Gli occhi si perdono all’orizzonte dove il mare abbraccia il cielo mentre il vento accarezza la sabbia portandosi via qualche granello e fogli di carta troppo leggeri per restare ancorati al suolo.
Un’interminabile stringa di onde sbatte sulla battigia intonando un canto che scuote l’anima.
Qualche goccia ribelle arriva persino sul mio viso.
E’ fredda, molto fredda, eppure resto lì, a guardare quelle onde che si alzano dall’acqua come un gabbiano.
I pensieri si perdono come gocce nell’oceano: incontrarsi, perdersi, ritrovarsi.
In un giorno quante persone entrano a far parte della nostra vita? Le incontri per strada, all’aeroporto, alla stazione, nelle sale d’attesa dei dentisti, in un negozio di scarpe; entrano e nemmeno te ne accorgi.
Ti fermi ad un bar, la sera, per riposarti da una giornata che sembrava non avere fine.
Ti siedi ed ordini qualcosa di forte, che riscaldi il tuo corpo freddo come l’oceano d’inverno; e lì, con quel bicchiere tra le mani, ti perdi nell’oceano.
Una volta lessi che c’è un posto dove l’acqua è sempre gelida e le onde sono molto alte: è il posto più amato dai surfisti.
Essi non hanno paura: abbracciano la loro tavola, indossano la tuta, alcuni sfidano il freddo anche senza, e si gettano in acqua.
Nuotano verso la libertà, con la loro voglia di divertirsi, aspettando il loro regalo: l’onda perfetta.
Stanno soli in mezzo all’oceano, come un uomo in mezzo al mondo: aspettano, il loro momento, la propria onda.
Non c’è un criterio preciso di scelta: scegli un’onda per istinto, per casualità, per il rumore che fa l’acqua quando inizia ad alzarsi verso il cielo, perché in quel momento immagini che urli proprio il tuo nome, e allora ti lanci su quell’onda, la senti tua.
A volte, poi, capita di avere lo stesso attimo, di sentire lo stesso battito, lo stesso nome pronunciato dal mare e si sceglie la stessa onda, come incontrarsi ad un bar e alzare gli occhi nello stesso momento in cui dall’altra parte ci sono due occhi che guardano nella tua stessa direzione.
Così, segui quell’onda come gli occhi seguono le parole che le labbra non sanno dire.
Poi l’onda finisce: tocchi di nuovo terra dopo aver volato, e quell’incantesimo si spezza.
Gli attimi sono così: come un’onda da cavalcare.










In carica...




















bellissime le tue parole Michele!!! mi toccano da vicino e le respiro come l’aroma di un buon vino rosso invecchiato al punto giusto e pronto per essere bevuto.
Deve essere bevuto in un momento ben preciso, stappando la bottiglia con calma e trepidazione, toccadnola adagio e con mani di velluto.
la tua mente ed i tuoi sensi già corrono a quando lo assaggerai, stai già pregustando avidamente l’istante in cui avvicinerai le tue labbra al calice, e come posseduto da un fuoco attedni quell’istante.
Quello e nessun altro momento, ora viviamo per questo….
This is both street smart and inetlligent.