Al funerale di Matisse c’erano molte persone, amici di Mario, il signor Gennaro visibilmente commosso e Ewan che era stato da poco scarcerato.
Quando la bara fu ricoperta di terreno e Serena e Omero misero sul mucchio di terra un girasole, il signor Gennaro si avvicinò ai due ragazzi
“IO VOLEVO BENE ALLA SIGNORINA MATISSE, ERO UN PO’ BURBERO CON LEI MA LE VOLEVO BENE…”
“MATISSE LO SAPEVA, ANCHE LEI LE ERA, MOLTO LEGATA”
rispose Serena e l’uomo andò via seguendo gli altri, ma insieme ai due ragazzi rimase Ewan, che piangeva come un bambino
“NON SERVE PIU’ A NULLA PIANGERE EWAN…”
gli disse Omero con rabbia avvicinandosi a lui
“IO AMAVO MATISSE”
Che modo di amare era stato il suo?
“TUTTO SOMMATO MI PIACE CREDERE CHE LA VITA CI PRESERVA SEMPRE UN ALTRA POSSIBILITA’, LEI HA SEMPRE SPERATO POTESSI CAPIRLO ANCHE TU”
“NON HO IL CORAGGIO CHE AVEVA LEI”
“BASTA FARSI AIUTARE, EWAN”
continuò Serena prendendolo per mano, ma lui gliela lasciò e sia avviò fuori dal cimitero.
Omero e la ragazza rimasero ancora lì, con le lacrime che non smettevano di scendere e il naso freddo.
“A COSA STAI PENSANDO?”
Gli chiese Serena
“A LEI…”
Si guardarono negli occhi e si sorrisero
“IO VADO SERENA, TORNO A CASA”
“TRA UN PO’ VADO ANCHE IO”
“OK”
Omero le baciò la fronte e andò via.
EPILOGO
La libreria era piena di gente e Omero non credeva che a quella conferenza c’era così tanta gente, era il suo secondo libro e dopo il successo del primo non immaginava di fare altrettanto con il successivo.
Una marea di ragazzini affollava la prima fila accanto a fotografi e giornalisti
“ALLORA SIGNOR DI PIETRO LA SUA EROINA E’ TORNATA?”
Fece un giornalista iniziando
“SI, MI PIACEVA L’IDEA CHE LEI POTESSE RITORNARE PER UN’ALTRA SFIDA”
“MATISSE DOPO LA MORTE DEL PRIMO LIBRO RESUSCITA QUINDI…”
“SI, E NEL SECONDO SPIEGO COME”
“INSOMMA SI SPERA CHE DAVVERO NEL 2999 ANCHE NOI POTREMMO DAVVERO FAR RESUSCITARE I MORTI”
“CON LE TECNOLOGIE CHE AVREMO TRA MILLE ANNI E’ IL MINIMO”
Dopo varie risposte a domande per la maggior parte stupide, firmò i libri per tutti fino al tardo pomeriggio, fino a sfollare la libreria.
“GRAZIE SIGNOR OMERO PER ESSERE VENUTO”
Il vecchio Don Gennaro si avvicinò al ragazzo, e gli strinse la mano
“DOPO TUTTI QUESTI ANNI RICORDARSI DI ME…”
“VERAMENTE PENSAVO FOSSE MORTO”
L’uomo si accigliò
“SCHERZO!”
“AHHH”
Sospirò l’uomo allontanandosi.
Ritornare a Napoli, dopo 4 anni vissuti a Roma e poi lì in quella libreria, gli vennero i brividi
“E A ME NON FAI L’AUTOGRAFO?”
Mentre indossava il cappotto si girò, era lei sì era proprio lei
“SERENA”
La ragazza sorrise e si avvicinò a lui
“MA I TUOI CAPELLI…”
“TI PIACCIONO? LI PORTO CORTI ORMAI”
“SEMBRI UNA RAGAZZINA”
“LO SO”
Si abbracciarono forte, aveva lo stesso odore di sempre, quanto le era mancato.
Uscirono dalla libreria e passeggiarono
“COME SAPEVI CHE ERO Qui?”
“VENGO SEMPRE IN QUESTA LIBRERIA, ME LO HA DETTO IL SIGNOR GENNARO”
“CAPISCO..”
Si sorridevano imbarazzati, erano passati 4 anni
“SEI… INVECCHIATO”
“HO SOLO 30 ANNI”
e risero
“LAVORI SEMPRE AL CENTRO?”
“NO”
“DAVVERO?”
“HO UNO STUDIO MIO, FACCIO LA PSICOLOGA”
“MA NON E’ POSSIBILE!”
“SI INVECE, TU INVECE CI SEI RIUSCITO A PUBBLICARE UN LIBRO”
“SI…”
“MATISSE…”
Si guardarono tristemente
“SAREBBE BELLO SE POTESSE RESUSCITARE ANCHE LEI”
Omero non rispose, e si mise le mani in tasca
“HO L’HOTEL QUI VICINO”
“NO ASPETTA, VIENI CON ME DEVO FARTI VEDERE UNA COSA”
“OK”
Rimasero in silenzio tutto il tragitto, conosceva benissimo la strada che stavano facendo, i palazzi, le pietre, l’asfalto delle strade, i colori, non era cambiato nulla, entrarono nell’appartamento, era tutto diverso
“MI SEMBRA COSI’ STRANO VEDERLO DIVERSO”
“TI PIACE?”
“UN CAMINO ANCHE…”
“SI”
Si sorrisero imbarazzati, tutto gli tornava in mente, le parole, le risate di Matisse, eppure la teneva vicino ogni giorno.
Alle pareti c’erano varie fotografie, c’era anche lei, e poi Serena in abito da sposa con un uomo al suo fianco, la vide
“TI SEI SPOSATA?”
“SI”
Suonarono alla porta, lui rimase a guardare la foto, era un bel ragazzo l’uomo che sorrideva con lei, Omero si sentiva anestetizzato, voleva scappare via, troppi ricordi, fece un giro per la casa ed entrò in quella che un tempo era di Maty, ora era tutta colorata e c’era un lettino piccolo, giochi sparsi ovunque, e un libro su un piccolo comodino rosa, cosa significava tutto quello?
Era il suo libro, il primo, “IL SOGNO DI MATISSE” l’eroina del 2999
“OMERO”
“HAI UN FIGLIO?”
Una bambina con un grembiule rosa e un caschetto nero, sbucò da dietro le gambe di Serena
“SEI TU CHE SCRIVI LE STORIE?”
Serena sorrideva felice, non l’aveva mai vista così
“SI”
Rispose lui ancora senza capire
“HAI VISTO TE L’HO DETTO CHE MAMMA NON DICE BUGIE CHE CONOSCE DAVVERO IL SIGNORE DELLE STORIE”
Omero si inginocchiò di fronte a lei, la bambina gli toccò il viso, aveva degli occhi neri e grandi
“LO SAI CHE SI CHIAMA COME ME?”
Fece la piccola
“CHI?”
“MATISSE, COME ME MATISSE”
Omero iniziò a ridere e con lui anche Serena, prese in braccio la bambina e la abbracciò forte.
Matisse continuava ad esserci.
THE END










In carica...




















Brava come in tutto il romanzo non sei stata scontata e banale neanche nel finale.
Complimenti…
è stato bellissimo,l’ho letto tutto d’un fiato xkè mi ero xsa alcuni capitoli….brava Mary!!!