Maria Tosa “Scarabocchi dell’anima” di MalKo

Nascere nel paesino che diede i natali a Cesare Pavese vorrà pur dire qualcosa. Maria Tosa ha avuto la fortuna di nascere proprio lì, a S. Stefano Belbo in provincia di Cuneo, quarantasei anni fa. La giovane Maria condurrà una vita serena e gioiosa fino all’età adulta e, parlando di se dice: << Fin da piccola ho considerato lo scrivere come una necessità interiore, per dare spazio a quei sentimenti che si fanno parole gentili che poi come neve bruna fioccano sulla carta immacolata. Anche se, devo dire, ho sempre avuto un grande pudore a divulgare quello che scrivevo e scrivo>>. Una passione quindi quella per la scrittura, che sembra caratterizzare le età della sua vita: << Conservo diari pieni di versi adolescenziali, di raccontini scritti nei lunghi pomeriggi estivi, quando seduta all’ombra del pioppo, mi lasciavo sfinire dal frinire continuo delle cicale. Amavo perdermi in quella solitudine che solo le disperazioni giovanili riescono a rendere totale…. Grazie alla scrittura però, riuscivo a mediare quei sensi di sconforto con la consolazione>>.
Già! Riversare parole su fogli bianchi, per Maria è stato sempre un mezzo insostituibile per conoscere se stessa, perché le parole, quelle profonde, sgorgano dall’anima e ci consentono allora di operare un’introspezione capace di generare forza e serenità. Elementi preziosissimi questi, per affrontare prove e superare dolori ben più grandi di quelli giovanili.  Per me scrivere è, prima di tutto, un’esigenza personale, dice: << Mi serve per riordinare le idee, per dare sostanza ai pensieri. Lascio fluire le parole, le osservo rincorrersi, le lascio depositare e rimango ad osservarle mentre si tengono per mano…>>.
Scrivere come vivere… resta però, nel suo carattere, quella sorta di reticenza interiore nel diffondere ciò che scrive. Un piccolo spiraglio divulgativo si aprirà quando decide di avvicinarsi al mondo del social network. S’iscrive a facebook in un freddo pomeriggio invernale, ma quasi con disinteresse. Non credeva alla possibilità di veder nascere amicizie virtuali importanti, ma il destino aveva in serbo per lei una grande sorpresa: Guido Passini. <<Guido è un ragazzo di trentadue anni e lotta sin dalla nascita per conquistare quel respiro quotidiano che tutti noi diamo per scontato: è ammalato di Fibrosi Cistica. Un incontro che mi ha cambiato la vita dirà…un incontro che ha avuto la capacità di convincermi a schiudere i  miei  taccuini per lasciar volare via qualche verso che mi racconta…  >>.
Parlando di scrittura: << Ho ancora delle grosse difficoltà a chiamare “poesie” molte delle cose che scrivo. Preferisco pensare alle parole che si adagiano tra le righe come “scarabocchi dell’anima“: avevo intitolato proprio così il mio diario da ragazzina. Era un piccolo diario con la copertina rigida, color lavanda. Aveva un lucchetto sul bordo, con una piccola chiave che conservavo nell’astuccio di scuola. Su quel diario scrivevo frasi che appartenevano solo a me: parole intrise di gioia e malinconia, come gli umori universali. Consegnavo a quei fogli le mie illusioni, e i sogni acerbi di una ragazzina che forse non ha mai creduto fino in fondo nelle sue possibilità… >>.
Maria Tosa è una persona ottimista, allegra e solare. Un misto di forza e di fragilità. Di gioia di vivere e di malinconia. E tutto questo corrisponde esattamente a quella prosa che sembra sgorgarle direttamente dal profondo del cuore e in punta di piedi e nell’ombra, per non rivelare a chicchessia la propria nuda e timida essenza di scrittrice…



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3 total comments on this postSubmit yours
  1. Lo sforzo per vincere la tua naturale riservatezza si evince tutto. Complimenti comunque… bella la foto e anche le cose che scrivi…

    • Veramente…il merito va alla redazione e a Malko, per la loro grande professionalità! Grazie di cuore…

  2. Mi ritrovo molto nella tua riservata voglia di raccontare i tuoi pensieri attraverso le parole scritte. Sono felice di averti incontrata qui. A presto.

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