“Le eroine dell’antichità” di Elena Romanello


Per secoli assenti dalla Storia ufficiale, le donne si sono ritagliate uno spazio sempre maggiore grazie agli studi di genere dagli anni Sessanta in poi, scoprendo che anche nel mondo antico c’erano donne che lavoravano, studiavano, a volte combattevano, spesso creavano come artiste. Tutto un immaginario si sta rimpossessando di queste donne, oltre agli studi storici, e se i due nomi che vengono subito in mente sono Valerio Massimo Manfredi con i suoi romanzi L’ultima legione e L’armata perduta e il serial televisivo Xena, in questi ultimi due anni alcune proposte editoriali uscite nel nostro Paese danno molto spazio al girls’ power di sapore antico.
Voci discordanti danno dubbia o meno la presenza di donne nell’arena, non certo con i numeri di quella maschile: La gladiatrice di Russel Whitfield, edito da Aliberti, visibilmente grande appassionato di Xena e delle supereroine, racconta l’epopea di una collega di Massimo Decimo Meridio, Lysandra, sacerdotessa greca che finisce dopo un naufragio nel giro di schiave destinate al combattimento, in mezzo alle quali nasceranno amori e odi mortali, prima e dopo i duelli in arena. Nelle pagine di un romanzo che forse carica leggermente la Storia, visto che la presenza delle gladiatrici non era comunque costante a Roma mentre era più diffusa nelle aree di confine, tra colpi di scena e passioni che sembrano arrivare dai peplum ottocenteschi oltre che dai film romani anni Sessanta e da Xena, si scopre un ritratto di eroina spietata ma con una sua etica, che lotta per sopravvivere, ritrovando poi se stessa, con sullo sfondo un Impero romano composito di genti diverse e di tradizioni spesso in contrasto. Un buon modo se non altro di riappassionarsi alla Storia di un’epoca di cui spesso si hanno ricordi scolastici confusi e ostici, più ancora che verso altre epoche.
Ancora l’impero romano e ancora la protagonista di una saga, con Auriane, protagonista della saga de La Luce del Nord, proposta da Aliberti in tre volumi. Auriane, principessa germanica sulla cui nascita incombrono oscuri presagi, crescerà, diventerà schiava e combattente, sarà amata da un romano, sullo sfondo delle dinastie di imperatori tra Nerone e i suoi successori. Ricostruzione storica molto accurata, con il fascino di un’epoca crudele ed ammaliante, e la rappresentazione delle ragioni e dei torti di Roma e dei suoi rivali, a cominciare dalle popolazioni germaniche e celtiche. Una saga che comunque non sfrutta la facile moda per i Celti contemporanea, e che mescola magia e Storia, passioni ed intrighi, per un pubblico vasto, da chi ama il romanzo storico a chi cerca avventura, magia e amore, con un largo respiro, visto che sono tre romanzi voluminosi.
Venendo più in qua come epoca storica, si trova I Longobardi La grande marcia di Sabrina Colloredo, edito da Fanucci, anche qui primo libro di una saga che racconta l’avanzamento del popolo longobardo verso l’Italia. Romanzo corale, tra Storia e leggenda, con richiami ad antiche tradizioni, presenta una galleria di donne molto interessanti, come la famosa Rosmunda, moglie infelice di Alboino, la principessa ribelle Alpsuinda, la sacerdotessa Rodelinda, e dalla parte avversa le giovani Isabella e Ignatia. Da questo libro, più ancora che dagli altri due, pur godibilissimi, emerge l’importanza che avevano le donne nelle società di allora, non solo come sottomesse agli uomini, ma come donne di potere, religioso e politico, combattenti, lavoratrici.
Queste storie di oggi possono servire a ricordare le tante Lysandra, Auriana, Rodelinda e Alpsuinda sperse nei meandri della Storia, dove erano comunque tante, anche se per secoli dimenticate dalla storia ufficiale e ricordate a mala pena dalle leggende.

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  1. Ottimo articolo!

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