“L’inverno dell’anima” di Nina

inverno Nina

Quel freddo inverno ghiacciò
tutto, anche il mio cuore di bambina, travolto
dalla gelida tristezza di quella partenza
anzitempo e senza ritorno, che il fato
ci prescrisse, mia dolce mammina.
Col capo piegato coperto di neve,
rimembro, m’avanzai mogia nell’immacolato paesaggio
lungo il sentiero che porta al ruscello; sul suolo innevato,
nette in rilievo le orme dei tuoi stivali.
Il cuor mi balzò dal petto e corsi e inseguii come furia
ansante quei solchi a me sì cari, che bramavo
portassero a un traguardo che scacciasse
per sempre l’incubo peggiore.
Non fu così. Le impronte si dileguarono in rivoli
prima della staccionata muschiata a ridosso del rio,
dove ci raccoglievamo in gioco con grida stridule
e acerbe risate tra i fiori gialli, che sempre corollavano
le nostre facezie di bambine.
Il tempo non ti ha portato via dai miei ricordi,
che ora sanno di donna, e ovunque tu sia,
mia cara mammina, aspettami, sarà
bello riprendere quel gioco tra le spighe dorate
e senza più inverni dell’anima.

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