“Tra il Sacro ed il Profano: Viaggio nella Spagna durante la Semana Santa” di Giancarlo e Claudio Chesi

Apriamo la rubrica dei diari di viaggio con un itinerario tanto intenso quanto affascinante. Andremo alla scoperta della terra Iberica, con un occhio di riguardo per l’Andalusia (che durante le feste Pasquali si trasforma in un luogo insolito, caratterizzato da pompose processioni e confraternite in festa) e per Madrid, l’affascinante Capitale Spagnola.
Prenotiamo il volo con circa 3 mesi d’anticipo, avendo trovato una buona offerta che non ci lasciamo scappare: Partiremo con un Volo CLICKAIR (compagnia low cost spagnola) tratta NAPOLI-BARCELONA, data: 08 APRILE 2009 ore 13.20; da lì affitteremo una macchina e gireremo buona parte della Spagna, fino ad arrivare a Madrid, città nel quale il 16 Aprile alle 07.00 prenderemo il volo di ritorno con Vueling alla volta della nostra Napoli.
Il viaggio è un’occasione per passare la vacanze Pasquali con alcuni nostri parenti spagnoli che vivono ad Alicante, tra cui il caro Antonio (alias “l’Ispanico”).

GIORNO 1: MERCOLEDI 8 APRILE 2009 – “L’ESTENUANTE VIAGGIO NAPOLI-BARCELONA-ALICANTE”
È finalmente arrivato il giorno della partenza! Ci presentiamo all’aeroporto di Capodichino con 2 ore d’anticipo per evitare di avere problemi al check-in.
Partiamo con 15 minuti di ritardo, ma non a causa della compagnia aerea, bensì dell’aeroporto visto che il bus che deve portarci in prossimità dell’aereo tarda ad arrivare. Notiamo che le hostess dell’aereo sono poco carine ma molto gentili e simpatiche. Unico problema: non parlano una cicca di inglese! Meno male che Claudio c’è (ha studiato spagnolo per un paio d’anni)!!!!
Il volo dura 1 ora e 40 minuti circa, e Claudio ironizza sulla rapidità del viaggio: “Il tempo VOLA!!!”. Il servizio bagagli è efficientissimo ed in pochi minuti ritiriamo i nostri effetti personali. Affittiamo una macchina con la compagnia Europcar, e partiamo alla volta di Alicante dove raggiungeremo L’ Ispanico e sua moglie. Ci aspettano circa 500 km di autostrada, e chissà quando arriveremo!
Le autostrade spagnole sono nuovissime, costruite prevalentemente nell’era post-Franchista (quindi dopo il 1975), ma sono carissime! Considerate che per 500 km abbiamo speso la bellezza di 47 euro di pedaggio!
Per fare un confronto con l’Italia, da un punto di vista kilometrico il tratto Barcelona-Alicante equivale a Roma-Verona o Firenze-Napoli, ed in entrambi i casi nelle nostre autostrade non spenderemmo più di 27 euro! Fortunatamente veniamo a sapere che il tratto Barcelona-Alicante è l’unico a pagamento del nostro viaggio…
Durante il nostro cammino per le autostrade iberiche, mentre siamo incantati ad ascoltare il Paolo Meneguzzi di Catalogna, la Guardia Civil (l’equivalente dei nostri Carabinieri + Polizia Autostradale) ci chiede di accostare: non abbiamo usato le frecce, e dobbiamo pagare subito 70 € di multa! Ovvie le invettive contro la sua persona: confidiamo in una Pasqua alla toilette per il suddetto! Ci rimettiamo in marcia buonini (mettendo la freccia)
Alle 11 arriviamo ad Alicante, e incontriamo l’Ispanico, che ci offre un alloggio per la notte nel suo “Chamizo” (una casa per l’estate da 16 posti) La stancante ma intensa giornata si conclude qui, con la consapevolezza che domani affronteremo un altro stancante viaggio in auto.

GIORNO 2 : GIOVEDI 9 APRILE 2009 – L’ARRIVO IN ANDALUSIA E L’INCONTRO CON GLI “INCAPPUCCIATI”
Ci svegliamo presto per cercare di partire il prima possibile: destinazione Antequera, cittadina dell’Andalusia in posizione strategica tra Granada e Siviglia. Il tratto Alicante-Antequera è di circa 400 km (l’equivalente di Torino-Padova o Milano-Ancona) e siamo pronti psicologicamente per questo ulteriore impegnativo viaggio.
Più o meno  a metà percorso ci rendiamo conto che dobbiamo fare rifornimento, altrimenti rischiamo di passare la Santa Pasqua in autostrada! Con piacere notiamo che la benzina qui costa molto meno: 1L di Diesel costa 0.83 €!  Altro confronto con l’Italia: 1L = 1.10 €, vale a dire che 50L di nafta in Spagna le paghi 41.5€, mentre in Italia 55 €. Ho detto tutto….
Si fanno le 3 ed è ora di riempire i nostri stomaci con qualcosa di succulento. L’Ispanico ci porta in un posto molto rinomato: sulla A-92 in direzione Granada, in prossimità dell’uscita di Cullar, il Restaurante “Venta Quemada”, con specialità carne alla brace e tapas tipiche andaluse. Assaggiamo il famosissimo Jamon Serrano (prosciutto tipico spagnolo particolarmente morbido e dolce) e la tortilla (una frittata di patate molto spessa, quasi quanto una torta).
Ce ne andiamo satolli e soddisfatti, perché abbiamo mangiato particolarmente bene, e abbiamo speso circa 5 euro a testa! Una miseria per quello che abbiamo ordinato….
Ripartiamo alla volta di Antequera, ed entriamo nel cuore dell’Andalusia. Notiamo il cambio repentino di vegetazione rispetto alla zona di Alicante: pareti di rocce porose e friabili si alternano a prati sterminati. Una particolarità colpisce: le distese di verde sono coperte da detriti di rocce erose dalla pioggia e dal vento; spunta di tanto in tanto qualche paesino caratteristico di stampo orientale, rovine di vecchie torrette arabeggianti, edifici scavati nella roccia.
L’Ispanico sembra non essere soddisfatto del lauto pranzo, ed alle 5.30 decide di farci assaggiare la famosa morcilla (salsiccia di sangue) in un tipico locale andaluso a pochi km da Granada. Concedersi un “leggero” spuntino con salsiccia di sangue alle 5.30 del pomeriggio non è il massimo, però posso assicurare che la morcilla è una bontà!
Alle 7 finalmente arriviamo ad Antequera, e soggiorniamo in un albergo splendido: “Hotel Antequera Golf”, 4 stelle, 35 euro a testa a notte: trovatemi in Italia un 4 stelle con questo prezzo….
Scopriamo, inoltre, che nell’albergo ci sono 2 piscine, bagno turco, sauna, jacuzzi, vasca ad idromassaggio, palestra, parrucchiere, discoteca, 2 ristoranti e chi più ne ha più ne metta.Siamo tutti contenti di questa magica scoperta, e riflettiamo sul fatto che portarci in valigia un costume è stata una saggia scelta! Dormiremo qui 3 notti, quindi avremo tempo e modo per provare queste cose almeno una volta. Il tempo di una doccia e scendiamo al centro, che è molto caratteristico.
Verso le 10 incontriamo per le vie della cittadina una processione tipica andalusa: centinaia di persone incappucciate (vedi foto) escono dalle chiese portando sulle spalle dei palchi su cui sono rappresentate scene della Passione di Cristo; questi palchi sono a grandezza naturale e sono ornate e vestite d’oro. L’Ispanico ci spiega che le persone sfilano incappucciate perché non vogliono rivelare la loro identità, che è nota solo a Dio; solitamente la processione è un ringraziamento al Signore per una particolare grazia ricevuta (ad esempio la cura di una malattia, soddisfazioni nella vita privata ecc).
È mezzanotte, ed i nostri stomaci cominciano a borbottare. L’Ispanico ci porta in un ristorante molto caratteristico, che anticamente era un albergo. Assaggiamo la porra antequerana (troverete la ricetta nella sezione “cucina per studenti”), un piatto estivo caratterizzato da una crema di pomodoro, insaporita con tocchetti di jamon, tonno e uovo.
Anche questa giornata si conclude qui. Domani ci attende Siviglia…

GIORNO 3 : VENERDI 10 APRILE 2009 (Venerdi Santo) – IL “SIVIGLIA-DAY”
Per dirigerci nel capoluogo Andaluso prendiamo un treno Regionale. I treni spagnoli sono supervelocissimi, supercomodissimi, superpulitissimi ma soprattutto supereconomicissimi, almeno rispetto a quelli italiani. Il solito confronto: La tratta Antequera – Siviglia (circa 150 km) in distanza equivale a Torino-Milano. Su quest’ultima tratta, un Eurocity impiega circa 1h 30′, al costo di 19 euro; Il treno Regionale impiega lo stesso tempo per arrivare a Siviglia, per un costo inferiore ai 12 euro. Ho detto tutto…
Arriviamo puntualissimi a Siviglia, e prendiamo subito la metro che, guarda caso, ha aperto solo una settimana prima. E pensare che ci hanno messo ben 40 anni per costruire questa linea metropolitana! Magari nel 2049 troveremo anche la linea 2…
Un breve giro per la città, e dritti verso la Giralda (vedi foto), monumento simbolo di Siviglia. Durante la dominazione araba, essa rappresentava il minareto della moschea, ma dopo la Reconquista da parte dei Cristiani, è stata trasformata in torre campanaria della Cattedrale adiacente (curiosità: la Cattedrale di Siviglia è la 3° più grande al mondo, subito dopo San Pietro a Roma e St. Paul a Londra). La Cattedrale è di proporzioni incredibili (130m X 90m, ergo quasi 2 campi di calcio!), ed è quasi totalmente in stile gotico, anche se si notano alcune opere rinascimentali, a causa del crollo della cupola nel ‘500 (si ringrazia l’Ispanico per le innumerevoli notizie storico-architettoniche). All’interno della maestosa chiesa scopriamo la presenza della tomba del grande Cristoforo Colombo (quel losco tizio genovese che ha scoperto l’America nel 1492…).
Dopo aver mangiato al volo una frittura di pesce servita in un “cartoccio”, proseguiamo alla volta del Barrio de Santa Cruz, anticamente sede del ghetto ebraico di Siviglia. Il termine ghetto non deve trarre in inganno, visto che è un caratteristico quartiere pieno di giardini che abbelliscono suggestive piazzette, collegate da una serie di viuzze strette e tranquille.
Affascinati dalla bellezza di questo quartiere, ce ne andiamo soddisfatti, ma prima ho il tempo di comprare un ganzissimo narghilè (che rappresenta il modo di fumare in Medio Oriente) con tanti tipi di tabacco aromatizzati: al mango, all’uva, alla fragola, al limone ed al cappuccino! Al mio ritorno i miei amici saranno ben lieti di questa sorpresa…
Torniamo ad Antequera per cena, e mangiamo in una tavola calda a gestione familiare chiamata “El Ladron”, il cui nome è tutto un programma! Solo dopo scopriamo che Ladron è in realtà il cognome del proprietario.
Degna di nota è la carrillada, uno spezzatino di maiale particolarmente tenero che delizia i nostri palati; accompagnati da un ganzo vino tinto, la nostra cena è un paradiso terrestre!
La giornata si conclude qui, consapevoli di essere molto stanchi, ma soddisfatti per aver visitato una delle città più belle e suggestive d’Europa.

GIORNO 4: SABATO 11 APRILE 2009 (Sabato Santo) – “GRANADA-DAY”
Ci presentiamo in tarda mattinata all’Alhambra di Granada (vedi foto), uno dei più celebri complessi architettonici e massimi capolavori dell’arte araba: una piccola città reale, fortificata, sulla cima di una collina che domina da 150m la città. È l’unico edificio medievale arabo in tutto il mondo giunto fino ai nostri giorni (Copyright Guida Touring Club Italiano).
Solitamente questo complesso accoglie tra le 3000 e le 4000 persone al giorno, e trovare i biglietti non è affatto facile vista la lunghissima fila, ma noi abbiamo prenotato i biglietti su internet ben 2 mesi prima! Consigliamo sempre a tutti di effettuare le prenotazioni via internet per qualsiasi visita, qualora sia possibile.
Ciò che colpisce di più entrando in questo complesso è l’ assoluta sobrietà dei vari palazzi visti dall’esterno, ma appena si supera la soglia dell’entrata, ti aspetta un paradiso:  giardini e fontane fanno da protagonisti nei patii esterni;il rumore dell’acqua conferisce all’ambiente una naturalezza quasi surreale; il marmo bianco è intarsiato con precisione geometrica ; i corsi d’acqua irrigano piccoli orticelli.
Quante cose ci sarebbero da dire sull’Alhambra! Le emozioni che si provano stando lì sono la maestosità delle costruzioni, ma allo stesso tempo l’armonia, tranquillità e la pace della città reale.
Andiamo via dall’Alhambra con un pizzico di malinconia, perché siamo consapevoli di aver visto una delle costruzioni più belle al mondo.
Una breve camminata per Granada, che troviamo superaffollata per l’imminente processione delle confraternite del posto, e poi tutti in macchina per tornare in quel di Antequera. Ci rimane addirittura del tempo per la sauna, bagno turco, jacuzzi ecc..
Usciamo dal percorso termale superrilassati, e pronti per dar sfogo alle nostre tantazioni culinarie. Questa è l’ultima notte in Andalusia, e domani partiremo alla volta di Toledo, al centro della Spagna a circa 60 km dalla tanto attesa Madrid.

GIORNO 5: DOMENICA 12 APRILE 2009 (Pasqua) – ARRIVEDERCI ANDALUSIA.MADRID STIAMO ARRIVANDO!
È arrivato il momento di abbandonare la terra Andalusa, con il rammarico di aver avuto troppo poco tempo per visitarla, ma la voglia di raggiungere la Capitale è forte, e quindi siamo contenti di avvicinarci a Madrid, nonostante oggi ci aspettano ben 450 km.
Facciamo tappa a Cordoba, e visitiamo la Mezquita(vedi foto), una costruzione unica nel suo genere: una moschea-cattedrale. Cordoba, infatti è stata per alcuni secoli sotto il dominio arabo, ma dopo la Reconquista dei Cristiani, il cuore della moschea è stato trasformato in cattedrale, quindi difatto vi sono 2 chiese in 1: qualcosa di unico.
Il tempo stringe e dobbiamo essere a Toledo per sera. Troviamo molto traffico, ma i nostri panini preparati la mattina a colazione sono provvidenziali!
In autostrada un bizzarro incontro con un gallo fermo in corsia d’emergenza apre le danze a risate che ci accompagneranno per tutto il resto del viaggio.
Arriviamo in quel di Toledo verso mezzanotte, quando le cucine dei ristoranti sono già tutte chiuse, eccezion fatta per una taperia che accetta di accoglierci, ignara della fame che avevamo! Per tutta la carne alla brace che abbiamo mangiato, credo che abbiamo estinto tutta la fauna della penisola iberica!

GIORNO 6: LUNEDI 13 APRILE 2009 (Pasquetta) – FINALMENTE MADRID!!!
Toledo è bella, ma la testa è a Madrid ed al mitico Stadio Santiago Bernabeu; infatti, veniamo a sapere dall’Ispanico che è possibile visitare il magico stadio del Real Madrid!
Mentre i vecchi si danno alla cultura visitando i mille musei di Toledo, noi abdichiamo e cominciamo già a leggere qualcosa concernente la Capitale.
Dopo pranzo arriviamo finalmente a Madrid! Claudio vuole andare subito a visitare un tipico monumento Madrileno: l’ HARD ROCK CAFE!! Per la serie: a Madrid sarà una vacanza “culturale”.
Dopo essere stati all’Hard Rock, prendiamo l’efficientissima metropolitana che ci porta a Puerta del Sol, che di fatto rappresenta il centro assoluto della Spagna. Da qui, infatti, partono in modo radiale tutte le vie per le altre città spagnole.
Tra un negozio ed un altro si fa sera, una capatina nella celebre Plaza Mayor (vedi foto) ed andiamo a cenare in un famoso locale madrileno chiamato il “Museo del Jamon”, il cui nome è tutto un programma!!
Madrid by night è sorprendentemente viva, e sembra che la notte non abbia mai fine: si cena sempre e comunque dopo le 10 di sera, poi si bazzica da un locale all’altro e si va in discoteca non prima delle 3. Il nostro caro Ispanico ci ha rivelato che, durante i weekends, le strade sono superaffollate anche fino alle 4 del mattino!
Torniamo in albergo il quale è abbastanza distante dal centro (Hotel Chamartin, affianco alla stazione omonima. Chamartin è la seconda stazione ferroviaria di Madrid, dopo quella di Atocha, tristemente conosciuta per l’attentato di Al Qaeda dell’11 Marzo 2004)

GIORNO 7: MARTEDI 14 APRILE 2009 – DAL PRADO AL SANTIAGO BERNABEU PASSANDO PER UN INCONTRO DEL “TERZO TIPO”
Come per l’Alhambra, anche per il Prado la prenotazione su internet si rivela quanto mai provvidenziale! Tanta gente ci vede entrare senza fare la fila, quasi fossimo dei VIP, ma la verità dei fatti è che abbiamo semplicemente sfruttato le tecnologie del XXI secolo.
Compreso nel prezzo ci prestano delle guide multimediali, ed io per fare il ganzo decido di prendere quella in inglese e non quella in italiano.
Nel Prado regnano incontrastati Goya e Velazquez, ed infatti qui possiamo trovare uno dei nostri dipinti preferiti: “El 3 de Mayo de 1808” di Goya appunto. Altra opera importantissima qui al Prado è la “Maya desnuda” (vedi foto) sempre di Francisco Goya. Io e Claudio ci divertiamo a fingere di essere dei cultori di storia dell’arte, mettendo in mostra gesti ed atteggiamenti degni del miglior Vittorio Sgarbi. Alcune persone, guardandoci, avranno pensato che siamo dei critici d’arte!
Alla fine della visita, mentre Claudio rimane incantato dalle opere di “El Greco”, io rimango nella hall aspettandolo; nell’attesa incontro una bellissima ragazza inglese che vorrebbe comprare una guida multimediale. Io non avevo ancora consegnato la mia in inglese, allora capisco che è il mio momento e mi faccio avanti: le dono la mia guida e le faccio risparmiare la bellezza di 4 euro! Mi chiede se vogliamo andare a bere qualcosa assieme, ma ahimè devo declinare l’invito, causa attesa di un fratellino. In seguito Claudio mi dirà più volte che sono stato un cretino a rifiutare l’invito…
Mangiamo al volo un panino tipico madrileno: El Bocadillo de Calamares (panino con i calamari). Vi sembrerà un’abbinamento orrendo, ma posso assicurare che è una bontà!
Senza esitare siamo subito diretti verso il mitico Santiago Bernabeu, e decidiamo di fare il tour completo dello stadio, con visita al museo, tour dello stadio, foto sulle panchine a bordo campo, all’interno dello spogliatoio e dulcis in fundo, in sala stampa:  15 euro spesi benissimo!
Guardiamo con ammirazione le Coppe dei Campioni, i Palloni d’oro, le Coppe Uefa ecc ecc.
Un episodio bizzarro: Notiamo che in tutti i settori dello stadio vi è la scritta “Vomitorio”; da buoni italiani la fotografiamo, ovviamente; un gruppo di giapponesi, vedendoci fotografare quella scritta, decidono di fare lo stesso e ci seguono a ruota!
In panchina a bordo campo ci lasciamo andare ad imitazioni dello “Special One” Mourinho e del mitico Trap, mentre in sala stampa simuliamo un’ esilarante intervista che fa ridere tutto il gruppo del tour.
Dopo un pomeriggio calcistico, torniamo alla “cultura”, e decidiamo di andare ad “El Corte Ingles”, un megastore di 8 piani nel cuore di Madrid (sempre perché volevamo tornare alla “cultura”). Giancarlo si dà alle pazze spese, ed il suo portafogli piange; Il Signor Corte Ingles ringrazia…
Cena a base di Paella e Sangria, come è giusto che sia in Spagna! Dopo un giretto nella “movida” madrilena, tutti a prendere la metro ed a nanna…

GIORNO 8: MERCOLEDI 15 APRILE – L’ULTIMO GIORNO MADRILENO
Ultimo giorno qui in Spagna, poiché domani alle 07.00 abbiamo l’aereo che ci riporterà a casa, ed alla vita di tutti i giorni.
Claudio va al museo Reina Sofia, mentre io, “saturo di cultura” abbandono il mio fratellino nelle grinfie dell’arte contemporanea e mi dò al pazzo shopping madrileno.
Da amante della birra, decido di comprare un numero imprecisato di cervezas, ma solo dopo l’acquisto mi ricordo che non potrò portare liquidi nel bagaglio a mano. La valigia già scoppia, non voglio nemmeno immaginare cosa accadrà con le birre….Meno male che la valigia di Claudio c’è, ed è praticamente vuota!
A pranzo andiamo in un posto segnalatoci dal solito Ispanico: la taperia “Casa Alberto” (C/ Huertas,18. A 100 m dalla stazione Metro Antòn Martin), locale in stile liberty molto pittoresco, in cui si possono assaggiare moltissime tapas: dalle caracoles(lumache di terra) alle tortillas, dai calamari imbottiti al callo madrileno (l’equivalente della nostra trippa).
Dopo una ganza foto con il cameriere che sembra avere una predilezione per gli italiani, ci incamminiamo per digerire il lauto pranzo, e poi partiamo per l’albergo, dove prenderemo le valigie, e ci sposteremo in un hotel a pochi km dall’aeroporto di Barajas.
Passiamo il pomeriggio a trovare il nostro nuovo albergo, ma ad un certo punto Giancarlo decide di sferrare il suo provvidenziale Inglese, e dopo 3 ore di caccia al tesoro, finalmente siamo in hotel!
Andiamo a letto presto, perché domani la sveglia è alle 4!

GIORNO 9: GIOVEDI 16 APRILE
La compagnia Vueling ci riporta da Madrid a Napoli con un volo molto confortevole; inoltre le hostess sono particolarmente simpatiche e carine. Curiosità: una delle hostess era in vacanza nel mio stesso villaggio a Tenerife nel 2006, e lei mi ha riconosciuto…Peccato non averla conosciuta prima!!!!

E con questo possiamo concludere il nostro diario di viaggi. Abbiamo avuto la fortuna di visitare tanti posti, di poter vivere tantissime emozioni, e di sicuro è stato un viaggio che ci ha fatto crescere. Ringraziamo i nostri genitori per averci dato questa grande opportunità, e speriamo che ognuno di voi possa avere la possibilità di viaggiare, e di raccontare a tutti le vostre esperienze di vita.
A presto per un nuovo viaggio (si spera).

3 total comments on this postSubmit yours
  1. Bello il vostro racconto, emozionante per me rivedere fotografie di un posto meraviglioso come la spagna :)

  2. Ragazzi.. Ho le lacrime agli occhi! Un po’ per il vostro divertente racconto e un po’ perchè mi avete fatto rivivere i tre mesi trascorsi a Madrid lo scorso anno..Quando leggevo di plaza mayor, puerta del sol, bernabeu..Mi sembrava di esserci tornata! MADRID è stupenda e si vive BENISSIMO, la Spagna è molto più avanti dell’Italia in tutto. MADRID TE QUIERO! :)

  3. Il Venerdì santo a Sevilla è spettacolare, c’è da dire che le processioni continuano ininterrotte per tutta la notte del giovedì. Vi siete dimenticati di scrivere che non è facile muoversi in città, perché tutte le strade sono piene di processanti, “pasos”, bande ecc… Che bei ricordi… anche il “pescaito frito”… *_*

Submit your comment

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

Hyde Park © 2017 All Rights Reserved

http://www.rivistahydepark.org

Theme by Marco Savarese

Powered by Marco Savarese