“La fine del mondo e il paese delle meraviglie” di Haruki Murakami

Non so se sono io che mi faccio influenzare o se abbiamo un modo simile di vedere le cose o, infine, se il destino vuole così: insomma va sempre a finire che mi capita di leggere Murakami proprio in momenti in cui mi sento uguale ai personaggi della storia.
Non sono un cibermatico e non sono coinvolta in un complotto (almeno che io sappia), non sono nemmeno una bibliotecaria o una grassa ragazza vestita di rosa, ma dentro di me qualcosa stava scattando, già prima di cominciare il libro: qualcosa che mi sta portando a recuperare tutte le cose perse.
Leggendo non facevo che lasciarmi invadere dalla sensazione di essere sempre più a metà: a metà tra questo mondo e un altro che ho dentro, dove tutto è ancora intatto.
E forse, un po’ come la bibliotecaria, anch’io ho perso il mio cuore e cerco di trovare un senso, di capire, di tornare a sentire. Anch’io sto leggendo sogni con fatica e dolore agli occhi per trovare un capo e una coda a questa storia.
Mi mancano gli unicorni, quelli sì, purtroppo.
Mi dovrò accontentare delle capre.

Recensito da Giulia Battistolo

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