“Ciaobanana” di Giuliano Iovane

ciaobananaZveza è una ragazzina Rom di tredici anni. Zveza, alla morte della madre, è diventata la donna di casa, responsabile d tutto, ma continua a svolgere il proprio lavoro ai semafori di MILANO. Il semaforo, per la bimba, è ciò che rappresenta la vita, la prigione e la libertà:il rosso significa dover lavorare, passando tra le macchine mostrando il proprio cartellone –coloratissimo – chiedendo la carità; il verde rappresenta il riposo. Zveza paragona, in maniera efficace e significativa, il semaforo alla scuola che frequentano gli altri ragazzi, quelli diversi da lei, quelli “ normali “. Zveza non ha amici,  a parte quelli del campo, quelli che incontra tutte le sere attorno al fuoco – quando fantastica dando corpo alle proprie immaginazioni facendole interpretare dalle fiamme – ed a parte un ragazzo che quotidianamente passa dal semaforo, accompagnato dalla madre per andare a scuola. Invero è anche amica di un fruttivendolo ma è un’amicizia singolare quella che dà titolo al libro. Ogni giorno passa dal negozio e lo saluta con un “ ciao” al quale,puntualmente, corrisponde il regalo di una banana: ecco, ciaobanana. Zveza a tredici anni deve sposarsi, il padre ha concordato con un’altra famiglia Rom la  “ cessione “. Il giorno in cui deve conoscere il suo sposo scappa dal campo.
Giulia. Giulia è una donna in carriera, una ginecologa benestante, reduce da una serie di disavventure familiari. Giulia è indagata del sequestro e dell’omicidio di alcune  bambine Rom. Viene interrogata dalla polizia e racconta tutta la sua storia, una storia complessa, avventurosa, piena di esperienze e di paure.  Giulia rivelerà ai poliziotti di essere stata una Rom e di essersi chiamata ZVEZA. Ecco, due personaggi,ma dei due, qual è quello vero? Giulia/Sveza:  uguali ma diverse o diverse ma sempre uguali? Ecco un parallelismo: in Blade Runner, film notissimo nei primi anni ottanta, il capo dei replicanti, alla fine del film sta per morire e racconta, alpolizitto che lo insegue, la sua vita e dice, ad un certo punto, più o meno: i mei occhi hanno visto cose che voi umani…… Ecco, Giulia/ Sveza, i cui occhi hanno visto cose che gli umani “ normali “ non vedranno mai o, comunque, mai tutte insieme.  La vita nel campo ed al semaforo ( bellissima, come detto, la metafora che fa del semaforo la prigione di Zveza ), a fuga, le stazioni, il ritrovamento, la nuova famiglia ed il legame, a tratti indissolubile, con la prima, lo studio, il lavoro, il prestigio e poi la follia, la nuova vita e il non sapere quasi mai se lei è l’una o l’altra. E ancora: l’incidente e la seconda figlia, gli indizi, il carcere, i processo, il criminologo Fumarotti e le sue contraddizioni, la fine….
Già, due libri in uno, narrativo il primo, giallo il secondo ed una sensazione – provata una sola volta per un libro di Forsythe – : ed ora cosa succede? E la ricerca personale del lettore: chi sarà l’assassino? Davvero Giulia? O suo marito, oppure l’amico di famiglia o addirittura il Questore? O chi altri?
Un libro da leggere, un libro sulla diversità perché racconta la storia di una persona due volte diversa, la prima dal sentirsi Rom, la seconda dall’essere “ non Rom” in un mondo Rom.  Sensazioni e pensieri, ecco quello che, secondo me, deve trasmettere una storia di segni su fogli rilegati. Giuliano IOVANE ce l’ha fatta, il libro va letto!

Recensito da Eustachio Agricola

Submit your comment

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

Hyde Park © 2017 All Rights Reserved

http://www.rivistahydepark.org

Theme by Marco Savarese

Powered by Marco Savarese