“Valzer con Bashir” di Maria Serena Carrara

locandinaValzer con Bashir è veramente un film d’autore, anche se in realtà non è proprio un film. E’ infatti un film d’animazione, anzi è un documentario raccontato tramite disegni, che diventano quasi quadri animati. Questa scelta determina il successo del film che è invece una storia vera, racconta un fatto storico, purtroppo quasi dimenticato dai giovani di oggi: lo sterminio nei campi profughi di Sabra e Shatila a Beirut in Libano nel 1982, dove furono massacrati un numero ancora imprecisato di civili palestinesi (tra diverse centinaia e 3500) per mano dell’esercito israeliano. Questi fatti vengono raccontati direttamente dal regista, Ari Folman, che in quella guerra c’è stato davvero quando era ragazzo e che forse ha anche preso parte a quegli orribili fatti, ma inconsapevolmente. Folman quindi diventa un disegno, il protagonista della nostra storia, che ormai adulto non ricorda quasi più nulla di quegli eventi, così atroci che la sua mente ha deciso di cancellare. Decide quindi di iniziare un viaggio alla ricerca della verità, andando a intervistare degli ex compagni dell’esercito per ricostruire i fatti e per capire qual è stata la sua reale responsabilità nel massacro. Piano piano inizia a ricordare la guerra, che appare sempre sotto forma di cartone animato ma non per questo è meno dura e violenta. E’ bellissimo infatti il contrasto tra la verità narrata e il fumetto rappresentato che paradossalmente permette al regista di descrivere la guerra in modo forse più efficace che se avesse usato filmati veri. Tramite i disegni riesce a rendere l’idea assurda della guerra, che appare quasi come un sogno, un incubo, un allucinazione di un ragazzo poco più che maggiorenne, che non è in grado di capire cosa sta facendo, perché non gli vengono date spiegazioni ma solo ordini. Alla fine del suo viaggio avrà ricostruito i fatti, dov’era al momento del massacro e chi ne furono veri responsabili. La verità è che fu un massacro inutile senza senso, causato solo dall’odio e dalla brama di vendetta degli uomini, che tanto amano definirsi creature intelligenti e diverse dagli animali, ma che nel corso della storia continuano a dimostrare il contrario. Bellissimo il finale: i disegni sfumano e per la prima volta appaiono le immagini vere del post-massacro, che ti riportano violentemente alla realtà. Non è stato un sogno, ma è accaduto davvero.
Nota: veramente stupenda la scena del ricordo del massacro da parte del protagonista, quasi un sogno, sembra come l’apocalisse davanti a cui tutti gli uomini sono nudi e pronti a essere giudicati per i loro peccati.

VOTO: 9

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