Racconti — 10 feb ’10 14:17

“Diario di bordo di James pilota di biplani” di il Nic

23 Dicembre 1983
Oggi ho incontrato Dio.
Volo da vent anni, ma mai come oggi mi sono sentito tutt’uno col mio piccolo biplano verde.
Sono decollato alle 6:23 in punto dalla pista n°3.
Un timido rossore iniziava a verniciare il nero sipario notturno, mentre le stelle venivano oscurate dalla crescente luce mattutina; ecco la loro eclisse.
Il mio piccolo biposto spiccava il volo verso le alte cime innevate tinte col rame dall’alba, ed io con lui venivo proiettato verso una dimora divina.
La penetrante aria di quel tramonto mattutino si infiltrava sotto i miei vestiti, mi avvolgeva il cuore e man mano che il mio biplano penetrava nelle nubi vaporose dalle loro gocce d’acqua sinfonie di archi arcobaleno mi davano il buongiorno, riposando le mie orecchie, nutrendo il mio spirito.
Ed il vento…lo ascoltavo come non avevo mai fatto in vita mia; i fruscii delle sue sete contro le ali del mio biplano mi facevano pensare al suono emesso dalle mani di  entità soprannaturali impegnate nel sollevare questo volatile metallico.
La foschia nella quale ero immerso andava diradandosi man mano che le mie dolci virate mi conducevano in alto verso il blu più immacolato, là dove è sempre sereno, là dove non esiste ombra che possa oscurare il cuore.
Non ero più io a pilotare l’aereo, era lui che mi conduceva verso l’infinito, verso la pace donata da un’immensità che la mente umana non può concepire, ma solo il cuore intuire.
Le mie braccia le sue ali, i miei muscoli il suo motore, la mia mente la sua elica…eccolo il Sole, puntavo verso di lui, verso il suo regno, da solo con me stesso, da solo con tutte le mie paure che si scioglievano come colori a tempera bagnati: stavo veramente vedendo tutto ciò o lo stavo dipingendo io stesso con le paure che questo paesaggio aveva trasformato in colori?
L’alba aveva ormai vinto la sua battaglia con la notte, inondava con il suo calore il corpo infreddolito da una nebbia nella quale mi ero perduto da troppo tempo.
Stavo abbattendo il confine che l’uomo aveva creato tra lui stesso e la natura.
Fu allora che chiusi gli occhi e incontrai Dio.
Nic

Ispirata da “Trovare Dio” de I NOMADI e dedicata a tutti coloro che, come me, non hanno ancora trovato Dio.

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