“La moda per le strade di Londra” di Francesco Balestri

Londra è da sempre una città che evoca un intero mondo non appena si pronuncia questo nome. Famosa per il teatro, i numerosi monumenti e lo humor britannico, ma di recente, durante uno dei miei soggiorni londinesi, non ho potuto fare a meno di buttare un occhio allo sfavillante mondo della moda che imperversa per quelle strade.

Ciò che spesso non facciamo è proprio guardare quello che ci è più vicino, accanto a noi. E la moda è proprio uno di questi aspetti, così vicina eppure così sottovalutata come qualcosa da poter osservare.

A Londra ciò che da subito, appena sceso dall’aereo e poi in modo molto più chiaro, mi è saltato a gli occhi è che apparentemente gli inglesi siano privi di moda. Con questo non voglio dire che nessuno abbia abiti firmati o che non siano riconoscibili stili diversi, dico solo che, contrariamente all’Italia, tutto ciò è meno visibile.

Da quando mi interesso di moda mi ero fatto un po’ l’idea che una grande città come Londra avesse molte persone “alla moda”, soprattutto nel centro (Piccadilly Circus, Oxford street, Soho) però ho dovuto ricredermi. Dopo qualche pomeriggio che vagabondavo amichevolmente per quelle strade ho notato che nessuno era vestito in modo simile all’altro. Mi spiego. Chi la mattina presto si avviava verso la metro per recarsi sul posto di lavoro era chiaramente riconoscibile per l’abito elegante fatto di scarpe di vernice nera, camicia con cravatta e giacca in coordinato; gli studenti o comunque i giovani avevano perlopiù sneakers, pantaloni corti o lunghi e la classicissima t-shirt ideale per i mesi estivi. L’abito (o capi d’abbigliamento) connotavano la tipologia e l’età ma non etichettavano nessuno. E proprio questo era il bello. Il potersi sentire a proprio agio in un paese straniero e riuscire a confondersi tra quelle persone.

L’Italia invece, non essendo così all’avanguardia rispetto a gli altri paesi europei, fa un po’ da imbuto e raccoglie, con un ritardo spesso imbarazzante, le mode e il lifestyle degli altri paesi senza proporre mai qualcosa che ci appartiene in prima persona.

Molti dei più famosi stilisti mondiali sono italiani è vero, ma il mio paragone verte sulla moda alla portata di tutti, non quella della passerella. Londra ha un grande potenziale, è una grande città, un sacco di turisti ogni giorno, e dei ritmi completamente diversi dai nostri (basti pensare a gli orari di lavoro) quindi è ovvio che abbia maggiori stimoli per tutti quanti da tutti i punti di vista. Ciò non toglie che pur essendoci lifestyle diversi non capita mai di vedere persone vicine che portano lo stesso cappello allo stesso modo, la t-shirt con lo stesso logo, la solita borsa probabilmente comprata lo stesso giorno alla stessa ora.

Nelle nostre città troppo spesso le persone si notano per questo motivo, non più per l’originalità degli abiti che portano, ma per la loro serialità. Moda non vuol dire essere tutti uguali e privarsi così della propria personalità e del proprio stile, bensì sviluppare il proprio modo di essere attraverso quello che ci fa stare bene. Proporre quindi qualcosa di diverso e stimolante andando anche fuori dagli schemi credo possa essere un modo in più per farsi notare ed essere un rivale più temibile per la concorrenza. Da Londra, per esempio, possiamo imparare, non solo assorbire

1 comment on this postSubmit yours
  1. Qui a Londra è così come l’hai raccontata, sto a Brick Lane e la moda qui è pazzesca

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