[pullquote author="Annamaria Piscopo"]
“Come due cacciatori in attesa della preda perfetta, la più schiva e insicura, aspettiamo l’alba qui, seduti sul tetto del mondo e restiamo a guardarlo fiorire e poi marcire, soccombere alla gelida folata di gennaio e riscaldarsi al primo sole di maggio. Aspettiamo l’alba, e non curiamoci della notte trascorsa perché è sua non più nostra; dimentichiamo la luna carezzevole e cospiratrice e aspettiamo il sole del primo nuovo mattino.
E quando arriverà saremo i primi a toccarlo con le dita e a sfiorarlo con la punta dei sogni. Dormire non basta, non serve riposarsi, è cosa comune e mortale. Stavolta siamo noi gli dei, ai nostri piedi le paure e sulle nostre teste le mille possibilità. Guardalo sta sorgendo, forte e sicuro, cocente e imperioso. Si leva e ci guarda e ci spinge a sorridere perché è nostra e non sua la felicità. E quando scenderemo da qui, quando torneremo ad essere due teste e due pensieri persi tra milioni di di teste e pensieri, ricorderemo tutto questo come il migliore dei sogni ad occhi aperti. E di notte, al buio chiuderemo gli occhi e aspetteremo che faccia giorno per tornare a sbadigliare.
È arrivato il giorno, viviamo ti va ??”
In carica...




















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