“Parole in trincea” di Isabella Di Tomassi

Esistono portali che vengono quotidianamente attraversati per penetrare la conoscenza e zone d’ombra che vengono coraggiosamente affrontate per arrivare al nocciolo della propria anima.

Il bagaglio che accumuliamo tutti i giorni ci rende dubbiosi e incerti o combattivi e sfrontati, ma tutto ciò che ci serve, in fin dei conti, è la capacità di non perdere la ‘misura’, l’equilibrio tra la creatività e il nostro essere ‘animali sociali’… tutto ciò che ci rende migliori invece che solo umani ….

L’avvicendarsi e l’evolvere degli eventi individuali e collettivi ha dimostrato come l’uomo abbia ben imparato a giostrare con le parole avviluppandole, consentendo che esse si permeino di significati che ne ledono la nobiltà e la luce; una luce per il cui tramite quelle parole rimarrebbero costantemente accese e rifulgenti ad indicare la via del rispetto e della libertà ….
E quando quella luce si fa flebile è tutto il mondo che langue con essa …. è così che a volte si lascia che la vita scorra….quasi inconsapevolmente.

Al contrario, i colori di un’idea sono sempre fulgidi ed accesi; le emozioni di una carezza sempre vivide nella memoria; le sensazioni di una condivisione sempre vibranti … E’ così che ci sentiamo spinti alla realizzazione di un progetto, che renda giustizia alla vita stessa anche se questo dovesse costarci qualcuna delle nostre convinzioni…E’ così che ci accorgeremmo che, abbandonate le catene che ci legano alle nostre convinzioni più convenzionali, siamo perfino migliori di quanto avremmo mai creduto!

Adorno affermò : ‘Occorre rivedere continuamente tutto ciò che ha l’apparenza di una certezza’… e, al di là del contesto specifico della frase, in essa c’è una verità che supera ogni tentativo di elusione del suo contenuto, e cioè che ogni uomo ha la possibilità di superare sé stesso non facendo di sé stesso il proprio limite….

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