“Chanel: un mito al di là del tempo” di Francesco Balestri

Chi non ha mai sentito nominare almeno una volta il nome Chanel? Uno dei marchi forse più conosciuti al mondo quando si tratta di moda. Ma quanti davvero conoscono il personaggio che ha dato il via alla più elegante ed esclusiva maison parigina, Gabriel Chanel?
C’è chi pensa che la fama di una persona giunga nel momento in cui pronunciando quel nome il mondo intero sappia di chi si sta parlando, ma non dimentichiamoci che non sempre si nasce nel posto giusto al momento giusto.
Gabriel Bonheur Chanel, questo il suo nome per esteso, nasce a Saumur in uno ospizio per i poveri il 19 agosto 1883 da una famiglia per niente benestante, madre casalinga e padre venditore ambulante. Dopo la morte della madre il padre, non potendosi permettere il mantenimento dei bambini, abbandona i due fratelli maschi alle cure dei nonni e affida invece le 3 sorelline Chanel alle suore del convento di Aubazine. Gabriel resterà per sempre segnata da questa esperienza trasferendo i colori e l’austerità del convento nelle sue creazioni.
Dopo aver compiuto i 18 anni Gabriel e Julie escono dal convento e vengono indirizzate presso una scuola di avviamento professionale a Notre Dame e successivamente trovarono impiego a Moulin presso una famosa maison di maglieria. Qui Gabriel apprende e affina l’arte del cucito.
Per arrotondare il salario aveva un lavoretto serale presso uno dei numerosi Cafè di Moulin come cantante. Questo lavoro le fece acquistare il soprannome di Cocò grazie a una canzonetta dal titolo Qui qu’a vu Coco? Il destino volle che una sera entrasse al Cafè Etienne de Balsan, il primo amante e finanziatore di Gabriel, figlio di tessitori e ufficiale di cavalleria, che gli propose di fuggire con lui nella sua tenuta a Royallieu dove addestrava cavalli. In questa ambientazione equestre sviluppa la sua creatività, incoraggiata da Etienne che le permette di utilizzare il suo appartamento parigino per la creazione di semplici cappellini in paglia, in un epoca in cui la moda dettava tutt’altro. La semplicità è sempre stata la sua poetica.
Durante il soggiorno a Parigi Gabriel conosce l’amore della sia vita, colui per cui sarà disposta a tutto: Arthur “boy” Chapel, un facoltoso industriale. I due si innamorano a prima vista e dopo la rottura con Etienne, andarono a vivere assieme. Poco tempo dopo Chanel apre il suo primo negozio al numero 21 di Rue Cambon. Chanel e Boy non si sposarono mai, lei troppo legata al lavoro e lui troppo legato al loro divario sociale.
Il negozio nel frattempo era ben avviato e adesso insieme ai cappellini si vendeva anche qualche gonna e vestito.
Un secondo negozio fu aperto a Deauville, famosa località balneare per gente facoltosa, dove Chanel ispirandosi ai marinai realizzò maglioni col medesimo scollo e la medesima praticità. Il successo fu totale con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1914) quando le signore ricche in fuga dalle grandi città potevano fare spese in totale tranquillità.
Nel 1916 la rivoluzione. Chanel compra uno stock di jersey utilizzato fino a quel momento per la realizzazione di biancheria e inizia la creazione di abiti con questo tessuto venduto a prezzo stracciato.
Qualche tempo dopo Boy si sposa, ma nonostante questo decide di non interrompere la sua frequentazione con Chanel. Nel 1919 nella notte tra il 22 e il 23 dicembre Boy, in viaggio verso Cannes, ebbe un grave incidente d’auto in cui perse la vita. Chanel corse sul luogo, arrivando un paio di giorni dopo. Ciò la gettò nella disperazione che sfogò buttando anima e corpo nel lavoro e creando il famosissimo tubino nero. “Ho vestito a lutto il mondo intero” queste le sue testuali parole.
Al seguito fu costretta a chiudere la sua attività per poterla riaprire solo più tardi a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ma ormai il successo era inarrestabile…
Questi sono solo alcuni dei numerosi avvenimenti che hanno influito sulla vita Chanel. Eventi più o meno tristi, sofferenze, perdite. Ma una cosa è certa, dietro lo sfarzo e il lusso che la nota casa di moda si porta dietro adesso, c’è stata una grandissima donna, con una carattere determinato e forte  che non ha permesso a niente e nessuno di buttarla giù.
Adesso i tempi sono cambiati e dal 1983 è Karl Lagerfeld ad avere i diritti sulla maison parigina, ma nonostante questo i capi Chanel sono ancora famosi in tutto il mondo, il profumo n°5 è ancora il più costoso e gettonato che possiamo trovare in profumeria, la 2.55 è da sempre la it-bag che tutti vorrebbero avere nel proprio armadio.
Gabriel Chanel ha saputo essere sempre all’avanguardia, sfruttare ciò che aveva per le mani, guardarsi intorno, e andando contro le convenzioni ha liberato la donna da tutta quella serie di abiti che costringevano il corpo femminile in una gabbia. Chanel ha liberato il corpo femminile, l’ha emancipato, creando qualcosa che potesse essere pratico, attraente ed elegante senza tutti quegli orpelli a cui erano abituati i parigini. Ha rivoluzionato il mondo della sartoria utilizzando stoffe mai utilizzate prima, ha realizzato pantaloni da cavallerizza quando erano solo gli uomini a potersi permettere di indossarli e ha donato praticità e confort.
Per avere stile basta solo la semplicità. Questo ci ha insegnato mademoiselle.

BLOG di Francesco Balestri: http://rano83.blogspot.com

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