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“Mambo – Capitolo 6″ di Marianna Grillo

Tornarono a casa dopo qualche mese, Maty aveva preso una brutta polmonite, quando tossiva sembrava cacciare via dal suo corpicino un po’ di vita.
Odiava stare a letto e in compagnia dei due suoi amici, andava comunque in giro per la sua Napoli, infagottata da sciarpe e cappellini di lana, l’inverno le entrava nelle ossa gracili.
Continuava a lavorare al centro e alla libreria, senza che il signor Gennaro sapesse tutto quello che le era accaduto, anche se il vecchio si era ben informato, fingeva, perché aveva imparato a volerle bene.
Il padre di Maty arrivò una mattina, con la grandine e le regalò un quadro che la ritraeva nuda che correva in un campo di girasoli, assomigliava a qualcosa, pensò la ragazza, ma non ricordava a cosa….
“SONO STATO IN OLANDA, QUESTO E’ UN SOGNO CHE HO FATTO LI’”
La sua bambina aveva la pelle piu’ bianca del solito, poteva solo immaginare quanto soffrisse, comprendeva quanto aveva subito, anche se non aveva mai perso la forza di sorridere, con il cuore.
Suo padre la osservava dormire di notte, con il suo respiro leggero e si accusò di tutto quello che la sua bambina aveva passato, lasciarla anni interi da sola, in qualche paesino sperduto, da qualche suo amico, poi riprenderla con sé e poi riconsegnarla di nuovo nelle mani di qualche sconosciuto in qualche parte del mondo, lontano, Matisse non possedeva radici, proprio come lui, aveva insegnato a sua figlia l’arte di amare ogni cosa, ogni oggetto, ogni uomo, ogni donna che entrasse a far parte della sua esistenza, ma non era stato capace di starle vicino, di farle da padre.
Un pomeriggio in casa rimasero i tre amici, soli come un tempo, Serena si preparava per andare al centro, mentre Omero e Maty giocavano al cruciverba sdraiati sul divano, §non la lasciavano mai sola.
“OK IO VADO”
la ragazza baciò le labbra di Maty e la fronte del ragazzo
“SERENA NON FARE TARDI CHE STASERA CUCINIAMO UNA COSA CHE ABBIAMO TROVATO SU INTERNET IN UN SITO DI RICETTE, UNA COSA INDIANA”
fece il ragazzo prendendola in giro
“FACCIO TARDI STASERA!!”
risero mentre la sentirono sbattere la porta.
Serena scendeva le scale sorridendo, sì, avevano avuto tutti e tre un’altra possibilità!
“ALLORA DOVE ERAVAMO RIMASTI?”
“AH SONO STANCA OMERO DI QUESTO GIOCO”
“MA SCHERZI E’ ECCITANTE!!”
i due ragazzi risero, poi Omero piano divenne silenzioso
“E ORA, COSA TI PRENDE?!”
“NIENTE, E’ CHE SEI COSI’ BELLA”
“MI PRENDI IN GIRO COME AL SOLITO”
il ragazzo sorrise e Maty lo abbracciò
“OCCHI GRANDI COME IL CIELO”
il ragazzo la guardò, Maty si consumava ogni giorno di più, ma la sua pelle rimaneva intatta e bianca, erano sparite anche le macchie nere dal corpo e respirava meglio
“NON HO MAI FATTO L’AMORE CON NESSUNO”
fece la ragazza
“MI PRENDI PER IL CULO?”
fece il ragazzo irrigidendosi
“QUELLO ERA SESSO, E’ DIFFERENTE!!”
Maty si alzò e andò in cucina, si avvicinò al frigo per prendere del tè, Omero la seguì e iniziò a baciarle il collo dolcemente, dalle mani di Maty cadde la bottiglia aperta della bevanda, facendola rovesciare tutta sul pavimento
“ACCIDENTI”
“LASCIA PERDERE MATISSE , VIENI CON ME”
lei sorrise e lo seguì tenendolo per mano, in camera, non capiva, seguiva lo sguardo diverso del ragazzo e non intuiva, ma si fece portare senza opporre resistenza e Omero per la prima volta dopo tanto tempo sapeva cosa fare e in che modo.
Si stesero sul grande letto della ragazza
“COSA VUOI FARE OMERO?”
“HO VOGLIA DI FARE L’AMORE CON TE”
Maty sorrise arrossendo come una bambina, Omero aiutò la ragazza a svestirsi piano, affondava la bocca nella sua carne, con la lingua le accarezzava piano il palato, le labbra semiaperte, modellava con le mani la sua forma esile, baciò ogni vertebra della sua schiena, le accarezzava i capelli e si perdeva nel suo sorriso timido.
La proteggeva tenendola stretta al suo torace, aveva così paura che ogni sua carezza potesse farle del male, quasi potesse spezzarla.
Come aveva potuto procurarsi da sola cosi tanto dolore?
Da vicino vide le sue sfumature violacee, i punti di non ritorno sulla pelle e li baciò, Maty sentiva il respiro del ragazzo sui suoi seni, piangeva, e le lacrime le rigavano silenziosamente il suo sorriso, non aveva mai provato tanto.
I due ragazzi si tennero stretti quasi a soffocare l’urlo viscerale del ventre del cuore, del petto, della carne, che gridava di dolore, d’amore… d’amore… d’amore
“RIMANI OMERO, RIMANI”
gli disse mentre gli accarezzava la nuca dolcemente.
A letto rimasero a guardarsi, a sorridersi, ad accarezzarsi
“METTI LA MIA MUSICA…”
“OK VADO”
il ragazzo scese dal letto e andò in salotto, mise su il vecchio disco, quando le prime parole iniziarono a scaldare l’aria, Omero rientrò in camera e si sdraiò di nuovo al fianco della ragazza, le baciò le labbra e fu lì che si accorse che non c’era respiro, appoggiò l’orecchio al cuore e nulla…
Matisse non c’era più.
“MATISSE NON SCHERZARE…”
Nulla
“MATISSE CAZZO RESPIRA NON MI PIACE QUESTO SCHERZO”
Rimase a fissarla sconvolto, mentre anche il suo respiro si fermava
“OH DIO MIO NO, CAZZO NO MATISSE CAZZO…”
urlava piangendo il suo nome
“MATISSE, PERCHE? PERCHE’?”
le chiese il ragazzo senza ricevere risposta
“PERCHE’ NON MI HAI DATO IL TEMPO DI DIRTI CHE…. TI AMO NON E’ GIUSTO MATISSE, CAZZO RESPIRA… RESPIRA TI PREGO”
le baciò forte la bocca, ma Maty era da un’altra parte.
Si accoccolò accanto al suo corpo piangendo e stringendola forte.
Qualche ora più tardi quando Mario rientrò in casa, fu lui a trovare nel buio il corpo gelido e nudo di sua figlia accanto a quello febbricitante di Omero.

(CONTINUA)

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  • 3 Commenti

    1. Ilaria
      Pubblicato 7 giu ’10 alle 10:02 | Link Permanente

      Stupendo!!!!

    2. Ilaria
      Pubblicato 7 giu ’10 alle 10:03 | Link Permanente

      Complimenti Marianna!!!

    3. berry:)
      Pubblicato 7 giu ’10 alle 18:19 | Link Permanente

      è la seconda volta che mi fai piangere la vuoi finire??
      a parte scherzo è davvero bella la storia, è semplice, il testo è scritto bene è scorrevole veloce incalzante e poi ci sono diversi colpi si scena nel corso di tutta la storia che davvero nn ti aspetti:
      Complimenti ora aspetto l’epilogo:)

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