
Ci sono giorni e fatti
che ti calano sulle spalle una gelida coltre,
al punto da anchilosarti la schiena,
e i pensieri fluttuano come giunchi al vento.
Ti guardi nello specchio,
e le lacrime non scorrono…
sono granuli di ghiaccio che oscillano tremolanti
sui bordi delle palpebre immote e gonfie .
La tristezza è una morsa pungente che ti pervade il petto.
È un ansare. Ti giri e rigiri e l’affanno ti porta a bramare ossigeno
da respirare o da bruciare per dare corpo calore e tono
a membra immote e flosce dallo stupore….
Il tempo passa e con esso il torpore s’avanza sul dolore,
rendendo tiepido e malleabile il cuore e la ragione
che ricamano trame delicate sottili e gentili e tenue,
come ombre sinuose proiettate dal baluginare di una candela
al davanzale …
In carica...




















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