Pensieri — 31 mag ’10 18:49

“Nello spazio della memoria: un viaggio tra le ombre del nostro passato” di Angela De Castro

Voci, risa, nenie e ninna nanne popolano, ancora, quelle mura e quelle viuzze abbandonate, ormai, ad un desolato silenzio.

Delle folte rampicanti si fanno strada, spedite e coraggiose, tra le vecchie pareti esterne di una casa: si avvicinano alle finestre cercando, disperatamente, di tapparle con le loro grosse foglie. Quasi, per non lasciar via di scampo agli spettri di antichi sentimenti, di antichi discorsi.

Le signore, con il loro fazzoletto annodato sotto al mento, si aggirano fra le tortuose vie alla ricerca dei loro bimbi, ora uomini; le giovani donne, avvolte in un mantello d’imposto pudore, stanno sedute lì, all’uscio delle loro case, intrecciando dita e lana, sognando la libertà: la stessa che troveranno le loro figlie e nipoti.

I ‘padri di famiglia’, sudici e stanchi, continuano la loro lotta nei campi: la terra rappresenta la loro unica fonte di sostentamento.

Poi, eccole lì, le povere bestie: giumente e asinelli in smanie sotto al sole cocente di mezzogiorno.

Si, echi di vite vissute risuonano per l’antico centro abitato.

Nessuno percorre più questi labirinti, una volta brulicanti di vita. Solo chi, per avidità, decide di abbattere qualche vecchio scrigno dei ricordi per sostituirlo con un’appariscente ufficio o checché sia.

Ognuno di noi, ha avuto un’origine lontana in questi luoghi abitati, adesso, solo da ratti e piante selvatiche.
Le nostre antiche dimore meritano rispetto. Da lì, noi, siamo partiti grazie ai sacrifici di uomini e donne, senza né libri e penne, dotati, però, d’immensa forza e di grande coraggio.

Recuperiamo e rispettiamo il nostro centro storico, in ricordo di chi siamo stati.

Foto di desdeaquinet

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