Cammino.
Crema, un sabato sera di luglio.
C’è un sacco di gente che passeggia per strada.
Io cammino, mi guardo attorno, guardo le vetrine, insomma, faccio finta di essere un turista.
Ho nascosto la mia astronave in un vicolo qui vicino, comunque avrei potuto anche farne a meno visto che sembra una normalissima panda 750…volendo sarebbe molto più facile smascherare me che l’astronave…lei non parla, non si muove, non respira, io invece sì; ho una faccia, dove a volte compaiono delle espressioni dalle quali si potrebbe capire che non sono terrestre.
Decido di non pensarci e continuo a camminare, la serata è piacevole, c’è una bella aria e le ragazze sono splendide quando hanno caldo, con quei vestitini aderenti o con le schiene nude…che belle le ragazze terrestri!!!
Sono stato fuori dal mondo ed ora questa è la sensazione che provo più spesso…l’alieno in incognito…è in questi momenti che mi rendo conto di essermi perso qualcosa, quando viaggiavo su altre lunghezze d’onda.
……a forza di voler essere “qualcos’altro” poi lo diventi per davvero, anche se non è per niente come credevi: che “l’altro” che tu sei stato non era meno meschino o ipocrita o vigliacco dei “normali” che disprezzavi tanto…era perfettamente speculare…come vedi gli estremi si toccano, anche tu eri prigioniero di uno schema, di un cliché…e la conseguenza è questa…aver voglia di fare tanto, di recuperare…ma non averne più i mezzi né le nozioni.
Perché dipende anche da questo, non sai come si fa, indipendentemente dai periodi di sobrietà che ci sono stati durante un’ ”altalena” durata più o meno vent’anni…semplicemente ho disimparato a stare in mezzo alla gente perché non mi interessava…questo penso, questi sono i pensieri che si accavallano disordinatamente nella mia testa mentre cammino tra la folla.
Eppure so che ha un senso, semplicemente non riesco a rendere lineare la sintassi quando mi esprimo a parole…forse neanche quando scrivo.
Mah….continuo a camminare, sono nella piazza principale. I tavolini di due caffè all’aperto sono affollatissimi, la gente sorride mentre beve o mangia.
In lontananza arrivano tre ragazzi che ridono e si guardano attorno, scherzando ad alta voce, le lattine di birra in mano…hanno il mondo che li aspetta…li invidio e gli auguro mentalmente di non fare l’errore di credere che li aspetterà per sempre…
Mi passano oltre, non mi vedono proprio.
Io fischietto mentre cammino, a volte non so come mi sento, questo è uno di quei momenti.
Ora c’è vento, un bel vento fresco che dà sollievo da quest’afa lombarda.
“L’alieno” di Gino Panariello
Posted by Hyde Park on 28 gen ’10 in Pensieri · 5 Comments
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Nic
29 gen ’10
Un bel tema quello dell’alienazione e della diversità impostaci/scelta, personalmente (ripeto personalmente) percepisco che tu l’abbia scritto senza lasciare sedimentare bene quello che stai provando/hai provato col risultato che pur rilevando la profondità delle tue constatazioni, possono apparire un po’ superficiali. (è una mia percezione quindi può darsi che mi stia sbagliando)
Non che io sia capace di affrontare un tale argomento in maniera profonda: sono assolutamente un dilettante, però secondo me l’essere dilettante non ci deve intimorire nell’esprimere proprie impressioni. Si cresce con le critiche, sbaglio?
In conclusione guarda questo commento come una semplice nota di fondo pagina.
In ogni caso solo per l’utilizzo del tema dell’alieno per esprimere l’alienazione ti faccio i complimenti. Sembrerà scontato un tale artificio, ma alcune volte è proprio nella “banalità” (intesa in senso positivo come semplicità) che si nasconde la grandiosità.
Muchodark Babenco
30 gen ’10
Non basta avere gambr forti per poter saltare, si deve avere in qualche modo cognizione dell’atterraggio, amico mio…
gino panariello
23 gen ’11
ed è proprio di questo che parlavo amico mio…di quanto fossi impreparato all’atteraggio,di quanto la realtà possa essere spigolosa per chi decide di “riemergere”,dopo anni di nulla,e ,ciononostante ,cerca di portare avanti la sua scelta
Michele
20 mag ’12
Ho trovato il tuo racconto veramente significativo:chi di noi non ha dovuto,nell’ arco della sua vita,fare scelte che poi hanno avuto l’ effetto di farci in qualche modo estraniare dagli altri?Al di là del fatto che fosse una scelta inevitabile o no,poi arriva il momento di “tornare tra gli altri”,ma non sempre è facile.E’un racconto che hai scritto ormai più di due anni fa,spero che ora le cose vadano meglio.
Mi permetto di chiederti una cosa,a cui non so se vorrai/potrai rispondere:io conosco (non di persona,bensì di “fama”)un Gino Panariello,musicista circa 25/30 anni fa e oggi prete laico.Sei tu o è solo un caso di omonomia?Sai,dal tuo racconto e dal commento dell’ utente Fabio Contrario in cui citava Lamù mi è venuto il sospetto…
Un grandissimo abbraccio e un saluto con queste parole:il mondo non ci aspetta per sempre,hai ragione.Ma non è mai troppo tardi per avere nuovi obiettivi e tramite essi dare un senso a questa vita.
Michele
fabio contrario
12 feb ’12
siamo diventati tutti alieni, con l’unico scopo di portare a termine (senza mete, come il camminare per crema guardando la gente) le nostre vite, con nessun domani in mente, se non quello di arrivare a fine giornata, fine settimana, fine mese.. fine anno… insomma, aspettando la fine…. ognuno alieno di se stesso… ognuno egoisticamente immerso nella PROPRIA vita… (i ragazzi si godono la birra sorridendo, ma la maggior parte dei coetanei è senza lavoro e purtroppo senza un futuro delineato..) ma…. ma Gino…. hai la mia incondizionata amicizia… e ciò… ti fa sperare che nel girare x crema, puoi trovare me e Lamù, per un caffè…