La voce contrastante di chi vive da Roma in giù.
Il vento sussurra parole d’amore, il suono delle onde infrangersi sulla riva ci culla, l’odore di zagara ci inebria. Ecco la magia della dolce Terra del Sud. Una magia, che per altre regioni del bel paese è quasi favolistica ma, per noi, meridionali, è quasi una maledizione. Si, la maledizione di una madre terra che dapprima ama e poi, stanca, ripudia i propri figli consegnadoli ad un destino di lotta.
Per molti di noi, la lotta alla sopravvivenza si svolge fuori dalle mura della propria città, lontano dal focolaio materno. Non riusciamo a dimenticare quella madre ‘snaturata’ che ci ha cullati con i suoi canti soavi. Continuiamo a sognare quei lunghi pomeriggi trascorsi davanti casa con quei bimbi, che come noi, adesso saranno sparsi in giro per il mondo chissà dove, combattendo la loro battaglia personale.
Ricordo ancora la vecchia zia di quartiere che, con le sue perle di saggezza antica, ci ricordava che la nostra altro non era che “una terra amara”. Aveva ragione. Solo la nostra terra conosce il modo per stregare, ammaliare ed ingannare la sua stessa prole.
Come disse Leonardo Sciascia parlando della sua Sicilia: “Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei.” Amo tutto dei nostri paesaggi insolitamente belli.. Affacciandomi dalla mia finestra mi sembra di veder prender vita un vivacissimo quadro impressionista.
Ecco, però, il sogno lacerarsi: illegalità, intrighi di ogni genere e forma, ingiustizie subite da gente umile e onesta..
Maledettamente bella e traditrice…
Gaio Valerio Catullo
In carica...




















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