Due viaggiatori si incontrarono sulla via maestra che portava alla città del sole.=
Per entrambi l’altro era la prima persona che incontravano dopo tanti mesi di solitario peregrinare, quindi accettarono con grande felicità la presenza vicina di un proprio simile.
Il viaggio tra l’altro stava portandosi a compimento per i due ricercatori, quindi potevano anche permettersi di dedicarsi al dialogo, alla conoscenza reciproca, piuttosto che esclusivamente al cammino.
Entrambi si dimostrarono non più avvezzi alla presenza di un altro vivente al proprio fianco, quindi le prime parole risultarono particolarmente stentate e frammentarie.
L’uomo è una creatura sociale e non scorda quasi mai come si fa a stare con gli altri.
Sorprendentemente scoprirono di essere provenienti dalla stessa città natale, oltre ad essere impiegati nella stessa azienda di spedizioni: avevano un sacco di cose in comune eppure non si erano mai accorti l’uno dell’altro, pur vivendo e lavorando praticamente affiancati.
Ora entrambi correvano per raggiungere il luogo da tanto tempo sognato, ed oltre a mancare così poco alla meta avevano scoperto che nel mondo dal quale erano entrambi partiti esisteva un essere col quale potevano realmente parlare.
La vita, però, alcune volte è buffa.
Il 3° giorno ci fu un imprevisto: un bivio.
Eppure sulla cartina di entrambi non compariva.
La tensione creata dall’insondabile dilemma venne però in parte smorzata da una lieta scoperta; all’incrocio delle due strade era presente un vecchio cartello di legno, reso un po’ marcio dalle intemperie, ma che presumibilmente avrebbe indicato la via per la loro destinazione.
Il primo viaggiatore lesse: -A destra “strada facile per la città del sole”, a sinistra “strada difficile per la città del sole”. Non credo ci siano dubbi mio caro compagno; la strada difficile probabilmente è un mulattiera impiegata da qualche pastore che vive in solitudine con le proprie capre. Allungheremo inutilmente il nostro viaggio rischiando, tra l’altro, di incorrere in qualche pericolo.-
Si era già incamminato a destra mentre proferiva tale giudizio, quando il secondo viaggiatore strabuzzando gli occhi lo prese per una manica e strattonandolo un po’ malamente disse: -Mi sa che hai avuto un’allucinazione: se rileggi con maggiore attenzione noterai che è a sinistra la strada più facile-
Inizio’ una discussione molto animata sulla paradossale questione: ognuno leggeva un messaggio diverso nel cartello e come se non bastasse, ognuno dei pellegrini descriveva una strada corrispondente all’indicazione opposta nelle caratteristiche a quella descritta dal proprio compagno d’avventura: il primo viaggiatore vedeva una bella strada pianeggiante di campagna dove il secondo vedeva una parete difficilmente scalabile, mentre il secondo vedeva un bel litorale al tramonto dove il primo vedeva la brulla mulattiera.
Alla fine, essendo inconciliabili le rispettive posizioni, i due si divisero con la sensazione, però, di aver perso e contemporaneamente guadagnato qualcosa.
Fine





Lalla
17 gen ’10
Forte! ;-)
Mi sembra inutile, banale, scontato e fuori luogo chiedere cose tipo:
I DUE ERANO UN UOMO E UNA DONNA?
ALLA FINE DEL VIAGGIO, SI RINCONTRANO?
PER QUALE AZIENDA LAVORANO (MAILBOXES ETC., AD ES.)?
E’ UN SOGNO? DI CHI (LUI CHE SI ACCOMPAGNA A LEI O VICEVERSA)?
I DUE SONO ITALIANI?
… ecc.
Dunque, non chiedo!
Paola Baldini
18 gen ’10
Osserviamo le cose con occhi differenti e forse proprio in questo sta la ricchezza della diversità. Alla fine i due si dividono…peccato! Forse hanno perso un’occasione!
Comunque, bello!
Nic
19 gen ’10
Per Lalla; l’unica domanda alla quale posso rispondere con sicurezza (in realtà ad alcune domande non so rispondere neanche io:)) è quella riguardo alla ditta di spedizioni: non è una ditta precisata, semplicemente su almeno un punto nel racconto volevo essere un po’ più preciso. E con preciso penso di usare un eufemismo, perché in realtà non lo sono neanche un po’. Semplicemente la ditta di spedizioni è il primo lavoro che mi è venuto in mente. :)
Comunque sono anch’io dell’idea che entrambi abbiano perso un’occasione…
Nic
Lalla
19 gen ’10
Pfui! [sospiro di sollievo] ;-)
Se avessi risposto ad una (o più) domande, FORSE (???) sarei rimasta delusa.
Dunque: GRAZIE :-)
Nic
19 gen ’10
E’ vero alcune volte la realtà è veramente banale e deludente… molto meglio rimanere vaghi e legati alla fantasia; in quel caso, almeno non sei legato ad una sola risposta o una sola conclusione. ;-)
Nic
Lalla
19 gen ’10
Ma se…
eheheh (scherzo) sulla strada si presentava un TRIVIO, o QUADRIVIO, o… PENTA-ESA-ETTA-OCTA… e bla-bla-bla :-)
che si faveva?
Immagina la caciara!!!
;-)
Nic
19 gen ’10
penso che si sarebbero uccisi a vicenda: e a pensarci bene questo avrebbe comportato un sacco di problemi in meno per entrambi (anche se io ti confesso, avendo un po’ più di simpatia per il primo viaggiatore, credo che quello ad avere un po’ meno di problemi sarebbe stato lui :-)).
Niente se, niente ma, in questo modo ognuno si sarebbe portato con sè il segreto della propria interpretazione. :-)
E’ veramente divertente comunque discutere riguardo ad una storia immaginandone le possibili varianti sapendo benissimo che quel che è scritto e già scritto e non può variare. Un po’ come chiedersi se cappuccetto rosso, invece di andare dalla nonna, quel giorno fosse rimasta a dormire: chissà come sarebbe cambiata la sua e la nostra vita.:-)
Lalla
19 gen ’10
Motivo per cui (va be’, va be’ ;-) TRA I TANTI ALTRI) m’è piaciuto il racconto?
Ha evocato mille (e mille, mille, mille…) storie.
Bravo Nic (o… brava)? Nic e NON Nick? ;-)
Nic
20 gen ’10
Questo lo posso concedere nonostante il nome incompleto: sono un lui, quindi un Nic.
Comunque ne ho scritto un altro di racconto in precedenza, un po’ lunghetto lo ammetto, però credo che possa essere anch’esso spunto per “millemila” nuove conclusioni e varianti. Se ti capita dagli uno sguardo.
Grazie comunque dello scambio di commenti.
Il Nic