mancheranno altre occasioni. Il Circolo organizza eventi in Piemonte e fuori Piemonte, ha un fratello minore a Verona, e dopo alcune brutte voci che circolavano sembra aver dissipato le nuvole.<br />
Il suo pubblico? Pensionati e ragazzi, professionisti e signore di mezz&#8217;età, gente elegante e persone in jeans, chiaccheroni e lettori silenziosi, in un esperimento culturale che non è l&#8217;unico nel capoluogo piemontese (basta seguire i tanti eventi organizzati dalle Biblioteche torinesi, solo per citare un esempio) ma uno dei più emblematici per ricordare che la cultura è vita ed è un settore ormai strategico per una città come Torino, capace in una manciata d&#8217;anni di cambiare pelle come un serpente da grigia città post industriale a metropoli culturale frizzante e vivace, crisi permettendo.<br />
Dopo due mesi di assenza il Circolo dei lettori è tornato, con varie possibilità di abbonamenti, gratuito o a pagamento, con ospiti in arrivo non solo dal capoluogo, e con un&#8217;accoglienza di nuovo entusiasta da parte di decine di migliaia di persone, sconosciute tra di loro, che amano incontrarsi lì, ricordando anche cosa diceva William Butler Yeats, <em>Qui non ci sono estranei, solo amici che non abbiamo ancora incontrato</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/recensioni/il-circolo-dei-lettori-un-esperimento-culturale-di-elena-romanello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Costa Crociere: la tragedia del transatlantico Concordia servirà ad aprire il dialogo sulla sicurezza in mare?” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-servira-ad-aprire-il-dialogo-sulla-sicurezza-in-mare%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-servira-ad-aprire-il-dialogo-sulla-sicurezza-in-mare%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 22:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[biscaglina]]></category>
		<category><![CDATA[concordia]]></category>
		<category><![CDATA[costa crociere]]></category>
		<category><![CDATA[de gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[francesco schettino]]></category>
		<category><![CDATA[hugo]]></category>
		<category><![CDATA[i lavoratori del mare]]></category>
		<category><![CDATA[isola del giglio concordia]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio concordia]]></category>
		<category><![CDATA[nave concordia]]></category>
		<category><![CDATA[safety e security]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9441</guid>
		<description><![CDATA[Una nave in secca coricata su un fianco, è una brutta immagine. Drammatica e deprimente. Le navi, come i pesci, quando solcano l’onda inducono in chi li guarda un senso di forza, ma anche un sentimento di vitalità e libertà che ben si sposa con le grandi distese azzurre. Il relitto sugli scogli invece è sinonimo di morte… La Concordia, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ilfattoquotidiano/6701175687/"><img class="alignleft size-large wp-image-9442" title="costa_concordia" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/costa_concordia-678x408.jpg" alt="" width="678" height="408" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una nave in secca coricata su un fianco, è una brutta immagine. Drammatica e deprimente. Le navi, come i pesci, quando solcano l’onda inducono in chi li guarda un senso di forza, ma anche un sentimento di vitalità e libertà che ben si sposa con le grandi distese azzurre. Il relitto sugli scogli invece è sinonimo di morte…<br />
La <strong>Concordia</strong>, piroscafo della compagnia <strong>Costa Crociere</strong>, giace inerme lì sulle secche dell’isola del Giglio. Gli avvenimenti e le sequenze che hanno portato la nave a cozzare contro i massi granitici sommersi, sono sostanzialmente chiari. Il comandante, che, per regolamento e antonomasia, ha tutte le responsabilità possibili, è al momento l’autore <em>in primis</em> del naufragio, e con esso delle cattive abitudini collegate al cosiddetto inchino, cioè passaggio ravvicinato alla costa. Una pratica quest’ultima, di puro ossequio legata a tradizioni di venerazione a santi e madonne ma anche ai legami di categoria, con alcune località costiere <em>serbatoio</em> di marittimi. Col tempo però, gli approcci  sempre più ravvicinati, si sono trasformati in omaggio a singole persone  o spot pubblicitari delle compagnie che mostrano il desiderabile.<br />
La posizione del comandante <strong>Francesco Schettino</strong> intanto non si alleggerisce moltissimo, nonostante il tentativo del medesimo di tirare in ballo gli alti livelli della società <strong>Costa Crociere</strong>, accusandoli di sapere e di condividere la pratica malsana dei passaggi a riva. C’è da dire al riguardo, che nessuna autorità al mondo poteva ordinargli il pericoloso fuori rotta.<br />
Abbiamo sentito, a proposito della catena di responsabilità o omissioni, che le navi non hanno un limite in termini di distanza da mantenere dalla costa. Su questo punto nutriamo forti dubbi, perché se un bestione di quel genere <em>raschia</em> gli scogli, non è da escludere che diventa una nave <strong>vincolata alla propria immersione</strong>”. Cioè, con scarsa capacità di manovra. Una situazione prevista dal codice che impone l’attivazione addirittura di fanali rossi sull’albero di maestra e velocità conseguenziale, perchè il piroscafo non è in condizioni di manovrare e di concedere eventuali precedenze a chi la detiene per posizione e condizione. Ergo, forse non ci sarà un limite alla distanza, ma ci sarà sicuramente un limite alle condizioni d’ingovernabilità in cui può cacciarsi uno sbadatissimo comandante &#8230;<br />
Schettino ha raddoppiato al massimo la sua responsabilità, rendendosi protagonista di un tempestivo abbandono nave decisamente in anticipo sui tempi. Che dire: purtroppo non siamo tutti eroi e viceversa lo siamo tutti in assenza del pericolo. Però, proprio dal suo veloce defilarsi, ci sorge il dubbio che il comandante non fosse particolarmente lucido perché non ha valutato che la nave giacendo sugli scogli non poteva più affondare repentinamente, con buoni margini di sopravvivenza per gli imbarcati non intrappolati nel settore allagato. Eppurel’incaglio dice di averlo pilotato…<br />
La drammatica telefonata tra il comandante della <strong>Concordia</strong>, e quello della capitaneria di porto <strong>De Gregorio</strong>, che urlava <em>torni indietro</em> e <em>salga dalla biscaggina di prua</em>! (il termine esatto in verità, dovrebbe essere <strong>biscaglina</strong>), ancora ci rimbomba  negli orecchi, perché i media  la ripropongono in tutte le salse e in tutte le trasmissioni possibili e immaginabili come un autentico tormentone. Sarà proprio questa telefonata a darci il profilo tremebondo di Schettino…<br />
Siamo ben lontano dai protagonisti di tante storie di mare fatte di capitani coraggiosi. La nave spanciata sugli scogli come un’otaria, ci fa venire in mente il famoso libro “I<strong> lavoratori del mare” </strong>di <strong>Hugo</strong>, dove l’armatore concedeva addirittura in moglie la nipote a chi sarebbe stato capace di recuperare il motore a vapore dalla nave semiaffondata. Che sarà della Concordia?<br />
Pure disquisizioni queste, tentativo ultimo per alleggerire la tristezza di un naufragio che ci pesa moltissimo in termini d’immagine e di sogni che sempre accompagnano un vapore che si stacca dalla banchina. La crociera si sa, col suo romanticismo rosa induce attese di felicità… Se può servire il consiglio, questo è il momento giusto per navigare: la lezione della “Concordia” infatti, contribuirà a eliminare questa pratica di navigazione sensazionale e pericolosa a poche braccia dalle spiagge e scogli e promontori e isole.<br />
I livelli di sicurezza s’innalzeranno e si abbasseranno forse i prezzi per un po’: chissà! Si rivaluterà il servizio a bordo, in termini di posate, portate e divertimenti, ma anche di organizzazione della <strong>safety</strong> e della <strong>security</strong>, che deve essere affidata a uomini capaci, che non si lasciano distrarre  neanche da affascinanti compagnie occasionali e non.<br />
Il naufragio della <em>Concordia</em> ha riportato sul tappeto una considerazione ampiamente assodata in altri campi legati ai trasporti: il fattore umano è determinante per la sicurezza. E’ da lì che scaturisce il maggior numero d’incidenti, tanto nel campo navale, quanto in quello aeronautico e terrestre. Le compagnie di crociera quindi, diano spazio a psicologi e specialisti del settore risorse umane,  per formare equipaggi seri e responsabili, magari chiarendo anche le questioni legate alle lingue parlate che sono troppe, instaurando poi e per i passeggeri,  briefings informativi sulla sicurezza che devono essere fatti a bordo, ma prima di togliere le passerelle dalla banchina.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-servira-ad-aprire-il-dialogo-sulla-sicurezza-in-mare%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Commissione grandi rischi e Bertolaso e Stati e il terremoto dell’Aquila: storie di ordinarie intercettazioni” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/ambiente/%e2%80%9ccommissione-grandi-rischi-e-bertolaso-e-stati-e-il-terremoto-dell%e2%80%99aquila-storie-di-ordinarie-intercettazioni%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/ambiente/%e2%80%9ccommissione-grandi-rischi-e-bertolaso-e-stati-e-il-terremoto-dell%e2%80%99aquila-storie-di-ordinarie-intercettazioni%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[6 aprile 2009 terremoto all'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[barberi]]></category>
		<category><![CDATA[bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[billi]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[commissione grandi rischi]]></category>
		<category><![CDATA[de bernardinis]]></category>
		<category><![CDATA[Gargarella]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[picuti]]></category>
		<category><![CDATA[procura dell'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[rossini]]></category>
		<category><![CDATA[stati]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto l'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[zamberletti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9435</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche giorno Guido Bertolaso ha una grana in più da arginare. E’ stata diffusa l’intercettazione telefonica in cui l’ex capo della protezione civile il 30 marzo 2009, pochi giorni prima del rovinoso terremoto del 6 aprile 2009, “istruisce” l’assessore regionale dell’Abruzzo, Daniela Stati, sull’operazione mediatica che bisognava inscenare il giorno dopo per zittire gli imbecilli, e rassicurare così un ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-9436" title="bertolaso" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/bertolaso2-678x508.jpg" alt="" width="678" height="508" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche giorno <strong>Guido Bertolaso</strong> ha una grana in più da arginare. E’ stata diffusa l’intercettazione telefonica in cui l’ex capo della protezione civile il 30 marzo 2009, pochi giorni prima del rovinoso terremoto del 6 aprile 2009, “istruisce” l’assessore regionale dell’Abruzzo, <strong>Daniela Stati, </strong>sull’operazione mediatica che bisognava inscenare il giorno dopo per zittire gli imbecilli, e rassicurare così un po’ di aquilani troppo ansiosi a causa della terra che gli ballava continuamente sotto i piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa dice il condottiero mediatico? &lt;&lt; &#8220;<em>Io non vengo</em> &#8211; riferendosi alla famosa riunione della commissione grandi rischi del 31 marzo 2009 &#8211; <em>ma vengono <strong>Zamberletti</strong>, <strong>Barberi</strong>, <strong>Boschi</strong>, quindi i massimi  luminari del terremoto in Italia… Li faccio venire all&#8217;Aquila o da te o in prefettura…</em><strong><em> è più un&#8217;operazione mediatica</em></strong><strong>, </strong>hai capito? <em>Loro che sono i massimi esperti di terremoto diranno</em>: <em>è una situazione normale</em>, <em>sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio, perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male, hai capito</em>?&#8221; <em>Ora parla con <strong>De Bernardinis</strong>, decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere che ci sarà questa riunione </em><em>che </em><strong><em>non è perché siamo spaventati e preoccupati ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente e invece che parlare io e te facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia…</em></strong><em><strong>&#8220;&gt;&gt;. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che Bertolaso fosse un potente puparo lo s’immaginava. Non s’immaginava però, che i pupi fossero tanti ancorché emeriti cattedratici e tecnici che si sono prestati alla indecorosa sceneggiata.  Col senno del poi, vien da pensare che se la situazione di dubbio geologico avesse riguardato in qualche modo eventuali prodromi eruttivi del <strong>Vesuvio,</strong> forse sarebbe cambiato nelle dichiarazioni finali solo il vino: invece del <strong>Montepulciano</strong> si sarebbe consigliato ai vesuviani di starsene in casa a bere un buon bicchiere di <strong>Lacryma Christi</strong> che, come sapete, è un eccellente vitigno che attecchisce sulla terra vulcanica.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra rivista ha il piccolo merito di aver intuito da subito come andarono le cose lì all’Aquila. Infatti, pochi giorni dopo il terremoto del <strong>6 aprile 2009</strong> che causò oltre trecento morti, pubblicammo l’articolo <a href="http://www.rivistahydepark.org/attualita/terrae-motus-di-malko/">Terrae Motus</a>, e a seguire altri fino a quello del 14 giugno 2011 dal titolo “<a href="http://www.rivistahydepark.org/attualita/%E2%80%9Cla-commissione-grandi-rischi-e-l%E2%80%99inutile-adunata-del-31-marzo-2009-all%E2%80%99aquila%E2%80%A6%E2%80%9D-di-malko/">La commissione grandi rischi e l’inutile adunata del 31 marzo all’Aquila…</a>” Un titolo che sintetizza quello che oggi si scopre, non sappiamo con quanta meraviglia, attraverso le intercettazioni telefoniche.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte Bertolaso ha ragione quando dice che erano lì per fare un piacere, perché non c’era emergenza conclamata e,quindi, necessità d’intervento del dipartimento della protezione civile attraverso i suoi organismi come la commissione grandi rischi. Anche questo punto lo accenniamo, a onor del vero, nell’articolo del 16 settembre 2011 dal titolo “<span style="text-decoration: underline;"><a href="../ambiente/20-settembre-2011-terremoto-dell%e2%80%99aquila-processo-a-un-sistema-di-malko/feed/">20 settembre 2011</a> &#8211;  <a href="http://www.rivistahydepark.org/ambiente/20-settembre-2011-terremoto-dell%E2%80%99aquila-processo-a-un-sistema-di-malko/">Terremoto dell‘Aquila: processo a un sistema</a>?</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che stanno facendo i Pubblici Ministeri dell’Aquila, <strong>Rossini,</strong> <strong>Picuti</strong>, <strong>Gargarella</strong>, <strong>Billi</strong> ed altri, è molto importante. Non si dimentichi che dietro questa faccenda c’è un esposto al presidente della repubblica firmato da migliaia di scienziati che sicuramente rimarranno interdetti e spiazzati dalle novità giudiziarie, così come quei giornalisti che a testa bassa hanno delegittimato,  attraverso la derisione e il paradosso il lavoro della procura dell’Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;">Manca ancora un nome importante all’elenco degli inquisiti. Uno che forse poteva fermare la tragica farsa. Aspettiamo… Intanto c’è qualcun altro che si è guadagnato speriamo vivamente a torto il tapiro d’oro: <strong>Giuseppe Zamberletti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/ambiente/%e2%80%9ccommissione-grandi-rischi-e-bertolaso-e-stati-e-il-terremoto-dell%e2%80%99aquila-storie-di-ordinarie-intercettazioni%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Costa Crociere: la tragedia del transatlantico Concordia sul groppone di Schettino?” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-sul-groppone-di-schettino%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-sul-groppone-di-schettino%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[capitaneria di porto]]></category>
		<category><![CDATA[comandante de falco]]></category>
		<category><![CDATA[comandante schettino]]></category>
		<category><![CDATA[costa concordia]]></category>
		<category><![CDATA[costa crociere]]></category>
		<category><![CDATA[francesco schettino]]></category>
		<category><![CDATA[gregorio de falco]]></category>
		<category><![CDATA[guardia costiera]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio concordia]]></category>
		<category><![CDATA[nave concordia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9424</guid>
		<description><![CDATA[La tragedia della Concordia, nave della compagnia Costa Crociere, nella sua drammaticità è un esempio abbastanza chiaro su come vanno le cose nel nostro Paese e probabilmente non solo da noi. Come tutti sanno, grazie anche all’informazione totale e continua sull’avvenimento, il comandante della nave, Francesco Schettino, per meravigliare ed elogiare qualcuno lì sull’isola del Giglio, ha portato venerdì 13 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-9428" title="ISOLA DEL GIGLIO: CONTINUANO LE RICERCHE DEI  DISPERSI DELLA CONCORDIA" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/costa17infophoto-678x451.jpg" alt="" width="678" height="451" />La tragedia della <strong>Concordia</strong>, nave della compagnia <strong>Costa Crociere</strong>, nella sua drammaticità è un esempio abbastanza chiaro su come vanno le cose nel nostro Paese e probabilmente non solo da noi. Come tutti sanno, grazie anche all’informazione totale e continua sull’avvenimento, il comandante della nave, <strong>Francesco Schettino</strong>, per meravigliare ed elogiare qualcuno lì sull’isola del <strong>Giglio</strong>, ha portato venerdì 13 la nave talmente sottocosta da collidere a tutta velocità con uno spuntone di roccia granitica che a mo’ di apriscatole gli ha aperto  uno squarcio in carena lungo abbastanza da consentire all’acqua di dilagare, producendo dopo poco tempo uno sbandamento incontrollabile dello scafo con successivo  naufragio.<br />
Dopo averla fatta grossa, il comandante Schettino decise poi di portare la nave su bassi fondali per arginare in qualche modo la tragedia che era in atto, evitando l’affondamento repentino del transatlantico. Manovra per molti versi riuscita. La conta non definitiva però, parla al momento di 11 morti e alcune diecine di dispersi. Poteva andare peggio, molto peggio! Incredibilmente, poi, ma in linea con uno stato emotivo assolutamente compromesso, Schettino abbandona la nave in anticipo rispetto ai passeggeri, tirandosi addosso la rabbia della Guardia Costiera ben rappresentata dal capitano di fregata<strong> Gregorio De Falco</strong> della Capitaneria di Porto di Livorno.<br />
I media, infatti, hanno trasmesso a più riprese i contenuti delle telefonate intercorse tra De Falco e Schettino, dove si notavano il piglio decisionista del primo e l’imbambolamento del secondo.<br />
In questa tragedia si sono viste le istituzioni preposte al soccorso intervenire con coraggio in una situazione pericolosissima dovuta al coricamento della nave su un fianco, così come la solidarietà degli isolani, l’eroismo di qualcuno dell’equipaggio e anche la corsa contro il tempo, tuttora in corso, per evitare un danno ambientale che potrebbe presentarsi con la fuoriuscita di gasolio dai serbatoi del mastodontico relitto.<br />
Dopo l’iniziale arresto il comandante Schettino è stato posto ai domiciliari. Saggia decisione. La pena la sta già scontando in termini d’immagine e di carriera stroncata e, ovviamente e con prevalenza su tutto, con il rimorso per quanto cagionato anche se in modo non intenzionale. Ha virato tardi Schettino! La nave è scivolata d’ala si direbbe in gergo aeronautico, mangiandosi così con lo scarroccio quei pochi metri necessari per evitare gli scogli.<br />
Comunque, attraverso questo breve preambolo volevamo far notare alcuni piccoli elementi di riflessione appena fuori dalle righe e dai cori, al di là di una cronaca che altri media e opinionisti già fanno molto bene  sull’avvenimento.<br />
Al primo inchino, cioè al primo passaggio sottocosta, o anche al secondo di una qualsiasi nave, se uno sconosciuto uomo in divisa avesse verbalizzato per competenze istituzionale questi comportamenti fuori sicurezza, probabilmente (non ne abbiamo la certezza) la tragedia si sarebbe evitata e i piroscafi sarebbero stati costretti a tenersi al largo per non incorrere in dure sanzioni amministrative. La realtà è che in tanti vedevano le navi “grattare” le cozze dagli scogli della rinomata isola senza battere ciglio, compresa la Capitaneria di Porto. Una certa indolenza per forza di fatto la si ipotizza.  Forse sarà la sproporzione tra la massa della nave e l’uomo in banchina…o forse la volontà di non fare un torto all’omaggiato o alle autorità locali… o forse un misto di tutto questo. Fatto sta, che esistono le leggi per evitare comportamenti inadeguati (disastri) e le istituzioni preposte a farle rispettare. Quindi, come in molte tragedie, sussiste probabilmente anche in questo caso una catena di responsabilità e di eventi che vanno oltre l’evidenza,  la determinazione e  la deficienza di certi personaggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/attualita/%e2%80%9ccosta-crociere-la-tragedia-del-transatlantico-concordia-sul-groppone-di-schettino%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Rischio Vesuvio: l’orlo calderico del Monte Somma è uno scudo protettivo che difende dalle eruzioni? Lo chiediamo al Professor Giuseppe Mastrolorenzo…” di MalKo</title>
		<link>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-l%e2%80%99orlo-calderico-del-monte-somma-e-uno-scudo-protettivo-che-difende-dalle-eruzioni-lo-chiediamo-al-professor-giuseppe-mastrolorenzo%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/</link>
		<comments>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-l%e2%80%99orlo-calderico-del-monte-somma-e-uno-scudo-protettivo-che-difende-dalle-eruzioni-lo-chiediamo-al-professor-giuseppe-mastrolorenzo%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 22:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rischio Vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[colate piroclastiche]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione 1631]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione 472 d. C.]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe mastrolorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[gran cono]]></category>
		<category><![CDATA[malko]]></category>
		<category><![CDATA[monte somma]]></category>
		<category><![CDATA[nubi ardenti]]></category>
		<category><![CDATA[orlo calderico somma]]></category>
		<category><![CDATA[ottaviano]]></category>
		<category><![CDATA[piani emergenza vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[professor mastrolorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[pyroclastic flow]]></category>
		<category><![CDATA[pyroclastic surge]]></category>
		<category><![CDATA[rischio Vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[san giuseppe vesuviano]]></category>
		<category><![CDATA[sant'Anastasia]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco sant'anastasia]]></category>
		<category><![CDATA[somma vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[zona rossa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistahydepark.org/?p=9414</guid>
		<description><![CDATA[Nell’area vesuviana il rumore di fondo da un po’ di tempo non proviene dalle viscere del noto vulcano, bensì dal sindaco del comune di Sant’Anastasia. Con enfasi il primo cittadino segnala come l’abbattimento dei fabbricati abusivi molto spesso danneggia le fasce più deboli della popolazione, col rischio che poi qualcuno potrebbe dedicarsi al malaffare per sopravvivere. Lo spunto per siffatta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-9415" title="vesuvio" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/vesuvio9-678x508.jpg" alt="" width="678" height="508" />Nell’area vesuviana il rumore di fondo da un po’ di tempo non proviene dalle viscere del noto vulcano, bensì dal sindaco del comune di <strong>Sant’Anastasia</strong>. Con enfasi il primo cittadino segnala come l’abbattimento dei fabbricati abusivi molto spesso danneggia le fasce più deboli della popolazione, col rischio che poi qualcuno potrebbe dedicarsi al malaffare per sopravvivere. Lo spunto per siffatta filippica indirizzata ad autorità e colleghi, proviene dalla cronaca che registra l’abbattimento di un capannone nel comune di <strong>San Giorgio a Cremano</strong>.<br />
Non molti mesi fa lo stesso sindaco dichiarò provocatoriamente che non bisognava fare figli nella <strong>zona rossa</strong>, in modo da dare pieno riscontro alle politiche preventive consistenti nello sfoltimento demografico del settore geografico dichiarato a rischio. Il primo cittadino poi, dando mostra di uno spirito d’iniziativa un tantino dissacrante contro la zona rossa, ebbe a realizzare pure una canzoncina canzonatoria, mettendo in parodia il testo della più nota rose rosse per te di  Massimo Ranieri.<br />
Le ferree limitazioni all’edilizia residenziale nell’area rossa dettate dalla legge regionale numero <strong>21 del 10 dicembre 2003</strong>, incombono e caratterizzano la plaga vesuviana che conta ben diciotto comuni a rischio per un totale di circa seicentomila abitanti. Molti cittadini però, non intravedono in questo disposto legislativo un baluardo logico per frenare l’incremento demografico che metterebbe altre persone in pericolo. Tutt’altro! La legge regionale è vista come un intollerabile freno allo sviluppo e all’economia della red zone: pensiero questo favorito dall’opera oratoria di navigati opinion leader locali.</p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-9416" title="vesuvio1" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/vesuvio11-678x568.jpg" alt="" width="678" height="568" />Le voci dei fustigatori del decreto regionale si alzano prevalentemente dal versante nord del<strong> Somma-Vesuvio</strong>. Costoro ritengono che l’orlo calderico del <strong>Monte Somma</strong> (a sinistra nella foto d’apertura), sia sufficientemente alto per porli al riparo da qualsiasi fenomenologia vulcanica proveniente, in caso di eruzione, dal cono del Vesuvio (sulla destra). Una convinzione che non regge tantissimo però, tant’è che l’eruzione del <strong>1906</strong>, pur non assurgendo a valori d’intensità pliniana, portò morte e rovina soprattutto nelle cittadine di<strong> San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, Sant’Anastasia</strong> e addirittura nella città di <strong>Napoli</strong>. Comuni questi, ubicati proprio sul versante in questione. I danni furono causati dai prodotti piroclastici di ricaduta (cenere, sabbia e lapilli) che, appesantendo le coperture dei fabbricati, causarono in alcuni casi lo sprofondamento dei solai. A San Giuseppe Vesuviano in particolare, per l’insolito sovraccarico crollarono molti tetti tra cui quello della chiesa entro cui si erano rifugiati tantissimi cittadini in preghiera che rimasero travolti e sepolti dalle macerie. Si contarono più di cento morti: una stele, alla stregua della più nota lapide di <strong>Portici</strong>, ricorda il tragico evento lanciando un monito ai posteri.</p>
<p style="text-align: center;"><em>IN<br />
S. GIUSEPPE VESUVIANO<br />
LO STERMINIO DEL VESUVIO<br />
NELLA NOTTE SENZA<br />
ALBA DELL’VIII APRILE MCMVI<br />
ATTERRAVA<br />
L’ORATORIO DELLO S. SANTO<br />
E CV FEDELI<br />
ACCORSI ALL’ALTO PERDONO<br />
FURONO PIETOSA MACERIE<br />
SIA QUESTA PIETRA<br />
SACRA MEMORIA AI VENTURI<br />
XXXI AGOSTO MCMXIII</em></p>
<p>Sono anni che nel settore orientale pedemontano del Somma-Vesuvio, si mormora contro la zona rossa e la legge regionale che sancisce (oggi un po’ meno), l’inedificabilità assoluta. Il motivo del malcontento è da ricercarsi nel mancato eldorado edilizio cui poteva essere sottoposta tale area che racchiude, rischio a parte, ancora spazi liberi e di sicuro interesse per gli speculatori e per coloro che cercano consensi elettorali.</p>
<p>Il versante marittimo (occidentale) invece, è “muto”, non per convinzione ma perché lì hanno già edificato dal dopoguerra in poi in modo giulivo e massiccio, esautorando tutti gli spazi a disposizione con una conurbazione asfissiante. Il risultato finale si misura in migliaia di persone addossate, con una qualità di vita prossima a quella di un termitaio. Ogni altra espansione risulta quindi impossibile lungo la linea del<strong> miglio d’oro</strong>, a causa dei limiti imposti  da barriere  tutte naturali come il  mare e i pendii  scoscesi e friabili  del  Vesuvio. Pur di non lasciare cazzuola e cemento allora, in questi “lidi” si accontentano delle opere pubbliche: difatti e in nome dell’interesse collettivo, si bruciano gli ultimi fazzoletti di terra rimasti.<br />
Da Sant’Anastasia dicono che mettere mano al cemento significherebbe anche garantire l’adeguamento antisismico dei fabbricati esistenti e fatiscenti. Non a caso e si sa, i terremoti rientrano tra i prodromi eruttivi. Probabilmente questi consolidamenti statici senza aumenti di volumetria potrebbero essere sicuramente autorizzati, ma non per sanare amministrativamente i fabbricati abusivi. D’altra parte chi mette in sicurezza la propria casa non  può chiedere una contropartita diversa dai benefici fiscali. Se dovesse passare questa logica, dovremmo offrire qualcosa pure a quelli che in auto non utilizzano le cinture di sicurezza …<br />
E’ bene che i cittadini sappiano che contro i terremoti e le profezie benevoli di certe commissioni (grandi rischi), ci si può anche difendere attraverso appunto l’adeguamento strutturale dei fabbricati. Purtroppo però, ciò non vale per le temibili <strong>nubi ardenti</strong>, che potrebbero caratterizzare le eruzioni esplosive, come quella presa in esame (<strong>1631</strong>) dal comitato scientifico che ha tracciato i possibili scenari massimi eruttivi del Vesuvio. Contro le <strong>colate piroclastiche</strong>, infatti, non c’è modo di difendersi, se non attraverso l’allontanamento preventivo nel momento in cui si avvertono o si segnalano le prime avvisaglie pre-eruttive.<br />
Per dare una risposta eloquente a quanti si pongono dubbi sulla reale utilità dell’orlo calderico del Monte Somma, in termini di difesa passiva a fronte di una possibile eruzione del Vesuvio, chiediamo al Professor <strong>Giuseppe Mastrolorenzo</strong>, ricercatore ed esperto vulcanologo, un parere nel merito.</p>
<p><strong>Professore, il Monte Somma dovrebbe essere un baluardo, una sorta di diga per tutto quello che scivola dalle pendici del Vesuvio: è così?</strong></p>
<p>Il<strong> Monte Somma</strong> così com’è rappresenta certamente una barriera naturale atta a deviare eventuali colate laviche che potrebbero scaturire dal cratere del Vesuvio o dalle bocche eruttive che potrebbero originarsi sui versanti del <strong>Gran Cono</strong> in caso di eruzione.  I territori a Nord del Vesuvio però, non avrebbero alcuna protezione per quanto attiene la pioggia di cenere e lapilli e i flussi piroclastici.  Al riguardo dobbiamo rilevare che i mass media e talvolta anche alcuni operatori del rischio vulcanico, hanno contribuito a creare false certezze.<br />
In effetti, le evidenze vulcanologiche come gli studi sul campo, dimostrano come i comuni a Nord del Somma siano a rischio almeno quanto quelli della fascia costiera. Basti pensare che buona parte delle conoscenze sulla storia eruttiva passata del Somma-Vesuvio, si basano sugli studi dei prodotti vulcanici (strati di ceneri e lapilli) depositatisi nel corso dei millenni in questi luoghi, eruzione dopo eruzione.<br />
Tutte le evidenze geologiche mostrano come il territorio a Nord del Somma, fino a una distanza di oltre 20 km dall’orlo dell&#8217;antico edificio vulcanico, sia stato devastato molte volte da eruzioni <strong>sub-pliniane</strong> e <strong>pliniane</strong>, e in alcuni casi anche da eventi di minore intensità. Ad esempio, in una mia ricerca sull&#8217;eruzione sub-pliniana avvenuta nel <strong>472 </strong>dopo Cristo, ho rilevato la totale distruzione dei centri abitati di epoca romana localizzati sui versanti a nord del Somma, con danni in tutta la piana fino ai territori di Pomigliano D&#8217;arco, Acerra, Nola e Sarno. L&#8217;intera area in esame, dopo un parziale seppellimento dovuto a una spessa coltre di cenere e lapilli, fu soggetta poi a vaste inondazioni e frane, quali effetti secondari dell&#8217;eruzione. Alcune zone furono coperte da depositi piroclastici e fangosi dell&#8217;ordine di 10 metri di spessore.<br />
Quello dell&#8217;eruzione del<strong> 472 D.C</strong>. è l&#8217;esempio più eclatante su come siano poco fondate le rassicurazioni circa la protezione offerta dal Monte Somma ai paesi limitrofi a quel versante, anche se molti altri eventi eruttivi documentati nelle stratigrafie geologiche, evidenziano coerentemente  l&#8217;elevato livello di pericolosità del settore geografico in dsicussione.<br />
Quest&#8217;area quindi è esposta al rischio di accumulo di spessi strati di cenere e lapilli, quali prodotti di ricaduta, perché le colonne eruttive possono raggiungere  altezze di qualche decina di chilometri sul cratere, rispetto alle quali il dislivello di alcune centinaia di metri dell&#8217;orlo del Somma, non servirebbe  a riparare alcunché. Infatti, il materiale piroclastico sbalzato in alto dall’eruzione, cadrebbe con traiettorie balistiche sia dentro (Atrio del Cavallo – Valle dell’Inferno) sia fuori dai contrafforti del Monte Somma.<br />
Più complessa invece è la spiegazione per quanto riguarda i flussi piroclastici (<strong>pyroclastic flow e pyroclastic surge</strong>). Questi in realtà, non di rado derivano dal collasso ad alta quota delle colonne eruttive che poi avanzano con fronti spessi decine o centinaia di metri, che si espandono ulteriormente per l&#8217;inglobamento di aria che, raggiungendo a sua volta alte temperature, migliora ulteriormente la mobilità dei flussi.<br />
Simulazioni al computer che abbiamo sviluppato sulla base delle conoscenze vulcanologiche e delle equazioni che controllano la mobilità dei flussi piroclastici, dimostrano come non esistano zone sicure intorno al Vesuvio.<br />
L&#8217;unica certezza di salvezza nel caso di una possibile eruzione è la totale evacuazione di un&#8217;area estesa almeno<strong> 20 km</strong> dal vulcano. Qualsiasi altra soluzione sarebbe comunque un puro azzardo, e purtroppo l&#8217;attuale piano di emergenza, basato non sul massimo prevedibile e conosciuto, ma su un evento intermedio (1631), costituisce un rischio permanente per la collettività.</p>
<p><strong>Le cittadine di Sant’Anastasia e di Somma Vesuviana, in caso di eruzione simile a quella massima preventivata del tipo 1631, sostanzialmente a cosa andrebbero incontro in termini di pericolo?</strong></p>
<p>Ovviamente Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, come tutti i comuni a nord del Somma, sono esposti a un elevato livello di rischio in caso di eruzioni esplosive. In particolare, in queste zone a causa dell&#8217;elevata pendenza dei versanti, agli effetti primari dell&#8217;eruzione (caduta di lapilli e flussi piroclastici), si aggiungerebbero quelli secondari (lahar, inondazioni, frane), indotti dall&#8217;accumulo di materiale incoerente sui versanti del vecchio vulcano.</p>
<p><strong>E’ poco probabile che sui versanti del Monte Somma si possano aprire bocche eruttive?</strong></p>
<p>Sulla base della storia eruttiva del Somma-Vesuvio, e per il quadro vulcano-tettonico esistente, l&#8217;apertura di bocche sul versante nord del Somma è improbabile. In ogni caso l&#8217;eventuale attivazione di un settore, inattivo da migliaia di anni, sarebbe preceduto molto probabilmente da rilevanti fenomeni precursori.</p>
<p><strong>Cosa ci dicono i parametri fisici e chimici del Vesuvio per l’anno che è appena passato?</strong></p>
<p>Nel corso del 2011 non si sono verificate modificazioni apprezzabili nei parametri meccanici e chimico fisici, rilevati dalla rete di monitoraggio. E&#8217; stato un anno geologicamente tranquillo, ma come ho sottolineato in altri casi, non ci sono ragioni per stare del tutto rilassati sotto il Vesuvio. La tranquillità può essere costruita solo con un adeguato livello di preparazione delle autorità e della collettività a fronte di una possibile crisi vulcanica che, come spesso ho sottolineato, potrebbe manifestarsi tra secoli o decenni, o anche domani…</p>
<p>Come sempre la redazione ringrazia il Professor <strong>Giuseppe Mastrolorenzo</strong> per l’importante contributo scientifico che ci ha assicurato, tutto volto a fare chiarezza su alcuni punti importanti legati al rischio Vesuvio.<br />
Alcune riflessioni sono d’obbligo. Come tutte le barriere che non arginano ma deviano, anche nel caso delle colate laviche potrebbe esserci in ultima analisi qualche paese risparmiato grazie alla naturale barriera del Monte Somma e qualche altro ancora votato per orografia e posizione geografica a ricevere puntualmente, speriamo mai,  materiale lavico incandescente.<br />
Inoltre, visto che l’orlo calderico del Somma non è una pensilina acclivata, abbiamo capito che i comuni a ridosso del vecchio monte vulcanico non sono al sicuro in caso di eruzioni esplosive, tanto dalla pioggia di lapillo quanto  dalle nubi ardenti.<br />
In termini d’informazione corretta e puntuale bisognerebbe dire a chiari lettere che contro le colate piroclastiche, fenomeno imprevedibile e distruttivo al massimo, non c’è riparo. In termini di prevenzione invece, risulterebbe certamente proficuo ogni intervento atto a consolidare le abitazioni dai sussulti sismici. Sarebbero poi parimenti utili, tetti spioventi (per evitare accumuli) e vie di comunicazioni larghe che si irradiano in modo diametralmente opposto al cratere con larghezza crescente. Tutti interventi insomma, che andrebbero nella direzione della prevenzione con significativi spiragli di lavoro per le imprese edili locali. L’aumento del numero di abitanti invece, non farebbe che accrescere i livelli di rischio che, ricordiamo, potrebbero anche assurgere a livelli di inaccettabilità. Parametro quest’ultimo che discende anche dalla cultura, dal progresso  e dalla emancipazione di un popolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rivistahydepark.org/rischio-vesuvio-campania/%e2%80%9crischio-vesuvio-l%e2%80%99orlo-calderico-del-monte-somma-e-uno-scudo-protettivo-che-difende-dalle-eruzioni-lo-chiediamo-al-professor-giuseppe-mastrolorenzo%e2%80%a6%e2%80%9d-di-malko/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

