“Di un onesto onore” di Muchodark Babenco

[pullquote author="Muchodark Babenco"]
Se tu sei dio
allora io
chi sono?
Non so spalancare
le nubi
come un sipario
ma ho trasportato
sulle cime
degli anni
il peso
d’un cuore
colmo di affanni
Riconoscimi un merito
appuntami
un raggio
del tuo sole
sul petto
poi lasciami qui
a cercar d’indovinare
la traiettoria
delle prime rondini



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  1. Il problema di Dio (non me ne vorranno i credenti) è che è un gran burlone in realtà: chissà quanti raggi ha già distribuito in giro per il mondo e le varie ere dell’uomo, l’unico alquanto non trascurabile difetto, è che Nostro Signore è capace di camuffarli anche sotto la forma di un vaso che ti cade in testa. Sta a noi decifrare i suoi “doni”. E forse è proprio in questo che risiede la grandiosità dell’uomo: aver la potenzialità (che temo verrà soppressa fra poco) e la possibilità (in realtà questa penso che avrà vita ancora più breve) di decifrare secondo la sua coscienza.
    Comunque molto bella.

  2. Concordo con Nic, la grandiosità dell’essere umano sta proprio nel decifrare secondo coscienza quello che accade ogni giorno. Ad ogni modo dovremmo però chiederci che cosa si intenda per “coscienza”.

    Adoro in modo particolare questi versi:
    “ma ho trasportato

    sulle cime

    degli anni

    il peso

    d’un cuore

    colmo di affanni”
    Bellissimi, complimenti.

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