
Sono a Milano da oltre dieci anni, la trovo una città molto bene organizzata, forse perché Napoli, la mia città di provenienza, non lo è affatto. In particolare la trovo efficientissima per quel che riguarda i mezzi pubblici.
Le tre linee della Metropolitana, poi, risolvono quasi tutti i problemi di spostamento. Nelle ore di punta, praticamente dalle 7.30 alle 19.30, i treni passano a intervalli di uno o due minuti.
Due minuti…
Ma allora perché tutti corrono per non perdere la corsa? Sarà vero, allora, che qui a Milano hanno sempre da fare? Sono sempre così impegnati che anche un solo minuto risulti determinante e importantissimo?
Forse devono correre alla Stazione Ferroviaria per non perdere la coincidenza con il treno?
Ma se è così, non si può uscire di casa un paio di minuti prima?
Tutti queste domande me le sono chieste spesso durante questi dieci anni. Quasi ogni giorno. Alla fine ho capito:
E’ UNA COMPETIZIONE, UNA GARA!
Tutti possono partecipare: ragazzini, giovani e anziani. Uomini e donne.
Il concorrente deve riuscire a salire sul treno nel momento in cui il macchinista sta chiudendo le porte, e queste devono sfiorarlo, meglio se lo colpiscono alle spalle.
Ma non è facile. Ci sono delle regole da rispettare, la più importante è quella che impone il divieto di fermarsi in prossimità delle porte e quindi entrare nel momento in cui stanno per chiudersi. No, sarebbe troppo facile e ci riuscirebbero tutti.
L’atleta, di regola, sosta all’ingresso, subito dopo aver obliterato il biglietto.
Con le orecchie tese, deve captare quando il treno entra nella stazione (attenzione, potrebbe essere quello che procede nella direzione opposta).
Ecco, si è fermato …. Le porte si aprono ….La gente esce …. La gente continua ad uscire (ora di punta) …. Inizia a salire sul treno … Ora! … E’ il momento di partire!
Via, giù per le scale! A quattro gradini per volta il nostro eroe si catapulta, travolgendo alcune persone che salgono (e questo gli fa guadagnare dei punti in più perché vuol dire che ha superato gli handicap), raggiunge la piattaforma e, mentre le porte si chiudono, riesce a salire sulla carrozza.
A questo punto dovrebbe esserci l’esito della prova, il giudizio degli altri. E allora, con un bel sorriso di compiacimento per la prova dimostrata, si guarda intorno, in cerca dell’approvazione sul volto dei presenti sul vagone.
Gli invidiosi, cioè quasi tutti, fanno gli indifferenti: chi si finge interessato al percorso delle linee sulla tabella, chi, girando la faccia dall’altra parte, fischietta non si capisce quale motivo, chi improvvisa un discorso con quello che gli è accanto, trovandolo subito disponibile, perché gli fornisce l’alibi per non aver notata l’impresa.
C’è anche chi, invece è disposto a dare il suo giudizio:
storcendo la bocca e chinando la testa ora di qua, ora di là, sembra dire:
Sssiiii, potrebbe essere …. considerata ……..una buona prova ma ……. Si può fare di meglio.
E’ questo giudizio che spingerà l’atleta ad un altro tentativo!




