“Lo Specchio di Venere” di Giorgio Camporese

Lo Specchio di Venere mi è capitato tra le mani durante uno dei miei quotidiani viaggi in treno verso l’ospedale di Mestre, dove lavoro. Il titolo mi ha incuriosito e ho iniziato a leggerlo con interesse, forse anche per i miei ruoli di medico, mamma e donna.
Il tema dell’universo femminile, spesso sconosciuto a noi stesse, mi è sembrato un argomento non facile.
Certamente è impegnativo parlare di donne, quando ognuna di noi è già un universo a sé, si può cadere nella banalità, perché del mondo femminile è infarcita la televisione e la carta stampata. Forse una certa difficoltà può essere dovuta anche a motivi storici e culturali, considerando quanto la storia sia carica di ferite inferte alla donna, alcune delle quali drammaticamente ancora aperte: il tono su questi temi può avere sfumature di aggressività, in altri casi si tiene sulla difensiva, o porta a rifugiarsi in sogni che poco hanno a che vedere con la realtà.
L’Autore non cade in nessuna di queste trappole e in modo secondo me sorprendente, riesce a costruire, a piccoli passi, un discorso sulla Donna, dove tutto è…Armonia. Ogni pagina infatti è un tassello che si fonde con ciò che la precede e la segue per far scoprire al lettore come ogni aspetto dell’interiorità o del corpo femminile sia a servizio degli altri in un progetto che unisce la conoscenza alla meraviglia, al mistero.
Della donna si indagano la biologia, la fisiologia, la psicologia senza quasi distinzione, perché tutto concorre a formare quella che Egli definisce “Il respiro del mondo e la voce dell’Anima”, la donna.
Eppure il tono è quasi leggero, colloquiale, inframmezzato da episodi e da ricordi della vita dell’Autore, ma anche ricco di citazioni che ci fanno scoprire la saggezza antica dei greci così come quella dei poeti e dei cantautori: sembra di scoprire dietro ogni capitolo tanti altri capitoli nascosti, come in una inaspettata sorprendente matrioska.
Alcune tematiche mi hanno particolarmente colpito: sono quelle di cui si sente parlare troppo spesso con toni polemici e ideologici, l’aborto, la fecondazione in vitro… Affascina la pacatezza del linguaggio insieme alla completezza della trattazione, approfondita negli aspetti medici, dove prevale l’attenzione a colei che di fronte a queste scelte, piene di sofferenza indicibile, ha bisogno di essere prima di tutto informata e poi accompagnata e accolta, più che giudicata o usata come uno slogan ideologico. Le parole di Giorgio riescono a farci vivere tutto il dramma di queste donne-madri, verso le quali spesso manca proprio la cosa più preziosa: un attento e profondo ascolto.
Egli entra anche in punta di piedi nel mondo della psicanalisi e delle emozioni. Il tema è difficile, ma qui diventa comprensibile e affascinante. Non solo, aiuta a essere consapevoli della ricchezza delle emozioni e del senso che hanno nella nostra vita, della necessità di accoglierle e gestirle senza rifiutarle o negarle.
Di fronte a un libro così ci si ritrova inevitabilmente a contemplare tutta la ricchezza della vita vissuta al femminile e credo che se da una parte in tanti lettori nascerà uno sguardo nuovo verso la Donna, nelle lettrici possa nascere la piena consapevolezza del loro inestimabile valore di Persone e il desiderio di conquistare la vera libertà di gustare l’esistenza. Grazie Giorgio!

www.lospecchiodivenere.eu

Recensito da Elena Cracco

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