Pensieri — 25 feb ’10 10:40

“Legame di sangue” di Annamaria Piscopo

Quando dico a nonno Matteo che suo fratello è morto, mi guarda stranito, fa una smorfia e gli occhi si riempiono di lacrime, ma non piange, non ancora.

Siamo in terrazza, lui è seduto sul vecchio dondolo di ferro che cigola sbattuto dal vento leggero. C’è il sole oggi. È appena arrivata per posta una lettera dalla Germania. L’ho aperta nelle scale prima di mostrargliela. Di mostrargli la foto di suo fratello.

A volte penso a come si riesca a sopravvivere a qualcuno a cui hai voluto cosi bene, e il pensiero viaggia, la mente divaga e poi torna qui, su questa terrazza a raccogliere l’immagine di un uomo solo e sconfitto dalla morte che mai scorderò. Un’immagine da conservare!

Se la rigira tra le mani. Gli leggo il biglietto dalla cognata, è pieno di affetto, di un amore che viene da lontano ma che non può viaggiare senza un legame di sangue, cosi forte, cosi sempiterno.

Restiamo in silenzio. Gli vedo passare negli occhi una vita intera, scorgo due ragazzi che camminano in un grande strada polverosa, li vedo arrancare, qualcuno parte, qualcuno resta. Qualcuno vola via, per sempre.

Si alza dal dondolo e scompare in corridoio con la foto stretta al petto.

Il vento comincia a far rumore.

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