[pullquote author="Valentina Gaglione"]
Assolata piazza dormiente
nel meriggio estivo
con persiane schiuse
come la curiosità di anziane donne
dietro tende di mielato macramé.
L’afa asciuga le parole
e i salti di un bambino
giungono a cantilena smarrita
Tante volte mi son chiesto
cosa fosse poi il diverso
di diverso cosa c’è
se io guardo te e me
Il precipizio della piattezza
non ha fondo.
Cosa sarebbe la musica di un piano
se non ci fossero i tasti?
le dita di Petrucciani, pallide e tozze
e di Ellington, nere terra?
Che musica verrebbe fuori!
Rinfrescherebbe l’arsura
di questo canto,
di questo posto.
E sentirei chiaramente
Tante volte mi son chiesto
cosa fosse poi il diverso
di diverso cosa c’è
se io guardo te e me
Sulla panca viola di sole
ho stretto la mano al matto
“brava ragazza,
l’ho sai che non si parla agli sconosciuti?”
Poi è andato via con le foglie.
Lo avrei seguito
ma ero senza forze
E persi l’occasione
di svestire un mistero
e raccontare il mio.
Tante volte mi son chiesto
cosa fosse poi il diverso
di diverso cosa c’è
se io guardo te e me
Pelle che fa invidia all’ebano
Aromi regalati da Nabim
per asciugare le mie lacrime d’una sera
in cui il campanile non si vedeva
ma erano chiare le risposte.
Tante volte mi son chiesto
cosa fosse poi il diverso
di diverso cosa c’è
di diverso non c’è né
se tu ascolti ascolto te.





Valentina
14 gen ’10
Siete meravigliosamente meravigliosi e questa l’avete pubblicata al momento giusto!!!
Grazie sempre e infinitamente
SIAMO TUTTI UGUALI!!!!!!!
Mariella Soldo
14 gen ’10
immagini di poesia, ben dipinte
Valentina
19 gen ’10
Grazie Mariella sempre
per l’attento ascolto
Vale
erremme
20 gen ’10
bella sitesi tra foto e lirica! bravissima valentina!
erremme