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“Tempo speciale” di Davide Zanardi

Ci sono persone che per buona parte della giornata usano un orologio che ha solo due ore.

Il nome di queste ore non è, come si potrebbe pensare, un numero: la prima si chiama “inizio turno” e la seconda “fine turno”.

Se le vedi per strada non le puoi distinguere nella massa; sono uguali agli altri e, soprattutto, non portano un orologio speciale con lettere al posto dei numeri, anche se è proprio con quello che scandiscono le ‘loro’ ore ….

Apparentemente conducono la stessa vita che fai tu: mangiano, dormono, passeggiano, vanno al bar, conoscono persone e addirittura qualche volta riescono anche a fare l’amore…proprio come tutti gli altri.

Queste persone però, in certi momenti della giornata, che in genere l’umanità percepisce come le ore 6 del mattino, le 14 del pomeriggio o le 22 della sera devono mollare tutto, indossare l’orologio ‘letterario’ e rispondere al suo rintocco imperioso :

Inizio turno!

E la cosa non sarebbe affatto strana…In fondo, molti hanno un lavoro che il più delle volte non piace, ma queste persone hanno anche un’altra particolarità oltre al famigerato orologio: una settimana composta da otto giorni.

Qui iniziano le complicazioni.

Domanda: come fa una persona che vive una settimana di otto giorni a rapportarsi con la maggioranza che vive in un mondo in cui per convenzione pluri-approvata la settimana di giorni ne ha sette? Non lo fa.

Che fare quando la domenica degli altri corrisponde ad un dei tuoi otto lunedi di fila? Nulla! Si obbedisce all’orologio che dice, sempre imperioso ovviamente: “inizio turno”!!! Evvai! Cloppete, cloppete…Diligente ti dirigi verso la tua fonte di guadagno… pardon, verso il lavoro e lì ritrovi persone che tristemente capiscono di essere nella stessa barca.

Famiglia? Tutto ok. Sono andati al mare, loro.

Figli? Crescono.

Amici? Sono da qualche parte a divertirsi.

Morosa? beh…un pò si arrabbia…dice che non ci sono mai (… – ‘ma non è vero! ci sono! si, lo so…hai ragione….torno che tu stai già dormendo o sei andata al lavoro…Lo so, le domeniche e le feste sei sempre da sola’ -…) eppure continuo ad amarla, anche se so che a volte pensa che io sia un alieno/alienato, o entrambi! E, allora? Lavoro!

Passano otto lunghe, noiose, interminabili ore e tutto ad un tratto sempre quello: l’orologio infernale, dice:

Fine turno!

Aspetti gli alieni/alienati (o entrambi) che vengono a prendere il tuo posto e con un sorriso stanco li saluti, lasci loro le consegne e…cloppete, cloppete…vai finalmente a toglierti la sporca divisa che indossi da otto ore e ti godi uno dei migliori momenti della giornata: la doccia. E lì senti la stanchezza che viene mitigata…e sembra quasi che essa scompaia … anche se non è vero, ma sei felice così.

Ora puoi tornare a casa e riprendere a far credere al mondo che sei come loro, tanto non sanno niente del tuo orologio, della tua settimana, della tua doccia, della tua triste fidanzata sola, famiglia, figli e della tua vita e, probabilmente, neanche gliene frega (forse anche giustamente).

Vita di lavoro a turno…se la conosci la eviti, oppure la vivi…così è.

Però ricorda sempre una cosa: le sorprese che arriveranno per te saranno sempre fuori sincro con quelle degli altri e saranno ‘speciali’, perché arriveranno in momenti che gli altri di solito non vivono e forse non sanno neppure che esistono!

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